Avviamento all'Evangelo Eterno

(Brani tratti dal libro)

Invocazione

Ti chiamo e t'invoco, Trinità Santa,

Onnipotente Padre, Figlio e Spirito Santo.

Vieni benefica Luce, con la tua celeste Gerarchia

di Angeli e Arcangeli, Principati e Virtù,

Potenze e Dominazioni, Troni, Cherubini e Serafini.

Vieni in mio soccorso per il sacrificio del Signore Gesù Cristo,

Figlio tuo e Salvatore nostro, e con la Santa Vergine Maria

e 1'assistenza della Sofia creata in unione al Padre e allo Spirito Santo.

Ti chiamo e t'invoco, o Signore Re dell'Universo,

ascolta la mia preghiera,

risvegliami alla realtà perenne del tuo Regno senza fine.

Realizza in me la purezza, la contemplazione

e la perfezione al sommo grado,

e trasmetti agli ordini gerarchici inferiori 1'illuminazione

per capire i misteri divini in spirito di umiltà e carità,

affinchè io ti ami con tutto il mio cuore,

con tutta la mia anima e con tutta la mia mente,

e ami il prossimo mio come me stesso.

 

Tommaso Palamidessi

Roma,16 febbraio 1982

 

Introduzione

L'Avviamento all'Evangelo Eterno conduce all'Apocalisse di Giovanni Evangelista, conosciuto anche sotto l'appellativo tradizionale di San Giovanni d'inverno festeggiato al "Solstizio invernale" il 27 dicembre.

L'Apocalisse è un libro di 22 capitoli, il numero esatto delle lettere dell'alfabeto ebraico, il cui uso si allaccia al simbolismo Kabbalistico.

La frase "Evangelo Eterno" si legge nel Capitolo 14, versetto 6, dal quale si svolge tutto un insegnamento profondo ed una particolare metodologia per provocare e affrontare l'esperienza della Merkavah e del Trono; esperienza che si collega al mistero della Sofia creata e della Gerusalemme Celeste, della SS. Vergine e di Dio Verbo in unione al Padre e allo Spirito Santo, e alla gerarchizzazione personale con i Cori Angelici.

Questo breve trattato scritto per i chiamati da Archeosofica seguendo l'ordine Iniziatico Loto+Croce, per i prescelti da Dio, contiene importanti cose per chi sa capire. Beati coloro che sanno intuire e ascoltare la chiamata della Trinità.

Occorre una ferrea, tenace, ottimistica preparazione archeosofica per consolidare l'amicizia dell'Onnipotente Uno e Trino, alimentando il dono della Grazia con l'energica ascesi che apre la via al battesimo di fuoco: il Fuoco di Dio Spirito Santo.

Questa breve sintesi sul valore profondo dell'insegnamento Archeosofico è stata fatta nelle condizioni spirituali e iniziatiche migliori e allo stesso tempo peggiori per gli impedimenti fisici conformi alla legge del "SILENZIO INIZIATICO", avvenuti nel modo più drastico il giovedì 28 gennaio 1982 in Roma alle ore 19 e giorni successivi.

L'Iniziatore talora paga per sé e per gli altri l'audacia di bussare alle porte del "SANCTUM REGNUM".

L'Evangelo Eterno è ricordato più volte dagli scritti di Origene sia in I Princìpii, sia nel Commento al Vangelo di Giovanni, sia nelle Omelie ai Numeri. Così si scrive ne' I Princìpii (Libro IV, 13): "... i santi vivranno secondo la Legge dell'Evangelo Eterno... (Apoc. 14,6). " E abbiamo ancora altri dettagli nella III Omelia ai Numeri, 3: "... è Paolo che per indicare che vi è inoltre un genere di Chiesa dei Primogeniti, nella sua Epistola (Eb.12:18-23) dice: - Voi infatti non vi siete accostati ad un fuoco ardente che si possa toccare, ma vi siete avvicinati alla montagna Sion, alla Gerusalemme celeste, Città del Dio vivente, alle miriadi che formano il coro di angeli e alla Chiesa dei primogeniti iscritti nei Cieli".

L'Ekklesia dei primogeniti è l'ordine più elevato degli eletti iscritti nei Cieli. Questo è un segreto iniziatico che gli avanzati dell'Ordine Loto+Croce conoscono o conosceranno man mano che gerarchizzano se stessi nel profondo della loro anima con le gerarchie angeliche in conformità all'ascesi della Merkavah.

AVVIAMENTO ALL'EVANGELO ETERNO

L'ordine delle nove Schiere Angeliche è riprodotto nell'anima riabilitata dalla Grazia Divina e dalla Sofia creata

Quando la Grazia scende nell'Iniziato, lo spirito si fa da scala alle supreme ascensioni; in tal caso si conforma alla Gerusalemme celeste, nella quale può entrare soltanto chi è stato degno e capace di far scendere nel suo cuore la grazia di Dio.

Da parte sua il francescano San Bonaventura così scrive nel suo Itinerario: "4. il nostro spirito diventa gerarchico per salire in conformità a quella Celeste Gerusalemme, nella quale nessuno entra se essa stessa prima non entra nel cuore con la grazia, come vide Giovanni nell'Apocalisse".

Allora discende in noi la Gerusalemme Celeste quando il nostro spirito, trasfigurato, sublimato per le virtù teologali, sensibile ai diletti dei sensi spirituali, capace di rapimenti estatici, diventa gerarchico cioè purificato, illuminato e perfetto. Così viene anche insignito dei nove gradi angelici, quando ordinatamente in lui si dispongono l'annunzio, l'insegnamento, la direzione, l'ordinamento, il vigore, l'impero, l'accoglimento, la rivelazione, l'unione, i quali gradatamente corrispondono ai nove ordini angelici; in modo che i primi tre dei predetti gradi riguardano nella mente umana la natura, i tre seguenti riguardano l'industria umana, e i tre ultimi la grazia.

Ottenuti questi doni l'anima, rientrando in se stessa, entra nella Gerusalemme celeste dove, considerando gli ordini degli Angeli, vede in essi Dio il quale opera in tutte le loro azioni. Perciò dice Bernando ad Eugenio che "Dio nei Serafini ama come carità, nei Cherubini conosce come verità, nei Troni risiede come giustizia, nelle Dominazioni domina come maestà, nei Principati governa come principio, nelle Potestà difende come salvezza, nelle Virtù opera come forza, negli Arcangeli si rivela come luce, negli Angeli assiste come pietà. Da tutto ciò si vede come Dio è tutto in tutto contemplando noi nelle nostre menti, in cui abita per i doni della sua sovrabbondante carità".

"Ci conducono a Dio per mezzo delle operazioni gerarchiche, cioè di purificazione, illuminazione e perfezione della mente umana, mediante le gerarchiche rivelazioni delle Sacre Scritture date a noi per mezzo degli Angeli, secondo il detto dell'Apostolo che la Legge è stata data dagli Angeli in mano al Mediatore. E finalmente perveniamo a Dio per mezzo delle gerarchie e degli Ordini gerarchici che nella mente nostra si devono disporre come nella Celeste Gerusalemme".

San Bonaventura in Collationes in Hexameron, 20 n. 21-30, scrive di tre momenti della gerarchizzazione animica. Ossia la monarchia divina esercita il suo influsso nell'anima con la mediazione della gerarchia angelica ed ecclesiastica.

La prima gerarchia (Serafini, Cherubini e Troni) è assimilata al sotto monarca ed è distribuita in modo che sia illuminata solo da Dio; la seconda (Potestà, Virtù, Dominazioni) è illuminata da Dio e dalla prima gerarchia; la terza gerarchia (Principati, Arcangeli, Angeli) lo è da Dio e dalle gerarchie suprema e media. La gerarchia ecclesiastica è influenzata da tutte.

Il purgare si addice agli Angeli, illuminare agli Arcangeli, e la perfettibilità (perficere) ai Principati.

Secondo San Bonaventura solo la terza gerarchia influenza direttamente la gerarchia dell'anima.

Ripetendo quanto già detto, il nostro spirito, quando Iddio scende nel cuore e restaura la sua immagine con le virtù teologali, per il diletto dei sensi spirituali e i rapimenti estatici, questo nostro spirito diventa gerarchico, ossia purificato, illuminato e perfetto.

In questo formidabile lavoro non siamo mai soli, ma ci sorveglia sempre la Sofia Creata, ossia "l'archetipo dell'anima del mondo" nel senso di modello primo di cui l'anima del mondo è per ora una brutta copia, una pessima imitazione, come già scrivemmo nel 1974 nel nostro trattato sulle basi sofianiche dell'Archeosofia. Allora ci esprimemmo così:

"Gli studiosi di Archeosofia sappiano guardare nella profondità della dottrina perché vi è la Sapienza increata, detta in ebraico Chokhmàh, e la Saggezza di Dio creata, Sofia, cioè l'archetipo dell'Anima del Mondo al quale deve aderire nel tempo l'attuale "Anima del Mondo", anarchica e caotica in via di evoluzione, che ospita le anime di tutti i viventi incarnati e disincarnati alla ricerca di Dio.

"In altri termini la Sofia sarebbe l'anima ideale del mondo, creata e compenetrata dalla divinità, in attesa che l'altra anima del mondo, quella decaduta in conseguenza dell'errore e involuzione adamica. si innalzi alla suprema perfezione e si identifichi in certo qual modo con Lei. Voglio dire che l'Anima del mondo, oggi, non è combaciante come due triangoli eguali, ma distinti, con l'archetipo sofianico che, secondo le Scritture, è la massima espressione della Sapienza di Dio fatta creatura metafisica; ma lo sarà quando avrà raggiunto la perfezione assoluta in Cristo e quindi in Sofia.

" Da quanto sopra esposto è evidente che la Sapienza creata non è l'anima del mondo, ma il suo modello da imitare, e insisto ancora per non equivocare: l'idea Sofia è perfetta, è l'anima del mondo che deve tanto perfezionarsi da imitarla. Infatti ho scritto "l'archetipo dell'anima del mondo" nel senso di modello primo di cui l'anima del mondo, per ora, è una brutta copia, una pessima imitazione".

La Sofia creata era presente alla creazione del mondo, non era una ipostasi altrimenti le Scritture l'avrebbero definita "increata", non è la gnostica Sofia decaduta e disperata, ma potrebbe essere identificata in un angelo: HAKHAMI EL (Dio mi rende saggio), l'Angelo della Saggezza, nome pronunciato per ottenere la saggezza: Ms. ebr. B.N., n' 602, f. 133a, conservato dalla Bibliothéque Nationale di Parigi.

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