Ti chiamo
e t'invoco, Trinità Santa,
Onnipotente
Padre, Figlio e Spirito Santo.
Vieni benefica
Luce, con la tua celeste Gerarchia
di Angeli
e Arcangeli, Principati e Virtù,
Potenze e
Dominazioni, Troni, Cherubini e Serafini.
Vieni in mio
soccorso per il sacrificio del Signore Gesù Cristo,
Figlio tuo
e Salvatore nostro, e con la Santa Vergine Maria
e 1'assistenza
della Sofia creata in unione al Padre e allo Spirito Santo.
Ti chiamo
e t'invoco, o Signore Re dell'Universo,
ascolta la
mia preghiera,
risvegliami
alla realtà perenne del tuo Regno senza fine.
Realizza in
me la purezza, la contemplazione
e la perfezione
al sommo grado,
e trasmetti
agli ordini gerarchici inferiori 1'illuminazione
per capire
i misteri divini in spirito di umiltà e carità,
affinchè io
ti ami con tutto il mio cuore,
con tutta
la mia anima e con tutta la mia mente,
e ami il prossimo
mio come me stesso.
L'Avviamento
all'Evangelo Eterno conduce all'Apocalisse di Giovanni Evangelista,
conosciuto anche sotto l'appellativo tradizionale di San Giovanni d'inverno
festeggiato al "Solstizio invernale" il 27 dicembre.
L'Apocalisse
è un libro di 22 capitoli, il numero esatto delle lettere dell'alfabeto
ebraico, il cui uso si allaccia al simbolismo Kabbalistico.
La
frase "Evangelo Eterno" si legge nel Capitolo 14, versetto 6, dal quale si svolge tutto un insegnamento
profondo ed una particolare metodologia per provocare e affrontare l'esperienza
della Merkavah e del Trono; esperienza che si collega al mistero della
Sofia creata e della Gerusalemme Celeste, della SS. Vergine e di Dio
Verbo in unione al Padre e allo Spirito Santo, e alla gerarchizzazione
personale con i Cori Angelici.
Questo
breve trattato scritto per i chiamati da Archeosofica seguendo l'ordine
Iniziatico Loto+Croce, per i prescelti da Dio, contiene importanti cose
per chi sa capire. Beati coloro che sanno intuire e ascoltare la chiamata
della Trinità.
Occorre
una ferrea, tenace, ottimistica preparazione archeosofica per consolidare
l'amicizia dell'Onnipotente Uno e Trino, alimentando il dono della Grazia
con l'energica ascesi che apre la via al battesimo di fuoco: il Fuoco
di Dio Spirito Santo.
Questa
breve sintesi sul valore profondo dell'insegnamento Archeosofico è stata
fatta nelle condizioni spirituali e iniziatiche migliori e allo stesso
tempo peggiori per gli impedimenti fisici conformi alla legge del "SILENZIO
INIZIATICO", avvenuti nel modo più drastico il giovedì 28 gennaio
1982 in Roma alle ore 19 e giorni successivi.
Quando
la Grazia scende nell'Iniziato, lo spirito si fa da scala alle supreme
ascensioni; in tal caso si conforma alla Gerusalemme celeste, nella
quale può entrare soltanto chi è stato degno e capace di far scendere
nel suo cuore la grazia di Dio.
Da
parte sua il francescano San Bonaventura così scrive nel suo Itinerario:
"4. il nostro spirito diventa gerarchico per salire in conformità
a quella Celeste Gerusalemme, nella quale nessuno entra se essa stessa
prima non entra nel cuore con la grazia, come vide Giovanni nell'Apocalisse".
Allora
discende in noi la Gerusalemme Celeste quando il nostro spirito, trasfigurato,
sublimato per le virtù teologali, sensibile ai diletti dei sensi spirituali,
capace di rapimenti estatici, diventa gerarchico cioè purificato, illuminato
e perfetto. Così viene anche insignito dei nove gradi angelici, quando
ordinatamente in lui si dispongono l'annunzio, l'insegnamento, la direzione,
l'ordinamento, il vigore, l'impero, l'accoglimento, la rivelazione,
l'unione, i quali gradatamente corrispondono ai nove ordini angelici;
in modo che i primi tre dei predetti gradi riguardano nella mente umana
la natura, i tre seguenti riguardano l'industria umana, e i tre ultimi
la grazia.
Ottenuti
questi doni l'anima, rientrando in se stessa, entra nella Gerusalemme
celeste dove, considerando gli ordini degli Angeli, vede in essi Dio
il quale opera in tutte le loro azioni. Perciò dice Bernando ad Eugenio
che "Dio nei Serafini ama come carità, nei Cherubini conosce come
verità, nei Troni risiede come giustizia, nelle Dominazioni domina come
maestà, nei Principati governa come principio, nelle Potestà difende
come salvezza, nelle Virtù opera come forza, negli Arcangeli si rivela
come luce, negli Angeli assiste come pietà. Da tutto ciò si vede come
Dio è tutto in tutto contemplando noi nelle nostre menti, in cui abita
per i doni della sua sovrabbondante carità".
"Ci
conducono a Dio per mezzo delle operazioni gerarchiche, cioè di purificazione,
illuminazione e perfezione della mente umana, mediante le gerarchiche
rivelazioni delle Sacre Scritture date a noi per mezzo degli Angeli,
secondo il detto dell'Apostolo che la Legge è stata data dagli Angeli
in mano al Mediatore. E finalmente perveniamo a Dio per mezzo delle
gerarchie e degli Ordini gerarchici che nella mente nostra si devono
disporre come nella Celeste Gerusalemme".
San
Bonaventura in Collationes in Hexameron, 20 n. 21-30, scrive di tre
momenti della gerarchizzazione animica. Ossia la monarchia divina esercita
il suo influsso nell'anima con la mediazione della gerarchia angelica
ed ecclesiastica.
La
prima gerarchia (Serafini, Cherubini e Troni) è assimilata al sotto
monarca ed è distribuita in modo che sia illuminata solo da Dio; la
seconda (Potestà, Virtù, Dominazioni) è illuminata da Dio e dalla prima
gerarchia; la terza gerarchia (Principati, Arcangeli, Angeli) lo è da
Dio e dalle gerarchie suprema e media. La gerarchia ecclesiastica è
influenzata da tutte.
Il
purgare si addice agli Angeli, illuminare agli Arcangeli, e la perfettibilità
(perficere) ai Principati.
Secondo
San Bonaventura solo la terza gerarchia influenza direttamente la gerarchia
dell'anima.
Ripetendo
quanto già detto, il nostro spirito, quando Iddio scende nel cuore e
restaura la sua immagine con le virtù teologali, per il diletto dei
sensi spirituali e i rapimenti estatici, questo nostro spirito diventa
gerarchico, ossia purificato, illuminato e perfetto.
In
questo formidabile lavoro non siamo mai soli, ma ci sorveglia sempre
la Sofia Creata, ossia "l'archetipo dell'anima del mondo"
nel senso di modello primo di cui l'anima del mondo è per ora una brutta
copia, una pessima imitazione, come già scrivemmo nel 1974 nel nostro
trattato
sulle basi sofianiche dell'Archeosofia. Allora ci esprimemmo così:
"Gli
studiosi di Archeosofia sappiano guardare nella profondità della dottrina
perché vi è la Sapienza increata, detta in ebraico Chokhmàh, e la Saggezza
di Dio creata, Sofia, cioè l'archetipo dell'Anima del Mondo al quale
deve aderire nel tempo l'attuale "Anima del Mondo", anarchica
e caotica in via di evoluzione, che ospita le anime di tutti i viventi
incarnati e disincarnati alla ricerca di Dio.
"In
altri termini la Sofia sarebbe l'anima ideale del mondo, creata e compenetrata
dalla divinità, in attesa che l'altra anima del mondo, quella decaduta
in conseguenza dell'errore e involuzione adamica. si innalzi alla suprema
perfezione e si identifichi in certo qual modo con Lei. Voglio dire
che l'Anima del mondo, oggi, non è combaciante come due triangoli eguali,
ma distinti, con l'archetipo sofianico che, secondo le Scritture, è
la massima espressione della Sapienza di Dio fatta creatura metafisica;
ma lo sarà quando avrà raggiunto la perfezione assoluta in Cristo e
quindi in Sofia.
"
Da quanto sopra esposto è evidente che la Sapienza creata non è l'anima
del mondo, ma il suo modello da imitare, e insisto ancora per non equivocare:
l'idea Sofia è perfetta, è l'anima del mondo che deve tanto perfezionarsi
da imitarla. Infatti ho scritto "l'archetipo dell'anima del mondo"
nel senso di modello primo di cui l'anima del mondo, per ora, è una
brutta copia, una pessima imitazione".
La
Sofia creata era presente alla creazione del mondo, non era una ipostasi
altrimenti le Scritture l'avrebbero definita "increata", non
è la gnostica Sofia decaduta e disperata, ma potrebbe essere identificata
in un angelo: HAKHAMI EL (Dio mi rende saggio), l'Angelo della Saggezza,
nome pronunciato per ottenere la saggezza: Ms. ebr. B.N., n' 602, f.
133a, conservato dalla Bibliothéque Nationale di Parigi.
(...
... ...)