Gli
studiosi di "Archcosofia" sanno ormai la grande importanza
di questa dottrina e dei suoi metodi sperimentali, che per la loro efficacia
e compiutezza superano gli insegnamenti dell'Oriente e dell'Occidente,
lo Yoga e l'equivalente Ascetica cristiana; perciò apprezzeranno i punti
di vista dell'Archeosofia stessa nei confronti dell'arte medica, che
esporremo nel modo più semplice e pratico possibile, in modo che i guaritori
spontanei e quelli che hanno acquisito i poteri della mente e la capacità
di ottenere la trasfusione della loro forza vitale a beneficio dei malati,
sappiano come comportarsi in ogni singolo caso patologico.
L'Archeosofia,
quale " Scienza dei Princìpi", ha cura di aiutare gli individui
a rigenerarsi spiritualmente con opportuni esercizi di ginnastica fisica
e psichica, interpretando correttamente le Sacre Scritture secondo una
visione esoterica della vita universale, la sola e unica possibile,
conforme alla Kabbalà degli Esseni e dei profeti d'Israele e all'insegnamento
riservato dei primi Padri del Cristianesimo, libero dalle deformazioni
venute dopo; ma ha pure cura di indicare come utilizzare le energie
del Cosmo e degli astri, unicamente a quelle umane, a beneficio della
sanità fisica e spirituale.
Noi
siamo convinti che voi potete guarire con il vostro fluido, perché la
forza psichica e bioelettrica esiste in ogni persona, a un grado più
o meno abbondante, e può essere donata con amore fraterno ai bisognosi.
Sappiamo che la radiazione psichica in alcuni è scarsa e in altri esuberante,
ma con l'allenamento che indicheremo un soggetto normale può diventare
un potente centro radiante, specialmente se è sostenuto dalla fede nel
grande Medico delle anime e dei corpi, quale fu ed è Cristo. Le persone
generalmente ammalate, nervose o asteniche, possono diventare dotate
suggerendo ad esse come evitare la dispersione per disordine e come
mutare la propria debolezza in forza, affinché il loro fluido, scarsamente
operante, diventi intenso ed efficace a curare e guarire se stessi e
gli altri.
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L'arte
di curare e guarire i disturbi e le malattie con la telepatia ed i fluidi
vitali sprigionati dalle mani, dagli occhi e dai Centri psichici di
un guaritore, è assai antica; la scopriamo dappertutto già nell'antichità,
fra le classi privilegiate della Cina, Tibet, India, Caldea, Egitto,
Palestina, Grecia, quando l'Occidente non era ancora'entrato nella storia.
A testimonianza di ciò non mancano le notizie ed i monumenti, qualora
volessimo tracciare uno schema che ci porterebbe lontano dallo scopo
pratico di questo quaderno di terapia archcosofica.
Sfioreremo
quindi l'accennato panorama storico, quanto basta per ricordare che
l'insegnamento in questione, che Archeosofica porta avanti con nuove
comunicazioni, faceva parte dell'Iniziazione alle Scienze Segrete, accessibili
ai più predisposti per vocazione alla Conoscenza.
Coloro
che esercitano il sacerdozio, la medicina e la magistratura, soprattutto
se provenivano da un Alto Collegio Iniziatico, erano bene informati
e spesso dotati di questi poteri; ma gli insegnamenti di allora si trovano
anche oggi nei centri iniziatici indiani, tibetani, birmani, egiziani,
e in alcune scuole esoteriche europee di non facile accesso, con l'integrazione
delle moderne conquiste scientifiche tecnologiche speciali.
In
questa esposizione, per l'indole dell'Archcosofia stessa, daremo particolare
rilievo ai poteri curativi scaturiti da un eccezionale dono di Dio e
da una speciale disciplina istituita appositamente, perché trovare guaritori
spontanei come lo furono Pirro, re dell'Epiro, gli imperatori Vespasiano
e Adriano e alcuni re di Francia, è un fenomeno interessante, ma non
sempre esente da pericolo: infatti, se il guaritore non è puro di cuore,
mentre aiuta con i suoi fluidi il corpo sofferente, può contagiare il
malato con le proprie impurità morali.
Oltre
a ciò, in certi casi un potente guaritore può fallire in alcune cure,
quando gli manca la spiritualità del santo e dell'adepto. A tal proposito,
è utile ricordare quel passo del Vangelo di Marco
(9:14-29), secondo il quale gli apostoli, confusi e avviliti per l'insuccesso
avuto in una cura ipnomagnetica, ma felicemente portata a conclusione
da Gesù, interrogarono il Maestro quando furono soli, chiedendogli:
"Perché noi non abbiamo potuto cacciarlo?" (Si trattava di
un demone che possedeva un ragazzo). Egli rispose: "Questa specie
di demoni non si può cacciare con nessun altro mezzo se non con la preghiera
e col digiuno". Il Signore era appena sceso dal Monte della "Trasfigurazione",
quindi aveva in sé qualcosa di più rispetto ai discepoli rimasti in
basso ad aspettarlo, eccetto Pietro, Giacomo e Giovanni che si erano
recati con Lui sul monte.
Questo
esempio scritturale deve far riflettere sulla necessità di diventare
terapeuti ipnomagnetici nel senso cristico, vale a dire taumaturghi,
affinché l'individuo abbia la potestà di aiutare anche in quei casi
in cui le erbe, i minerali, i talismani, l'ipnosi e la trasfusione di
vita non bastano.
L'arte
di guarire con i fluidi umani assume in Archeosofica le caratteristiche
degli Esseni e degli antichi profeti domiciliati sul Carmelo, lungo
il Mar Morto a Qumran e il Mar Rosso, come lo furono i terapeuti ricordati
da Filone e Plinio. Costoro ricorrevano non solo alle forze biomentali
e alle proprietà medicamentose della farmacopea del loro tempo, ma anche
alla preghiera. Essi avevano scoperto che il pensiero, se è guidato
da una forte volontà, e volontà religiosa, ha capacità curative e guaritive,
perché in ogni individuo vi è una riserva di energia vitale che può
essere donata a chi ne ha bisogno per star bene, ma sempre con il consenso
e la benedizione di Dio.
Quando
il Messia entrò nella vita missionaria per la Redenzione dell'Umanità,
insegnò come curare con mezzi psichici e spirituali, e ne diede l'esempio.
Suggerì ai suoi discepoli di riunirsi a gruppi e viaggiare per il mondo
allo scopo di insegnare, battezzare e guarire gli ammalati, ma li impegnò
a rinnovarsi interiormente in conformità alla morale perfetta e assoluta,
pervasa di carità e umiltà, per evitare di cadere in malattie peggiori
e anche mortali. Spiegò che la malattia è una punizione divina, conseguenza
di uno squilibrio provocato alle altre creature in questa e in precedenti
esistenze.
Sempre
in tema di fluidi umani salutari, Ippocrate, padre della medicina greca,
nato nell'isola di Cos nel 460 a.C. e morto probabilmente a Larissa
nel 377, scrive di sé confermando la terapia magnetica: "Mi è spesso
sembrato, mentre io stavo curando i miei pazienti, come le mie mani
avessero la singolare proprietà di estrarre i prodotti di rifiuto a
diverse impurità raccolte nelle parti malate, mentre le mie mani e le
mie dita erano tese verso di esse. Così fu reso noto ai dotti che la
salute può essere comunicata ai malati con alcuni gesti e col contatto
(passi), allo stesso modo che alcune malattie possono essere comunicate
dai malati ai sani".
Esculapio
o Asclepio, risolveva le malattie alitando sulle parti malate e percuotendole
con le mani, nonché utilizzando tutte le risorse fisiche e metafisiche
della medicina del suo tempo.
Non
è facile dire chi sia stato Esculapio: se un dio della medicina, figlio
di Apollo e di Coronide, nato sul monte Tittione in Epidauro, poi discepolo
di Chirone, dal quale apprese l'arte di conoscere le erbe mediche e
le Scienze Occulte, seguendo infine gli Argonauti nella Colchide; oppure
un Messia incarnato che guariva i malati e risuscitava i morti, insegnando
i segreti dell'arte medica e teurgica ad un tempo. Un fatto è certo:
gli egiziani lo ebbero in onore e l'ammaestramento di Esculapio si trova
nel Corpus Hermeticum di Ermete Trismegisto, nel Taoismo cinese e nel
Cristianesimo, dandoci la certezza che l'insegnamento esoterico risale
in modo impressionante la spirale dei millenni senza poterne fissare
la data, e che l'Archeosofia è l'attuale presenza di quello stesso sapere
antico e sempre vivo.
Cristo,
erede del passato medico e religioso, portò quelle conoscenze rivelate
da Dio, comunicandole ai suoi intimi discepoli, e da quel momento in
poi si diffuse l'arte di guarire le anime e i corpi dei veri credenti.
San Pietro e San Paolo furono guaritori formidabili; poi vennero gli
anacoreti della Tebaide, cioè i Padri del Deserto, esperti nella terapia
con il fluido curativo, l'ipnotismo o sonno provocato artificialmente,
che ebbe momenti interessanti nella pratica dell'incubazione, il cui
termine latino incubare significa "giacere dentro". Dentro
che cosa? Un luogo sacro, il tempio.
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