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Metapsichica
e spiritismo pratico
(Brani
tratti dal quaderno)
Definizione
dello Spiritismo e comunicazioni dall'Aldilà
Lo
"spiritismo" è la credenza nell'esistenza delle anime dei
trapassati (spiriti), nel mondo in cui abitano e nella possibilità di
stabilire una comunicazione con i viventi dotati di medianità (ricettività
speciale alle influenze dei defunti). Con la parola "spiritismo"
si indicano anche taluni o tutti i fenomeni speciali detti spiritici,
nonché la dottrina religiosa, morale, filosofica e cosmogonica rivelata
da spiriti disincarnati.
Lo
spiritismo ha la sua ragion d'essere, perché il ripetersi di numerosi
fenomeni (definiti appunto spiritici) ha dato la convinzione dell'esistenza
di intelligenze che possono comunicare con noi se l'ambiente lo consente,
poiché i fenomeni suddetti richiedono condizioni particolari.
Ai
fenomeni che stiamo analizzando, i moderni hanno conferito i nomi di
"metapsichica" e "parapsicologia o parapsichica";
ma con questi termini hanno inteso designare una ricerca tradizionale
e una spiegazione che escluda l'intervento o l'esistenza di spiriti
disincarnati.
Noi,
in quanto Archeosofi, tratteremo di spiritismo separando di volta in
volta ciò che è intervento autentico di spiriti da ciò che ha le sue
cause nell'inconscio e nelle forze psico-somatiche. Vi sono fenomeni
con i quali gli spiriti non hanno alcun rapporto, perché la responsabilità
ricade tutta sulla psico-biofísica dell'uomo vivo.
La
ricerca e la sperimentazione nel campo spiritico dev'essere cauta, severa,
per non cadere nel rigorismo scettico e negatore della sopravvivenza
dell'anima, o, all'opposto, nel ritenere ogni fenomeno come autentica
documentazione spiritica.
È
innegabile che le sedute medianiche, l'evocazione degli spiriti con
un medium parlante, con i colpi del tavolino di legno a tre piedi, il
pendolino, la scrittura automatica, le materializzazioni e apparizioni
di fantasmi, siano insidiate da frodi dell'inconscio personale e altrui,
da azioni magiche. Tuttavia esistono i fenomeni dovuti all'intervento
dei disincarnati, dei demoni e di altre entità. Quindi si tratta di
non essere né scettici né creduloni, ma obiettivi vigili indagatori:
l'indagine è difficile.
(
)
L'uomo
non è solo, ma circondato da spiriti
La
solitudine non esiste. Nessun uomo è un isolotto sperduto nel mare.
Ognuno di noi è una spiga fra migliaia di altre spighe che ondeggiano
in un grande campo di grano carezzato dai venti. L'uomo è qualcosa che
assomiglia ad una radio-TV: se l'accendo mi offre uno schermo televisivo
senza immagini, luminescente; ma se giro le manopole della sintonia,
ecco che vedo l'immagine di un personaggio che ride, parla, canta.
Così
è la nostra vita quotidiana nel sonno e nella veglia: sembriamo soli,
eppure siamo circondati da tutto un mondo di spiriti. Migliaia di anime
disincarnate vivono, pensano, gioiscono o soffrono in un Aldilà a portata
di mano, in mezzo a noi, attorno a noi. Basta girare la manopola di
sintonia, che si trova nella parte del nostro cervello chiamata diencefalo,
per sintonizzarsi con uno spirito trapassato che vuol fare amicizia,
esserci utile, consigliarci per la via del bene. Cambiamo sintonia ed
ecco apparire il fosco scenario di un mondo pauroso che si potrebbe
chiamare " inferno ", con spiriti malvagi, volgari, dispettosi
e ignoranti, pronti ad aggredirci e a suggestionarci nel male. Cambiamo
ancora sintonia e ci troviamo davanti ad immagini di Paradiso, con angeli
e aiutatori spirituali, pronti ad arricchire la nostra sete di sapienza.
Togliamo il contatto e ci svegliamo qui, fra le cose della casa, della
nostra famiglia, del nostro paese, come se ci ridestassimo da un lungo
sonno, da un dormiveglia. È lo stato del "medium", cioè del
mezzo per comunicare, quando si è in vita, con i defunti, morti fra
noi ma vivi altrove.
Noi
abbiamo i cinque sensi che possono funzionare sul piano fisico e sul
piano soprasensibile, a seconda che ci troviamo svegli o nello stato
medianico.
(
)
Archeosofica
e l'opportunità o la non opportunità di evocare gli spiriti
Il
mondo degli spiriti avvolge e compenetra la terra. Questo è un fatto
certo, come pure è una realtà che vi siano individui telepatici nei
confronti di altri individui, siano essi di quel "mondo degli spiriti
disincarnati" o ancora viventi sul pianeta. Per noi è fenomeno
certissimo che un medium, cioè un sensitivo speciale, possa vedere,
conversare con gli abitanti dell'aldilà, o prestare il suo corpo alla
stregua di un altoparlante per comunicare e dialogare nel modo consentito
a chi è entrato in una dimensione diversa. Affermo queste cose perché
negli anni giovanili ho praticato molto spiritismo, essendo medium parlante
e scrivente. All'inizio si trattò di una medianità incosciente, poi
con l'esercizio guadagnai la coscienza del fenomeno.
Personalmente
sono contrario alle pratiche spiritiche, perché è molto difficile che
l'esperienza si risolva nel comunicare con spiriti evoluti, perfetti,
illuminati da Dio e quindi veraci. Siamo circondati da troppi spiriti
malvagi, ignoranti, pronti a far credere alle loro imposture e a contagiare
i propri stati d'animo perversi e deprimenti. Non è cosa facile che
lo spirito di un personaggio altamente perfezionato scenda e penetri
dalla sua alla nostra sfera utilizzando un medium qualsiasi. È pure
vero che nessuno conosce i disegni di Dio se Egli stesso non li fa conoscere,
e perciò può anche permettere che un grande spirito utilizzi come medium
una persona impura e scarsamente evoluta. In linea di massima, però,
gli spiriti di luce penetrano solo chi ha una costituzione eterica,
astrale e mentale idonea allo scopo.
Rammento
che nel periodo di esperienza medianica subivo vere e proprie aggressioni
da parte di entità infelici e tormentate; ma quando condussi una vita
più pura e più spirituale, allora ebbi l'esperienza ultrafanica ed il
contatto con i Maestri di compassione con una coscienza sempre più lucida
ed un vivido ricordo.
A
Torino, ove vissi dal 1933 al 1953, la mia formazione fu variata. Attraverso
il mio corpo si manifestarono bambini, donne anziane, ecclesiastici,
caduti in guerra. Fui penetrato persino da un soldato italiano morto
in Russia, divorato da un lupo. L'infelice non si rendeva conto di essere
deceduto. Gemeva disteso sulla neve con il ventre squarciato dalla belva.
A nulla giovavano le esortazioni dei presenti alla seduta per svegliare
quell'anima dal suo tormento. Solo dopo molte ripetizioni di quello
stato fu possibile liberare l'infelice dal suo dramma e fargli capire
che non era sulla terra di Russia, ma nell'aldilà.
Con
il progredire della mia vita interiore e il rifiuto a prestarmi come
medium, ottenni infine di entrare in rapporto con gli spiriti evoluti
e con il Santo mio amico Alessandro, Vescovo di Gerusalemme. Passai
alla sensibilità ultrafanica, riuscendo nella bilocazione trasferita
sul piano emozionale o dei defunti, poi su quello mentale o dei Maestri.
Dallo
studio del quaderno Diventare medium ad alto livello ultrafanico, è
facile comprendere le ragioni della nostra cautela circa le pratiche
spiritiche. L'Archeosofo Cristiano è per il messaggio evangelico, perciò
deve diventare il medium dello Spirito Santo, degli Eletti, degli Angeli.
Se
vi capita l'occasione di scoprirvi medium, non acconsentite alla curiosità
ordinaria, alle domande banali, perché attirerete gli spiriti baronti
o bassi, i demoni e la delinquenza dell'aldilà. Non fate spiritismo
per chiedere i numeri del lotto o consigli sulla vita comune, onde evitare
che affluiscano in seduta i farabutti dell'altro mondo con risposte
d'inganno. Utilizzate la medianità per diventare canali dell'Altissimo,
docili strumenti autocoscienti dei veri Maestri, per conoscere sempre
più i segreti dell'Ascesi, per aiutare le anime dei morti nel travaglio
dell'incertezza, per tentare il contatto con amici e parenti. Ma...
tenete gli occhi bene aperti ai trafficanti bugiardi e viziosi, ai demoni
che popolano la terra invisibile.
La
Chiesa antica di San Giovanni, di San Pietro, della Madonna praticava
lo spiritismo superiore, e noi dobbiamo fare lo stesso. I circoli cristiani
dei primi secoli del Cristianesimo erano ambienti di medianità superiore.
Gli Atti degli Apostoli riportano molti episodi dai quali s'intuisce
il rapporto con il mondo dei disincarnati. La Bibbia (alludiamo al Vecchio
Testamento), riporta molti insegnamenti ottenuti per via medianica.
(
)
La
fabbricazione degli strumenti per captare i messaggi dell'Aldilà
Siamo
arrivati nel secolo del rapido progresso tecnologico e scientifico in
cui tutto si misura, si calcola, si amplifica con le opportune apparecchiatura.
Vi sono strumenti che funzionano per telecomando fra la Terra e la Luna,
fra la Terra e Marte, e sicuramente sarà possibile farli funzionare
a distanze ben maggiori. Quindi è una convinzione personale che un giorno
qualcuno costruirà strumenti di tipo elettronico, per cui si potranno
captare i messaggi delle anime trapassate o intercettare le loro conversazioni
nei mondi ove si trovano. Chissà che non vedremo sullo schermo di uno
speciale video uno squarcio di mondo soprasensibile e in esso delinearsi
un volto o l'intero corpo di un'entità spiritica nota o ignota.
Se
non è una grossa frode giornalistica, tempo fa si è scritto con fotografie
e precisazioni di nomi in merito agli esperimenti di un ingegnere elettronico
che avrebbe registrato con apparecchi sensibilissimi le voci di alcuni
defunti. Se ciò è stato possibile, allora vuol dire che le anime dei
morti sopravvivono e sono capaci di far vibrare un microfono o inserirsi
come delle onde elettromagnetiche permanenti modulate in un circuito
elettronico. Indipendentemente dalla notizia che può essere vera o falsa,
siamo convinti che il trapassato abita nel Cosmo, è costituito da energie
cosmiche, e la parte così detta immortale, intelligente, volitiva, è
essa stessa energia, perciò misurabile e intercettabile.
Sappiamo
per esperienza dall'elettrobiologia, e quindi dall'elettroencefalografia,
che i pensieri, gli stati d'animo, i fenomeni di telepatia, ipnosi,
radiestesia e simili, sono rivelati da grafici ed oscillogrammi. Quindi
la materia cerebrale è capace di emettere delle tensioni elettriche
da 5 a 10 milionesimi di volt con frequenze variabili da 0,2 a 80 hertz
per minuto secondo: tensioni e frequenze particolari per lo stato di
sonno e di veglia, di medianità e di narcosi. L'attività elettrica del
cervello è stata divisa o classificata in ritmo "alfa" (10
onde al secondo), ritmo "beta" (18 onde al secondo), ritmo
"theta" (5 onde al secondo), ritmo "delta" (3 onde
al secondo). L'elettroencefalogramma in mistici nello stato di meditazione
profonda e contemplazione ha svelato accelerazioni del ritmo "alfa"
sino a 20 e 30 onde al secondo. Tutto questo lascia supporre che la
nostra anima ha una certa affinità con l'energia dell'elettrone. Si
tratta di una paziente indagine scientifica per costruire strumenti
e apparecchi di alta sensibilità.
In
base a criteri diversi molti anni or sono, nel 1941, conobbi un industriale
che si era fatto uno strumento semplicissimo, di cui vi fornisco uno
schizzo e le spiegazioni. Egli aveva costruito un rettangolo di legno
con un perno al centro, fissato su di una tavoletta che recava un indice,
cioè una lancetta. In alto, a semicerchio, il signor P.V. aveva disegnato
le lettere dell'alfabeto. Sotto le lettere, a destra e a sinistra, le
risposte categoriche "Sì" e "No". Egli appoggiava
le dita della mano destra sulla parte destra del rettangolo mobile e
le dita della sinistra sull'aletta di legno a sinistra. Invocava l'aiuto
degli spiriti e attendeva. Dopo alcuni istanti con movimenti automatici
delle mani il rudimentale bilanciere si volgeva ora a destra e ora a
sinistra, soffermandosi sulle lettere fino a comporre parole di senso
compiuto, vere risposte a quesiti di vario genere. Questo industriale
era un forte medium. Più di una volta mi fece assistere ai suoi esperimenti.
Prima di decidere per affari di responsabilità, interpellava un suo
spirito familiare. Le risposte erano improntate ad una saggezza veramente
sorprendente e le previsioni per lo più esatte.
Il
bilanciere era scorrevolissimo e ben equilibrato per seguire i più lievi
impulsi delle mani, paragonabili a quelli del rabdomante. Naturalmente,
il problema è sapere se quel medium ricevesse veramente i messaggi dell'aldilà,
o se si trattasse di uno stato spiegabile nelle risorse che ha l'inconscio
di un sensitivo.
Seguendo
un'altra via, ho utilizzato una combinazione di induttanze variabili,
antenne, ecc. per costruire un apparecchio che mi ha consentito di ricevere
messaggi da parte di personaggi del mondo Iniziatico deceduti. Il 15
luglio 1971 in Roma, ebbi il grande dolore di perdere mia madre senza
poterla assistere negli ultimi istanti, guidarla verso la Luce, come
invece avevo fatto con amici morenti. Allora tentai l'esperienza con
il mio apparecchio. Malgrado mi fossi avvicinato allo strumento con
il preconcetto che la mia cara mamma non si era potuta salvare a causa
della sua avanzata arteriosclerosi, mi risultò invece trasferita nel
primo cielo del Paradiso.
È
superfluo che io dica con quanta consolazione appresi la notizia. Interrogai
la mamma sulle sue impressioni provate al momento della morte: "
Figlio mio - mi rispose - è stato orribile! Ho attraversato una paurosa
regione di mostri, di balenii. Sprofondavo, svenivo, mi risvegliavo,
poi perdevo la memoria e l'orientamento. All'improvviso si squarciò
la tenebra e vidi una gran luce. La fissai piena di gioia e di speranza.
Invocai Dio con tutte le mie forze. Quindi fui presa da un tremendo
risucchio e mi trovai in un luogo mai visto, splendido. Ora sono felice,
tanto felice". Le domandai: "Mamma, come ti senti in salute?
Hai visto papà?" Mio padre era morto a Torino il 28 gennaio 1946.
La mamma rispose: " Sto bene, non sono più malata. Carlo non l'ho
visto".
Questo
è tutto, ma per me è tanto. La perdita della madre, anche se dell'età
di 85 anni come la mia, è sempre uno spettacolo tremendo e desolante,
che non si dimentica per il resto della vita.
La
notte dopo la sua morte ebbi l'apparizione della vecchietta. Ero sveglio,
quindi non c'era né inganno ne fantasia alterata' Era tutta luminosa,
fosforescente. Mi guardava senza dire niente. Poi scomparve. Da allora
non ho tentato di raggiungerla con lo sdoppiamento per non turbarla,
e l'ho esortata a non pensarmi, ma a bearsi della visione di Dio per
l'eternità.
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