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Piccolo
erbario medicinale
(Brani
tratti dal quaderno)
Premessa
Le
mie ricerche ed esperienze nel campo della terapia con le piante medicinali,
i minerali e l'energia vitale dei guaritori, risalgono al 1940 e agli
anni difficili del conflitto bellico, in occasione di alcuni studi sulla
terapia del tumore maligno. Tuttavia, è certo che il vero inizio di
questo mio interessamento alla Fitoterapia cominciò quando avevo appena
9 anni, nel 1924 a Catania. L'esordio botanico avvenne con tre piante
che per me ebbero un significato tutto particolare: la Celidonia, la
Portulaca e la Mercuriale.
In
quel lontano 1924 sfogliavo spesso i libri di mio padre, Carlo Palamidessi,
Ufficiale superiore dell'Esercito che nei momenti liberi leggeva con
passione. Erano volumi di botanica, medicina e storia. Mia madre Luigia
Tagliata, amava la letteratura, la poesia e la pittura. Perciò mi capitò
sotto agli occhi un trattato di divulgazione scientifica che narrava
le esperienze degli antichi Alchimisti, i quali utilizzavano, in taluni
esperimenti per la preparazione della "Pietra Filosofale"
anche le piante medicinali, e fra queste la Celidonia, la Portulaca
e la Mercuriale.
È
superfluo dire quali e quante furono le difficoltà, in un bambino di
nove anni, per trovare quelle tre piante misteriose. Nessuno ne sapeva
niente, ma la mia tenacia di Acquariano (nacqui a Pisa il 16 febbraio
1915 alle ore 09.45) fu premiata. Trovai chi mi condusse nei luoghi
ove fu possibile raccogliere gli esemplari.
La
"Celidonia", così viene chiamata la Chelidonium majus di Linneo
a Catania, è inconfondibile per il suo lattice giallo, caustico, amaro
di sapore e che emana odore di pesce. Ha fiori gialli. Nella medicina
popolare questo succo giallo che esce dai gambi spezzati, giova per
eliminare i porri. Tossica a dosi elevate per gli alcaloidi che contiene
(chelidonina, sanguinarina, ecc.), quando si somministra a dosi curative
è antispasmodica, narcotica, colagoga, deostruente biliare, emocatartica,
ipotensiva, eutrofica, diuretica e simile alla morfina. La Chelidonia,
o Celidonia, è medicinale tutta quanta (radici, foglie, fusto, semi,
fiori). La sua azione sul cancro è certa, specialmente quello della
pelle (epitelioma). Questo lo notai nel 1940, quando, con la Celidonia,
sperimentai anche il Colchico autunnale, la Bardana, il Cipresso, il
Geranio robertiano e la Thuya occidentale. Notevole è pure la sua azione
sui bacilli. Spesso ne ho utilizzato la radice raccolta a marzo e il
fresco lattice da aprile a luglio. Ho usato l'infuso delle foglie e
della radice al 3% in infusione; la polvere da 1 a 3 grammi.
Lo
studio delle piante medicinali mi spinse a provarne gli effetti sul
mio stesso organismo, procurandomi sovente delle malattie artificiali
nell'intento di curarle con altri vegetali. Questo modo di indagare
lo praticavano Paracelso, Cardano, il Durante e, in tempi più moderni,
lo stesso Hhahnemann, fautore della medicina omeopatica. Naturalmente,
queste esperienze su se stessi sono alla lunga dannose.
Con
il passare degli anni, andai sempre più in profondità, consultando i
vecchi erbari, leggendo i numerosi trattati antichi e moderni, frugando
fra i boschi e le montagne dalle Alpi alla Sicilia, e approfittando
dei miei numerosi viaggi in Paesi lontani.
Spinsi
poi le mie ricerche sulla costituzione occulta dei vegetali, cioè indagai
sulle correnti eteriche ed elettroniche delle piante vive, capaci d'influenzare
le funzioni dell'organismo umano ed animale. Molte di queste osservazioni
diventarono il patrimonio scientifico della medicina totale archeosofica,
che ha trovato il modo di assorbire estrarre dalle piante la vitalità
curativa vegetale, operando così una vera trasfusione di energia dal
vegetale al paziente.
Le
ricerche astrologiche per stabilire i tempi astronomici ottimi per le
preparazioni farmaceutiche, quali le tinture, le infusioni o i decotti,
gli estratti fluidi e i distillati, hanno dato preziose indicazioni
anche per i tempi più adatti alla somministrazione dei farmaci. Del
resto, mi ero fatta una lunga preparazione di astrologia medica, i cui
lavori furono pubblicati con titoli significativi: Il corso degli astri
e le malattie nell'uomo - Fratelli Bocca Editori, Milano 1940; La Medicina
e gli influssi siderali - Bocca, Milano 1940; La diagnosi precoce del
cancro e gli influssi astrali - Torino 1943; Gli astri nella diagnosi
e cura del cancro - EGO, Torino 1949.
Man
mano, si venne accumulando un enorme materiale di studio, per cui decisi
di sistemarlo in un grande trattato. Così feci, terminandolo nel 1968.
Esso tratta ben mille piante medicinali, in buona parte illustrate dalla
mano d'artista di mia figlia Silvestra. Si tratta di un lavoro paziente,
minuzioso, che mi ha impegnato per trent'anni.
Per
il momento vi prego di accogliere questo Piccolo erbario medicinale,
che in sole 24 piante compendia tutta la terapia delle malattie acute
e croniche. Massimamente, questo piccolo erbario vuole destare nei lettori,
e specialmente fra gli Archeosofi, la passione per la ricerca e la sperimentazione
nel campo delle cure mediche, ricorrendo alla flora italica. Del resto,
chi segue il programma di "Archeosofica", deve farsi ogni
giorno più preparato per assolvere il mandato di Cristo, che esorta
a curare gli ammalati. Sicché, a imitazione dei santi erboristi della
Nuova Alleanza - i Cristiani - usciti dalle file dei Terapeuti d'Egitto
e degli Esseni del Mar Morto in Palestina, ognuno deve studiare e praticare
la Fitoterapia, che tanta importanza ebbe, secondo la Bibbia, per i
profeti Isaia, Ezechiele, Zaccaria e lo stesso re Salomone, che scrisse
un libro dal titolo Sepher Rephuot, ossia: Rimedi per tutte le malattie.
Salomone
classificava le erbe in Samhaim, ossia salutari, e Sam-ammaret, o venefiche.
Io ho scelto, fra le mille erbe del mio grande trattato, 24 erbe Samhaim,
ovvero salutari e non velenose.
Poi,
restando fedele ai consigli delle Sacre Scritture, ho tenuto conto delle
parole dell'Ecclesiastico,
38:4: "L'Altissimo creò dalla terra i medicamenti, e l'uomo prudente
non li disdegnerà".
Roma,
29.8.1971
Tommaso
Palamidessi
Costituzione
biochimica e occulta del regno vegetale
La
vita fisica su un pianeta è possibile solo quando sussiste un regno
vegetale in piena attività. Questa è la condizione prima perché l'uomo
resti in vita. Un mondo privo di piante è inabitabile.
Le
piante, gli alberi, le erbe hanno in sé tutto ciò che serve alla vita
umana: acqua, nutrimento, ossigeno, medicamenti contro le malattie.
Dove le piante nascono e crescono, si preparano le condizioni ambientali
perché l'uomo possa vivere. In esse si trovano varie sostanze (lo insegna
la chimica dei vegetali): organiche (i composti di carbonio) e inorganiche
o minerali. Fra le organiche, il primo posto spetta ai Glucidi, Lipidi
e Protidi, sintetizzati dalle piante superiori, che in via ordinaria
sono fornite di clorofilla. Esse sintetizzano e organicano usando i
materiali inorganici (acqua, sali, anidride carbonica); queste sostanze
rappresentano un materiale formativo o plastico ed energetico sia per
le piante che per gli animali e l'uomo, che li assimilano come alimenti.
Accanto
ai Glucidi, Lipidi e Protidi (sostanze fondamentali), scopriamo nella
maggior parte delle piante, e in particolare in quelle medicinali, altri
composti organici, in piccole quantità, chiamati alcaloidi, glucosidi,
tannini, essenze, acidi e sali organici, fermenti o enzimi, ecc. Fra
le sostanze organiche c'è l'acqua, indispensabile alla vita delle piante,
ma vi sono altri composti minerali, specialmente i sali. L'acqua come
liquido costituisce il solvente ed il veicolo per il trasporto dei materiali.
Le
varie sostanze a cui abbbiamo accennato, quando dalla pianta passano
all'organismo dell'animale e dell'uomo, si combinano o reagiscono producendo
dei sintomi, in quanto ristabiliscono un equilibrio che mancava, o lo
tolgono se questo c'era. Quindi un vegetale, dal punto di vista biologico
e di riflesso psichico, nutre, cura, guarisce da una malattia, o fa
ammalare e uccide; favorisce o impedisce le attività psichiche.
Una
pianta non è solo un laboratorio chimico: è anche una piccola centrale
elettronica, eterica, astrale. Una pianta si muove, dorme, si sveglia,
respira, ha la sensibilità dolorifica, ha un cuore che batte. Il cuore
vitale è un tessuto pulsante la cui funzione è di assicurare la circolazione
della linfa. Che dire del sistema nervoso? I vegetali hanno un sistema
nervoso eccitabile o deprimibile con le sostanze chimiche usate negli
esperimenti su animali e sull'uomo. Noi stessi, con un normale tester
per le misure radiotecniche, abbiamo misurato le correnti elettriche
infilzando gli elettrodi in un gambo, una foglia o un frutto.
Le
piante hanno una loro sensibilità meteorologica e si svegliano a ore
fisse; così l'Acetosella si apre quando è bel tempo e si chiude con
il temporale e la pioggia. Se la testa della Nigella si china, indica
calore, ma se si alza ci sarà frescura. La Carlina si chiude quando
si approssima la tempesta. Il Nepente si raddrizza con il sereno e si
rovescia con la pioggia. Il fiore della Bella di giorno si chiude con
il maltempo. Si aprono costantemente alla stessa ora molte piante: le
Ninfee e le Lattughe alle 7 del mattino; alle 8 il Fiorrancio dei prati;
alle 11 la Portulaca e il Latte di Gallina; alle 22 il Convolvolo porporino.
Non
meno importante è da notare che gli alberi e tutti i vegetali hanno
un'anima energetica, il così detto corpo eterico ed il corpo emozionale.
La controparte occulta della pianta, cioè la costituzione eterica ed
emozionale o astrale, è luminosa, fatta di luci colorate come l'aura
umana. Essa è visibile a chi ha chiaroveggenza, ma è svelata dagli strumenti
Cosmoionici e dalla Radiestesia. L'anima energetica di una pianta rimane
a lungo nel luogo ove fu distrutta.
L'esistenza,
sia pure temporanea, dell'anima vegetale, è di notevole importanza ai
fini della terapia, perché una cosa è curarsi con le erbe già morte,
un'altra è curarsi con le energie di una pianta medicinale in vita.
Questa terapia occulta era praticata dai medici dell'antichità, quali
il dott. Gerolamo Cardano, Cecco d'Ascoli, Teofrasto Paracelso.
Fra
animali e vegetali, e quindi fra uomini e vegetali, i rapporti energetici
sono più efficaci di quelli puramente chimici. Una cosa è utilizzare,
per esempio, la Plumbaco europaea L., o Piombaggine, allo stato di radice
somministrata come decotto al 2%, tintura o unguento per finalità anticancerosa
o antibiotica, altra cosa è dare i principi attivi della Piombaggine
(ofiossolina e plumbagina) allo stato di fluido eterico, estraendolo
da una pianta vivente. Un paragone può essere questo: curare una carenza
di paratiroidi o di ormone tiroideo con l'ormone sintetico o naturale
(quindi chimico), oppure ricorrere al guaritore che compie una trasfusione
di energia vitale paratiroidea o tiroidea da se medesimo al paziente.
La
Botanica, ramo della biologia che si occupa dei vegetali, per noi Archeosofi
non significa soltanto la via sperimentale per conoscere l'aspetto esterno
delle piante, la loro classificazione e le proprietà terapeutiche per
mantenerci sani e prolungare la nostra esistenza terrena. La Botanica
farmaceutica è un'importante scienza per correggere i difetti e potenziare
le virtù; è insomma un aiuto per l'Ascesi, o lo sviluppo autocosciente,
al quale tende ogni persona che aspira all'unione con Dio. Affermiamo
questo per esperienza Archeosofica, perché nel regno vegetale vi sono
migliaia di piante, erbe, alberi, che racchiudono sostanze preziose
per influire sul nostro Io e non soltanto sul corpo fisico.
Fra
il corpo e lo spirito vi è un filo conduttore per cui lo spirito modella
e influenza il corpo, e questo opera sullo spirito. Tale concetto è
stato da noi trattato nella conferenza
al raduno di Pisa del 6.12.1970 a proposito degli Orientamenti Archeosofici
della medicina cosmopsicosomatica.
L'importanza
della fitoterapia ai fini di aiutare a diventare dei perfetti nel senso
Cristiano, mistico ed iniziatico, è notevole, se teniamo conto che possediamo
numerose osservazioni ben selezionate circa l'azione farmacodinamica
dei vegetali e dei minerali sulle attività della mente e del sentimento.
Per esempio, la Pulsatilla neutralizza la tendenza all'egoismo e la
sostituisce con l'altruismo. I collerici possono diventare sereni se
ricorrono all'Aconito, alla Brionia, alla Stafisagria. Chi tende all'odio
e al rancore si calmerà ricorrendo alla Noce Vomica e allo Stramonio.
La gelosia si cura con il Giusquiamo. Chi tende alla menzogna può diventare
veritiero curandosi con il Veratro. La timidezza si elimina con il Gelsomino
e il metallo Piombo.
(
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Le
cause delle malattie nell'interpretazione Archeosofica
Ogni
disturbo e malattia sono il risultato di una inconsapevole o consapevole
violazione alla leggi della Natura, che sono le leggi di Dio. Questo
concetto è affermato dal Messia e grande medico dell'Umanità Gesù il
Cristo. Infatti i Vangeli lo fanno capire chiaramente quando riportano
le parole di Gesù: "... sia tu risanato: non peccare più, affinché
un male peggiore non ti sopravvenga".
Nel
Vecchio Testamento prevale la concezione che la malattia fosse una punizione
divina del peccato, benché l'autore del libro di Giobbe respinga con
coraggio questo concetto, e sostenga il fatto che molti sofferenti per
le malattie sono innocenti.
L'Ebreo
era convinto che le malattie potevano anche colpire chi era preso di
mira da una maledizione o da una stregoneria, o comunque dal potere
telepatico di qualcuno, quando non si trattava di influssi degli astri,
di spiriti diabolici o di demoni. Anche noi siamo della stessa opinione,
e per questo optiamo per una Medicina totale dove non ci si limiti a
combattere i virus ed i bacilli, ma si guardino in faccia le altre forze
ostili.
La
Scuola esoterica di Alta Iniziazione, denominata "Archeosofica,
e da noi fondata il 29 settembre 1968 in Roma, ritiene giuste le affermazioni
della Medicina ufficiale, che ha i mezzi validi per dire che la malattia
è dovuta all'aggressione batterica e virale perché vi è nel paziente
un terreno adatto allo sviluppo di un dato male, ma cerca anche di capire
le ragioni spirituali delle malattie e, una volta scopertole, cura il
corpo e lo spirito con i mezzi adatti al primo e al secondo.
Gli
uomini sono malati perché non hanno rispettato i princìpi fondamentali
dai quali dipende la salute del corpo in questa o in una precedente
esistenza. L'uomo è un decaduto che deve rialzarsi per inserirsi nell'ordine
cosmico e allinearsi alla Volontà, alla Sapienza e all'Amore di Dio.
Come essere decaduto, è un malato che può guarire solo se mette in atto
i suggerimenti della Medicina Archeosofica, ispirata dalla Bibbia. È
la Bibbia che ha rivelato a noi che la separazione da Dio significa
ammalarsi, soffrire, fino a quando capiremo che l'unione con Lui è la
guarigione, la salute e la vita eterna nel "corpo della Risurrezione".
Se
la terapia delle erbe, oggetto di questo quaderno, ha la sua importanza,
lo sviluppo dei poteri della mente, la sua purificazione, l'autocontrollo,
la trasmutazione qualitativa dell'Io composto di spirito, anima ed eros,
ne sono il corollario.
I
pensieri modellano l'uomo interamente: spirito, anima emotiva, eros,
corpi energetici (mentale, emozionale, eterico) e corpo fisico. La attenzione
è causa di tanti effetti. Fissare l'attenzione su immagini di odio,
gelosia, invidia, svegliando dei sentimenti conformi a queste immagini,
significa influenzare il fegato, il sistema nervoso e gli ormoni ad
essi inerenti ammalandoli. La meditazione, cioè l'attenzione prolungata,
modella le cellule squilibrandole, modificandole le funzioni. Quindi
non ci si ammala solo per errate dietetiche, abusi sessuali, mancanza
di esercizio fisico o aria intossicata: ci si ammala anche per i pensieri
e i sentimenti cattivi.
L'Archeosofia
guarda gli effetti per risalire alle cause, secondo le espressioni di
San Paolo nella prima
lettera ai Corinzi, 2:6-16 e in Colossesi,
1:26, che dicono: "Tra i perfetti noi parliamo di sapienza, ma
non di sapienza di questo mondo, né dei princìpi di questo mondo che
vengono distrutti, bensì parliamo di una sapienza di Dio (= Archeosofia)
avvolta nel mistero, che è stata nascosta, che Dio predestinò prima
dei secoli per la nostra gloria". Orientati dal messaggio dell'Apostolo
Paolo, fedele interprete del messaggio di Cristo, ci occupiamo di medicina
al modo dei Terapeuti e degli Esseni diventati Cristiani. Perciò utilizziamo
le erbe, le piante e gli alberi medicamentosi e le forze che emanano
dalle mani, dalla mente e dal cuore di un guaritore,senza mai dimenticare
che la preghiera all'Altissimo nel nome di Cristo, è fondamentale. Così
concepiscono la cura dei malati i medici che seguono la dottrina di
"Archeosofica".
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