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Gli
esercizi spirituali quotidiani dell'Archeosofo
(Brani
tratti dal quaderno)
Introduzione
Già
fummo precisi nel volume "Tecniche di risveglio iniziatico"
quando affermammo che Dio è accessibile solo a condizione che l'Uomo
cerchi di farsi perfetto.
Non
vi è salvezza e liberazione nel caos del mondo fenomenico nel periodo
in cui si è incarnati e in quello successivo nel quale si è disincarnati,
se la purificazione è venuta meno. È un'illusione che accarezzano sia
coloro che seguono gli insegnamenti di una religione ordinaria, sia
coloro che si ritengono iniziati ad un Ordine e si affidano solamente
al rito e al potere dei simboli, continuando a vivere la vita comune
di tutti i giorni, sia essa mediocre o, ancor peggio, vissuta moralmente
impura.
Per
aprirci uno sbocco fuori di questo mondo di dolore e di ignoranza, dobbiamo
svegliarci e deciderci a muovere le leve di comando della volontà e
del potere del pensiero concentrato, un pensiero trasparente come il
cristallo e resistente come il diamante. È necessario sottoporci a delicati
interventi di alta chirurgia spirituale, per i quali noi stessi, e non
altri, possiamo essere ad un tempo chirurghi e pazienti, laboratorio
e strumenti, materia prima e operai.
Per
dare piena autonomia all'io e renderlo veramente a immagine e somiglianza
divina, è necessario lavorare sull'uomo visibile e invisibile, sull'individuo
biologico ed energetico, risvegliando i suoi "Centri di forza",
meravigliosi organi sensoriali e spirituali, che consentono la più avvincente
esplorazione di dimensioni nuove, utilizzando le ritmiche del respiro
energetico, i Nomi di potenza o logodinami, i cicli astronomici liberatori,
fino allo sganciamento dell'anima erotica dalla morsa fatale dell'Eros
Cosmogonico.
Fra
i Centri che decidono il destino metafisico, ve ne sono alcuni veramente
fondamentali: il frontale, il laringeo, il cardiaco e il basale, corrispondenti
al pensiero, alla parola, all'emozione e alla concupiscenza.
La
coscienza ha nei centri come dei punti di gravità. I due poli dell'individuo
sono nel cervello psicofisico e nei genitali psicofisici alla base della
colonna vertebrale (polo della specie).
Con
espressioni popolari, accessibili alle masse, questi centri sono indicati
nelle parole di Gesù: " Beati i puri di cuore perché vedranno Iddio"
(Matteo, 5:8) e con ciò fece allusione
alla purificazione e risveglio del "centro cardiaco"; quando
affermò che "quel che esce dalla bocca viene dal cuore" (Matteo 15:18), volle avvertire che bisogna purificare, oltre
al centro del cuore, anche quello della gola, e che l'attenzione deve
mantenersi vigile perché "il maligno porta via ciò che è stato
seminato nel cuore" (Matteo 13:19).
La
rigenerazione e trasmutazione delle quali abbiamo scritto vengono operate
facendo leva su quattro punti basilari: 1) Centro frontale (alla radice
del naso fra le sopracciglia); 2) Centro della gola,- 3) Centro cardiaco
(nella regione del cuore); 4) Centro basale (alla radice dei genitali
o alla base della colonna vertebrale).
Dirigendo
il pensiero con la forza della volontà su ciascuno di questi punti e
insistendo secondo le istruzioni già date per ben concentrarsi e meditare
su un punto i, alla fine si opera un cambiamento, a patto d'aver pulito
in precedenza le parti occulte del corpo da ogni più piccola volgarità
sessuale, emotiva, verbale e mentale.
In
noi è connaturata l'immaginazione creatrice, sia spontanea che provocata,
e questa immaginazione creatrice, quando è diretta dal fuoco della volontà
animata da una precisa intenzione, è potente quanto una fiamma ossidrica,
e dissocia, unifica, trasmuta.
Se
facciamo scendere un messaggio mentale puro e perfetto in basso, e con
esso martelliamo il Centro basale, liberiamo l'anima erosdinamica che
segue la via verso l'alto unificandosi all'anima emotiva e allo spirito,
facendosi strada verso Dio.
Abbiamo
detto che tale risultato è possibile per chi ha una mente e un cuore
puliti, sublimati, diversamente prima o poi questo martellamento psichico
ridesta le forze istintive basse, arhimaniche, brutali, anarchiche.
Teniamo
sempre presente il detto: " I puri di cuore vedranno Iddio",
che possiamo capovolgere con questo detto: " Gli impuri di cuore
vedranno Satana e saranno il suo mangime".
Perché
sono necessari gli esercizi spirituali
L'obiettivo
di chi vuole salvarsi dalla deriva nell'oceano astrale e liberarsi dal
travaglio e dalla sofferenza del mondo in cui vive, è il superamento
di se stessi, attraverso una trasmutazione interiore che traduca il
proprio essere caduco e senza luce in un Dio illuminato e possente.
Questo obiettivo, che gli antichi definivano "metànoia", è
un cambiamento di qualità della propria natura interiore rendendola
più affine a quella del Creatore, o "Grande Architetto dell'Universo";
è il capovolgimento che si opera nell'imitazione di un simbolico quanto
reale personaggio Umano-Cosmico quale è il Cristo, sia nella valutazione
e pratica dei valori morali, culturali e intellettuali, che in quelli
sociali, politici, in conformità al messaggio evangelico.
La
trasmutazione interiore è una grande ed eroica impresa che richiede
dei lavori tenaci e delicati, cioè degli esercizi spirituali i cui risultati,
secondo Paolo di Tarso, danno il privilegio di diventare Figli di Dio
e che Ermete Trismegisto ha definito la "Grande Opera" alchemica
dell'artista.
La
trasmutazione a livello fisico è il cambiamento di una sostanza in un'altra,
e sul piano metafisico è il mutamento dell'anima umana in un ente sovrumano.
La
trasmutazione è una prerogativa sia della materia fisica quanto di quella
psichica. Essa consiste in regimi, modi di procedere, utilizzando le
leggi della trasmutazione.
L'Io
può essere volontariamente trasmutato in un Io nuovo, diverso, con le
proprie forze personali e sorretto da una comunità di Iniziati e dalla
Grazia Divina.
Generalmente
si ritiene che per meritare la felicità eterna sia stato fatto tutto
il possibile con il solo astenersi dal male, operando sempre il bene
e innalzando un pensiero a Dio secondo le prescrizioni della propria
religione. Questa visione semplicistica è contraria alla realtà dei
fatti. L'amore verso l'umanità e la vita liturgica sono indispensabili,
ma senza trasmutazione interiore ogni sacrificio rischia una bocciatura
agli occhi dell'Eterno. Il piombo è un metallo utilissimo, ma se non
diventa oro sarà sempre soggetto alla corruzione e si ossiderà; il rame
segue la stessa sorte se non sarà trasformato in argento con l'arte
dell'alchimista: sarà corrotto e si ossiderà, anche se era stato lucidato
con cura sì da sembrare oro.
Perciò
senza esercizi spirituali non è possibile cambiare stabilmente la propria
natura. L'itinerario di tali allenamenti è stato esposto in dettaglio
nei quaderni di Archeosofia, per cui non sarebbe stato indispensabile
scrivere il presente compendio; ma abbiamo ritenuto ugualmente utile
tracciare una sintesi riassuntiva che sia una guida pratica agli esercizi
per la messa a punto dell'ascesi, già programmata da Archeosofica. Le
pratiche che seguono sono improntate non solo sulla personale esperienza
dell'Autore, ma su quella ineccepibile dei grandi yogi, santi e istruttori
spirituali dell'Umanità. Gli allenamenti condurranno ai rapidi o ai
lenti progressi a seconda dell'impegno più o meno costante e fedele
di chi si accinge all'impresa coraggiosa e paziente che lo condurrà
alla suprema perfezione iniziatica, percorrendo prima di tutto la via
mistica.
Saremo
chiari, espliciti, senza nascondere niente. Le fondamentali regole per
arrivare alla mèta della trasmutazione si racchiudono tutte in diversi
allenamenti psicofisici, dove entrano in giuoco sia un saggio regime
alimentare capace di correggere i disturbi della salute, quanto una
corretta respirazione; una ginnastica fisica di rilassamento e rigenerazione;
un modellamento dell'anima erotica, dell'anima emotiva e della mente
per mezzo dell'attenzione, concentrazione e meditazione sui simboli
tradizionali per interiorizzare i loro valori valori archetipici, parole
o potenti mantram che fanno parte della leva di indiscutibile efficacia:
la preghiera.
Senza
gli esercizi psicosomatici e spirituali i riti e i simboli hanno scarsa
efficacia trasformante
Sappiamo
dalla tradizione e dall'esperienza che la trasmutazione della coscienza
è affidata al rito d'Iniziazione e ai lavori dove i simboli e le invocazioni
per ottenere l'assistenza divina hanno la loro parte. Tuttavia è un
fatto certo che senza le tecniche di risveglio, e quindi senza gli esercizi
spirituali e psicosomatici fatti in privato e collettivi, i risultati
sono assai scarni.
I
simboli dei quali bisogna interiorizzare gli archetipi, sia sotto forma
di oggetti (coppa graalica, croce, squadra, compasso, acacia, ulivo,
pellicano, ecc.) che di personaggi ed enti metafisici (Cristo, la Vergine
Maria, S. Giovanni Evangelista, S. Giovanni Battista, i Santi, ecc.)
chiedono uno speciale lavoro di omologazione, di interiorizzazione,
fatto su se stessi con la prolungata attenzione, concentrazione e meditazione
profonda coadiuvate dalla visualizzazione a mezzo della volontà e dell'immaginazione.
Solo così è possibile realizzare il detto ermetico "Natura vince
Natura".
Il
lavoro con l'ausilio dei simboli e della chiamata di appoggio a Dio,
presuppone la purificazione della materia pensante di cui è costituita
l'essenza del nostro, e questo si ottiene con gli esercizi spirituali
psicosomatici utilizzati secondo l'Arte dei Filosofi nelle diverse fasi
della "Grandi Opera".
La
costituzione intima della persona, cioè dell'Uomo e della Donna, è complessa
all'osservazione di chi possiede delle facoltà extransensoriali o di
chiaroveggenza e chiaroudienza. Questo argomento è stato ampiamente
sviluppato. Qui ricordiamo solo che il corpo fisico è compenetrato da
energie ed essenze che nell'insieme costituiscono una sagoma umana o
aura con diversi colori, brillanti o meno a seconda dello stato evolutivo,
pensante e volitivo: anima erotica, anima emotiva, mente, spirito. Questi,
simili a una fiamma che arde innestata al corpo fisico e di sottili
energie, sono slegati uno dall'altro, pur essendo una sola fiamma. Saranno
le tecniche di risveglio mistico e iniziatico a fare di questa fiamma
un fuoco unico che segue volontariamente un solo tiraggio d'amore: Dio.
Se
possedete l'opera completa dello Zohar tradotta dal caldaico, e leggete
il foglio 83b nel primo volume, molte cose sull'anima e il modo di trasmutarla
per essere un fuoco qualitativamente congeniale al fuoco di Dio saranno
chiare, ed ogni spiegare diventa superfluo.
Con
l'ascesi non solo fatta di riti e lavori iniziatici, ma di esercizi
nella maniera esposta in questo scritto, il nostro lo diventerà una
fiamma progressivamente incandescente e irresistibile. Tutti sanno che
cos'è una fiamma ossidrica ottenuta per combustione di idrogeno in corrente
di ossigeno: una fiamma che raggiunge i 2000 °C e che serve per fondere
argento, oro, palladio, platino, ferro.
Allegoricamente
parlando, il fuoco animico dell'Iniziato deve raggiungere temperature
eccezionali. Il fuoco della coscienza di una persona ordinaria si può
paragonare al fuoco di candela: la temperatura di una candela è di 700
°C, mentre quella degli strati superficiali del Sole è di 56000 °C.
In
Fisica, nel settore Termologia, il cambiamento di stato di un corpo
solido per aggiunta di calore può risolversi nella fusione, nella ebollizione
e vaporizzazione. Per analogia si può parlare di mutamenti e trasformazioni
nella materia intelligibile della nostra interiorità, perché ognuno
di noi ha tutte le possibilità di perfettibilità per un salto di qualità,
d'altronde voluto da chi vuole la nostra salvezza (via mistica) e liberazione
(via Iniziatica) e partecipazione all'infinita Sapienza e infinito Amore.
La
preghiera come leva di comando. Il punto di partenza e di arrivo è sempre
la preghiera
La
preghiera è la sola leva di comando in grado di scardinare la porta
d'oro del Paradiso per entrare nel Regno di Dio. Se vogliamo dare una
definizione al concetto di preghiera, la risposta che in certo qual
modo si può dare è questa: slancio verso Dio di tutto quanto è l'individuo:
mente, anima, eros; fluire della coscienza finita verso la coscienza
infinita in un volontario trasporto di amore totale che si risolve nella
contemplazione e nell'unione con l'Assoluto. La preghiera è un parlare
d'amore prima vocale poi silenzioso, è un abbraccio sempre più stretto,
sempre più intimo, caldo, luminoso fra te e Lui e fra Lui e te.
Sarà
la preghiera continua, semplice, di poche parole, a cambiare, trasformare
e trasmutare l'essenza di cui siamo fatti, liberandoci da ogni bassezza
emotiva e mentale. Perciò il Salvatore fu esplicito quando disse: "Bisogna
pregare sempre e non cessare mai " (Luca
18: 1). Dunque nessuna realizzazione è possibile senza la preghiera
continua, ardente, tenace come una trivella e incandenscente come la
fiamma ossidrica.
(...
... ...)
Tempi
di preghiera e tempi di riposo
In
tema di preghiera vi sono momenti di riposo e altri di attività. I primi
si giustificano con la necessità di alternare la preghiera al lavoro,
ma man mano che si progredisce nell'ascesi la preghiera diventa sempre
più intensa e ininterrotta.
Nel
III Secolo Clemente Alessandrino prospettava la preghiera ininterrotta:
"Se alcuni destinano alla preghiera certe determinate ore, come
ad esempio la terza, la sesta, nona, lo gnostico (cristiano perfetto)
prega per tutta la vita, per il fatto che attraverso le sue preghiere
cerca di intrattenersi con Dio" (Stromata, VII; PG, 9,456 C.).
Gli
Esseni della Comunità di Qumran prima ancora dell'Avvento dicevano "...
con l'entrata del giorno e della notte io entro nell'Alleanza di Dio
e con l'uscita della sera e del mattino io celebro i suoi precetti e
in essi voglio stabilire la mia dimora per non allontanarmene più"
(Regola X, 1, 3 e 10). Pregare tre volte al giorno e tre volte nella
notte voleva dire pregare costantemente, cioè esercitarsi nella preghiera
continua. Ovviamente questo stato interiore dovuto alla preghiera continua
è di pochi, liberi di dedicarsi interamente all'ascesi come gli eremiti
e Padri della Cappadocia di un tempo.
Tuttavia,
pur vivendo nella moderna società, disturbati di continuo, si può svolgere
silenziosamente, durante un lavoro e l'altro, la meditazione (preghiera)
e trarne benefici immensi. È ovvio che il silenzio, l'isolamento, la
liberazione dagli assilli comuni dell'esistenza sono costruttivi per
quello che si vuole raggiungere: la trasmutazione.
Coloro
che si potranno organizzare distribuiranno il lavoro ascetico secondo
la seguente classificazione e orario:
MATTUTINO-LODI-AURORA
(dalle ore 3 alle 5).
PRIMA
(dalle ore 6 alle 8).
TERZA
(dalle ore 9 alle 1 1).
SESTA
(dalle ore 12 alle 14).
NONA
(dalle ore 15 alle 17).
VESPRO-COMPIETA
(dalle ore 18 alle 20 e dalle ore 21 alle 23).
La
sacràlità cristico-astronomica ha considerato il circuito notte-giorno-notte
basandosi sulle 24 ore che iniziano, per il giorno, dal sorgere del
sole (ore 6) al suo tramonto (ore 18), e per la notte dal tramonto (ore
18) al nuovo sorgere del sole che avviene dopo le ore 6.
(
)
Programmazione
quotidiana
Ecco
ciò che l'aspirante al benessere psico-fisico deve fare ogni giorno:
1) Alzarsi sempre
prima delle ore 7 del mattino.
2) Bere un bicchiere
d'acqua tiepida nella stagione fredda o fresca d'estate, se possibile
di pozzo o di ruscello pulito.
3) Decontrarsi
con degli esercizi fisici facendoli seguire da una profonda respirazione,
inspirare attraverso il naso ed espirare dalla bocca con le labbra
atteggiate a forma di "o", come quando si soffia su una
fiamma. Se possibile si eseguano gli esercizi a finestre aperte e
corpo nudo.
4) Liberare l'intestino
e la vescica, ossia soddisfare i propri bisogni senza rimandare ad
altro momento.
5) Fare una doccia
o frizioni per tutto il corpo con una spugna imbevuta di acqua fresca.
La pulizia deve essere fatta anche al naso, al quale si deve far bere
un poco d'acqua: ora con una narice e ora con l'altra, chiudendone
una con il pollice, aspirate l'acqua nell'incavo della mano.
6) Passiamo ora
alla respirazione. Essa è fatta in due tempi per inspirare il soffio
nuovo ed e spirare il soffio vecchio, onde entrare in ritmo alla circolazione
del soffio vivo e del soffio morto del mondo. Il soffio vivo è solare,
positivo, caldo, di contro al soffio morto che è lunare, negativo,
freddo. Gli Esseni suggerivano di assorbire il soffio-vivente e respingere,
non assorbire, quello morto. I momenti adatti per assorbire il soffio
vitale sono due:
- nel tempo monastico
delle Laudi e di Prima, dall'aurora alle 6 del mattino, quando l'aria
comincia a scaldarsi e l'atmosfera a colorarsi di rosa e il sole
non è ancora alzato, in quel momento è il soffio vitale del mondo
che ascende. L'aurora comincia a colorarsi
- la sera, al
tramonto del sole, al Vespro (Vesper), quando alla fine della giornata
la Chiesa antica faceva la preghiera serale del lucernario, l'aria
si rinfresca e il giorno comincia a sparire, è il momento nel quale
discende il soffio vitale.
Anche
questo, come quello delle Laudi cioè dell'aurora, è il tempo di assorbire
il soffio di vita. Che cosa dobbiamo fare, dunque? Ecco:
Di
fronte al sole che sorge, a digiuno, prepararsi alla preghiera
Seduti
su un cuscino per terra, nella posizione del triangolo indicata nel
nostro libro "Tecniche di Risveglio Iniziatico" Ed. Mediterranee,
a pag. 66, ossia testa, collo, busto perpendicolari e quindi con la
colonna vertebrale perfettamente a piombo; mento rientrato; gambe
incrociate. Assumiamo questa posizione che fu la stessa di Gesù, degli
Esseni, Terapeuti d'Egitto e degli Indù. Se però tale posizione
vi è troppo scomoda, allora potete stare in piedi, in ginocchio o
seduti.
Concentrate
l'attenzione. Espirate profondamente tre volte, prima di cominciare,
abbassando progressivamente la testa a ogni ispirazione facendo rientrare
bene il ventre per espellere l'aria. Mento sempre appoggiato sul petto.
Fate ora una profonda inspirazione con le narici, tenendo la bocca
chiusa, e contemporaneamente pensate al vostro corpo perché sia sano,
vigoroso, solido, pensate di andare con il vostro corpo lanciato nello
spazio verso il Signore. Con fede e speranza senza limiti recitate
questa preghiera:
Vieni,
benefica Luce, splendore eterno dei Cieli,
onnipossente
Sole di giustizia che illumini di speranza le anime ogni mattino,
risvegliandone
alla realtà del tuo Regno senza fine.
Fuoco,
armonia e numero di tutte le cose.
Vieni,
dammi con la sapienza e l'amore le novelle energie dell'aurora.
Ti
chiamo e ti invoco nel tuo fulgore eterno, o meraviglioso Sole radiante!
Ogni
tuo raggio di luce è un coro di Angeli:
Serafini
e Cherubini, Troni e Dominazioni, Virtù e Potestà, Arcangeli e Principati,
Angeli e Comunità dei Santi.
Liberami,
dunque, per la forza di questa tua luce,
dalle
insidie dei perversi e dalle macchinazioni del maligno,
tu
che sei, ad un tempo, e Padre e Figlio e Spirito Santo.
Così
Sia.
Nel
corso della meditazione dopo la preghiera, respirate dolcemente, ampiamente,
in modo uguale. Inspirate attraverso le due narici ed espirate dalla
bocca, soffiando leggermente come se doveste spegnere una candela,
ossia con le labbra atteggiate a "o".
7)
Fate la prima colazione, con gioia e riconoscenza verso il Signore.
8)
Rilassatevi bene allungati per un quarto d'ora dopo il pasto del mezzogiorno
e della sera; rilassatevi in silenzio, con gli occhi chiusi, respirando
placidamente e con dolcezza.
9)
Prima di coricarvi per la notte, alla sera, fate un bagno caldo dei
piedi per la durata di 10-15 minuti se siete uomini, o un semicupio
della stessa durata se siete donne.
10)
Quando sarete a letto (a finestra semi-aperta), fate della respirazione
profonda, testa a nord, rilassamento. Addormentatevi girati dal lato
destro.
Attenzione!
Ogni giorno fate almeno un'ora di cammino all'aria aperta.
(
)
Riepilogo
di un itinerario per 8 giorni di esercizi ascetici durante i quali verrà
seguito il digiuno relativo
Come
trascorrere ogni giorno:
1)
Dalle ore 3 alle 6 dedicarsi alle preghiere del Mattutino e delle Lodi,
concludendo con la meditazione.
2)
Dalle ore 6 alle 9, dopo aver sorbito la tisana di limone, dedicarsi
alle preghiere di Prima. Durante queste tre ore, si soddisferanno i
propri bisogni corporali, si farà la doccia (prima calda, poi fredda
e infine tiepida) e gli esercizi ginnici del "saluto al Sole".
Si concluderà con la meditazione.
3)
Dalle ore 9 alle ore 12 il tempo sarà dedicato alle preghiere di Terza.
Seguirà la lettura e ponderazione di un passo evangelico. Poi la meditazione
sul centro frontale per 21 minuti sviluppando l'affermazione: Io sono
forte, io sono sano, io sono felice, io sono nella Luce di Cristo.
4)
Dalle ore 12 alle ore 15, dopo aver sorbito la tazza di brodo di legumi,
iniziare le preghiere di Sesta. Al termine, meditazione sul cuore per
21 minuti. Alle 15 sorbire la tazza di menta con miele.
5)
Dalle ore 15 alle 18 si passerà alle preghiere di Nona, meditando a
lungo sul loro significato. Ponderare la lettura di un altro passo evangelico.
6)
Dalle ore 18 alle 21 il tempo sarà occupato dalle preghiere del Vespro
e dal Rito del Lucernario. Alle ore 19 si prenderà il succo di frutta
e acqua minerale non gassata.
7)
Dalle ore 21 in poi le preghiere di Compieta concluderanno la giornata.
In qualsiasi ora del giorno, a proprio piacimento, si facciano delle
passeggiate all'aria aperta, durante le quali si potranno ugualmente
svolgere le preghiere.
(
)
Conclusioni
Si
dovrebbe poter dedicare ogni giorno e ogni attimo della propria vita
agli esercizi ascetici esposti in questo quaderno, ma sappiamo che,
a meno di un grande sforzo di volontà e della rinuncia ad ogni bene
terreno, questo non è possibile. L'uomo e la donna sono costretti a
lottare e a lavorare per la propria sopravvivenza e quella della famiglia.
Ognuno applicherà le regole indicate a seconda delle sue possibilità
e disponibilità di tempo e di ambiente e a seconda del proprio fuoco
interiore, ricordando che più grande sarà il sacrificio e la rinuncia,
il distacco dalle cose del mondo, e maggiore sarà la ricompensa nei
Cieli.
Bisogna
riuscire a vivere se stessi e Dio in noi nel contesto della società,
affinché la nostra anima imbevuta di Luce sia il faro che guida coloro
che ci circondano e si avvicinano a noi: " Così risplenda la vostra
luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano
gloria al vostro Padre che è nei Cieli" (Matteo 5:16).
L'importante
è ricordare che ogni nostra azione deve essere in Dio, ogni nostro pensiero
deve essere in Dio, perché l'amore in Dio e per Dio deve essere la molla
che fa muovere le lancette dell'orologio della nostra vita.
Non
tutti potranno astrarsi dalla vita quotidiana per glorificare in ogni
momento il Signore, ma sarà già cosa grande se ognuno terrà in tasca
un piccolo foglio con le preghiere di Prima, di Terza, di Sesta, ecc.
per poterle recitare furtivamente durante il lavoro, non temendo il
giudizio degli altri, poiché: "Rallegratevi ed esultate, perché
è grande la vostra ricompensa nel regno dei cieli". (Matteo, 5:22)
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