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Il
problema esoterico dei sessi, il matrimonio e i figli
(Brani
tratti dal quaderno)
Introduzione
Il
sesso è uno dei fattori basilari dell'esistenza umana. Il nostro nascere
biologico e lo stato di libertà spirituale sono condizionati dal sesso,
dal modo di usarlo e di fruirne la potenza.
La
nostra sessualità ordinaria ci unisce a moltissime forme della vita
vegetale ed a tutte le forme della vita animale, ma si risolve solo
nella progressione genetica (mettere al mondo dei figli) o nell'effimero
piacere dei sensi, che nel tempo prepara l'individuo al decadimento.
Soltanto il saggio uso della sessualità produce l'elevazione spirituale
e l'estasi unitiva che apre il Cielo di Gloria dell'Altissimo. Perciò
questo quaderno -teorico da una parte e pratico dall'altra- ha valore
sia per il laico che per il religioso, lo studioso di Cristianesimo,
il predicatore.
Il
sesso è un dono divino, e come tale va usato affinché diventi possibile
l'amore reciproco fra gli uomini e le donne fino alla realizzazione
del detto biblico: "Perché l'uomo e la donna diventino
una sola carne". Frase densa di significato, in quanto ad una
sola carne corrisponde una sola anima ed un solo spirito che respirano
la spiritualità sacra di Dio.
Quando
la fedeltà alla fede essenziale è una realtà vissuta, l'individuo riceve
con riconoscenza le gioie della carne dalle mani dell'Ente Supremo.
La colpa e la vergogna cadono e si cerca di comunicare ai propri figli
la grandezza della dottrina della Creazione.
La
"Scienza dei princìpi", la "Sapienza divina", ovvero
l'Archeosofia, espone i fondamenti eterni della sessualità in termini
di ascesi e di illuminazione a due attraverso l'onestà sessuale che,
nell'istante folgorativo dell'amplesso, apre le coscienze alla spiritualità
rituale e iniziatica.
Per
due che si amano è un qualcosa di valore analogo a ciò che è l'estasi
per il mistico solitario.
In
via di principio non si può escludere il pericolo della strumentalizzazione,
ossia l'uso errato ed egoistico del sesso per i fini di sola voluttà
o anche di strumentalità magica. Lo stato di "trascendenza",
quando viene a mancare, è sostituito dalla mistificazione, dalla superstizione
e dallo sprofondamento animalesco nei piaceri del sesso.
Non
è senza timore che presentiamo questa opera di Archeosofia sulla sessualità,
a causa della delicatezza dell'argomento e del rischio di essere fraintesi.
L'Ascesi,
cioè il processo graduale di sforzi ed artifici per salire al Monte
di Elia in cima al quale è preparata l'Illuminazione divina, è tutto
un lavoro di autosuperamento o di spogliamento, di "povertà di
spirito", di amore totale (erotico, animico e spirituale).
Ora,
se da soli è la più tremenda e inumana rinunzia alla sessualità terrena
per sostituirla con la sessualità metafisica, questa ascesi, vissuta
a due da uomini e donne, è un'impresa altamente insidiosa, piena di
trabocchetti, perché si richiede ai due amanti (cioè coniugi) una specialissima
qualificazione ottenuta con esercizi preliminari che assicurino le facoltà
necessarie per affrontare, senza precipitare a valle, la scalata del
Carmelo.
La
via mistica e iniziatica della sessualità mette alla prova l'evangelica
espressione: "Ama il prossimo tuo come te stesso", perché
la tentazione di sfruttare o di usare le altre creature per la propria
soddisfazione egoistica sarà, in questa occasione, assai forte, quasi
fatale. La preghiera d'amore rivolta dai due uniti, piuttosto che salire
verso la luce increata, può facilmente discendere verso la tenebra creata.
Il
problema della sessualità e dei suoi rapporti con l'ascetismo la mistica,
la via iniziatica o paramistica, è contemporaneo alla nascita e sviluppo
della religiosità nel mondo intero ed in tutti i tempi. Una trattazione
completa si ritrova nei testi del Tantrismo, di cui l'Autore dette un
saggio molti anni or sono.
Oggi
l'argomento è affrontato con la massima franchezza secondo la visione
archeosofica della vita, di gran lunga più vasta ed esauriente, a parer
nostro, del Tantrismo e dello Yoga, dei quali accettiamo buona parte
delle tecniche di risveglio e realizzazione spirituale, ma sfrondando
tutti quei lati della filosofia induista poco soddisfacenti a rispondere
a tutta la problematico dell'ascesi.
Questo
criterio di selezione e discriminazione di concetti dottrinali è naturale,
perché per comporre una bella collana di perle non si possono rifiutare
le perle ovunque si trovino, ma bisogna scegliere le migliori eliminando
quelle false o imperfette che guasterebbero l'armonia della collana
stessa. In questo caso la collana è l'Archeosofia che, oltre a selezionare
ciò che c'è di meglio in ogni religione, ha al suo attivo l'utilizzazione
ben oculata di tutta la ricerca e scoperta dei Padri del Cristianesimo.
La
tematica che affrontiamo è fra le più scottanti, perché investe l'intero
processo della Creazione, della libertà e della salvezza.
Queste
pagine scrutano, se così possiamo dire, l'abissale metasessualità di
Dio, del Dio degli antichi padri e nostro: il Dio in certo qual modo
maschio-femmina, che genera il Figlio muovendo le sue forze generative
ambivalenti; il Dio solitario e maschio che genera dalla sua partner,
Amore o Agapè, il Figlio dell'Amore che nacque come Dio nella carne
di una vergine ove la Forza di Dio o Spirito operò il prodigio creativo
di un Corpo di Redenzione per il Figlio dell'Amore.
Poiché
la sessualità è di Dio, e da Dio è passata a noi, riflesso e immagine
della sua realtà, come la sua violazione fu caduta del genere umano
e sacrificio redentivo del Cristo, così la restaurazione edenica dopo
l'Incarnazione del Figlio dell'Amore è possibile attraverso la sublimazione
dell'eros individuale.
(
)
In
movimento verso Dio. Archeosofia e problematica sessuale
L'epoca
presente è caratterizzata dalla polarizzazione verso il mondo del sesso
in termini di netta volontà di concupiscenza, alimentata dalla diffusione
di una certa letteratura porno-sessuale per incuriosire i giovani e
svegliare gli anziani al desiderio del piacere volgare e osceno. Neppure
mancano i monumenti al culto del sesso e del pansessualismo deteriore.
Aggiungiamo a tutto questo la propaganda che da ogni direzione coopera
per alimentare la crisi sociale con lotte a tutti i livelli da posizioni
ideologiche diverse, con il solo scopo di sgretolare e demolire le residue
limitazioni contro le intemperanze della vita sensuale.
Siamo
d'accordo che la questione sessuale, il sesso, il piacere, la procreazione
ed il matrimonio sono fra i bisogni più importanti della vita umana,
come lo sono l'economia, la salute ed il nutrimento; siamo d'accordo
che ciascuno di noi è anche il prodotto della gestazione, di un parto
e perciò di un amplesso, e quindi siamo condizionati, dalla nascita
alla morte, nel sonno e nella veglia, dal fattore sessuale. Ma è anche
vero, per logica scientifica, che siamo la risultante della sessualità
metafisica che non può lasciarci indifferenti, data la caducità dell'esistenza
terrena.
Prima
ancora di essere generati dalla carne fummo generati dallo spirito adamico,
questo è un assioma che spiegheremo per chiarire appunto la questione
della sessualità metafisica o trascendentale.
In
generale si crede al dato concreto che l'uomo ha sete, fame, sonno e
bisogno sessuale. Il sesso poi, per l'umanità ordinaria, ha le funzioni
di procurare la sofferenza-voluttà biologica dello spasimo erotico;
garantire la continuità della specie umana; appagare l'istinto della
maternità e paternità. A queste funzioni se ne aggiunge un'altra che
interessa gli individui in via di risveglio interiore, persone meno
comuni che hanno capito l'importanza della vita religiosa normale e
superiore: questa funzione è di elevare a Dio utilizzando la sessualità
per il superamento di se medesimi superamento che mette in movimento
verso l'Ente Supremo. Noi parleremo di quest'ultima, perché a parer
nostro è veramente essenziale in quanto rientra nel motivo per il quale
si è nati uomini e non bestie.
Tutto
ciò che abbiamo è un dono di chi ha creato noi e il mondo. La sessualità,
naturalmente, fa parte della creazione che è di Dio e poiché costituisce
la problematica più scottante, non possiamo ignorarla. Se la volessimo
ignorare non saremmo più degli Archeosofi, cioè coloro che sono in movimento
verso Dio e utilizzano per andare a Lui tutti i mezzi che ha rivelato
un poco a tutti i popoli.
Per
cominciare, diremo che l'amore è una funzione a tre termini: l'Uomo,
la Donna e Dio. Questo lo abbiamo già enunziato e dimostrato nei precedenti
quaderni di Archeosofia. La perfezione consiste nell'armonioso bilanciamento
di questi tre elementi che sono modificati dal quarto: la prole.
La
vita terrestre non è ancora arrivata alla sua piena maturazione morale
e mistica, perciò continua a riproporre la necessità della unione fra
uomo e donna in vista di una esperienza psico-somatica unitiva e della
procreazione per dare ancora modo e tempo alla vita tellurica di mutare,
trasformarsi sotto l'impulso Cristico in attesa dei tempi escatologici,
quelli profetizzati dall'Apocalisse di Giovanni.
Se
in La meditazione sulla sfera sessuale e l'ascesi spiegammo l'importanza
di orientare, concentrare la mente sulla sfera sessuale per guidarla
in vista di un risveglio interiore capace di unirci a Dio in piena coscienza;
se indicammo la tecnica o procedimento per la totale liberazione dalla
morsa dell'Eros Adamico immanente e trascendente decaduto (tema che
riprenderemo) con la finalità di amare, contemplare e possedere la divinità
mediante una coraggiosa quanto eroica operazione di ascesi da soli,
qui invece proponiamo l'ascesi del binomio Uomo+Donna. Per tutto questo,
il matrimonio, i figli, la famiglia, sono temi importantissimi da trattarsi
archeosoficamente.
Non
tutti gli individui sono uguali, vi sono i celibi e le nubili volontari
e quelli che sono tali per destino. Vi è anche la vocazione del matrimonio,
ugualmente ottima, quanto quella monastica e singola. Naturalmente non
possiamo ignorare il problema dei figli che costituiscono una grande
esperienza missionaria, sia per la responsabilità educativa che comportano,
sia per le distrazioni che apportano all'ascesi, cioè allo sforzo per
santificarsi. La paternità e la maternità costituiscono un profondo
e impegnativo lavoro perché, come scrisse S. Paolo ai Romani, "la
creazione tutta quanta geme ed è come in doglie di parto... in attesa
della manifestazione dei figli di Dio".
La
pedagogia e la catechesi per i genitori è dunque un impegno pericoloso,
perché per guidare i figli sui sentieri della morale assoluta e dell'ascetica
occorre essere già dei genitori infiammati d'amore cristico e illuminati
dalla Sapienza di Dio.
La
procreazione che entusiasma molti è sovente un'opera micidiale, un peccato
gravissimo di indifferenza per la missione che è stata loro affidata.
Infatti, quanti genitori battezzati si preparano come teologi e filosofi
del Cristianesimo per ammaestrare i loro figli che dovrebbero far diventare
apostoli del Signore?
Una
coppia può generare dei corpi di figli che si comporteranno da autentici
figli di Dio o soltanto persone comuni, tiepide o indifferenti alla
religione, quando non sono l'incarnazione di demoni o semplici corpi
di animali dal sembiante umano.
Coloro
che entrano nei corpi sono anime che per meriti o demeriti precedenti
si trovano divisi in tre classi: angeli, demoni e uomini. Una madre
può dunque generare ed un padre congenerare un corpo che sarà utilizzato
da un angelo (come sembra sia stato il caso di san Giovanni il Battista),
da un demone o da un essere umano. Ora noi crediamo che una certa selettività
di anime sia possibile se i genitori procreeranno coadiuvati da una
profilassi genetica appropriata e se consumeranno l'amplexus coniugale
in intima unione mistica con l'Ente Supremo, perché l'amore si fa in
tre: l'Uomo, la Donna e Dio.
La
creazione selettiva comporta che i due contraenti siano rigenerati dall'ascesi
archeosofica e tengano conto, per l'intimità generativa, dello stato
vibratorio cosmico. È notorio, infatti, che il concepimento (istante
in cui un'anima di un disincarnato s'incarna) e la nascita dei santi,
dei malvagi, dei demoni e dei mediocri, avvengono sotto l'influsso di
determinate posizioni planetarie e zodiacali, ed il saggio ne tiene
conto.
Poiché
l'anima che si deve incarnare è attratta dall'ambiente biologico e sociale
più adatto alla sua espressione, la qualità dei genitori e dei nonni
è importantissima. Un delinquente non si incarna a caso nella prima
famiglia che incontra nel suo pellegrinare e neppure un candidato alla
santità.
(
)
Il
senso della vita sessuale
La
ricerca scientifica e la Rivelazione di Dio a Mosè con la Genesi, 1
e 2, aprono un capitolo fondamentale per spiegare il senso della vita
e dell'istinto sessuale. La Genesi offre un quadro sintetico delle due
creazioni, la prima metafisica e la seconda fisica. In entrambe le creazioni
risulta che Dio creò l'uomo, facendolo maschio e femmina (Gen., 1:27) e capace di procreare
altri individui maschio e femmina, cioè la propagazione del genere umano:
"Crescete e moltiplicatevi e riempite la terra" (Gen.,
1:28). Il senso della vita sessuale che viene dato dalle Sacre Scritture
alla duplicità del sesso ci richiama esplicitamente alla spiritualità
e all'animalità.
Nel
mito relativo alla creazione di Eva (Genesi,
2:21 e sg.) è fatta insistenza sulla dignità e intimità spirituale
dell'unione sessuale. Sin dalle origini Iddio ha voluto la diversità
sessuale allo scopo di far propagare il genere umano. Perciò l'istinto
sessuale è in se stesso buono perché predisposizione naturale voluta
dal Creatore.
La
vita vegetativa, alla quale appartiene la generazione, si fa vita dell'immaginazione
e dell'istinto perché si esalta nei sensi. Le finalità segrete e insite
nell'organismo si palesano nei sensi con sentimenti di piacere o dispiacere.
È naturale quindi che una così importante finalità e di così vasta portata,
come la generazione di altri individui, sia non disgiunta da un istinto
potentissimo e da un forte senso di voluttà, fino al punto che un suo
equilibrato adempimento morale impone ai singoli individui non lievi
e prolungati sacrifici.
L'istinto
ha per la fisiologia le sue radici nel corpo e in esso provoca il sensus
venereus, ovvero le eccitazioni piacevoli; si estende poi come desiderio
interiore, suscitando nell'anima erotica una voglia sensuale di godimento
sessuale e dei piaceri attinenti (libido, delectatio venerea in senso
animico e intellettivo). Si arriva così al più nobile e superiore sentimento
di attrazione dei sessi, ossia l'amore sensibile-spirituale dell'uomo
con la donna (amor).
L'istinto
sessuale, quando gli amanti (coniugi) sono dei perfetti in senso Paolino,
è ordinato e subordinato allo spirito, ma nella coppia imperfetta manca
questo ordine, per cui l'amplesso è solo istinto sessuale animale che
allontana da Dio: è sete di vivere o brama.
L'anima
(qui usata in senso convenzionale globale) è costituita, dicemmo negli
altri quaderni, di tre princìpi coesistenti: spirito, anima emotiva,
anima erotica. Se questi tre princìpi sono puri, ordinati in conformità
all'intelligenza, alla volontà e all'amore di Dio, allora l'unione sessuale
degli sposi è istinto sessuale sublimato che unisce veramente i due
innamorati, i quali diventano una sola anima con Dio per partecipazione.
La
storia del primo peccato illustra la vergogna che provarono Adamo ed
Eva, quale primo effetto del peccato (Gen.,
3:11) che operò sulla parte inferiore dell'anima (anima erotica)
che da allora fece cessare, per l'istinto sessuale, l'ordinamento e
il subordinamento allo spirito e a Dio.
Nei
rapporti sessuali il pericolo è l'attenzione, la concentrazione mentale
sulla sfera biologica del sesso, a discapito dello spirito che resta
abbandonato. L'attenzione è tutto. Se guardiamo di continuo il cielo
stellato diventiamo astronomi, ma se teniamo lo sguardo sempre rivolto
verso terra, ci ritroveremo agricoltori. L'attenzione genitale si fa
meditazione sul sesso, identificazione con l'istinto verso il basso.
L'attenzione rivolta in alto a Dio modifica l'erotismo e lo confluisce
nella sfera superiore dell'individuo. È questo il segreto, il grande
mistero della castità, della continenza e della casta unione d'amore
fra uomo e donna. L'attenzione non può essere rivolta nello stesso istante
al cielo e alla terra.
Poiché
la Creazione è prima metafisica, trascendente o spirituale e successivamente
fisica e biologica, tutto ciò che è senso deve essere limitato e dominato
dallo spirito. Questo dominio e limitazione si estendono, è logico,
anche alla vita sessuale che riceve in modo esplicito una norma morale
e naturale con il ricorso a chiari precetti della ragione, il cui scopo
è di stabilire ordine in tutta la vita sessuale spostando l'attenzione
su Dio.
Gli
individui nascono, crescono e cessano di vivere nella dimensione psicosomatica
per trasferirsi nell'aldilà.
Ebbene,
il loro destino felice o infelice dipenderà dalla loro vita sessuale
vissuta sulla terra, dal modo come fu utilizzata.
Discendere
nell'animalesco o ascendere al Divino non sono la stessa cosa, è un
cambiamento di attenzione che ha la sua portata. Il sesso e il suo istinto
possono anche essere buoni, ma il loro uso può essere distruttivo o
costruttivo. Perciò la Chiesa ha cercato sempre di frenare l'istinto,
ha fortificato lo spirito di sacrificio e di fedeltà al matrimonio,
ha custodito e valorizzato la famiglia, ha dato onore morale, protezione
e cristiana uguaglianza alla donna, così profondamente umiliata prima
dell'evangelizzazione.
La
vita sessuale è stata disposta come Dio ha voluto sin dalla creazione
del mondo, solo ed esclusivamente nel matrimonio, perché solo se si
passa per la famiglia la procreazione umana costruisce la società. Il
primo matrimonio fu nell'Eden fra Adamo ed Eva, quando la procreazione
e l'intimità avevano un significato metafisico, e non biologico, non
esistendo ancora il biologico e il fisico.
La
legge morale per mantenere la purezza interdice a ciascun coniuge qualsiasi
soddisfazione venerea fuori dal matrimonio, compresa quella alimentata
in segreto nell'immaginazione: ciò perché l'amore e la vita sessuale
comportano l'unione dell'Uomo con la Donna e Dio.
"Non
è la libidine, ma l'amore che unisce gli sposi" (S. Agostino, Sermo,
51, 21). L'unione dei sessi, possibile solo nel matrimonio, riceve dallo
spirito l'ordinamento obbligatorio ed il completamente trasformante
nel libero, spirituale amore di amicizia e di cristiana compiacenza.
(
)
Significato
esoterico della famiglia e istituzione paradisiaca del Matrimonio
Il
significato comune della famiglia è quello di una piccola ma reale società,
scaturita dall'amore dell'uomo e della donna per cooperare alla procreazione
ed educazione dei figli. Società voluta e ordinata dal Creatore, ha
diritti e poteri propri, ma raggiunge la sua perfezione naturale solo
quando si integra nella società civile.
Esotericamente
la famiglia è una comunità di individui che devono vivere in perfetta
comunione spirituale aiutandosi a vicenda per farsi posto nel Regno
dei Cieli al termine del soggiorno terreno, e devono mantenersi sullo
stesso piano evolutivo affinché, dopo la morte, si ritrovino ancora
uniti nell'Amore e nella contemplazione di Dio.
La
legge naturale che regola la famiglia, dettata da Dio con la Rivelazione,
e la Sua legge positiva, svelata da Gesù Cristo, sono le regolatrici
totali della costituzione e della vita essenziale della società familiare,
riflesso della società soprannaturale che né i coniugi, né alcun'altra
convenzione umana possono modificare.
La
famiglia tra i Cristiani si costituisce mediante il matrimonio, cioè
il sacramento che produce la grazia e fa immagine del mistico sposalizio
di Cristo con la sua Chiesa; sacramento che unisce indissolubilmente
l'uomo e la donna, conferisce loro la grazia di convivere in santità
e di educare cristianamente i figli. Questo contratto è saldato al Sacramento.
S.
Agostino dice che i beni delle nozze sono: la prole, la fede, il sacramento.
Si considerano fini secondari: la quiete della concupiscenza, l'affetto
vicendevole e il mutuo soccorso.
La
Tradizione assicura che il matrimonio fu istituito nel Paradiso. Gesù
riferendosi all'Antico Testamento e parlando del matrimonio disse: "Non
avete voi letto come colui che da principio creò l'uomo, li creò maschio
e femmina? e disse: - Per questo lascerà l'uomo il padre e la madre,
e si unirà con la sua moglie, e i due saranno una sola carne. Non sono
dunque più due, ma una sola carne. - Non divida pertanto l'uomo ciò
che Dio ha congiunto." (Matteo,
19:4; Ef. 5:3 1).
Clemente Alessandrino in Stromata, 4, P.G., 1906, enuncia la grazia
paradisiaca con le frasi: "Il Figlio non ha fatto che confermare
quello che il Padre ha istituito. La creazione dell'uomo è il battesimo
(la nascita), ma il matrimonio è l'amore della prima coppia "in
una sola carne"". Non a caso la Chiesa dell'Eden ha origine
dal matrimonio con la prima coppia, e il Vangelo secondo Giovanni riporta
la gioia degli sposi alle nozze di Cana.
Clemente
arriva a dire: "Dio ha creato l'uomo: uomo e donna, l'uomo è Cristo,
la donna è la Chiesa" (2
Cor. XIV). Come dire che il matrimonio è immagine archetipica, esistente
prima della coppia, perché Adamo è creato a immagine di Cristo ed Eva
a immagine della Chiesa.
Paolo
di Tarso confermerà questo concetto quando nella lettera agli Efesini (5:32), dirà: "Questo
mistero è grande; voglio dire di Cristo e della Chiesa". Quindi,
prima ancora della caduta vi era il matrimonio che la liturgia così
considera: "né il peccato originale, né il diluvio hanno sciupato
nulla della santità dell'unione coniugale". Nel commentano agli
Efesini (5,32), Sant'Efrem Siro: "Da Adamo fino al Signore l'amore
coniugale autentico era il sacramento perfetto".
La
sapienza rabbinica fa dell'amore coniugale l'unico canale di trasmissione
della grazia. Senza l'amore coniugale della prima coppia neppure ci
sarebbe stato il Paradiso, né il genere umano, né l'Avvento di Cristo.
Il racconto evangelico delle nozze di Cana con la presenza del Cristo,
conferma l'istituzione sacramentale del Paradiso. Il mutamento dell'acqua
in vino è un invito alla metamorfosi della passione brutale nel vino
nobile dell'amore carismatico, dicono San Giovanni Crisostomo e San
Gregorio Nazianzeno.
(
)
L'immagine
celeste del Matrimonio
La
relazione tra Dio e l'uomo nel linguaggio biblico è espressa in termini
di fidanzata, sposa, le nozze dell'Agnello. "Quando il marito e
la moglie si uniscono in matrimonio, essi non formano l'immagine di
qualcosa di terrestre, ma di Dio", afferma San Giovanni Crisostomo
(P.G., 61,215; 62,387). Come il divino e l'umano si uniscono nell'ipostasi
(individuo, persona morale) del Verbo, come il Padre e il Figlio si
uniscono nello Spirito, allo stesso modo l'uomo e la donna si uniscono
in un terzo termine che è Dio. Così è perché l'espressione del dogma
trinitario è l'unità nella molteplicità, verità della vita ecclesiale
e coniugale. "Là dove due o tre sono radunati nel mio nome, quivi
sono io in mezzo a loro" (Matteo,
18:20).
Se
ancora una volta ricordiamo l'opinione di San Crisostomo, diremo con
lui: "Chi non è legato dai vincoli del matrimonio non possiede
in se stesso la totalità dell'essere, ma soltanto la sua metà"
(P.G. 8,1169). "L'uomo e la donna non sono due, ma un essere solo"
(P.G. 61, 289). San Paolo, da parte sua, considerava il matrimonio l'ecclesia
domestica.
Il
matrimonio non è la coppia, ma il maschile ed il femminile nella loro
totalità integrata all'uomo del Regno in conformità a quel certo discorso
di Gesù... "nel Regno non si va a marito" e "si è come
angeli".
(
)
Il
Mistero grande
Il
matrimonio introduce i soggetti in uno stato nuovo soprannaturale, non
nel senso che i contraenti ricevono una nuova consacrazione, ma perché
gli sposi dal momento delle nozze restano vincolati soprannaturalmente
per il conseguimento di uno scopo sacro. L'ingresso nel patto sacro
porta con sé la grazia santificante e un'alta e speciale posizione nel
Corpo Mistico di Cristo, in virtù e forza del quale scende in modo speciale
a loro dal Capo la forza della vita cristica. Il patto matrimoniale
ha perciò un carattere soprannaturale e mistico. P- un sacramento sia
che venga celebrato con il rito religioso Cristiano che di altre fedi
religiose, sia che si tratti di matrimonio civile o di mutua, reciproca
promessa al di fuori di qualunque intervento civile e religioso e resta
suggellato dalla prole, pertanto è indissolubile avendo in sé la grazia
santificante ed il carattere soprannaturale, purché i due contraenti
siano in partenza, al momento della loro unione, liberi da precedente
contratto.
Diciamo
queste cose perché già partendo da una base naturale il coniugio ha
un carattere religioso per il semplice motivo che la coppia deve generare
nuove immagini di Dio, la cui funzione è di propagarne qui in terra
l'onore e la gloria. Se così non fosse, nessun matrimonio sarebbe mai
stato valido prima della venuta o incarnazione del Cristo e della fondazione
terrena della Chiesa. Dalla prima coppia umana ad oggi, Iddio è sempre
stato presente per guidare gli sposi con la sua amorosa assistenza spirituale.
Tuttavia, dal momento che Dio Verbo si è fatto Uomo ed è vissuto, morto
e risuscitato sulla terra, ha istituito il battesimo e gli altri Sacramenti,
sarebbe assurdo e irreligioso sposarsi senza la benedizione ecclesiastica.
Poiché
Gesù il Cristo è carne come la nostra per quanto si riferisce al mistero
della sua incarnazione, così dall'Avvento ha fatto gli umani, credenti
e non credenti, battezzati e non battezzati ha fatto, diciamo, tutti
Cristiani. Ma resta un dato di fatto: Lui ha dato delle istruzioni precise,
degli ordini, degli avvisi, che se non vengono seguiti fanno dell'individuo
un volontario anticristiano.
Dalla
natura del Matrimonio si deduce che i coniugi devono amarsi reciprocamente
non solo d'amore naturale, ma d'amore soprannaturale, sia perché sono
membra di Cristo, sia perché sono i rappresentanti del suo mistico connubio
con la Chiesa. Essi devono amare i loro figli, se verranno, come frutti
delle loro viscere e frutti del Corpo Mistico del Salvatore: figli da
educare, istruire secondo il programma evangelico. Agli occhi dei figli
i genitori devono rappresentare Cristo e la Chiesa docenti, affinché
a loro volta i figli divenuti adulti, sposi e genitori, siano in grado
di esercitare il sacerdozio coniugale in tutta la sua regalità.
Ai
figli e ai genitori spetta un compito di grande responsabilità: preparare
la società escatologica. Per far questo la fedeltà è fondamentale, il
profeta Malachia lo ricorda in termini precisi: "... Jahve è testimonio
fra te e la donna della tua giovinezza con la quale ti comporti con
infedeltà, mentre essa è la tua compagna e la donna del tuo patto. Non
ha forse Egli fatto un solo essere, carne e spirito? Che cosa cerca
quell'unico essere? Figli di Dio! Custodite quindi la vostra vita. Con
la donna della tua giovinezza non agire infedelmente." (Malachia, 2:14-15).
Il
Mistero grande racchiude con il Corpo Mistico anche il Corpo di Adamo-Eva.
(
)
I
Figli della Luce e il matrimonio mistico. Le anime gemelle.
La
Tradizione biblica parla dei Figli e Figlie della Luce. San Paolo amava
ricordare nelle sue prediche e nelle lettere, la qualità dei "Figli
della luce" (1 Tess. 5:5). Gesù ricordava
con tristezza che "i figli delle tenebre sono più avveduti dei
figli della luce" (Luca 16:8). L'argomento è tramandato
dai manoscritti Esseni del Deserto di Giuda e dal Documento di Damasco,
dalle testimonianze di Filone, Plinio e Flavio Giuseppe.
Chi
sono questi Figli della Luce spirituale? Indubbiamente i perfetti, coloro
che amano Iddio con tutta la mente, con tutto il cuore, con tutta l'anima,
con tutte le loro forze ed il prossimo come se stessi. Sono coloro che
dedicano tutta l'esperienza alla perfezione, sublimando la sessualità,
pregando notte e giorno. Il Figlio della Luce che ama riversa sugli
altri qualcosa che ha in sé: la fraternità; qualcosa che innalza sempre
più a Dio: la preghiera. La donna che ama un uomo con tutta l'anima,
scopre in sé qualcosa di più, che l'uomo scopre nella donna se l'ama
veramente. L'amore assoluto di due anime costituisce l'essenza di una
scienza superiore che appartiene alla sessuologia metafisica.
Quando
due sposi si sono amati veramente nel Signore, la loro separazione carnale
con la morte sarà temporanea, perché saranno "Figli della Luce"
che torneranno insieme in questa e nell'altra vita, magari per un breve
tempo imposto dalla necessità di nuove singole esperienze che li faranno
diventare anime gemelle, anime sorelle, anime di polarità diverse, così
trasmutate da essere come angeli. La Trinità ha creato gli essere due
a due perché vuole che amandosi in eterno lo amino in eterno, come se
fossero una sola anima.
Chi
scrive chiese un giorno, durante la preghiera, se era possibile vedere
il mondo delle anime, spose ed ecco quanto gli fu rivelato:
"Ero
immerso nella meditazione profonda, nella penombra del mio tempietto.
Erano passate tre ore in completa astrazione e nella preghiera più profonda,
quando mi sentii afferrare da un turbine e da una luce diffusa azzurra,
violacea e successivamente di argento e oro. Immediatamente provai una
pace beata ed una leggerezza inesprimibile. Poi mi vidi circondato di
bellissimi giovani che emanavano luci diverse quasi oro fuso. Venivano
da lontano e man mano che si avvicinavano si facevano giganti.
"Quando
furono vicini, mi accorsi che erano maschili e femminili: le coppie
trasparenti e radiose si interpenetravano. Non avevano sesso, ma erano
maschio e femmina. Strana sensazione spirituale! Un solo individuo ne
aveva in sé un altro, la dualità nell'unità. Dopo alcuni istanti, che
nelle tre ore di immersione totale della contemplazione mi sembrarono
secoli, la corona di spiriti di luce fece ala e da un sole abbagliante
vidi venirmi incontro un maestoso giovane sorridente e sicuro. Lo fissai
estasiato e curioso. Anch'egli non era un individuo ma due: lei squisitamente
femminile, lui solarmente maschile. Mi parlarono in un modo che non
era suono vocalico, ma telepatia, percezione, intuizione, mutamento
di colori. Si fecero abbaglianti, provai una dolcezza infinita, e un
coro mi presentò quell'angelo: - Ecco Gioacchino e Anna sposi dell'Eterno,
Benedetto sia il Suo nome.
"Compresi
allora che cosa sono le anime spose e d'aver visto il mondo degli androgini.
Queste anime spose avevano dato al mondo, molti secoli prima, una "Figlia
della Luce" in Maria SS. La visione cominciò a sparire, ogni entità
androgine si fece un punto di luce che rientrò nel grande sole. Era
il 28 maggio 1972 di domenica, festa della SS. Trinità."
Il
discernimento degli spiriti fa supporre che la descritta esperienza
soprasensibile è valida, almeno così si spera. Nella forma scenografica
tipica delle sperimentazioni mistiche, conferma che le anime perfette
di sesso diverso si possono ritrovare per unirsi così intimamente da
sembrare un solo individuo, mentre in realtà sono due. I genitori della
Madonna sono un esempio di anime spose rivestite di corpi gloriosi,
i corpi della risurrezione.
La
risurrezione della carne sarà un fenomeno collettivo alla fine dell'umanità,
ma il processo di questa risurrezione nei corpi di gloria è in atto.
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