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Esperienza
misterica del Santo Graal
(Brani
tratti dal quaderno)
Premesse
Dal
XII secolo ad oggi, del Graal è stato scritto parecchio, a cominciare
dai romanzi della " Tavola Rotonda " e le leggende dei cicli
cavallereschi, sino ad arrivare a tutta la critica letteraria venuta
dopo. Hanno supposto trattarsi di un oggetto di culto religioso fatto
d'oro o di altro materiale misterioso, più esattamente del Calice usato
da Gesù Cristo nella sua ultima Cena eucaristica: lo stesso calice che
servì a Giuseppe d'Arimatea per raccogliere il sangue e l'acqua dal
costato squarciato del Redentore. Altri avrebbero ravvisato nel Graal
la Grazia santificante o lo Spirito Santo, oppure una Sapienza, una
Tradizione esoterica, una Parola perduta o nascosta di epoca in epoca
e custodita da Iniziati e guerrieri-sacerdoti, anche perché il mito
della Coppa e del beveraggio d'Immortalità risale a migliaia di anni
prima del Cristo. Perciò non sono mancati i momenti di grande interesse
letterario e spirituale, romantico e mistico cristianizzante, studi
accademici, esami di testi antichi, accertamenti di cronologie, confronti
di cicli affini (inglesi, francesi, tedeschi) posteriori e anteriori
al Cristianesimo, che hanno acceso delle discussioni senza definire
una volta per tutte, in termini precisi e sicuri, l'essenza di questo
mitico e inafferrabile "Graal".
Ora,
senza dubbio vi sono stati studiosi che si sono avvicinati o hanno fatto
centro sulla definizione, ma le divagazioni non sono mai mancate, sia
nel Parsifal, musicato dal grande compositore tedesco Riccardo Wagner,
sia in alcune correnti che si sono dichiarate rosacruciane. Quindi è
tempo di dire in che cosa consiste veramente e con certezza il "Graal",
perché dobbiamo occuparcene, come si conquista e a che cosa serve.
È
certo che il Graal o Coppa è una realtà, perché appartiene ad una tradizione
metafisica a carattere cristico, iniziatico e regale, la cui essenza
può essere colta solo da chi, osservando una certa disciplina archeosofica,
si sia impegnato a fondo nel conoscerla sperimentalmente, inseguendola
con la spada in pugno dietro al sipario dei simboli e dei miti primordiali.
Le
tesi che svilupperemo in una visione d'insieme, saranno pienamente comprensibili
e tradotte in esperienza personale, se vorrete meditare sul contenuto
di ogni quaderno di Archeosofia che abbiamo preparato per Voi dalla
fondazione della nostra scuola ad oggi. Infatti, "Archeosofica"
è in continua attività per dare ai suoi amici e compagni d'Ascesi tutte
le istruzioni necessarie al fine di diventare una milizia del Santo
Graal.
I
quaderni fin'ora scritti e distribuiti sono delle sintesi teoretiche
e pratiche espressamente redatte per tradurre in esperienza tutto un
sapere tradizionale. È naturale che la vocazione eroica, l'autodominio,
il tipo di vita ascetica, sono preparativi che talora durano molte reincarnazioni,
a causa di una coraggiosa risoluzione di chi ha già intravisto nella
nostra Via quella Verità che fa liberi. Solo qualcuno riesce a varcare
già da vivo la " porta d'oro" del sacro Castello nel quale
è custodito il Graal.
Uno
dei segreti per entrare sin da ora attraverso la Janua aurea consiste
nell'accelerare la consistenza del così detto "corpo della risurrezione",
purificandolo e rafforzandolo, perché esso è il veicolo destinato ad
essere il corpo dei secoli venturi, vero ente incorruttibile, sublimato
dalla Luce del Graal.
Per
creare in questa vita il corpo incorruttibile' e farsi "due volte
nati", Signori della "doppia vita", qui e nell'aldilà,
si deve passare attraverso due allenamenti fondamentali, che consistono
nella conoscenza del proprio cuore o Cardiognosi per vibrare sulla frequenza
del Cuore di Cristo, e nell'ascesi della Sexognosi o conoscenza dell'energia
genetica per sublimarla e dirigerla, affinché il raggiungimento dello
stato di Androgine diventi un fatto concreto e immediato. È ovvio che
saranno date le soluzioni Alchemiche in termini chiari e pratici.
Dalle
pagine che seguiranno, è possibile farsi un concetto esatto di quanto
sia importante la via del Graal per chi cerca di uscire dal mondo doloroso
e rientrarvi da volontario liberatore con una dignità nuova.
Per
facilitare un primo approccio con l'argomento in questione diremo che
il Graal è, in senso allegorico e simbolico, la Tradizione Archeosofica,
unità essenziale di tutte le tradizioni esoteriche del mondo antico
e moderno. Quando si parla di perdita o scomparsa del Graal, significa
che in certe epoche, mancando le condizioni storiche perché la Tradizione
sia compresa e custodita e insegnata, tale Tradizione con tutto ciò
che comporta si ritira dai centri iniziatici già conosciuti, anche se
continua a farsi sentire moderatamente.
Il
Graal è una realtà soprastorica, un centro inaccessibile supremo delle
eteree regioni dello spazio cosmico intelligibile: un Tempio spirituale
del Verbo e dello Spirito Santo, custodito da liberi Adepti che hanno
vinto la loro battaglia e sono pronti a ridiscendere nei corpi fisici
o solo in quelli energetici, se la loro missione è necessaria per far
evolvere le coscienze e la società.
Il
Graal è un Tempio ultrafisico che guida il Tempio terrestre, se questo
sussiste in qualche Ordine Iniziatico. In tal caso opera come "divina
presenza speciale". Il Graal è il cuore cambiato, sostituito, è
il cuore dell'Archeosofo diventato degno del Sacro Cuore di Cristo e
integrato dallo Spirito Santo, la Madre Divina. È il cuore puro e senza
paura dell'Iniziato che può vedere il Graal del centro supremo soprasensibile.
Il
Graal è una forma di materia speciale luminosa, che trasmette gli impulsi
dai piani metafisici e che può essere veduta da qualche Adepto incarnato.
Il Graal è anche un oggetto fisico, simbolo evocatore e convibrante
con le forze dall'Alto quando, in qualità di Calice, contiene il sangue
del cavaliere che celebra il sacro rito sulla terra.
Non
è tutto, molte altre cose potete conoscere se avrete la stessa passione
che ha reso i nostri cuori simili a lampade ardenti, accese per la Gloria
di Dio.
(
)
La
discesa dell'Avatár nel mondo e la salita dell'eroe verso il Graal
Quando
la tenebra diventa fitta nella maggioranza delle coscienze e gli individui
perdono il giusto orientamento spirituale verso Dio, allora la Trinità
Divina si fa sentire. La manifestazione entra in funzione e arriva il
Messia o Avatár. Le manifestazioni cicliche non sempre sono comprese
con tempestività, solo nel tempo si può giudicare l'opera salvifica
di questi Avatára dai risultati del loro lavoro.
Nei
periodi intermedi alle manifestazioni, tale principio sussiste allo
stato immanifesto e opera dalla sua "roccaforte celeste".
dal così detto Graal.
Ogni
volta che l'idea di una cavalleria spirituale si affievolisce, degenera,
cede alla pigrizia, scompare in una parte del mondo, Dio invia i suoi
cavalieri ed il suo Messia, perché insegnino agli uomini a riscoprire
il sentiero che conduce a Lui, per proteggere la virtù e favorirne la
crescita. La nascita divina ha lo scopo di ridestare la spiritualità
viva capace di far agire gli uomini con pensieri, parole e opere conformi
al piano creativo. Questi istruttori sono i vicerè del potente monarca
invisibile. Essi cercano di far capire, a chi è in grado di intendere
il messaggio arrivato dall'alto, che ognuno di noi ha un lavoro da svolgere,
e precisamente quello del cavaliere, del rivendicatore per sé il diritto
e la dignità di un essere libero, che si può mettere al di là delle
forme storiche contingenti e accusarne i lati sbagliati, proclamare
i diritti della coscienza e battersi per ristabilire l'ordine.
In
questi individui, siano essi uomini o donne, dev'essere superata l'antitesi
fra guerriero e sacerdote e l'antitesi moderna fra le forme materializzate,
luciferiche, titaniche, telluriche della volontà di potenza da una parte,
e dall'altra le forme a sfondo devozionale. lunari. della sopravvivenza
religiosa confusa da impulsi mistici e neospiritualisti verso l'oltremondano
e il sovrannaturale.
In
ogni manifestazione ciclica si fa riferimento ad un centro spirituale
che può prendere nomi diversi pur racchiudendo il medesimo valore intrinseco:
Melchisedek, Graal.
I
due aspetti della nascita divina si riassumono in questi punti: 1) nella
discesa o nascita di Dio nell'Umanità, il così detto Messia, l'Eterno
Avatár: Dio Figlio che prende possesso di un corpo umano per parlare
e risvegliare gli smarriti; 2) nella nascita dell'uomo nella Divinità:
l'uomo che si innalza alla natura divina. Nei Misteri, questo fenomeno
si definisce il "nascere di nuovo" o il "nascere dall'alto",
secondo il linguaggio dell'Avatár Cristo, riportato in Giovanni nel
suo Evangelo(3:1-8), e rivolto a Niccodemo
maestro in Israele.
La
Trinità creatrice non abbandona la trinità dell'uomo, di ogni singolo
uomo, quando questi si allontana da essa cedendo all'impulso della forza
deìfuga, ma le manda qualcuno in aiuto. Perciò il Verbo, il Figlio di
Dio, è stato mandato all'uomo dal Padre: Egli è venuto nel mondo ed
ha dato a noi la fede del cavaliere. Poi, a sua volta, è venuto lo Spirito
Santo che ha dato la carità. Con la fede e la carità, ecco rinata la
speranza di ritornare al Padre.
Il
Cristo si è incarnato in Gesù, lo Spirito Santo si è fatto percepire
come "divina presenza", ma Dio Padre è rimasto sempre trascendente,
nei Cieli, in attesa che ogni spirito vada fino a Lui.
In
quale modo sia possibile che l'Essere Supremo, eterno e infinito, si
incarni in un essere umano fatto di limitatezze, è facile capirlo se
supponiamo il Messia un cavaliere prescelto dall'alto, penetrato per
induzione o compresenza dall'Idea di Dio (il Verbo), che nella più recente
incarnazione fu Gesù Cristo. Il Dio Unico e Trino, quando lo vuole ed
è necessario per salvare l'umanità e conferire ad essa una nuova spinta
e raddrizzamento evolutivi, s'incarna in un personaggio storico, capace
di immunità dal contagio delle ambizioni ed intrighi politici. Iddio
assoluto può manifestarsi per mezzo di un Individuo assoluto. Il Messia
viene, Dio si manifesta attraverso la sua possente personalità nell'intento
di catalizzare l'iniziativa di ogni individuo ad autosuperarsi, ma secondo
un determinato tipo di Avatar, sulla linea di Rama, Krishna, Cristo
e secondo il nome di Colui o Colei che verrà. Diciamo Colei, perché
la terza persona, lo Spirito Santo, la Madre Divina, verrà in un corpo
di Donna, poiché la Madre di Gesù non fu un Avatár. Il suo compito fu
importante per rendere possibile la manifestazione del Cristo.
Il
Messia Donna, quello che verrà in futuro, darà il nuovo Evangelo, poi,
dopo il suo martirio, riapparirà nuovamente la seconda Persona o Figlio
di Dio per il Giudizio Universale della terra e dei suoi abitanti.
Vogliate
riflettere sui passi di Cristo: "Pregherò il Padre e vi darà un
altro Consolatore... Il Consolatore, lo Spirito Santo vi insegnerà ogni
cosa... il Consolatore testimonierà di me... se non me ne vado, non
verrà a voi il Consolatore... (Giovanni, 14:16; 14:26; 15:26; 16:7).
Ebbene, il Consolatore non è lo Spirito Santo della Pentecoste, poiché
quella fu una potente manifestazione della "presenza divina",
ma non l'incarnazione che Cristo profetizzò, e che non è ancora avvenuta.
Nella
certezza che lo Spirito Santo, la Madre Divina, deve venire in un corpo
di carne, in un corpo di Donna, abbiamo dedicato all'argomento un quaderno
significativo.
Nella
traduzione italiana La cerca del Graal, Borla Editore, Torino 1969,
vi è una nota introduttiva che mette in evidenza l'importanza secondaria
che ha la donna nella trama del racconto, dato il carattere ascetico
dell'opera. Ciò è discutibile: l'importanza della donna c'è anche nel
Graal e traspare dalle rivelazioni dottrinali che il Cristo fece alle
donne che lo seguirono sempre, e dall'annunzio inerente l'Avvento della
Madre Divina, portatrice di consolazione e di sapienza.
Secondo
il momento storico e le necessità evolutivi dei popoli, ogni Messia
che incarna sempre lo stesso Figlio di Dio accompagnato dallo Spirito
Santo, offre il suo esempio e si dichiara la Via e la porta. Il Messia
è sempre preceduto dal suo Angelo precursore, che le Scritture hanno
fatto conoscere in Elia.
Quando
il Messia se ne va, lascia dei gruppi di continuatori che formano le
Ekklesie di massa e le Ekklesie esoteriche. Queste Ekklesie sono assistite
dall'alto, dal Graal, se in esse vi sono adeguati collaboratori. t naturale
che l'Avatár preferisca un Ordine Iniziatico, il quale opera più in
profondità, cioè con insegnamenti più elevati e completi, ma è anche
vero che la Chiesa ha una funzione insostituibile per la grande "massa"
dei credenti. In essa fluisce ugualmente lo Spirito Santo che vivifica,
rigenera e perfeziona. Dalla Chiesa cresce e si sviluppa un Ordine Iniziatico,
anche se essa tenta di soffocarlo per prudenza didattica.
(...
... ...)
La
visione del Santo Graal e la Donna
Contrariamente
all'assurda opinione corrente che nega alla Donna il diritto all'Iniziazione
e all'Adeptato, noi abbiamo affermato e dimostrato secondo le Scritture
e la Tradizione Archeosofica, l'importanza femminile per l'ascesi maschile
e l'importanza maschile per l'ascesi femminile, in virtù della legge
delle polarità fra i due e la dottrina dell'Androgine. Quindi non è
il caso di ripetere ciò che dicemmo.
Per
chi vuole cercarli, i riferimenti biblici non mancano. La partecipazione
della Donna al Mistero del Graal è fuori discussione.
Il
racconto inerente Melchisedek ci dice che l'offerta sacrificale del
pane, del vino e la Coppa, l'ebbero in due: Abrahamo e sua moglie Sara.
A Gerusalemme, attesero il Celeste Fuoco del Graal non solo gli Apostoli,
ma le pie Donne e Maria, madre di Gesù: lo attesta Luca negli Atti.
Probabilmente parteciparono, fra queste, Maria di Magdala, Giovanna
moglie di Chuza e Susanna (Luca,8:12-3;24:10).
Erano donne di coraggio, sempre vicine al Redentore e presenti quando
Giuseppe d'Arimatea e Niccodemo raccolsero il sangue e l'acqua dal costato
di Cristo. Potremmo ricordare Giovanna d'Arco, che in nulla fu diversa
dai Templari, vera amazzone del Graal per le gesta eroiche e la visione.
Giovanna salì sul rogo dei cristiani exoterici il 30 maggio 1431 nella
piazza del Vieux-Marché, e le sue ceneri furono gettate nella Senna.
Era nata il 6 gennaio 1412. La Francia le ha innalzato monumenti ovunque;
la Chiesa Romana l'ha messa sui suoi altari.
Che
dire di Santa Caterina da Siena, Santa Teresa d'Avila e Santa Caterina
de' Ricci? Quest'ultima, domenicana, nata il 23 aprile 1522 a Firenze
e da Prato uscita verso il Cielo il 2 febbraio del 1590, ebbe il cambiamento
del cuore, stimmate, visioni estatiche e, sul suo corpo, le riproduzioni
della Passione.
Sono
significative le visioni del Graal avute da un'altra stigmatizzata,
Anna Caterina Emmerich, nata l'8 settembre 1774 nel villaggio di Flamske.
Nel volume ove il Brentano racconta le visioni di questa mistica cristiana
vi sono, specie nel cap. IV, preziose indicazioni di ciò che la Emmerich
vide in estasi. Il calice è descritto di una fattura speciale, misteriosa,
costituito di una materia sconosciuta, singolare, compatta come quella
di una campana e non lavorata come i metalli usuali. Dice che fu salvato
nell'arca di Noè durante il Diluvio, e quindi a Babilonia. Melchisedek
lo possedette e lo portò fra i Cananei. Usò la coppa quando offrì al
Patriarca Abrahamo il pane e il vino, ed a lui la trasmise. Il grande
calice passò in Egitto e fu posseduto da Mosè. Più tardi appartenne
ai Patriarchi che vi bevvero un liquido misterioso nel rito di dare
e ricevere una benedizione.
Ad
un certo momento, narra sempre la Emmerich, la coppa scomparve e fu
riscoperta da Serapia, detta Veronica, per essere adoperata da Gesù
nell'ultima Cena. Dopo la crocifissione, questo calice fu custodito
a Gerusalermne nella prima chiesa di San Giacomo il minore, e scomparve
nuovamente. Alle altre chiese vennero distribuite le piccole coppe che
lo circondavano. Il libro delle visioni della Emmerich afferma ancora
che una di queste piccole coppe (sette in tutto) fu portata ad Antiochia,
e un'altra ad Efeso. Insomma, ognuna delle sette chiese ebbe la sua
piccola coppa.
Queste
visioni fanno pensare ad una conoscenza graalica della mistica tedesca.
La Emmerich ricordava di essere già vissuta e di essere stata Santa
Cunegonda, Imperatrice di Germania (nata nel 978 e morta il 3 marzo
1033 o 1039 a Kaufungen presso Kassel nell'Assia). Pur sposata, rimase
vergine. Queste ultime notizie sulla sua reincarnazione si trovano in
Schmeger, Vita di A. C. Emmerich, vol. II, p. 258 e 586. Da tutto ciò,
è facile dedurre che il Graal è anche una Tradizione esoterica trasmessa,
passata in epoche diverse in personaggi e gruppi iniziatici composti
non solo di uomini, ma anche di donne.
Crediamo
di essere nel vero se supponiamo la Donna più ricettiva al Graal nel
suo aspetto Cristico, mentre l'Uomo è ricettivo al Graal nel suo aspetto
di Spirito Santo, persona eternamente femminile della Trinità. La conquista
dopo la cerca è integrale se in virtù del Mistero dell'Androgine si
è in due di sesso diverso, uniti dall'Amore inteso in senso Cristico.
Se
la Donna per i Fedeli d'Amore significa la Sapienza, la Sophia, lo Spirito
Santo con figurazioni di donna regale, è anche vero che la Donna intesa
come tale ha avuto ed avrà sempre la sua importanza nell'Ascesi integrale.
In
Egitto, le donne divine davano ai re la "chiave della Vita"
o il "fiore di Loto", simbolo di rinascita. Però è anche vero
che nei romanzi del ciclo cavalleresco la donna è spesso motivo di perdizione,
di caduta per il cavaliere incauto e debole. Con ciò non dobbiamo escludere
che spesso la donna superiore, amazzone della Tradizione Archeosofica,
ha fra tutte le insidie del viaggio, anche quella dell'uomo quale espressione
e attentato di forze ahrimaniche e luciferiche.
La
durissima prova per trovare la via che conduce al Graal è coronata da
una visione totale. In essa vi è la partecipazione al Sacramento Spirituale,
al quale pervengono rarissimi individui. Nella visione, il simbolo o
il segno dell'accettazione e dell'ammissione ai Misteri del Santo Graal
è la discesa della Luce. La Visione è quasi sempre associata con i santuari
antichi, e questi si trovano nelle diverse parti del mondo: in Palestina
sul Monte Tabor, vicino Nazareth. Il Tabor fu l'altare naturale della
Trasfigurazione, ove il Cristo assistito da Mosè ed Elia nella bianca
luce abbagliante celebrò il Mistero suo stesso.
La
Tradizione vuole che la prima Visione fu concessa da Gesù Cristo ai
suoi apostoli durante il suo insegnamento iniziatico svolto nel periodo
intercorso fra la Risurrezione e l'ascensione.
Altre
Visioni del Graal si ebbero presso Barcellona in Spagna sul picco del
Montserrat, una delle speciali montagne segnalate dalle tradizioni germaniche.
Sulla sommità del picco di Montségur, in Ariège, che in epoche precristiane
era dedicato al dio della Luce, fu costruito un Tempio del Santo Graal,
vero centro di spiritualità, che costituì l'ultimo rifugio dei Catari
o Perfetti, quando divampò la crociata contro gli Albigesi.
La
Visione della quale parliamo è la Visione del Verbo, la cui chiave si
trova nel Vangelo di San Giovanni. Generalmente tale apparizione eccezionale
ha luogo alla fine di un ciclo storico di tenebra spirituale, e oggi
siamo nella tenebra dell'età nera.
Quando
la Luce del Tempio spirituale arriva in una località, nel cuore trafitto
di un'anima avanzata, è qualcosa di analogo alla folgore che dalle nubi
cariche di energia elettronica si precipita nel punto più ricettivo,
bruciando e devastando ciò che non resiste alla scarica. La folgore
del Graal, quando arriva, brucia le ultime scorie della coscienza, trasmuta,
cambia il cuore e rapisce l'eletto per condurlo assieme a coloro che
prima di lui vi giunsero vittoriosi.
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