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Regime
alimentare e dietetica dell'Iniziato
(Brani
tratti dal quaderno)
Definizione
della dietetica alimentare
La
dietetica alimentare è la scienza della nutrizione corporea; scienza
che si è andata perfezionando con le scoperte chimiche, biochimiche
e fisiologiche. Dieta significa regime di vita, impiego metodico e razionale
dell'alimentazione. Essa indaga sulla natura degli alimenti, sulla loro
composizione, sul come vengono assimilati e quale funzione hanno in
un organismo sano oppure malato.
È
una scienza complessa e una disciplina particolare ancora da perfezionare,
perché non basta conoscere le leggi fondamentali e generali che regolano
gli alimenti e l'organismo che li deve assimilare; il forte ostacolo
è l'incognita di come reagirà ogni individuo nei confronti di un determinato
cibo: ciò che fa bene a una persona può fare male ad un'altra. Naturalmente
bisogna scoprire le ragioni profonde di comportamento fisiologico di
ciascuna persona verso uno stesso alimento. La dietetica, per essere
applicata bene, deve tenere conto della costituzione biotipologica e
del temperamento, delle diatesi, delle calorie richieste dal modo di
vivere individuale, imposto sin dalla nascita dall'impronta astrale
del Sistema Solare.
A
quanti si chiedono: perché fra i quaderni di Archeosofia è stato inserito
un quaderno di dietetica? risponderemo: l'alimentazione appropriata
alle attività spirituali orientate verso l'Assoluto rende il nostro
organismo libero dal peso della terrestrità, dinamico, sensibile ai
richiami dall'Alto, docile all'azione modellante e santificante della
Grazia. Nessun esercizio ascetico darebbe buon risultato appesantiti
da un'indigestione o nutriti insufficientemente.
La
risposta di Gesù agli Apostoli che non seppero guarire un ossesso: "Queste
malattie si guariscono con la preghiera e con il digiuno", è un
suggerimento eloquente sull'importanza del cibo saggiamente scelto,
secondo l'assioma "mente sana in corpo sano", perché un corpo
sano e radiante sia uno strumento perfetto per guarire gli altri.
(...
... ...)
Regime
dietetico e vigore psicobiologico dei saggi naturisti
"Finché
sei sano, -scriveva l'autore dell'Imitazione di Cristo,- puoi fare molte
opere buone, ma non so cosa potrai fare una volta ammalato. Pochi sono
quelli che in stato d'infermità si fanno migliori". San Serafino
di Sarov non era meno esplicito: "Bisogna nutrirsi ogni giorno
quanto è necessario perché il corpo, fortificato, sia l'amico e l'aiuto
dell'anima nella pratica della virtù; altrimenti può capitare che il
corpo non potendone più, s'indebolisce anche l'anima. 1 venerdì e i
mercoledì, soprattutto durante le quattro grandi quaresime, prendi il
nutrimento una volta al giorno, e l'Angelo del Signore sarà con te".
La
saggezza dell'Ayur-Véda e del Sepher Rephuot di Re Salomone fa notare
che il nutrimento ha la sua responsabilità nello sviluppo fisico, mentale
e spirituale. Poiché la sorgente primaria della vitalità è l'alimentazione,
i suoi errori procurano i disturbi fisiologici, le malattie, le alterazioni
dell'anima. Perciò ognuno deve conoscere le proprietà dei cibi e le
dosi salutari di essi, per non incorrere nei rischi della caduta psicofisica
enunciati da Gesù nei Vangeli: "Custodite bene voi stessi, affinché
i vostri cuori non siano appesantiti dalla crapula, dall'ubriachezza
e dalle preoccupazioni della vita ... " (Luca,
21,34).
L'alimentazione
ha dunque una notevole influenza sull'organismo e sui meccanismi del
sentimento e del pensiero. Lo stato di salute ed il vigore generale
dipendono dalla quantità e dalla qualità dei cibi e bevande ingeriti.
In altri termini, santità e regime alimentare sono interdipendenti.
Se poi, a causa della costituzione d'insieme o di qualche organo, si
hanno delle incompatibilità con certi cibi, allora urge una saggia scelta
dei cibi stessi. P- notorio che i sofferenti di artritismo, per fare
un esempio, traggono vantaggio se nella dieta si usano i seguenti cibi:
acetosa, ananas, asparago, banana, carciofo, cavolo, cetriolo, cicoria
selvatica, ciliegia, dolcetta, fragola, lattuga, mela, pastinaca, patata,
pera, pomodoro, porro, ravanello nero, ravanello rosa, ribes, ribes
nero, uva. Ma da questi occorre eliminare quei vegetali non tollerati
dai diabetici. Chi soffre poi di artrite e di epatite al tempo stesso,
deve correggere con i cibi il fegato malato.
Che
il fattore dietetico influisca sulla crescita del proprio potere spirituale,
è Scritturale, e lo abbiamo già detto riportando la frase di Gesù agli
Apostoli che si meravigliavano di non essere riusciti ad espellere un
demone da un malato: "Questa razza di demoni si caccia via solo
con la preghiera e il digiuno" (Matteo, 17,20).
I
medici Esseni del Mar Morto, i Terapeuti d'Egitto e di Damasco, i Padri
Cristiani del Deserto, i Direttori Spirituali del Monachesimo, gli Yogin
dell'India, gli Zen del Giappone e della Cina, hanno sempre insistito
sulla regolazione della dieta alimentare, del lavoro, della sessualità
e del riposo, per chi vuole raggiungere il pieno successo nella pratica
della meditazione e della preghiera, intese quale lavoro di autosuperamento
a livelli sempre più avanzati verso la pienezza della vita divina.
La
disciplina alimentare, quindi, ha costantemente avuto una grande importanza
per coloro che si sono dedicati all'elevazione dell'anima alle sublimi
sfere del divino; di essa hanno lasciato regole e consigli i Pitagorici
e gli Orfici. Preziose sono le notizie, anche se semplici, che Eusebio
di Cesarea tramanda nella sua Storia Ecclesiastica, in riferimento ai
Terapeuti d'Alessandria, appoggiato anche dall'autorità di Filone. Eccone
uno stralcio:
"Pongono
come primo fondamento della vita interiore la temperanza, e sopra vi
edificano le altre virtù. Nessuno di loro può prendere cibo e bevanda
prima del tramonto, perché ritengono convenire alla filosofia il tempo
della luce, ai bisogni fisici quello delle tenebre; e perciò a quella
dedicano il giorno, a questi il breve tratto della notte.
"
Vi sono alcuni che per tre giorni tralasciano di prendere cibo, tanto
sono presi dalla brama del sapere, e altri talmente si beano e deliziano
del nutrimento della sapienza, larga e generosa nell'ammannire loro
i suoi averi, che protraggono il digiuno per una durata doppia e, per
un'abitudine impostasi, appena dopo sei giorni gustano il cibo necessario".
Eusebio di Cesarea, che identifica i Cristiani con i Terapeuti, fa conoscere
che al tempo delle vigilie della Pasqua "non gustano per nulla
il vino, né altre bevande spiritose, ma bevono solamente acqua e hanno
come companatico sale e issopo".
La
rigorosa dietetica prescelta da Giovanni il Battista, composta di cavallette
e miele selvatico, sostanze di alto potere nutritivo (Matteo, 3,14), già suggerita da Mosè (Levitico, 11,22), e numerosi
altri esempi storici, sono la prova concreta che il problema biochimico
dell'alimentazione deve interessare il religioso, il mistico e l'iniziato
dell'Archeosofia, perché dalla sua nutrizione dipende lo stato morale
e mentale, e perciò il rendimento nella vita spirituale.
L'orazione
e la meditazione, coadiuvate dalla ritmica respiratoria, svolte prima
o dopo i pasti, producono risultati diversi. L'esperienza dei grandi
istruttori religiosi e dei promotori dell'etica sociale ha sempre fatto
prescrivere l'osservanza del regime alimentare come condizione di primo
piano per il buon esito dell'ascesi.
Anche
la sapiente messa in opera di digiuni periodici dei santi conferma la
necessità di preparare lo spirito sano mediante un corpo sano.
Dunque,
la trattazione teorica e pratica che offriamo sulla dietetica, ha il
duplice scopo di far mettere in atto un regime alimentare equilibrato
per star bene in salute e svolgere con serenità e vigore le proprie
attività sociali, e di consentire, in determinati periodi di programmazione
ascetica, una dieta speciale, diversa dalla abituale, che abbia tutti
i requisiti per la vita contemplativa e di unione divina.
È
nostro proposito prospettare una dietetica ordinaria sapiente, al fine
di conservare un'ottima forma fisica e vivere il più a lungo possibile,
per uscire un giorno dalla vita con dolcezza.
Noi
desideriamo mettere in guardia contro due estremismi: il primo è di
trascurare il corpo attribuendo una supremazia di assoluta libertà alla
coscienza, sottovalutando gli incagli biologici del corpo; il secondo
è quello di considerare il corpo una prigione, un prodotto maledetto
e decaduto da disprezzare e distruggere con la severità dell'ascesi.
Niente di tutto questo: il corpo è il Tempio dell'anima, affinché nell'anima
troneggi lo spirito, e nello spirito la Trinità Divina.
(
)
Equilibri
e squilibri psicosomatici in rapporto alla funzionalità organica
I
disturbi fisici e mentali hanno una stessa radice: errate abitudini
dietetiche, modo di vivere disordinato, mancanza di equilibrio fra le
attività fisiche e quelle erotiche, emotive e mentali.
Nella
medicina archeosofica risulta chiaro che ognuno degli organi principali
e i guasti che li possono colpire, sono collegati ai diversi fenomeni
mentali. Questi si svolgono secondo uno schema di cinque stadi successivi,
che rispecchiano la struttura della stella a cinque punte o pentagramma.
Esaminiamo insieme questi organi in condizioni normali, ottime, patologiche:
1)
Fegato e cistifellea
In
condizioni normali: pazienza e stabilità.
In
condizioni ottime: forza spirituale e fortezza nel conseguimento dei
propri fini.
In
condizioni patologiche: impulsività e collera.
2)
Cuore e intestino tenue
In
condizioni normali: tranquillità e gentilezza.
In
condizioni ottime: senso di unità e comprensione intuitiva.
In
condizioni patologiche: eccitamento ed eccessiva ilarità.
3)
Milza, pancreas e stomaco
In
condizioni normali: simpatia e comprensione.
In
condizioni ottime: sono facilitate la saggezza spirituale e la conoscenza.
In
condizioni patologiche: irritabilità a livello emozionale e scetticismo
in senso intellettivo.
4)
Polmoni e intestino crasso
In
condizioni normali: senso di sicurezza e felicità. In condizioni ottime:
illuminata simpatia e amore spirituale.
In
condizioni patologiche: insicurezza e tristezza.
5)
Reni e vescica
In
condizioni normali: fiducia e coraggio.
In
condizioni ottime: ispirazione e spirito di realizzazione.
In
condizioni patologiche: paura e depressione.
È
evidente che determinati cibi possono squilibrare o armonizzare i cinque
sunnominati stadi, per cui la saggia scelta degli alimenti è indispensabile
per l'ottimo rendimento psicomentale e fisico.
Se
i cinque gruppi di organi, o uno di essi, non funzionano bene o sono
malati, allora bisogna correggerli con gli alimenti appropriati, affinché
siano riportati alla normalità e al funzionamento ottimo, che darà all'unità
psicofisica, della quale fu assertore tenace San Tommaso d'Aquino, fin
dal secolo XII, quelle qualità morali di cui ha bisogno l'asceta.
Gli
organi possono funzionare per ipoattività o per iperattività: nell'uno
e nell'altro caso non mancano le indicazioni adeguate che sono reperibili
sempre nell'alimentazione e nella corretta respirazione. Se fegato e
cistifellea, cuore e intestino tenue, milza, reni e vescica, pancreas
e stomaco, polmoni e intestino crasso si riportano alla perfetta funzionalità,
tutto l'organismo ne gioirà, naturalmente nel sistema nervoso centrale
e vegetativo e nella sfera sessuale.
È
utile costruirsi un vocabolario nel quale raggruppare, per ogni disfunzione
organica, le sostanze alimentari opportune, traendole dai trattati di
alimentazione, e il giuoco è fatto. Così, ad esempio, i reni e la vescica
si normalizzeranno con menù a base di cavolo, cicoria selvatica, crescione,
fico, lampone, lattuga, orzo, porro, portulaca, rapa, ribes, soffione,
uva, zucca. Reni e vescica normalizzati e resi perfetti conferiranno,
al pauroso depresso, il prodigio della fiducia e del coraggio con ispirazione
e spirito di realizzazione. E così per gli altri organi.
(...
... ...)
Proprietà
armonizzanti di alcuni cibi
Insistere,
in particolare nei giorni di preghiera e meditazione, utilizzando una
dieta alimentare ove entrano in composizione gastronomica i seguenti
ingredienti, è il meglio che si possa fare per purificarsi e innalzarsi
verso la Divinità, purché si rispettino le incompatibilità alimentari
dovute al proprio temperamento.
ALBICOCCA
super-energia mentale
AVOCADO
buona memoria
ANANAS
sicurezza, fiducia in se stessi
ARANCE
stimolo del cervello ed esclusione della malinconia
BANANE
umiltà e calma
BACCHE
IN GENERE purezza di pensiero
BARBABIETOLA
coraggio
CILIEGIE
allegria
DATTERI
dolcezza, tenerezza
FICHI
attenuano il rigido sentimento della disciplina
FRAGOLE
dignità
FRUMENTO
risolutezza
GRANAGLIE
IN GENERE forza di carattere
LATTE
DI MUCCA fresca energia spirituale ed entusiasmo
LAMPONI
amabilità
LATTUGA
calma, moderazione degli stimoli erotici
LIMONI
stimolo del cervello ed esclusione della malinconia
MANDORLE
controllo del sesso
MIELE
autocontrollo
NOCE
DI COCCO spiritualità
PERE
serenità, pace
PESCHE
altruismo
POMODORI
energia mentale
RISO
INTEGRALE mitezza
SPINACI
natura semplice
SCIROPPO
D'ACERO freschezza mentale
TUORLO
D'UOVO energia diretta esternamente
UVA
FRESCA divino amore e devozione
(
)
Il
cielo delle stagioni e gli alimenti per la salute dell'uomo
È
opinione popolare, dettata dall'esperienza, che a seconda della stagione
dell'anno, un cibo o una bevanda abbiano effetti un poco diversi sullo
stato di salute. Autunno, inverno, primavera ed estate racchiudono influssi
astrali e climatici differenti che influenzano tutti, chi più e chi
meno. La scelta dei cibi, quindi, andrà operata in base alle necessità
stagionali dell'organismo. Ovviamente, non tutti gli alimenti che sollecitano
determinate attività organiche sono reperibili nella stagione in cui
andrebbero consumate, per cui si potrà anche ricorrere ai surgelati,
di cui parleremo più avanti.
AUTUNNO
- In autunno conviene prendere delle misure dietetiche, perché il fegato
sarà più affaticato; perciò bisogna aiutarlo con una maggiore sobrietà
alimentare: poca carne (benché l'ascesi consigli di eliminarla del tutto),
niente crostacei e molluschi, bando rigoroso ai liquori ed ai vini troppo
alcoolici; è opportuno mangiare molta frutta; massaggi salutari al fegato,
con frequenti passeggiatine ai campi e all'aria aperta.
L'autunno
è una stagione dannosa ai diabetici, ai gottosi, a tutti gli artritici,
ai sofferenti di attacchi di calcolosi renale ed epatica, eczematosi,
emicrania, obesità. È un periodo critico per i neurastenici e per taluni
asmatici inveterati. Gli obesi tendono ad ingrassare più del solito.
Il fegato è un disintossicante, e in autunno tale funzione è minore.
A
conti fatti, la dietetica autunnale deve puntare sul fegato. Questa
dietetica contro l'epatismo comporta i seguenti alimenti: arancia, asparago,
avocado, carciofo, carota, cavolo, cerfoglio, ciliegia, cicoria selvatica,
cotogna, crescione, fagiolini, fragola, lattuga, mela, melanzana, mirtillo,
oliva, orzo, patata, prezzemolo, prugne, rabarbaro, rafano, ravanello
nero, ribes nero, sedano, soffione, uva. I diabetici dovranno essere
vigili, scansando solo ciò che non giova loro.
INVERNO
- Chi ha provveduto all'inverno durante l'estate, temprandosi lentamente
e poco per volta all'aria viva dei monti, o si immerse nell'acqua fredda
del mare o dei laghi, se rimase sobrio durante l'autunno e si astenne
dall'intossicarsi con pasti copiosi, spezie ed intrugli alcoolici, potrà
affrontare con serenità il rigore climatico invernale. Staranno invece
in guardia gli imprudenti volontari o involontari che per un motivo
di lavoro o economico non si prepararono in tempo utile, come l'ape
e la formica. Per costoro, la dura stagione chiederà la resa dei conti,
ora grave, ora mite, riattizzando una bronchite che in estate sembrava
sparita, ma invece era in agguato, svegliando le tonsille negli individui
linfatici e le angine follicolari, riaccendendo i così detti doloretti
reumatici, i dolori vaganti al ginocchio o al braccio.
Se
per l'autunno l'accento fu sul fegato, ora, in inverno, è sul settore
circolatorio. Arterie, vasi, cuore, quindi l'intera circolazione sanguigna
dell'organismo, sono il bersaglio principale. Cuore centrale e cuore
vasale interdipendenti chiederanno provvedimenti contro il loro indebolimento.
I meno giovani si sentiranno più affaticati per la mancanza di elasticità
della parete dei vasi (arteriosclerosi). Saranno in agguato le ripercussioni
circolatorie dovute al freddo della pelle e dell'aria respirata, e prevarranno
i contraccolpi della circolazione ora in una regione encefalica (emorragia,
trombosi), ora sul sistema respiratorio (polmonite, ecc.), ora sul cardiorenale.
Il sistema nervoso vegetativo resta turbato dagli sbalzi del sistema
simpatico e parasimpatico, sbigottito dal freddo che d'inverno sorprende
il territorio cutaneo.
L'alimentazione
per aiutare il cuore e la circolazione consiste in: alghe, ananas, carciofo,
carota, cavolo, ciliegia, dolcetta, fragola, frumento, girasole, lattuga,
laminaria, lievito, mandorla dolce, mela, melanzana, mirtillo, noce,
pomodoro, porro, prugna, segale, soja. Per i polmoni e i bronchi: carota,
cavolo, cerfoglio, gelso nero, lattuga, mela, mora selvatica, rapa.
Gli
sbalzi termici sono micidiali perché fanno restringere il lume dei vasi,
e di riflesso obbligano l'onda sanguigna a rifugiarsi inconsiderevolmente
nella profondità di un organo o di un viscere, con la conseguente pericolosa
congestione (polmonite, ecc.). In inverno ci si deve nutrire bene, ma
non mangiare molto, non rimpinzarsi di pasta, pane, scatolami, ma alimentarsi
con cibi ricchi di grassi e di idrati di carbonio, capaci di fornire
calore e proteine di derivazione animale (burro, latte, formaggio, uova),
integrando quelle vegetali (fagioli, granoturco, piselli, glutine di
frumento). Frutta fresca e minerali. Frutta fresca e legumi.
PRIMAVERA
- Chi non conosce le distonie primaverili, le sue gastralgie, i riflessi
vegetativi? I predisposti accusano enterite muco-membranosa, appendicite,
crampi di stomaco, stitichezza con dilaniante aereocolia, palpitazioni,
aritmie, vertigini, laringospasmi. La primavera è un avvertimento a
tenere d'occhio il sistema nervoso vegetativo e endocrino. La dietetica
primaverile sarà a base di: acetosa, ananas, arancio, carota, cavolo,
cece, cipolletta, cotogna, erba medica, finocchio, lampone, lattuga,
Melanzana, mela, orzo, pesca, patata, pompelmo, prezzemolo, rabarbaro,
rafano, ravanello nero, ribes, sedano, topinambur, uva, zucca.
ESTATE
- È tempo di badare alla sudorazione. In estate non è bene fare digiuni,
perché indebolirebbero l'organismo. Si devono evitare le bibite troppo
fredde, e riparare alle perdite d'acqua dovute alla traspirazione ingerendo
nuovi liquidi caldi e leggermente salati, per ricuperare il cloruro
di sodio. Con il sudore passano, come nelle urine, alcune sostanze,
di cui talune depurano l'organismo, altre lo debilitano. L'estate riduce
l'eliminazione per via renale, ma aumenta quella della pelle con la
sudorazione. La traspirazione fa parte della termoregolazione. L'alimentazione
estiva deve essere controllata perché, oltre all'acqua, si eliminano
il cloruro di sodio, l'urea, gli acidi grassi volatili. La dieta sia
quindi rinfrescante e liquida, più ricca di sale per aiutare l'equilibrio
elettrolitico del sangue. Fare uso dietetico di mandorle dolci. Il medico
Castore Durante le consiglia per l'estate quando i noccioli sono tenerelli,
ma vanno bene anche secche, purché siano private della pellicina che
le ricopre.
Il
Dott. Carton, che si è soffermato sulla nutrizione in rapporto ai climi,
alle macchie solari e alle stagioni, sostiene che " in estate,
la nutrizione dev'essere più azotata (stagione in cui le galline depongono
le uova, di secrezione lattea più forte e più vitalizzata) e più acquosa
(legumi freschi, frutta fresca), per dare all'organismo l'attività accresciuta".
(
)
La
potenza del digiuno
"Preghiera,
elemosina, digiuno - scrive Vladimir Soloviev - sono le tre opere fondamentali
della vita religiosa personale, le tre basi della religione individuale.
Colui che non prega Dio, non soccorre gli uomini e non reprime con l'astinenza
la sua natura, quegli è estraneo ad ogni religione, anche se, durante
la sua vita, unica occupazione sia stato meditare soggetti religiosi
o ne abbia parlato o scritto".
Soloviev,
come tutti i grandi mistici cristiani russi, ha saputo centrare il significato
del digiuno e ne ha fatto una esperienza personale. Egli, nei suoi autorevoli
scritti, ricorda il potere che ha l'uomo di pregare Dio, assistere il
prossimo nel bisogno e riformare la nostra natura mediante l'astinenza,
sia pure dosata e sopportabile dalla nostra fragilità.
In
altra occasione dicemmo che le vie digerenti e l'intemperanza sono fonte
di rovina per la vita di santità. Quindi la dieta alimentare sana è
un fattore decisivo per padroneggiare la mente, i sentimenti e il corpo,
come pure è fondamentalmente decisivo padroneggiare il corpo per allineare
all'ubbidienza i sentimenti e i pensieri.
Il
digiuno saggiamente dosato è l'arma dell'individuo perfetto, perché
dal digiuno il corpo esce disintossicato, equilibrato, sano, con un
rendimento psicosomatico ottimo, sempre però che vi sia una intensa
vita di preghiera e il corpo non sia troppo ammalato; benché anche il
corpo ammalato, con l'intelligente digiuno parziale, si possa ricondurre
alla sanità.
Il
digiuno è un riposo dei vari organi, che eliminano le tossine e riprendono
il nutrimento, ove è possibile assorbirlo, dalle riserve in primo luogo,
e poi da quel poco e ben selezionato alimento consentito dal periodo
di astinenza relativa: relativa perché il digiuno può essere totale,
come lo praticò il Messia Gesù per quaranta giorni nel deserto in cima
alla montagna, o parziale, ridotto in conformità alla resistenza dell'organismo.
Non bisogna mai esagerare, e quando si va oltre certi limiti si deve
procedere con il controllo del medico dietologo. Troppi santi della
Cristianità sono deceduti prima del tempo per l'abuso del digiuno irrazionale,
non condotto con criterio scientifico.
Eviteremo
quindi gli estremismi, perché c'è di mezzo un importante organo del
sistema nervoso centrale: l'ipotalamo. È nell'ipotalamo, ubicato nel
cervello vicino all'ipofisi, che è situato il centro della fame e della
sazietà, il meccanismo che risulta legato alla replezione gastrica,
all'apporto di glucosio nel sangue e perciò nelle cellule. Dal punto
di vista della costituzione occulta, l'ipotalamo è la zona dei Centri
della fronte, dell'occipite e del così detto Centro Coronale alla sommità
della testa.
Almeno
all'inizio, limitiamo l'esperienza del digiuno a soli sette giorni,
ripetibili a distanza di tempo.
(
)
Considerazioni
conclusive
L'Autore
ha offerto agli amici di "Archeosofica" una panoramica della
scienza dell'alimentazione, ad uso di coloro che vogliono ottenere dall'alimentazione
stessa un valido aiuto per la perfezione morale e spirituale, tipica
dell'Iniziato alla Suprema Sapienza. Questa visione d'insieme è poco
omogenea, perché la dietetica è un campo assai vasto che richiede molte
cognizioni di fisiopatologia, di biochimica, di bromatologia, che ognuno
deve apprendere direttamente dai trattati specializzati.
Ma
anche dotti in queste materie, la dietetica presuppone la conoscenza
intima biotipologica dell'uomo, come la possono offrire l'astrologia
medica e la semeiotica occidentale ed estremo-orientale in stretta collaborazione.
Fino a quando non si conosce la dialettica biotipologica in rapporto
alla dialettica alimentare, i nostri sforzi per utilizzare correttamente
i cibi restano insufficienti. Come già abbiamo detto più volte nel corso
di questo quaderno, un cibo o una bevanda che di norma fanno bene e
si possono classificare fra i nutrimenti, per talune persone sono intollerabili
sino al punto di farle ammalare; quando non vi è il rigetto, si verifica
addirittura una combinazione tossica nell'organismo.
A
tale inconveniente si può rimediare, in certo qual modo, con lo studio
semeiotico (sintomatico), che può dirci approssimativamente quali sono
le tendenze patologiche che non consentono di mangiare alcuni alimenti.
In questo senso, sono importanti le analisi cliniche, oggi assai avanzate;
pure utilissima è l'analisi dei polsi, insegnata dall'agopuntura cinese,
secondo la quale vi sono tre polsi sul pugnetto della mano destra e
tre su quella sinistra, sia in superficie quanto in profondità, che
consentono di diagnosticare come funziona un organo, se in -ipo- oppure
in -iper- o normalmente.
Una
diagnosi accurata dei polsi (per quanto difficile) indica già quale
o quali organi funzionano male, e in tal caso si potrà rettificare la
dietetica nel modo appropriato. Se il terzo polso superficiale sito
nella mano sinistra accuserà insufficienza renale, ecco la possibilità,
per l'oliguria, di dare importanza all'alimentazione a base di asparago,
carciofo, cavolo, cece, cerfoglio, ciliegia, crescione, fagiolo, mela,
melanzana, melone, pastinaca, pompelmo, porro, portulaca, prezzemolo,
prugna, soffione, zucca; che però andrà sospesa non appena il polso
del rene segnalerà il ritorno alla normalità.
E
sarà di grande aiuto lo studio astrologico effettuato alla maniera dei
medici Asclepio, Ippocrate, Cardano, Paracelso, Fludd, Argoli, Crollio,
ecc., non solo per diagnosticare una malattia, ma per stabilire la migliore
possibile dietetica personale: un'astrologia medica non certo semplicisticamente
limitata ai dodici tipi zodiacali.
Studiare
i temperamenti, le costituzioni, le tendenze acido-basiche di ciascuna
persona è una fatica scientifica avvincente, che bisogna portare avanti
con paziente ricerca e controllo. A tale impresa sono chiamati tutti
gli studiosi, i biologi, i medici d'avanguardia liberi da pregiudizi,
che sentono nel cuore e nella mente la grandezza della missione di sanare
i corpi e le anime, come ha esortato il Maestro di Galilea: "Andate,
insegnate, battezzate e guarite gli ammalati".
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