La meditazione sulla sfera sessuale e l'ascesi

(Brani tratti dal quaderno)

Vita sessuale e Itinerario Iniziatico

Per uscire dal labirinto dell'esistenza, per disincagliarsi dall'eterno flusso e riflusso del divenire cosmico e liberarsi dalla legge di causa ed effetto (destino, karma) che determina la nostra responsabilità verso Dio, l'umanità e la Natura, per spezzare la catena delle innumerevoli nascite e morti, e trovare la pace, la sapienza e la beatitudine, urge conoscere e seguire un ben preciso itinerario.

L'itinerario dell'anima verso Dio è quello tracciato dal Vangelo nel suo duplice insegnamento, di massa (exoterico) e riservato (esoterico), ed è quindi identico per ogni cristiano. Questo itinerario è identico per tutti perché l'anima di ognuno è ormai cristiana da quando l'Avatar (Messia) Gesù il Cristo è venuto, e si è inserito nel pianeta terra e nella specie umana.

Parlare di un diverso itinerario spirituale per ebrei o islamici, buddhisti oppure protestanti, o comunque di altre razze e fedi religiose, per noi Archeosof i non ha senso. Il sole è sorto per tutti, e tutti ne sono illuminati. I benefici dell'irradiazione solare dipenderanno dalla buona volontà e dall'intelligenza che ognuno dimostrerà nell'accettare questo salutare influsso.

Ciascuno è chiamato all'Unità, all'unione in un medesimo Amore, attraverso l'unica via dell'amore totale: "Amerai il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutte le tue forze e con tutta la tua mente, e il prossimo tuo come te stesso" (Luca, 10:27). Poiché ogni anima (intendiamo parlare dell'Ego) ha un identico itinerario, non raggiunge il suo fine e non scopre la sua felicità che per mezzo del Cristo e nel Cristo, che ha detto a tutti: "Io sono la via, la verità e la vita" (Giov. 14:6).

L'uomo e la donna sono fatti per l'amore. È la loro ragione di essere, il motivo della loro inquietudine, è la molla di tutte le loro attività. Gli esseri umani sono fatti per l'amore infinito, sono creati per Dio, e non troveranno la soluzione ai loro affanni, la loro beatitudine, la loro pace, la loro illuminazione che nel beato possesso divino: "Tu ci hai fatti per Te, Signore, e l'anima nostra è inquieta sino a che in Te non riposi" (S. Agostino Confessioni, 1.1).

La nostra unica ragione di vivere, la condizione della felicità, è cercare Iddio compiendo il proprio lavoro ascetico e sociale là dove Egli ci ha posti. La vita è assurda per tutti coloro che non conoscono questa ragione di vivere, questo fine. E lo è ancora di più per tutti quei cristiani che, malgrado conoscano il fine, vivono con tutt'altre preoccupazioni e cercano la felicità dove non si trova; peggiore è lo stato di quelli che, avendo abbandonato la strada sbagliata nella vita religiosa e spiritualistica, ritornano a tale strada, per morire nel deserto della loro vita senza amore.

È a tutti questi che Gesù vorrebbe far vedere l'Itinerario Iniziatico, l'itinerario della felicità, l'itinerario dell'Unità, l'itinerario dell'Amore: "Affinché tutti siano Uno!" (Giov. 17:2 1).

Egli l'ha mostrato affrontando il sacrificio sul legno della croce, Egli l'ha indicato nel Vangelo, quel Vangelo che diffondiamo con i nostri quaderni, con tutto il nostro amore, non sempre accolto da coloro che, qualificandosi studiosi di esoterismo, dovrebbero aprirci le braccia della fratellanza universale.

Il fine ultimo dell'insegnamento Archeosofico è ormai noto a chi ha letto e riflettuto sul contenuto dottrinale e pratico di tutti i quaderni già pubblicati. Per coloro che hanno esaminato e accettato il nostro programma, il titolo che abbiamo proposto per questa trattazione è di per sé eloquente. Esso mira allo sviluppo e crescita spirituale dell'individuo, per donare agli altri i frutti migliori dell'esperienza; esso punta sull'utilizzazione di alcune soluzioni, per impedire di restare ulteriormente smarriti nel labirinto dell'esistenza, ancorati alla forza sessuale che esercita un potere di attrazione sull'anima, paralizzando gli slanci verso la perfezione superumana e la felicità in Dio.

Nei capitoli che seguiranno troverete degli esercizi indispensabili a chi desidera spingere al massimo il proprio sviluppo spirituale, e poiché il fulcro, o punto di appoggio, per muovere la leva della totale deificazione è la sessualità, di essa parleremo nel modo più opportuno e senza metafore, affinché nessun disagio e squilibrio turbino l'esistenza familiare e sociale di ognuno.

L'ascesi è aperta e tutti: coniugati o liberi, uomini e donne. Per essi il problema sessuale è fondamentale e si deve affrontare con intelligenza. L'ascesi chiede la temperanza, per utilizzare la forza sessuale indirizzandola verso finalità costruttive di ordine spirituale.

Per incominciare la nostra esposizione, soffermandoci un momento su alcuni passi delle Sacre Scritture.

Nel Vangelo di Luca è riportato un dialogo fra Gesù e un fariseo, attinente alla sessualità sublimata. Esaminiamone il testo:

"Un dottore della legge si alzò per metterlo alla prova dicendo: - Maestro, come debbo fare per ottenere la vita eterna? - Gli rispose: - Nella legge che cosa è stato scritto? Come leggi? - Quegli rispondendo disse: - Amerai il Signore, Dio tuo, con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il prossimo tuo come te stesso. - Gli disse: - Hai risposto bene, fai questo e vivrai" (Luca, 10:25-28).

Ebbene, questo passo è una chiave per l'Ascesi, perché indica quale slancio d'amore deve avere l'individuo per salvarsi dalla dura esperienza del mondo fenomenico, dal labirinto cosmico, e ritrovare la sua pace, la sua forza, la sua luce e la sua vita eterna in Dio.

Noi abbiamo scritto qualche cosa sulla costituzione occulta dell'uomo e della donna, e chi ha riflettuto sul significato di spirito, anima emotiva, anima erotica, corpi energetici, forza vitale, potere igneo, corpo della risurrezione, comprende che la deificazione è il risultato dello slancio d'amore verso Dio e l'Umanità, con tutto ciò che costituisce la sua struttura e la sua essenza, nessuna parte esclusa.

Siamo trini nell'unità, ed essendo trini dobbiamo amare con lo spirito purificato, l'anima emotiva purificata, l'eros purificato a tal grado che il Corpo della Risurrezione, cioè il "Piccolo Guardiano della Soglia, appaia in tutto il suo splendore come un Angelo di Luce.

Nello stato attuale, nessuno è puro. Per questo lo slancio verso Dio e verso il prossimo è frenato, ancorato dall'attaccamento dell'anima erotica personale all'Eros Cosmogonico di Adamo-Eva. Sarà compito dell'Ascesi sessuale, con i suoi esercizi di meditazione sulla sfera sessuale, dare la libertà all'eros prigioniero della terrestrità e cosmicità decadute, per risalire nella direzione opposta: il Regno di Dio.

La Genesi rivela due tipi di sessualità: il primo appartiene all'Uomo Cosmogonico nello stato di purezza adamantina e di unione con l'Assoluto; il secondo tipo rientra nella sessualità dell'Uomo Cosmogonico decaduto. Noi apparteniamo a questo secondo tipo, ma da esso dobbiamo uscire per riportarci al primo: all'Eros puro della prima creazione. In Cielo come in terra domina sempre la legge trina dell'amore: "Chiunque ami è nato da Dio e conosce Dio", (1 Epistola di Giovanni, 4:7).

L'uomo come persona è sessuale; la fecondità assieme alla vita stessa è un dono di Dio. Il sesso appartiene interamente alla coppia umana in quanto costituita da persone libere. L'uomo è l'immagine di un Dio libero, sovrano e personale. "Non sono più due, ma una sola carne. Ciò che Dio ha coniugato l'uomo dunque non lo divida" (Matteo, 19:6): così, rispondendo ai Farisei, Cristo affermò l'indissolubilità del matrimonio e l'importanza dell'ascesi in due. Ma disse ancora di più: "I figli di questo secolo sposano e sono sposati, ma quelli che invece saranno giudicati degni d'aver parte al secolo avvenire e di risorgere dai morti, non sposano e non sono sposati, perché neppure possono più morire, giacché sono simili agli angeli e sono figli di Dio, essendo figli della risurrezione" (Luca, 20:34-36). Ciò significa che il sesso, così com'è oggi, riflette il regno animale e non esisterà in eterno. Del resto, le profezie e la logica scientifica prevedono l'inabitabilità del nostro pianeta quando in futuro muteranno le sue condizioni bio-geologiche. Quest'ultimo concetto può sembrare a prima vista slegato, ma chi segue la nostra dottrina avrà tutto chiaro.

L'uomo come persona in sede terrena, in sede d'incarnazione, è sessuale, ma in sede metafisica, extracarnale, è erotico. Lo stesso per la donna. Entrambi sono l'immagine di un Dio, e questo basta per ammettere la sacralità dell'eros e la sovranità della persona umana.

"Iddio creò l'uomo a sua immagine. A immagine di Dio lo creò. Maschio e femmina li creò. E Dio li benedì e disse loro: - Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra, soggiogatela..." (Genesi, 1:27-28). Qui il testo scritturale si riferisce alla prima creazione, quella ideale, archetipica, distinta dalla seconda creazione che fu maledetta da Dio per colpa dell'Uomo, ed è una creazione oggettiva, materiale. Dunque l'Archeosofia, nel concordare con la Bibbia, intende riportare la sacralità offuscata del sesso terrestre alla sacralità luminosa dell'eros e del sesso metafisica, perfettamente indicata dal Messia nei suoi discorsi evangelici.

È significativo il detto riportato da San Clemente Romano: "Il Signore, interrogato quando sarebbe venuto il Regno di Dio, avrebbe risposto: Quando i due sarannouno e l'esterno sarà come l'interno e il maschile e il femminile riuniti non saranno più né maschio né femmina".

L'avvento del "Regno di Dio" è dunque condizionato dal passaggio da un tipo di erotismo inferiore, animalesco o decaduto, a un tipo di sessualità superiore, conquistata dallo sforzo ascetico personale e redenta dall'incarnazione e dal sacrificio del Verbo in Gesù Cristo. La deificazione sarà possibile solo quando si sarà fatto un saggio uso della sessualità e del matrimonio, sublimando e guidando ogni bisogno dell'eros ad un gradino più elevato.

Il detto, o agraphon, di cui parla Clemente Romano è un frammento del Vangelo greco degli Egiziani, dal quale si deduce il suggerimento per una ascesi sessuale. Il testo è questo: (Salomè dice): "Fino a quando gli uomini morranno?" (Risponde Gesù): "Fino a che le donne partoriscono". (Salomè dice): "Ho fatto dunque bene a non partorire ". (Risponde Gesù): " Mangia ogni pianta; ma la pianta che ha amarezza, non la mangiare ". (Alla domanda di Salomè, quando apparirebbe il Regno di Dio, il Signore risponde): "Quando calpesterete l'indumento dell'infamia, e quando le due cose diventeranno una, e il maschile col femminile non sarà più né maschile né femminile ".

L'agraphon sopra citato è confermato da un altro discorso evangelico: "... vi sono degli eunuchi, i quali sin sono fatti eunuchi da sé a cagione del regno dei Cieli. Chi è in grado di farlo lo faccia " (Matteo, 19:12).

L'istinto sessuale è un potente impulso che spinge l'uomo e la donna a integrarsi l'un l'altra. Quanto sia potente nel suo aspetto fisico, è universalmente noto. Esso è nel settore biologico dell'amore, l'eco dell'amore creativo di Dio. Tuttavia questo istinto genesico, per essere in conformità al piano creativo divino, dev'essere riportato ad un alto livello, quello della prima creazione. Siamo sulla terra per diventare i perfetti, gli Iniziati alla Conoscenza integrale dei puri di cuore, i Maestri spirituali, autentici figli di Dio. E siccome Dio s'è fatto Uomo affinché l'uomo divenisse Dio, la strada da percorrere, i mezzi da utilizzare sono quelli indicati o lasciati intuire da Colui che venne dall'infinito per innestarsi nel finito, cementandosi con la terra nel mistero del Golgotha.

Il fine primario odierno dell'atto sessuale è la procreazione, ma in vista di dare al mondo altri individui con finalità precise: costruire una società di santi. L'amplesso per la voluttà dell'amplesso o l'amplesso senza amore è peccato, perché l'unione deve scaturire dall'amore e deve avere come finalità la procreazione dei Figli di Dio o la contemplazione di Dio.

La Maddalena fu perdonata da Gesù perché i suoi rapporti con gli uomini erano stati purificati con l'amore, quello che viene dal cuore. Ma fu ammonita perché la sessualità e l'amore appartengono al matrimonio perfetto, e perfetto un matrimonio è quando l'amplesso si sviluppa con la volontà protesa ad accogliere un'anima eletta, evoluta, da educare secondo la Legge promulgata dai Vangeli (Luca, 10:25-28), oppure quando il rapporto si risolve nell'estasi contemplativa della Divinità.

Coloro che hanno compreso il valore del messaggio archeosofico, sanno che, a prescindere dall'esperienza della procreazione per le finalità già esposte, devono comportarsi in modo da riportare l'eros a quel livello archetipico precedente la caduta della coppia cosmogonica, quando l'eros creava le nuove anime e non i corpi fisici, e le creava con organi analoghi, superfisici.

Questa deificazione lenta, ma progressiva, iniziatasi quaggiù sotto il salutare influsso della Grazia divina, si compirà in modo migliore quando l'anima santificata avrà ripreso il proprio corpo glorificato, puro e immortale. La realizzazione di questa deificazione è condizionata dal più forte degli ostacoli: la concupiscenza. L'istinto sessuale impegna in un'unica direzione tutta l'attenzione dell'individuo, la sua immaginazione, la sua volontà, la sua emotività. Questo istinto ha la forza della gravità che fa precipitare i corpi con velocità accelerata, e se la forza di gravità si risolve nel modo che sappiamo, nella sessualità la direzione e il luogo di caduta sono il godimento e lo sfogo fisiologico, che distolgono dall'Amore che Dio chiede per sé e dalla carità verso il prossimo.

L'importanza della sessualità traspare dalle Sacre Scritture. Gesù chiama peccare l'abuso sessuale. Al sifilitico paralizzato da 38 anni, che se ne stava vicino alla piscina Betesda a Gerusalemme, dove s'immergevano i malati nell'attesa del miracolo, dopo averlo sanato disse: "Ecco, tu sei stato guarito; non peccare più, onde non ti avvenga il peggio" (Giovanni, 5:1-14). Qui il peccare, inteso come abuso sessuale, come mancanza di saggezza nella disciplina della vita dei sensi, è una condizione per ottenere la salvezza eterna.

Chi si accinge a voler varcare l'ingresso del Tempio dell'Iniziazione senza purificare, sublimare, santificare la sua sessualità e quella degli altri, dimentica o si lascia sfuggire una massima celebre del nostro Salvatore: "Il mio Regno non è di questo mondo". Perché per entrare nel Regno dei Cieli dobbiamo uscire dal mondo, e prima di tutto dal nostro piccolo mondo, che è il corpo con la sua forza biologica, nodo gordiano che lega l'anima al corpo, e la lega come un forzato alla sua catena.

"Il mio Regno non è di questo mondo": con queste parole Gesù suggerisce di prepararci, sebbene nel mondo e in un corpo fisico, coniugati o no, per diventare come coloro che sono già nel Regno: in quel Regno ove la sessualità è la sessualità di un altro piano, è Amore e Agapè.

Tutte le Iniziazioni orizzontali presuppongono, nel candidato che si predispone al rito, un periodo di castità e di meditazione per far rifluire al cervello la sua energia vitale sessuale. Questa, trasformandosi in forza psichica, rende facile il risveglio dei poteri latenti, quali la chiaroveggenza, la taumaturgia, la telepatia, la chiaroudienza, l'intuizione. L'energia trattenuta fortifica le cellule cerebrali e il sistema nervoso, accresce la memoria, tonifica i muscoli e gli organi, conferisce ottimismo e gioia di vivere.

La medicina osserva, in chi abusa dell'eros: depressione del sistema nervoso, cuore affaticato, diminuzione della memoria, degradazione della volontà, alterazione del carattere, disgusto della vita. Soltanto chi utilizza la forza sessuale con la mentalità dell'Iniziato, coniugato o libero che sia, costruisce il ponte dalla terra al cielo.

Questa lunga introduzione si concluderà con una serie di esercizi ai fini di perfezionare l'Ego, che deve passare dalla vita ordinaria a quella mistica, e da quest'ultima alla vita iniziatica. È fuor di dubbio che questa è la battaglia più dura, perché dalla nascita alla morte la vita si svolge nell'alterno giuoco di due poli attrattivi: Dio e l'istinto sessuale. Nato da due cellule germinali, l'individuo si sviluppa condizionato, da una parte, dall'istinto imperioso dell'erotismo palese o sotterraneo, e, dall'altra, dal richiamo continuo, conscio o inconscio, alla vita dello spirito. Il corpo, con il suo complesso meccanismo neuroormonico, domanda di essere appagato, ma è anche lo strumento al servizio dell'Io che ha sete perenne di Cielo. Proprio così: sete e fame di cose del Paradiso, perché "l'uomo non vive di solo pane, ma d'ogni parola che procede dalla bocca di Dio" (Matteo, 4:4).

Secondo Paolo di Tarso, un principio domina tutto: il corpo dell'uomo è il tempio dello Spirito di Dio. "Non sapete voi che siete tempio di Dio, e che lo Spirito di Dio abita in voi? Se qualcuno violerà il tempio di Dio, Egli lo sperderà, perché il tempio di Dio, che siete voi, è santo" (I° Corinzi, 3:16-17).

Si può dire che l'istinto sessuale decide il destino di ogni individuo. Siamo reincarnati perché fummo sessualmente attratti dal connubio dei nostri genitori, cedendo al magnetismo della magìa del sesso. Da quell'istante, con incoercibile egoismo il sesso chiede di affermarsi, incurante degli ostacoli e della vita spirituale. Per questo nessuna religione ha potuto sottrarsi alla necessità di elaborare una teologia della vita sessuale, non soltanto per salvare la vita interiore di ognuno, ma per arginare il pericoloso irrompere degli istinti, decisi a tutto pur di soddisfarsi. La travolgente forza del sesso spinge al delitto, al furto, alla menzogna, all'ipocrisia; mimetizzata da amore, si fa passione che toglie il sonno, la pace e getta nel baratro.

L'argomento è scottante, e urge prendere una posizione sicura e intelligente, anche perché agli inizi della vita spirituale, la lotta contro la concupiscenza assume un carattere di particolare aggressività, specialmente per un'anima tornata a Dio dopo un'esistenza di disordine, di errori, di abitudini erotiche o, all'opposto, vissuta in forzata castità per timidezza o paure varie. Siate liberi dalla tirannide dell'eros decaduto: liberi e polarizzati verso Dio.

L'attenzione prolungata su Dio conduce automaticamente alla castità periodica o continua, perché tutte le forze fluiscono verso di Lui. Quando l'occhio del cuore è fisso nella Luce increata di Dio, l'anima si fa sempre più somigliante e a immagine di Dio, e quando il corpo vive soltanto per l'anima, questo si fa somigliante ad essa e segue le sorti della deificazione, si trasmuta. Del resto, l'attenzione, la concentrazione e la meditazione non possono effettuarsi su due obiettivi contemporaneamente, come non è possibile guardare due cose diametralmente opposte nello stesso istante: l'una esclude l'altra. Perciò, se veramente avete capito il messaggio dell'Archcosofia, se veramente sentite di farvi Iniziati e Déi, allora non vi resta che guardare negli occhi il Padre degli Déi. Guardare il Padre significa distogliere la nostra attenzione dalle tre tormentose e ossessive preoccupazioni personali: la salute, il denaro e il sesso.

Il navigante che dirige la prora della sua nave nella direzione delle Pleiadi, ha costantemente lo sguardo fisso sulla bussola e la costellazione, e corregge con la ruota del timone le deviazioni di rotta. Egli guarda le Pleiadi, e non l'Orsa Minore che gli sta alle spalle. Così è per chi si accinge a entrare nel "Regno dei Cieli". Dunque non vi diciamo di essere continenti e casti o di dare libero sfogo ai pensieri, ai sentimenti e agli istinti del sesso, perché voi sapete da che parte stanno le Pleiadi e l'Orsa Minore.

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Le tre vie per liberare l'anima erosdinamica dalla forza genetica

La liberazione, il disincaglio dell'anima erotica (erosdinamica) dalla morsa della forza sessuale, è un lavoro che si può sviluppare in tre modi.

1) Individualmente da soli senza fretta, in una serie di vite successive o in una sola esistenza con la lunga pratica della purificazione morale, rispettando i periodi di continenza e castità, sostenuti dai Sacramenti e pratiche liturgiche della propria religione, e dai Sacramenti e pratiche teurgiche iniziatiche dell'Ordine Iniziatico Loto Croce; affievolendo l'attaccamento passionale e sensuale; spegnendo la sete di vivere in senso erotico e la smania di procreare dei figli, ma avendoli, guidarli con carità e distacco verso l'Ascesi. Tutto questo fino a far rarefare talmente l'attrazione fra l'anima erotica e la forza sessuale catalizzata dall'Eros Cosmogonico decaduto, da sentire con stabilità l'influsso divino e percepirne l'Illuminazione. Questa via, volendo, si può anche percorrere con la cooperazione di una persona di sesso diverso.

2) Da soli, dopo aver conquistato con la moralità assoluta e la pratica delle ascesi e i periodi di castità e continenza, ci si può sganciare dall'attrazione di Adamo Eva immanenti, utilizzando il risveglio del "Potere igneo", ove entrano in giuoco la meditazione e la respirazione energetica. Di questa via daremo più avanti i dettagli. Un procedimento violento, drastico, una scorciatoia verso l'Assoluto. Esso richiede competenza, coraggio e una guida, salvo attitudini particolari che permettono di farcela senza aiuto. La dosatura di questo processo decide il restare sulla terra come istruttore sino alla morte fisica, oppure troncare i ponti, per trasferirsi nella Luce.

3) È il metodo n° 2, ma realizzato con la compartecipazione della persona amata, di sesso opposto, che sboccia nella realizzazione dello stato Androginico.

Già dicemmo nel quaderno sulla costituzione occulta dell'uomo e della donna, in quale modo l'anima erotica è legata al potere genetico alla base della colonna vertebrale, nel così detto "Centro base" sul quale opera l'induzione dell'Eros Cosmogonico nel suo aspetto dell'Eterno Femminino. Il disincaglio permetterà la fusione dei tre aspetti interiori dell'individuo (spirito, anima ed eros) che saranno una sola fiamma che si lancerà verso Dio, ardente d'Amore e ricevendo con l'Amore l'Illuminazione Sapienzale. La liberazione sarà possibile quando l'anima, perduta la tendenza a polarizzarsi verso la sfera sessuale terrena, avrà trasferito il suo centro di gravità nella vita soprannaturale.

L'ascesi sessuale compiuta nell'intimità nuziale, è l'avvìo di due anime gemelle all'estasi dell'Adamo-Eva nel Giardino di Dio prima della caduta, perché l'Uomo è fatto per l'amore, per l'Amore infinito. L'Uomo è fatto per Dio, che è fine unico e ultimo di tutti i suoi desideri, non solo dell'anima, ma anche del corpo: l'Uomo è fatto per l'infinita Unità.

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Elogio di Cristo alla Verginità continenza e castità

Se il digiuno fa parte dei mezzi terapeutici per disintossicare l'organismo e ricuperare il benessere fisiologico e mentale, il digiuno sessuale porta all'organismo psico-somatico i suoi vantaggi. Non è quindi a caso che uno dei voti fondamentali della vita religiosa consiste nella verginità e castità, perché senza la castità non vi può essere unione completa con la Divinità. "Vivete secondo la carne, e perirete; mortificate, mossi dallo Spirito, gli atti del corpo, e vivrete": così diceva San Paolo (Romani, 8:13).

La nozione di verginità, come vita a immagine di Gesù Cristo, ha sempre destato serie preoccupazioni, almeno per gli uomini, dato che la donna è per natura più portata a questo stato eccelso. L'esperienza delle religioni ha dimostrato, con inconfutabile certezza, che l'esclusione della funzione sessuale per scopi ascetici non produce danni alla salute psichica e fisica, ma praticata con criterio, diciamo dosata, aumenta la resistenza fisica, la longevità, il rendimento mentale e concorre anche allo sviluppo spirituale.

L'astinenza sessuale può essere di grande beneficio quando vi è un trasporto psichico verso un ideale di scienza, arte, religiosità superiore. Certo la continenza e la castità senza l'ideale quale valvola di scarico, significa ammalarsi, sfociare nella nevrosi. Un fiume in corsa verso il mare può essere frenato dalla diga, accumulando il suo gigantesco potenziale idrico nel bacino, a patto di far defluire le acque al momento giusto nei canali d'irrigazione. Diversamente, sarebbe la fatale inondazione, lo straripamento delle acque, la rottura degli argini e la rovina.

Per l'individuo impreparato alle conoscenze profonde dell'Archeosofia, per la persona che non utilizza questa potente molla chiamata istinto sessuale, energia erotica, l'astinenza o l'uso animalesco di tale forza equivale a depressione psichica, stato di angoscia, psiconevrosi gravi o leggere, slittamento nelle perversioni, e talora lo sfociare nel crimine e nelle malattie psicosomatiche. Dalla continenza, la persona ordinaria può trovarsi nella situazione opposta, che è l'uso esagerato e disordinato dei genitali, il concentramento del pensiero nelle azioni erotiche, negli oggetti dell'erotismo, e quindi nello stato ipersessuale. Quando l'individuo vive solo per soddisfare la sua animalità, si logora, invecchia prima del tempo, con tutti i disturbi che comporta l'esaurimento, che spegne la vita interiore e allontana da Dio. Il logoramento nei soggetti già gracili, anemici e malaticci, comporta la distruzione organica precoce.

I desiderosi di progresso spirituale dovrebbero tenersi lontani dalle insidie della carne e della ricchezza. Se non si bada a questo, la perfezione non verrà mai raggiunta. Lo spirito, l'anima emotiva e l'anima erotica, liberi da ogni attaccamento agli oggetti dei sensi, non hanno più ostacoli e vanno diritti a Dio, perché, superato l'interesse alla sensualità e all'oro, per l'anima resta una sola preoccupazione: possedere l'Eterno.

L'elogio alla castità fu espresso da tutti i grandi e piccoli istruttori dell'Umanità. Cristo la incoraggia.

L'intelletto, sotto l'azione dell'Amore Divino, si spoglia da ogni immagine terrestre, l'erotismo si trasmuta e trascende la carne, e l'asceta esce dal numero di coloro ai quali Dio disse: "Il mio spirito non dimorerà mai in questi uomini, perché essi non sono che carne" (Genesi, 6:3).

Giovanni intesse l'elogio della verginità quando descrive la sua visione: ".... ed ecco l'agnello che stava sul Monte di Sion, e con esso... i vergini; costoro sono quelli che seguono l'Agnello, dovunque egli va, costoro sono stati riscattati dagli uomini quali primizie per Dio e per l'agnello: sulla loro bocca non fu trovata menzogna, essi sono senza macchia" (Apoc. 14:1-6).

La castità appartiene alla virtù morale cardinale della temperanza. Essa corrisponde ad una delle maggiori beatitudini: "Beati i puri di cuore perché vedranno Iddio" (Matteo, 5:8).

La castità per scopi religiosi e iniziatici implica due elementi: 1) il distacco soprannaturale dai piaceri della carne; 2) la consacrazione del nostro corpo a Dio, affinché esso sia il docile strumento dell'opera della nostra salvezza, e naturalmente di quella delle anime per la gloria di Dio.

Sovente ci si ferma alle cose e alle creature con un falso modo di vedere, idolatrando ciò che è effimero. Eppure l'entrata nel Regno dell'Unità e di Cristo chiede la rinuncia all'errore e all'idolatria, per volgere il nostro desiderio unicamente al Padre, alla Madre e al Verbo: "Amerai il Signore, Dio tuo, con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente".

La povertà libera dall'idolatria dei beni materiali, e ci fa volgere lo sguardo e il desiderio verso il Bene Infinito.

L'umiltà estirpa in noi l'idolatria del proprio lo, ci annienta a noi stessi e ci compenetra nell'Amore Infinito. La castità voluta dall'Iniziato ai misteri del Regno ci strappa dall'idolatria della carne ed estrae dal suo corpo e dalla sua anima i violenti desideri che si polarizzano, si concentrano in Colui che è il solo fine. " Beati i puri, perché vedranno Dio ": perché la temperanza, la continenza, la castità, conferiscono chiarezza e luce all'intelligenza, mentre l'impurità la ottenebra, la priva di qualsiasi slancio e di ogni elevazione.

Chi si mantiene casto e aspira alla divinità, ha la certezza di salire la scala del Paradiso. Chi pensa e immagina i piaceri dei sensi e la voluttà fisiologica, segue la via opposta e discende negli abissi dell'animalesco; si destina ad una sempre maggiore adesione alla prigionia dell'anima erosdinamica e all'azione del Fuoco erotico, l'Eros Cosmogonico decaduto. Se poi tentasse il cammino, forzando con la pratica della concentrazione prolungata il risveglio di Kundalini, andrebbe verso la follia e la degenerazione.

Nessuna pratica è ammessa dall'Archcosofia se prima non si esercita la purificazione e si ha la certezza di averla fatta bene e a lungo. Quindi insistiamo affinché compiate questa disintossicazione morale nei pensieri, nelle parole e nelle opere, prima di cimentarvi nel risveglio. Il corpo, quando vive per l'anima, finisce con il rassomigliarle. Se l'anima vive per Dio, anche il corpo si spiritualizza e vive per Lui.

L'intimità è casta se viene consumata in purezza di cuore e di elevazione a Dio. La sessualità non è peccato, diventa tale quando all'Amore verso Dio si antepone lo smarrimento nella voluttà sensoriale. La via dell'Iniziato è categorica. Se non si resta desti per contemplare e amare Dio anche nell'amplesso, viene a mancare il carattere rituale e cosmogonico del rapporto, e si cade nella miseria del peccato. Perciò vi diciamo: vegliate e pregate per non cadere in tentazione nell'istante del rapporto sessuale.

Lo schiavo della concupiscenza, ogni qual volta cerca il solo diletto sensibile, compie un esercizio di visualizzazione, attenzione, concentrazione, meditazione e contemplazione sugli organi genitali propri e altrui, e modella sulla loro natura l'essenza della sua psiche. Chi si abitua alla castità e all'elevanza interiore, fa un lavoro inverso al precedente. La castità senza l'intensa vita mistica e iniziatica è inutile sacrificio e inaridimento dei sensi e della coscienza. L'amore è il fine unico e ultimo di tutte le nostre attività. Al di fuori dell'amore la castità è vita atrofizzata, privazione che sfocia in una malattia psicosomatica.

Pensare sempre a Dio e aderire alla sua Intelligenza è la certezza di modificare e trasformare sia il proprio corpo che la coscienza in Dio, ma il pensare sempre alla sessualità avvicina sempre di più alla bestia. I vantaggi apportati dalla castità sono evidenti, "l'uomo carnale non può comprendere le cose dello spirito". Sono parole di San Paolo (I Cor., 2:14). L'assillo per un pensiero sottrae tutte le forze e diventa idea fissa, ossessiva e modellatrice. Se l'assillo è un dente che fa male, niente conta tranne il mal di denti, se la preoccupazione è l'amore sensuale, l'intero individuo ne è assorbito. Nel primo caso si finisce dal dentista, nel secondo a letto. Se ciò non è possibile, allora si perde la pace e la salute. Quando l'idea assillante è Dio, accade ciò che Giovanni Ruysbroeck, ne L'ornamento delle nozze spirituali, definisce "rapimento e immersione nell'unità essenziale", fatto di gioia, di pace e di Luce

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Conclusione e avvertimenti

Le spiegazioni pratiche per liberare dal corpo fisico e dall'Eros Cosmogonico maschile e femminile la vostra Anima erosdinamica per unirla, pura e rinata, all'Anima emotiva e allo Spirito nel "Graal", immanente nel cuore, si devono utilizzare con prudenza e saggezza, come epilogo degli studi e preliminari esperienze archeosofiche. Ogni precipitazione sarebbe fatale.

Chi non può essere continente, sessualmente casto per tutta la vita, lo sia almeno nelle fasi degli esercizi. Ogni persona fa quello che può, perché il cammino della perfezione è lento e durissimo. Dio è sempre disposto alla compassione, ma vuole lo sforzo costante, la buona volontà, la sincerità. Le cadute sono umane, rientrano nell'umana debolezza. Quel che importa è volersi rialzare per riprendere il cammino verso l'Eterna Potenza, l'Eterna Sapienza e l'Eterno Amore. Anche Gesù come uomo cadde più volte sotto il peso della croce, ma volle e seppe proseguire fino al Golgotha, e poi, dopo la morte, ebbe ancora la volontà di risorgere dai morti, lasciandoci la via affinché ognuno di noi potesse vivere l'esperienza misterica del Santo Graal

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