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L'ascesi
mistica e la meditazione sul cuore
(Brani
tratti dal quaderno)
Che
cos'è la Cardiognosi?
Questo
quaderno tratta di una esperienza, di una dottrina e di un metodo per
conoscere il proprio cuore, liberarlo dal giuoco degli "opposti",
insidiarvi la propria intelligenza illuminata dall'Intelligenza del
Cristo: fare del cuore il luogo teofanico.
La
Cardiognosi deriva dal greco cardia = cuore e gnosi conoscenza, quindi
è la conoscenza del cuore in senso metafisico, mistico e Archeosofico;
conoscenza esistenziale, nella fede e nell'amore.
La
dottrina del Cuore e quella dell'Occhio del Cuore costituiscono i sentieri
che ognuno deve percorrere per raggiungere le sublimi vette della perfezione.
Il cammino è lungo e faticoso, e chi si azzarda da solo, spesso si smarrisce
e giunge tardi alle porte del Regno. Chi ha trovato un Maestro arriverà
prima, senza perdersi in vani tentativi di orientamento.
Ogni
persona che viene al mondo non è uguale ad un'altra. Alcune nascono
già mature, evolute o progredite spiritualmente, altre devono perfezionarsi
con il lavoro incessante dell'ascesi. L'Ascesi presuppone una base teorica,
o ipotesi di lavoro, già tracciata da altri che hanno vissuto sperimentalmente
il cammino del ritorno verso Dio. Questa preparazione è uno studio che
abbiamo voluto inquadrare nei numerosi quaderni e nel Dizionario di
Archeosofia: studio da svolgere con paziente tenacia, alleggerendolo
con l'incominciare la pratica della Cardiognosi.
La
pratica con un preliminare allenamento capace di dare i primi contatti
con il Divino, è il miglior modo per entusiasmarsi ed andare avanti
nello studio archeosofico. Perciò questo quaderno esporrà ciò che va
fatto subito per sperimentare gli iniziali edificanti incontri con la
"Luce interiore" e il primo vero dialogo nel segreto del proprio
cuore con il Maestro di Compassione Gesù. Questa esperienza così stupenda,
può farvi supporre di non aver più bisogno di altro. Invece non è così.
Chi vive nel travaglio della vita moderna, è costretto a forzate interruzioni,
e malgrado il bagno di Luce, può capitare la caduta, la sfiducia insinuata
dall'influenza intelligente del Male.
La
pratica della "Cardiognosi" è la preparazione, l'anticamera
di un'altra grande esperienza: il rapimento al Cielo nel "Carro
di fuoco", come avvenne per il profeta Elia (colui che fu poi la
reincarnazione di Giovanni il Battista): la Merkavah. Questa esperienza,
vissuta dal Cristo sul monte Thabor, nei suoi risultati si chiama con
il termine di "Trasfigurazione". Le Scritture velano agli
occhi dei profani la grande esperienza di Mosè, Elia e Gesù: esperienza
che anche voi dovrete fare. Essa ha attinenza con il " Fuoco della
Creazione ". Citiamo i passi scritturali sotto il cui manto si
cela l'esperienza della " Merkavah" o Carro di Fuoco (Matteo,
17:2 e Marco, 9:3):
"
Sei giorni dopo Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni, e li condusse
in disparte sopra un alto monte: e fu dinanzi ad essi trasfigurato.
E il suo volto era luminoso come il sole: e le sue vesti bianche come
la neve. E a un tratto apparvero ad essi Mosè ed Elia, i quali discorrevano
con lui. E Pietro prese a dire a Gesù: - Signore, è bene che stiamo
qui; se vuoi farò tre tende: una per te, una per Mosè e una per Elia.
Mentre egli parlava ancora, ecco una nuvola luminosa li coperse della
sua ombra, ed ecco una voce dalla nuvola che diceva: - Questo è il mio
diletto Figliolo, nel quale mi sono compiaciuto: ascoltatelo -
Nel
Libro secondo dei Re
(2:1 e 11): " Ora, essendo il Signore prossimo a trasportare Elia
in cielo per mezzo di un turbine, Elia e Eliseo partirono da Galgala...
mentre stavano camminando e parlando, ecco un carro di fuoco con cavalli
di fuoco li separò, ed Elia salì al cielo in un turbine ".
Questo
mito racchiude il lavoro finale dell'Inziato, quando dal fondo dell'anima
risale il Fuoco purificato da ogni terrestrità e infiamma d'amore l'anima
emotiva e lo spirito, sì che di tre (Anima erosdinamica, Anima emotiva
e Spirito) si abbia una sola energia deificata. Daremo le direttive
pratiche di questo allenamento ed esperienza nel presente volume in:
La meditazione sulla sfera sessuale e l'Ascesi. L'allegorico carro di
Fuoco, la Merkavah, descritto anche dal Profeta Ezechiele, è una ben
precisa tecnica per ottenere la theosis qui, da vivi, affinché si realizzi
quel che disse il Salmista. "Poiché in Te è la fonte della Vita,
e per la Tua luce noi vediamo la Luce ". (Salmo, 39:9-10).
Di
pari passo con la "Cardiognosi" che rende attuale l'affermazione
del Salvatore: " Senza di me voi non potete fare niente "
(Giovanni, 15:5), non dovete
dimenticare l'opportunità di trarre alimento dall'assistenza del "
Corpo Iniziatico " e delle " Iniziazioni orizzontali ".
Il cammino dell'esoterico è integrato da esse. Tale assistenza è una
costante proiezione di forza psico-fisica da parte del Maestro e dei
suoi Fratelli dell'Ordine, a garanzia di riuscita della scalata al Cielo.
Infatti a Dio si va attraverso il cuore di Gesù, ma al cuore di Gesù
Cristo si va per mezzo del cuore della Fratellanza alla quale si appartiene.
L'Umanità,
dopo aver disimparato a mettersi in rapporto ed in intimo colloquio
con il Padre, questa Umanità divenuta estranea alla familiarità con
Dio, ha bisogno non soltanto di imparare come accostarsi e rimanere
con Lui, ma anche di apprendere persino le parole ed i sentimenti da
manifestargli. Il crescente raffreddamento interiore si è fatto prendere
dalla forza "deìfuga" invece che da quella "deìpeta",
e siccome l'assioma di Ermete Trismegisto, "come in alto così è
in basso", è una realtà, così l'anima che si raffredda e si allontana
da Dio è come il volo dei cosmonauti: quando si arriva ad una certa
distanza dell'astro a cui si appartiene, si entra nell'orbita di un
altro corpo celeste e non si riesce più a far ritorno, se non azionando
i timoni e i motori per imprimere una nuova propulsione all'astronave
nella direzione del pianeta da cui si era partiti. Allo stesso modo,
per rientrare nell'orbita e nell'attrazione di Dio, ragione unica di
vita, di pace e di beatitudine, non c'è che azionare il timone dell'Ascesi,
il metodo per risentire la forza " deìpeta " ed accendere
i motori a razzo della volontà e dell'amore.
Molti
santi della cristianità, del sufismo islamico, dell'induismo, hanno
proposto tali metodi, doloroso segno dei tempi e campanelli d'allarme
dell'impoverimento della vita spirituale naturale e soprannaturale,
perché sono imposti dalla necessità di preparare, rieducare l'Uomo e
la Donna all'unione con Dio, rieducando l'anima erosdinamica ancorata
alla regione delle funzioni sessuali, l'anima emotiva agganciata al
cuore e lo spirito aggrappato al cervello.
Nel
descrivere i metodi escogitati attraverso l'esperienza personale e la
Rivelazione Divina, i Santi stessi fanno esplicitamente comprendere
che si tratta solo di mezzi da usare come medicina o bastone di sostegno
per arrivare al dialogo d'amore con la Divinità tutta quanta nel suo
Trino aspetto di Potenza, Sapienza e Amore.
Santa
Teresa d'Avila e San Giovanni della Croce, gli esicasti del deserto
e del Monte Athos, studiarono e proposero ai desiderosi di vita spirituale,
metodi e tecniche per imbrigliare la mente, fissarla con la volontà
e disporre il cuore, intiepidito o inaridito dal peccato, ai colloqui
con il Divino. Costoro, però, parlarono ad altri monaci, alla gente
isolata dal mondo, alleggerita dall'assillo della vita familiare e cittadina,
professionale e comune.
Diversa
e anche drammatica è la situazione per la madre di famiglia, carica
di figli e di pesi domestici, sovente distrutta nella salute e avvilita;
ben diversa è la condizione della figlia, del fratello, della sorella
che provvedono al fabbisogno dei familiari; ben diversa dal monaco è
la condizione del padre di famiglia, sia egli operaio, contadino, impiegato
o professionista; ben diversa è la condizione degli studenti e dei militari
dell'epoca moderna.
Ma
appunto per combattere modernamente in un mondo moderno le cause della
fuga dal divino e suggerire come raggiungere l'intimità con Dio, abbiamo
tracciato una via nuova, utilizzando il meglio dell'esperienza di tutti
i santi e Iniziati di ogni tempo, una via che abbiamo chiamato Archeosofia.
È
stato detto che il metodo (e qui è la Cardiognosi) è un avviamento alla
vita di perfezione che bisogna abbandonare appena si può navigare sotto
la brezza provvidenziale dello Spirito Santo. È verissimo, ma siamo
positivi: chi ha mai potuto abbandonare i metodi delle ascesi finché
fu in un corpo fisico? Gesù predicava, viaggiava per il suo apostolato,
ma si ritirava per lunghi periodi nei deserti della Palestina per darsi
tutto alla catarsi, al metodo ascetico. Come uomo non era diverso dagli
altri, e le quarantene sul monte della Tentazione sopra Gerico o i romitaggi
esseni, costituivano un rafforzamento della sua unione con il Padre.
" Vegliate e pregate affinché non cadiate in tentazione "
(Marco, 14:38), ed
Egli vegliava e pregava come i suoi amici e discepoli. Tutto questo
perché il metodo e le ascesi non si possono abbandonare mai del tutto,
poiché se è vero che lo Spirito Santo sospinge come la vela è sospinta
dal vento sul mare, mentre il divino Pilota, guidando la docile volontà
dell'asceta ai suoi impulsi con la sua luce, dirige il timone affinché
la nave arrivi in porto, è anche vero che lo Spirito soffia dove e quando
vuole, e se le vele della nave-coscienza non ricevono temporaneamente
questa spinta, il capitano deve avere ben altre risorse per non rallentare
o fermare del tutto la navigazione.
La
Cardiognosi è uno degli aspetti dell'Ascesi Mistica, ma si devono vivere
anche le altre ascesi. L'uomo è un insieme complicato compenetrato da
insidie arimaniche. Vero è che per diventare santo deve ricevere la
chiamata, il " fischio " di cui parlava Santa Teresa d'Avila
nel Castello interiore, il fischio che è la Grazia, ma è pur anche vero
che deve darsi da fare con tutti i mezzi archeosofici per predisporsi
ad accogliere tale chiamata. Ricordate in ogni istante la frase iniziativa
" Il Regno dei Cieli si conquista con la forza" (Matteo,
11:2).
I
metodi ascetici sin'ora adottati vanno integrati, perché gli Uomini
hanno sottovalutato la legge di gravità fisica e la resistenza opposta
dal corpo fisico. "Bussate e vi sarà aperto ": d'accordo,
ma per bussare ci vuole la mano solida per battere forte il portone
dell'Eternità. E per iniziare a farci strada occorre la "Cardiognosi".
Si tratta di realizzare una "saldatura" fra noi e Cristo.
Abbiamo detto "saldatura" perché nessuno è Dio, e nessuno
può identificarsi all'Altissimo o sostituirsi a Lui.
Questa
divina saldatura è possibile, ma non è un dono gratuito, è una conquista,
un'ascesi, e come tutte le ascesi è una faticosa ginnastica: azione
metodica della "veglia", dell'attenzione, al fine di denudare
la coscienza delle immagini e dei concetti; esercizio che purifica e
custodisce il cuore: in tal modo ricostituita l'energia divina del "cuore
intelligente", si opera la metamorfosi dell'uomo intero. Lo strumento
efficace di questa attenta concentrazione è la preghiera a Gesù, vera
chiave per aprire le porte del Paradiso: preghiera insegnata da Gesù
stesso e tecnicamente spiegata da Origene, Istruttore delle due scuole
esoteriche cristiane di Alessandria d'Egitto e Cesarea di Palestina.
Il
noús, o lo spirito, possiamo definirlo come il principio della coscienza
e della libertà personali. È stato creato per essere il "luogo
di Dio", diciamo così "il punto di trasparenza fra la natura
umana e la Grazia dello Spirito Santo". Lo spirito nello stato
adamico originale era una sola saldatura con il cuore, mediante il quale
comunicava a tutta la creazione la vita di Dio. Allora la sua attitudine
era la memoria di Dio. Chiudendosi al Santo Spirito, lo spirito o noús
ha fatto scattare la caduta: separato dal cuore si è trovato come spezzato
e proiettato nel mondo ormai disintegrato ed esteriorizzato.
Il
terso specchio del noús, rivolto verso il niente, è ormai sporcato dai
pensieri, dalle immagini, dalle associazioni implacabili e dalle passioni.
E, come afferma San Gregorio Palamas nei suoi scritti, la salvezza venne
dalla carne trasfigurata del Cristo comunicata dai Sacramenti: è perciò
nel cuore, nella profondità della nostra natura innestata nella natura
umana del Cristo, che sgorga la vita divina. Ma la vitale presenza del
Cristo nel nostro cuore è incosciente. Si tratta di renderla cosciente,
e ciò è possibile solo con il Nome di Gesù invocato con amore nel cuore,
nel modo che spiegheremo.
Il
Nome invocato risveglia l'energia divina sommersa nella nostra coscienza.
Quando la presenza eucaristica sarà realizzata nel cuore, l'Iniziato
potrà sentirsi nello stato Adamico prima della separazione dello spirito
dal cuore, cioè prima della separazione dello spirito dall'anima. L'intelletto,
finalmente riunito al cuore, ridiventa il luogo, e lo "specchio
di Dio" : "Beati i puri di cuore, perché essi vedranno Iddio"
(Matteo, 5:8).
La
restaurazione non dura molto, perché la "preghiera del cuore",
per le esigenze della vita sociale, non può essere costante. Il mondo
disturba la nostra cooperazione, distraendoci dalla comunione interiore.
Il corpo invecchia, si ammala prima che i lavori della rinascita siano
compiuti. Tutto ciò è evidente, ma tali inconvenienti sono risolti dalle
diverse ascesi e dall'assistenza del Maestro terreno.
(
)
La
Luce Interiore e le. premesse alla meditazione nel cuore
La
strada della perfezione e della visione interiore è lunga e piena di
sacrifici. Questo lo abbiamo detto più volte, e non sarebbe prudente
attendere un solo giorno per darci all'esperienza santificante. Si inizia
subito, oggi stesso, perché la morte è sempre in agguato.
I
Discepoli e gli Amici che aspettano la preparazione dottrinale come
premessa al passaggio verso la pratica, si stancano prima del tempo.
Invece l'esperienza immediata, grande o piccola che sia, offerta dalla
contemplazione divina, dalle estasi mistiche e dal forzare iniziatico
le porte dei Cieli, è una consolazione e la forza per continuare gli
studi archeosofici, chiarificatori dei dubbi e delle incertezze dottrinali,
che consentiranno di far parte attiva del gruppo Iniziatico vero e proprio.
L'esperienza
mistica si deve facilitare con una quotidiana e incessante preghiera
polarizzata nella regione del cuore: il luogo ove si sperimenta la "Luce
Interiore". A tal proposito, scrive San Climaco nella "Scuola
del Paradiso" (gradino 23:129): "Il Monaco è una luce che
non si spegne nell'occhio del cuore". Ma,... che cos'è questa Luce
Interiore? Non è agevole darne una definizione, perché si tratta di
una esperienza, e nella misura della nostra esperienza le parole prendono
un significato particolare. Lo studio della "Luce Interiore"
conduce alla penetrazione delle più intime regioni della personalità
umana, al punto in cui il divino e l'umano si incontrano. La "Luce
Interiore" è l'abbraccio intimo con il Cristo-Luce, il Cristo perfezione
assoluta, Sapienza assoluta, Amore assoluto, totalità di tutte le perfezioni;
un Cristo vibrazione, saldatura con Dio. È quel: "Io sono la Via,
la Verità e la Vita; chi ha visto me ha visto il Padre; nessuno viene
al Padre se non per mio mezzo", sperimentato nel cuore come Luce
Interiore e Perpetua, realizzato come Illuminazione.
San
Giovanni Evangelista, nel suo prologo
al primo capitolo dell'Evangelo, precisa che in Gesù di Nazareth
si incarnò il "Logos" o "Verbo Eterno", che è stato
perennemente la "Vita" e la "Luce" degli Uomini.
Di questa Luce si trovano cenni in altre Scritture: Il Libro Tibetano
dei Morti (Bardo Todol); Il Libro Egiziano dei Morti; Il Corano; Zend-Avesta;
lo Zohar. La Luce divina è anteriore agli Uomini ed è logico che ne
parlino tutte le Scritture dei diversi Popoli. Bisogna, certo, saper
vedere anche nelle altre Scritture.
È
arduo descrivere quale sia l'esperienza di possedere Dio nel cuore,
quando le pesanti sensazioni della gravità corporea sono sospese, e
come trapassati in Paradiso nello splendore e nella bellezza del Paradiso,
Dio si dona in un abbraccio di Luce, in uno slancio d'Amore che brucia,
trasmuta, deifica. Tutto questo, fino a quando lo sperimentatore sarà
fisicamente vivente, verrà provato per una certa durata di tempo, perché
riprendendo la coscienza comune di veglia tutto scompare. Rimarrà il
beneficio del bagno di Luce. Ma tali esperienze serviranno quando moriremo
e dovremmo ripeterle per non smarrirci. Il morente deve saper riconoscere
la Chiara Luce, la Luce Increata, ma se non l'ha sperimentata prima,
difficilmente potrà ravvisarla dopo il trapasso.
Un
grande autore ha spiegato molte cose sulla Luce, e lo citiamo volentieri
perché scrive da Archeosofo: Vladimir Lossky in "La Teologia Mistica
della Chiesa d'Oriente".
Dopo
quanto abbiamo detto, consentiteci di non definirvi per ora che cos'è
la "Luce Interiore": lo saprete con l'esperienza, una particolare
esperienza fisiologica e metafisiologica, perché non la vivrete fuori
dal vostro corpo, ma nel sangue che scorre nel vostro cuore. Il sangue,
passando e ripassando attraverso i capillari dei polmoni, si ossigena,
si fa rosso, gagliardo, liberandosi delle tossine, dei gas venefici
e dell'energia vitale diventata antivitale. In verità vi diciamo, per
averlo sperimentato noi stessi, che il sangue che passa attraverso il
cuore nello stato di prolungata Illuminazione subisce un analogo processo
di rigenerazione dovuto alla Luce del Cristo. Questo fenomeno è controllabile
e misurabile da un veggente ad alto livello.
In
senso anatomico, il cuore di certi santi, dopo il decesso si è rivelato
istologicamente e morfologicamente cambiato. È la storia della Mistica
che registra questa manifestazione sorprendente: la rinnovazione o il
cambio dei cuori. Consiste nell'estrazione fisica del cuore di carne
e nella sostituzione reale con un altro simile a quello di Cristo. Fra
i casi storici citati dalla Chiesa abbiamo quelli di S. Caterina da
Siena, S. Margherita M. Alacoque, S. Michele de Sanctis, S. Caterina
de' Ricci, S. Ludgarda, ecc.
Il
cambiamento dei cuori è, secondo noi, una modificazione delle correnti
vitali di esso in armonia allo stato interiore mistico.
Chi
riesce ad immergersi nello splendore di Cristo insediato nel cuore,
è trasfigurato da questa Luce di Eterno Amore; è come se facesse un
bagno dentro al Sole. Il metodo per giungere a tanto è antico; risale
ai Profeti, ai primi Apostoli, ai Padri Cristiani del deserto greci,
russi e dell'Asia Minore. È la preghiera di Origene, di Gregorio di
Palamas, di Gregorio di Nissa, di Gregorio il Taumaturgo, di Giovanni
Climaco; è la preparazione alla Merkavah di Ezechiele. Perciò ricordatevi
in ogni istante di essere degli dèi esiliati, che devono praticare la
preghiera del cuore tutto Amore per restare sempre nella Luce Perpetua.
Voi
siete creature vive che devono lavorare, produrre, aiutare, nutrirsi,
camminare, respirare, difendersi dalle malattie, guarire i sofferenti,
e perciò non dovete perdere di vista le altre Ascesi da noi enumerate:
l'Ascesi fisiologica, l'Ascesi sociale, l'Ascesi Teurgica, l'Ascesi
magica, cosmica, l'Ascesi Sapienziale. Tutte indispensabili, tutte interdipendenti
e integrative. Certo è innegabile quanto sia meravigliosa e sublime
l'esperienza mistica in se stessa. Una volta trovato Cristo, niente
altro può interessare ma la realizzazione interiore è come una pianticella
profumata, destinata a seccare o ad ingigantirsi come un albero: la
sua crescita dipende dalle cure del giardiniere. Per questo vi diciamo
di non trascurare alcun mezzo suggerito da Archeosofica, perché il viaggio
a Dio comporta tre stadi, e l'ultimo è Iniziatico. Una caduta è sempre
possibile, altrimenti non vi sarebbero stati Angeli fedeli e angeli
ribelli, angeli in alto e angeli in basso, Adamo-Eva nello stato Edenico
e Adamo-Eva nello stato di caduta.
Prima
di entrare nell'argomento centrale di questo quaderno, che vuole spiegare
come bisogna effettuare la meditazione sul cuore, dalla quale non bisogna
mai più separarsi, desideriamo fare alcune considerazioni e premesse
sulla simbologia e fisiologia del cuore.
(
)
Consigli
per la buona riuscita della preghiera e Cardiognosi
Siamo
ormai arrivati alle spiegazioni per la corretta pratica della meditazione
nel cuore. Consentiteci di dare qualche suggerimento.
Il
dialogo con il Cristo deve avvenire nel proprio cuore. t questo il tempio
interiore, il giardino dell'appuntamento con il supremo dei Maestri,
dove è possibile vedere Gesù in tutto il suo splendore e bellezza nella
Luce del Monte Thabor, la Luce della Trasfigurazione. È lì che il Messia
ci aspetta per darci consiglio, forza e conforto. È lì che ci porgerà
la Coppa del Graal traboccante di acqua di Vita per dissetare la nostra
arsura. L'Avatár è sceso in terra, si è innestato come un ramo fruttifero
nel tronco vivo e selvaggio dell'Umanità, e chiunque pratichi e divenga
esperto di Cardiognosi, può constatare sperimentalmente la presenza
reale del Cristo nel cuore, in attesa di nuove esperienze: quelle della
Madre Cosmica e del Padre Cosmico.
Chi
ha l'abilità di andare nel cuore partendo dal cervello, dal centro frontale,
sede centrale dello spirito, scendendo nell'interiorità del suo cuore,
avrà ascoltato i consigli del Signore quando disse: "Ama il Signore
Dio tuo con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima " (Matteo,
22:37);
"Osservate,
vegliate e pregate" (Marco, 13:33); "Voi sarete in me ed io in voi" (Giovanni, 15:4); "Il Regno
di Dio è dentro di voi" (Luca,
17:2 1).
Abbiamo
accennato che il cuore è l'Athanor, ovvero il fornello degli Alchimisti,
dove si cuoce la materia prima, cioè la materia intelligibile di cui
siamo fatti nella nostra triplice interiorità. In questo cuore si deve
alimentare il fuoco dell'amore divino e dell'amore del prossimo (Agapè);
in questo cuore si deve accendere il fuoco che brucia tutto ciò che
è scoria, ossia tutto ciò che non è amore puro e sapienza pura. La meditazione,
cioè l'attenzione prolungata, dev'essere assoluta, secondo il detto
del Salmo di Davide:
"Dentro
di me arde il mio cuore;
quando
medito divampa un fuoco"
(Salmo,
39:4)
Il
lavoro di tenere acceso il fuoco per fare la "Pietra Filosofale"
nel cuore richiede costanza, pazienza, fiducia nella riuscita, perché
il successo può aversi subito o nel tempo, in conformità all'impegno
messo nel lavoro stesso, all'attitudine conseguita nelle precedenti
vite. La Grande Opera, alchemica, cioè la nascita del Figlio di Dio
nel nostro cuore, è un parto, un travaglio, ben definito da San Paolo
quanto dice: "... la creazione tutta quanta geme ed è come in doglie
di parto... in attesa della manifestazione dei figli di Dio" (Romani,
8:22).
Nell'irrequietezza,
nella volubilità, nell'apparente abbandono da parte di Dio o del Maestro
terreno, consigliati dal pessimismo e dai seminatori di zizzania, potreste
interrompere la Cardiognosi, la conoscenza spirituale del cuore, prima
di arrivare alle prime consolazioni. La buona riuscita è il frutto della
perfetta attenzione che è l'arpione della volontà, e la volontà allenata
si riconosce da una attenzione senza difetto: attenzione concentrata
e protesa come la freccia scoccata dall'arciere, che fa centro nel bersaglio.
La buona riuscita è la perseveranza: "Persevererai nella preghiera"
(Atti, 1: 14);
"Il Regno dei Cieli si prende la forza" (Matteo, 11:12).
"Si
prende con la forza" è un concetto più che mistico, è un suggerimento
Iniziatico. Quindi l'esercizio dovrà essere continuo, incominciando
con 300 invocazioni al giorno, poi 3000, poi 6000, sino ad arrivare
anche a 12000 volte al giorno. All'inizio sarete voi a fare la preghiera,
poi sarà la preghiera a farsi da sé, spontaneamente nel cuore, in tutte
le occupazioni serie e comuni, da svegli e nel sonno: un sonno che sarà
"insonnia" spirituale. Vi faciliterete con un lungo rosario
di grani di legno infilati in una cordicella, e terminanti con una croce
che esce da un fiore di Loto; potrete sgranare un grano ad ogni invocazione
ritmata sul respiro:
SIGNORE
GESU', FIGLIO DI DIO, ABBI PIETA DI ME PECCATORE!
Oppure
sceglierete questa formula:
SIGNORE
GESU' VENGA IL TUO REGNO!
Potrete
utilizzare le due formule alternandole.
Il
rosario è l'orologio che non distrae, in uso fra i Cattolici, gli Islamici,
gli Ortodossi e i Tibetani.
Ponete
attenzione in ciò che nel linguaggio di teologia ascetica e mistica
si definisce il "discernimento degli spiriti", perché le insidie
della meditazione, ad opera dell'inconscio infestato di immagini trabocchetto,
sono tante e micidiali. L'anima emotiva deve rendere conto all'anima
erosdinamica, che getta di continuo, come la seppia, il nero della concupiscenza,
dell'errore e dei selvaggi istinti. Difendersi non è semplice. La mente
fluttua, mille pensieri sconnessi affluiscono per impedire la reale
visione di Dio.
La
Filocalia (= Amore della Bellezza) indica importanti suggerimenti sulla
preghiera del cuore degli anacoreti dell'esichiasmo ortodosso (Simeone
il Nuovo Teologo, San Gregorio il Sinaita, San Niceforo l'Astinente).
Noi abbiamo tenuto conto anche della meditazione del cuore in uso presso
i Sufi dell'Islam, pratica chiamata in lingua araba dhikr, secondo la
formula classica: la ilah illa Allah = "Non esiste Divinità se
non Iddio". Né abbiamo trascurato quella indù dell'OM, o l'ebraica
secondo il Santo Nome di Dio Segreto, quello che il Gran Sacrificatore
pronunziava il giorno dello Yom Kippur nel "Santo dei Santi"
a Gerusalemme.
Il
metodo da noi esposto è quel che più si addice al Cristianesimo exoterico
ed esoterico, che del proprio cuore vuole fare il Graal e un Tabernacolo
del Signore per ricevervi l'Eucarestia. È un metodo che tiene conto
degli impedimenti psico-somatici, e perciò è adatto all'individuo moderno.
La
riuscita della Cardiognosi è buona quando si è fatta la pratica della
disciplina respiratoria, perché il cuore, i polmoni, l'aorta e il sangue
sono collegati e interdipendenti; la riuscita è buonissima quando si
è conseguita la facoltà dell'astrazione, cioè il ritiro della propria
attenzione dei sensi, si è ottenuta una perfetta attenzione e concentrazione
della mente in un solo punto: il cuore, e si è in grado di meditare,
cioè di concentrarsi a lungo sul cuore stesso.
Riepilogando,
ecco ciò che serve:
-
Vita
personale pura in pensieri, parole ed opere, secondo quanto insegnano
le Sacre Scritture.
-
Vita
sociale attiva in senso caritativo.
-
Vita
intellettiva assorbita a rotazione continua
-
nella
lettura comparata dei Vangeli, le Epistole, gli Atti degli Apostoli,
l'Apocalisse, la Bibbia, il Corano, la Bhagavad-Gitá, il Corpus
Hermeticum, lo Zohar, lo Zend-Avesta.
-
Vita
dei Sacramenti. Quindi andate a Messa, fate la Comunione.
-
Osservazione
e riflessione sulla Icona o diagramma del Cuore.
-
Posizione
corretta del corpo e orientamento, durante la preghiera in base
alla prima formula (Signore Gesù Cristo Figlio di Dio, abbi pietà
di me peccatore), verso la direzione di Gerusalemme (Est-Sud-Est
rispetto a Roma, aiutandosi con la bussola); orientamento nella
direzione Nord, sempre rispetto a Roma, quando si ricorre alla seconda
formula (Signore Gesù venga il Tuo Regno).
-
Disciplina
o ritmica respiratoria durante la preghiera.
-
Astrazione
o ritiro dei sensi.
-
Attenzione
e concentrazione in un sol punto: il cuore.
-
Invocazione
del Nome di Gesù Cristo.
-
Meditazione
o concentrazione prolungata sul Cristo.
-
Meditazione
sul diagramma o icona del cuore interiorizzata.
-
Contemplazione
della Luce Taborica nel cuore.
(
)
Altre
norme e considerazioni
Esercitandovi
cercando il cuore, frugatevi dentro, incuranti dell'immobilità corporea,
della sofferenza fisica che nei primi tempi sarà intollerabile. Abituate
lo spirito a non abbandonare troppo in fretta il luogo del cuore. All'inizio
esso soffre nel restare chiuso e trasferito dal centro frontale al centro
cardiaco, ma quando si abitua, allora non vuole più andarsene. Mentre
fate scendere la vostra intelligenza nel cuore, sempre con gli occhi
chiusi, accompagnate il trasferimento con gli occhi del corpo, obbligate
l'intelligenza a restarvi legata come l'ancora di una nave che ha trovato
il fondale adatto.
Sulle
prime vedrete tenebre, sentirete pena, distrazione, una folla di immagini
caotiche spesso non collegate all'idea da meditare. Poi un sonno mortale,
invincibile, che dovrete vincere ad ogni costo. Tenetevi desti con gli
occhi interiori sbarrati senza immaginare, ma chiamando la Luce, attirandola.
La
meditazione si fa a stomaco vuoto, tranne qualche tazza di thè leggero
e qualche sorso di acqua. Fate 5 minuti di ginnastica preliminare da
camera di tipo europeo. Lavatevi con acqua fresca le mani, il viso ed
i piedi, e pensate alla purificazione fisica e morale che può dare l'abluzione.
Nel lavarvi, segnatevi con la Croce e pregate. È consigliabile lavare
anche i genitali.
L'orario
per la meditazione sia sempre lo stesso. Conviene il crepuscolo: la
preghiera della sera, dopo aver abbandonato il lavoro e ogni preoccupazione,
ogni assillo buono o cattivo, con la coscienza tranquilla libera da
rimproveri, in pace con tutti, è la migliore. Questo è l'istante in
cui i pensieri si volgono verso il Signore, perché ogni cosa scompare
nel buio della notte, e lo spirito incomincia a porsi le domande sul
mistero della creazione. L'orario è però vincolato ai doveri sociali
e familiari, quindi dovrete stabilirlo in base alle possibilità ambientali.
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