L'ascesi mistica e la meditazione sul cuore

(Brani tratti dal quaderno)

Che cos'è la Cardiognosi?

Questo quaderno tratta di una esperienza, di una dottrina e di un metodo per conoscere il proprio cuore, liberarlo dal giuoco degli "opposti", insidiarvi la propria intelligenza illuminata dall'Intelligenza del Cristo: fare del cuore il luogo teofanico.

La Cardiognosi deriva dal greco cardia = cuore e gnosi conoscenza, quindi è la conoscenza del cuore in senso metafisico, mistico e Archeosofico; conoscenza esistenziale, nella fede e nell'amore.

La dottrina del Cuore e quella dell'Occhio del Cuore costituiscono i sentieri che ognuno deve percorrere per raggiungere le sublimi vette della perfezione. Il cammino è lungo e faticoso, e chi si azzarda da solo, spesso si smarrisce e giunge tardi alle porte del Regno. Chi ha trovato un Maestro arriverà prima, senza perdersi in vani tentativi di orientamento.

Ogni persona che viene al mondo non è uguale ad un'altra. Alcune nascono già mature, evolute o progredite spiritualmente, altre devono perfezionarsi con il lavoro incessante dell'ascesi. L'Ascesi presuppone una base teorica, o ipotesi di lavoro, già tracciata da altri che hanno vissuto sperimentalmente il cammino del ritorno verso Dio. Questa preparazione è uno studio che abbiamo voluto inquadrare nei numerosi quaderni e nel Dizionario di Archeosofia: studio da svolgere con paziente tenacia, alleggerendolo con l'incominciare la pratica della Cardiognosi.

La pratica con un preliminare allenamento capace di dare i primi contatti con il Divino, è il miglior modo per entusiasmarsi ed andare avanti nello studio archeosofico. Perciò questo quaderno esporrà ciò che va fatto subito per sperimentare gli iniziali edificanti incontri con la "Luce interiore" e il primo vero dialogo nel segreto del proprio cuore con il Maestro di Compassione Gesù. Questa esperienza così stupenda, può farvi supporre di non aver più bisogno di altro. Invece non è così. Chi vive nel travaglio della vita moderna, è costretto a forzate interruzioni, e malgrado il bagno di Luce, può capitare la caduta, la sfiducia insinuata dall'influenza intelligente del Male.

La pratica della "Cardiognosi" è la preparazione, l'anticamera di un'altra grande esperienza: il rapimento al Cielo nel "Carro di fuoco", come avvenne per il profeta Elia (colui che fu poi la reincarnazione di Giovanni il Battista): la Merkavah. Questa esperienza, vissuta dal Cristo sul monte Thabor, nei suoi risultati si chiama con il termine di "Trasfigurazione". Le Scritture velano agli occhi dei profani la grande esperienza di Mosè, Elia e Gesù: esperienza che anche voi dovrete fare. Essa ha attinenza con il " Fuoco della Creazione ". Citiamo i passi scritturali sotto il cui manto si cela l'esperienza della " Merkavah" o Carro di Fuoco (Matteo, 17:2 e Marco, 9:3):

" Sei giorni dopo Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni, e li condusse in disparte sopra un alto monte: e fu dinanzi ad essi trasfigurato. E il suo volto era luminoso come il sole: e le sue vesti bianche come la neve. E a un tratto apparvero ad essi Mosè ed Elia, i quali discorrevano con lui. E Pietro prese a dire a Gesù: - Signore, è bene che stiamo qui; se vuoi farò tre tende: una per te, una per Mosè e una per Elia. Mentre egli parlava ancora, ecco una nuvola luminosa li coperse della sua ombra, ed ecco una voce dalla nuvola che diceva: - Questo è il mio diletto Figliolo, nel quale mi sono compiaciuto: ascoltatelo -

Nel Libro secondo dei Re (2:1 e 11): " Ora, essendo il Signore prossimo a trasportare Elia in cielo per mezzo di un turbine, Elia e Eliseo partirono da Galgala... mentre stavano camminando e parlando, ecco un carro di fuoco con cavalli di fuoco li separò, ed Elia salì al cielo in un turbine ".

Questo mito racchiude il lavoro finale dell'Inziato, quando dal fondo dell'anima risale il Fuoco purificato da ogni terrestrità e infiamma d'amore l'anima emotiva e lo spirito, sì che di tre (Anima erosdinamica, Anima emotiva e Spirito) si abbia una sola energia deificata. Daremo le direttive pratiche di questo allenamento ed esperienza nel presente volume in: La meditazione sulla sfera sessuale e l'Ascesi. L'allegorico carro di Fuoco, la Merkavah, descritto anche dal Profeta Ezechiele, è una ben precisa tecnica per ottenere la theosis qui, da vivi, affinché si realizzi quel che disse il Salmista. "Poiché in Te è la fonte della Vita, e per la Tua luce noi vediamo la Luce ". (Salmo, 39:9-10).

Di pari passo con la "Cardiognosi" che rende attuale l'affermazione del Salvatore: " Senza di me voi non potete fare niente " (Giovanni, 15:5), non dovete dimenticare l'opportunità di trarre alimento dall'assistenza del " Corpo Iniziatico " e delle " Iniziazioni orizzontali ". Il cammino dell'esoterico è integrato da esse. Tale assistenza è una costante proiezione di forza psico-fisica da parte del Maestro e dei suoi Fratelli dell'Ordine, a garanzia di riuscita della scalata al Cielo. Infatti a Dio si va attraverso il cuore di Gesù, ma al cuore di Gesù Cristo si va per mezzo del cuore della Fratellanza alla quale si appartiene.

L'Umanità, dopo aver disimparato a mettersi in rapporto ed in intimo colloquio con il Padre, questa Umanità divenuta estranea alla familiarità con Dio, ha bisogno non soltanto di imparare come accostarsi e rimanere con Lui, ma anche di apprendere persino le parole ed i sentimenti da manifestargli. Il crescente raffreddamento interiore si è fatto prendere dalla forza "deìfuga" invece che da quella "deìpeta", e siccome l'assioma di Ermete Trismegisto, "come in alto così è in basso", è una realtà, così l'anima che si raffredda e si allontana da Dio è come il volo dei cosmonauti: quando si arriva ad una certa distanza dell'astro a cui si appartiene, si entra nell'orbita di un altro corpo celeste e non si riesce più a far ritorno, se non azionando i timoni e i motori per imprimere una nuova propulsione all'astronave nella direzione del pianeta da cui si era partiti. Allo stesso modo, per rientrare nell'orbita e nell'attrazione di Dio, ragione unica di vita, di pace e di beatitudine, non c'è che azionare il timone dell'Ascesi, il metodo per risentire la forza " deìpeta " ed accendere i motori a razzo della volontà e dell'amore.

Molti santi della cristianità, del sufismo islamico, dell'induismo, hanno proposto tali metodi, doloroso segno dei tempi e campanelli d'allarme dell'impoverimento della vita spirituale naturale e soprannaturale, perché sono imposti dalla necessità di preparare, rieducare l'Uomo e la Donna all'unione con Dio, rieducando l'anima erosdinamica ancorata alla regione delle funzioni sessuali, l'anima emotiva agganciata al cuore e lo spirito aggrappato al cervello.

Nel descrivere i metodi escogitati attraverso l'esperienza personale e la Rivelazione Divina, i Santi stessi fanno esplicitamente comprendere che si tratta solo di mezzi da usare come medicina o bastone di sostegno per arrivare al dialogo d'amore con la Divinità tutta quanta nel suo Trino aspetto di Potenza, Sapienza e Amore.

Santa Teresa d'Avila e San Giovanni della Croce, gli esicasti del deserto e del Monte Athos, studiarono e proposero ai desiderosi di vita spirituale, metodi e tecniche per imbrigliare la mente, fissarla con la volontà e disporre il cuore, intiepidito o inaridito dal peccato, ai colloqui con il Divino. Costoro, però, parlarono ad altri monaci, alla gente isolata dal mondo, alleggerita dall'assillo della vita familiare e cittadina, professionale e comune.

Diversa e anche drammatica è la situazione per la madre di famiglia, carica di figli e di pesi domestici, sovente distrutta nella salute e avvilita; ben diversa è la condizione della figlia, del fratello, della sorella che provvedono al fabbisogno dei familiari; ben diversa dal monaco è la condizione del padre di famiglia, sia egli operaio, contadino, impiegato o professionista; ben diversa è la condizione degli studenti e dei militari dell'epoca moderna.

Ma appunto per combattere modernamente in un mondo moderno le cause della fuga dal divino e suggerire come raggiungere l'intimità con Dio, abbiamo tracciato una via nuova, utilizzando il meglio dell'esperienza di tutti i santi e Iniziati di ogni tempo, una via che abbiamo chiamato Archeosofia.

È stato detto che il metodo (e qui è la Cardiognosi) è un avviamento alla vita di perfezione che bisogna abbandonare appena si può navigare sotto la brezza provvidenziale dello Spirito Santo. È verissimo, ma siamo positivi: chi ha mai potuto abbandonare i metodi delle ascesi finché fu in un corpo fisico? Gesù predicava, viaggiava per il suo apostolato, ma si ritirava per lunghi periodi nei deserti della Palestina per darsi tutto alla catarsi, al metodo ascetico. Come uomo non era diverso dagli altri, e le quarantene sul monte della Tentazione sopra Gerico o i romitaggi esseni, costituivano un rafforzamento della sua unione con il Padre. " Vegliate e pregate affinché non cadiate in tentazione " (Marco, 14:38), ed Egli vegliava e pregava come i suoi amici e discepoli. Tutto questo perché il metodo e le ascesi non si possono abbandonare mai del tutto, poiché se è vero che lo Spirito Santo sospinge come la vela è sospinta dal vento sul mare, mentre il divino Pilota, guidando la docile volontà dell'asceta ai suoi impulsi con la sua luce, dirige il timone affinché la nave arrivi in porto, è anche vero che lo Spirito soffia dove e quando vuole, e se le vele della nave-coscienza non ricevono temporaneamente questa spinta, il capitano deve avere ben altre risorse per non rallentare o fermare del tutto la navigazione.

La Cardiognosi è uno degli aspetti dell'Ascesi Mistica, ma si devono vivere anche le altre ascesi. L'uomo è un insieme complicato compenetrato da insidie arimaniche. Vero è che per diventare santo deve ricevere la chiamata, il " fischio " di cui parlava Santa Teresa d'Avila nel Castello interiore, il fischio che è la Grazia, ma è pur anche vero che deve darsi da fare con tutti i mezzi archeosofici per predisporsi ad accogliere tale chiamata. Ricordate in ogni istante la frase iniziativa " Il Regno dei Cieli si conquista con la forza" (Matteo, 11:2).

I metodi ascetici sin'ora adottati vanno integrati, perché gli Uomini hanno sottovalutato la legge di gravità fisica e la resistenza opposta dal corpo fisico. "Bussate e vi sarà aperto ": d'accordo, ma per bussare ci vuole la mano solida per battere forte il portone dell'Eternità. E per iniziare a farci strada occorre la "Cardiognosi". Si tratta di realizzare una "saldatura" fra noi e Cristo. Abbiamo detto "saldatura" perché nessuno è Dio, e nessuno può identificarsi all'Altissimo o sostituirsi a Lui.

Questa divina saldatura è possibile, ma non è un dono gratuito, è una conquista, un'ascesi, e come tutte le ascesi è una faticosa ginnastica: azione metodica della "veglia", dell'attenzione, al fine di denudare la coscienza delle immagini e dei concetti; esercizio che purifica e custodisce il cuore: in tal modo ricostituita l'energia divina del "cuore intelligente", si opera la metamorfosi dell'uomo intero. Lo strumento efficace di questa attenta concentrazione è la preghiera a Gesù, vera chiave per aprire le porte del Paradiso: preghiera insegnata da Gesù stesso e tecnicamente spiegata da Origene, Istruttore delle due scuole esoteriche cristiane di Alessandria d'Egitto e Cesarea di Palestina.

Il noús, o lo spirito, possiamo definirlo come il principio della coscienza e della libertà personali. È stato creato per essere il "luogo di Dio", diciamo così "il punto di trasparenza fra la natura umana e la Grazia dello Spirito Santo". Lo spirito nello stato adamico originale era una sola saldatura con il cuore, mediante il quale comunicava a tutta la creazione la vita di Dio. Allora la sua attitudine era la memoria di Dio. Chiudendosi al Santo Spirito, lo spirito o noús ha fatto scattare la caduta: separato dal cuore si è trovato come spezzato e proiettato nel mondo ormai disintegrato ed esteriorizzato.

Il terso specchio del noús, rivolto verso il niente, è ormai sporcato dai pensieri, dalle immagini, dalle associazioni implacabili e dalle passioni. E, come afferma San Gregorio Palamas nei suoi scritti, la salvezza venne dalla carne trasfigurata del Cristo comunicata dai Sacramenti: è perciò nel cuore, nella profondità della nostra natura innestata nella natura umana del Cristo, che sgorga la vita divina. Ma la vitale presenza del Cristo nel nostro cuore è incosciente. Si tratta di renderla cosciente, e ciò è possibile solo con il Nome di Gesù invocato con amore nel cuore, nel modo che spiegheremo.

Il Nome invocato risveglia l'energia divina sommersa nella nostra coscienza. Quando la presenza eucaristica sarà realizzata nel cuore, l'Iniziato potrà sentirsi nello stato Adamico prima della separazione dello spirito dal cuore, cioè prima della separazione dello spirito dall'anima. L'intelletto, finalmente riunito al cuore, ridiventa il luogo, e lo "specchio di Dio" : "Beati i puri di cuore, perché essi vedranno Iddio" (Matteo, 5:8).

La restaurazione non dura molto, perché la "preghiera del cuore", per le esigenze della vita sociale, non può essere costante. Il mondo disturba la nostra cooperazione, distraendoci dalla comunione interiore. Il corpo invecchia, si ammala prima che i lavori della rinascita siano compiuti. Tutto ciò è evidente, ma tali inconvenienti sono risolti dalle diverse ascesi e dall'assistenza del Maestro terreno.

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La Luce Interiore e le. premesse alla meditazione nel cuore

La strada della perfezione e della visione interiore è lunga e piena di sacrifici. Questo lo abbiamo detto più volte, e non sarebbe prudente attendere un solo giorno per darci all'esperienza santificante. Si inizia subito, oggi stesso, perché la morte è sempre in agguato.

I Discepoli e gli Amici che aspettano la preparazione dottrinale come premessa al passaggio verso la pratica, si stancano prima del tempo. Invece l'esperienza immediata, grande o piccola che sia, offerta dalla contemplazione divina, dalle estasi mistiche e dal forzare iniziatico le porte dei Cieli, è una consolazione e la forza per continuare gli studi archeosofici, chiarificatori dei dubbi e delle incertezze dottrinali, che consentiranno di far parte attiva del gruppo Iniziatico vero e proprio.

L'esperienza mistica si deve facilitare con una quotidiana e incessante preghiera polarizzata nella regione del cuore: il luogo ove si sperimenta la "Luce Interiore". A tal proposito, scrive San Climaco nella "Scuola del Paradiso" (gradino 23:129): "Il Monaco è una luce che non si spegne nell'occhio del cuore". Ma,... che cos'è questa Luce Interiore? Non è agevole darne una definizione, perché si tratta di una esperienza, e nella misura della nostra esperienza le parole prendono un significato particolare. Lo studio della "Luce Interiore" conduce alla penetrazione delle più intime regioni della personalità umana, al punto in cui il divino e l'umano si incontrano. La "Luce Interiore" è l'abbraccio intimo con il Cristo-Luce, il Cristo perfezione assoluta, Sapienza assoluta, Amore assoluto, totalità di tutte le perfezioni; un Cristo vibrazione, saldatura con Dio. È quel: "Io sono la Via, la Verità e la Vita; chi ha visto me ha visto il Padre; nessuno viene al Padre se non per mio mezzo", sperimentato nel cuore come Luce Interiore e Perpetua, realizzato come Illuminazione.

San Giovanni Evangelista, nel suo prologo al primo capitolo dell'Evangelo, precisa che in Gesù di Nazareth si incarnò il "Logos" o "Verbo Eterno", che è stato perennemente la "Vita" e la "Luce" degli Uomini. Di questa Luce si trovano cenni in altre Scritture: Il Libro Tibetano dei Morti (Bardo Todol); Il Libro Egiziano dei Morti; Il Corano; Zend-Avesta; lo Zohar. La Luce divina è anteriore agli Uomini ed è logico che ne parlino tutte le Scritture dei diversi Popoli. Bisogna, certo, saper vedere anche nelle altre Scritture.

È arduo descrivere quale sia l'esperienza di possedere Dio nel cuore, quando le pesanti sensazioni della gravità corporea sono sospese, e come trapassati in Paradiso nello splendore e nella bellezza del Paradiso, Dio si dona in un abbraccio di Luce, in uno slancio d'Amore che brucia, trasmuta, deifica. Tutto questo, fino a quando lo sperimentatore sarà fisicamente vivente, verrà provato per una certa durata di tempo, perché riprendendo la coscienza comune di veglia tutto scompare. Rimarrà il beneficio del bagno di Luce. Ma tali esperienze serviranno quando moriremo e dovremmo ripeterle per non smarrirci. Il morente deve saper riconoscere la Chiara Luce, la Luce Increata, ma se non l'ha sperimentata prima, difficilmente potrà ravvisarla dopo il trapasso.

Un grande autore ha spiegato molte cose sulla Luce, e lo citiamo volentieri perché scrive da Archeosofo: Vladimir Lossky in "La Teologia Mistica della Chiesa d'Oriente".

Dopo quanto abbiamo detto, consentiteci di non definirvi per ora che cos'è la "Luce Interiore": lo saprete con l'esperienza, una particolare esperienza fisiologica e metafisiologica, perché non la vivrete fuori dal vostro corpo, ma nel sangue che scorre nel vostro cuore. Il sangue, passando e ripassando attraverso i capillari dei polmoni, si ossigena, si fa rosso, gagliardo, liberandosi delle tossine, dei gas venefici e dell'energia vitale diventata antivitale. In verità vi diciamo, per averlo sperimentato noi stessi, che il sangue che passa attraverso il cuore nello stato di prolungata Illuminazione subisce un analogo processo di rigenerazione dovuto alla Luce del Cristo. Questo fenomeno è controllabile e misurabile da un veggente ad alto livello.

In senso anatomico, il cuore di certi santi, dopo il decesso si è rivelato istologicamente e morfologicamente cambiato. È la storia della Mistica che registra questa manifestazione sorprendente: la rinnovazione o il cambio dei cuori. Consiste nell'estrazione fisica del cuore di carne e nella sostituzione reale con un altro simile a quello di Cristo. Fra i casi storici citati dalla Chiesa abbiamo quelli di S. Caterina da Siena, S. Margherita M. Alacoque, S. Michele de Sanctis, S. Caterina de' Ricci, S. Ludgarda, ecc.

Il cambiamento dei cuori è, secondo noi, una modificazione delle correnti vitali di esso in armonia allo stato interiore mistico.

Chi riesce ad immergersi nello splendore di Cristo insediato nel cuore, è trasfigurato da questa Luce di Eterno Amore; è come se facesse un bagno dentro al Sole. Il metodo per giungere a tanto è antico; risale ai Profeti, ai primi Apostoli, ai Padri Cristiani del deserto greci, russi e dell'Asia Minore. È la preghiera di Origene, di Gregorio di Palamas, di Gregorio di Nissa, di Gregorio il Taumaturgo, di Giovanni Climaco; è la preparazione alla Merkavah di Ezechiele. Perciò ricordatevi in ogni istante di essere degli dèi esiliati, che devono praticare la preghiera del cuore tutto Amore per restare sempre nella Luce Perpetua.

Voi siete creature vive che devono lavorare, produrre, aiutare, nutrirsi, camminare, respirare, difendersi dalle malattie, guarire i sofferenti, e perciò non dovete perdere di vista le altre Ascesi da noi enumerate: l'Ascesi fisiologica, l'Ascesi sociale, l'Ascesi Teurgica, l'Ascesi magica, cosmica, l'Ascesi Sapienziale. Tutte indispensabili, tutte interdipendenti e integrative. Certo è innegabile quanto sia meravigliosa e sublime l'esperienza mistica in se stessa. Una volta trovato Cristo, niente altro può interessare ma la realizzazione interiore è come una pianticella profumata, destinata a seccare o ad ingigantirsi come un albero: la sua crescita dipende dalle cure del giardiniere. Per questo vi diciamo di non trascurare alcun mezzo suggerito da Archeosofica, perché il viaggio a Dio comporta tre stadi, e l'ultimo è Iniziatico. Una caduta è sempre possibile, altrimenti non vi sarebbero stati Angeli fedeli e angeli ribelli, angeli in alto e angeli in basso, Adamo-Eva nello stato Edenico e Adamo-Eva nello stato di caduta.

Prima di entrare nell'argomento centrale di questo quaderno, che vuole spiegare come bisogna effettuare la meditazione sul cuore, dalla quale non bisogna mai più separarsi, desideriamo fare alcune considerazioni e premesse sulla simbologia e fisiologia del cuore.

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Consigli per la buona riuscita della preghiera e Cardiognosi

Siamo ormai arrivati alle spiegazioni per la corretta pratica della meditazione nel cuore. Consentiteci di dare qualche suggerimento.

Il dialogo con il Cristo deve avvenire nel proprio cuore. t questo il tempio interiore, il giardino dell'appuntamento con il supremo dei Maestri, dove è possibile vedere Gesù in tutto il suo splendore e bellezza nella Luce del Monte Thabor, la Luce della Trasfigurazione. È lì che il Messia ci aspetta per darci consiglio, forza e conforto. È lì che ci porgerà la Coppa del Graal traboccante di acqua di Vita per dissetare la nostra arsura. L'Avatár è sceso in terra, si è innestato come un ramo fruttifero nel tronco vivo e selvaggio dell'Umanità, e chiunque pratichi e divenga esperto di Cardiognosi, può constatare sperimentalmente la presenza reale del Cristo nel cuore, in attesa di nuove esperienze: quelle della Madre Cosmica e del Padre Cosmico.

Chi ha l'abilità di andare nel cuore partendo dal cervello, dal centro frontale, sede centrale dello spirito, scendendo nell'interiorità del suo cuore, avrà ascoltato i consigli del Signore quando disse: "Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima " (Matteo, 22:37);

"Osservate, vegliate e pregate" (Marco, 13:33); "Voi sarete in me ed io in voi" (Giovanni, 15:4); "Il Regno di Dio è dentro di voi" (Luca, 17:2 1).

Abbiamo accennato che il cuore è l'Athanor, ovvero il fornello degli Alchimisti, dove si cuoce la materia prima, cioè la materia intelligibile di cui siamo fatti nella nostra triplice interiorità. In questo cuore si deve alimentare il fuoco dell'amore divino e dell'amore del prossimo (Agapè); in questo cuore si deve accendere il fuoco che brucia tutto ciò che è scoria, ossia tutto ciò che non è amore puro e sapienza pura. La meditazione, cioè l'attenzione prolungata, dev'essere assoluta, secondo il detto del Salmo di Davide:

"Dentro di me arde il mio cuore;

quando medito divampa un fuoco"

(Salmo, 39:4)

Il lavoro di tenere acceso il fuoco per fare la "Pietra Filosofale" nel cuore richiede costanza, pazienza, fiducia nella riuscita, perché il successo può aversi subito o nel tempo, in conformità all'impegno messo nel lavoro stesso, all'attitudine conseguita nelle precedenti vite. La Grande Opera, alchemica, cioè la nascita del Figlio di Dio nel nostro cuore, è un parto, un travaglio, ben definito da San Paolo quanto dice: "... la creazione tutta quanta geme ed è come in doglie di parto... in attesa della manifestazione dei figli di Dio" (Romani, 8:22).

Nell'irrequietezza, nella volubilità, nell'apparente abbandono da parte di Dio o del Maestro terreno, consigliati dal pessimismo e dai seminatori di zizzania, potreste interrompere la Cardiognosi, la conoscenza spirituale del cuore, prima di arrivare alle prime consolazioni. La buona riuscita è il frutto della perfetta attenzione che è l'arpione della volontà, e la volontà allenata si riconosce da una attenzione senza difetto: attenzione concentrata e protesa come la freccia scoccata dall'arciere, che fa centro nel bersaglio. La buona riuscita è la perseveranza: "Persevererai nella preghiera" (Atti, 1: 14); "Il Regno dei Cieli si prende la forza" (Matteo, 11:12).

"Si prende con la forza" è un concetto più che mistico, è un suggerimento Iniziatico. Quindi l'esercizio dovrà essere continuo, incominciando con 300 invocazioni al giorno, poi 3000, poi 6000, sino ad arrivare anche a 12000 volte al giorno. All'inizio sarete voi a fare la preghiera, poi sarà la preghiera a farsi da sé, spontaneamente nel cuore, in tutte le occupazioni serie e comuni, da svegli e nel sonno: un sonno che sarà "insonnia" spirituale. Vi faciliterete con un lungo rosario di grani di legno infilati in una cordicella, e terminanti con una croce che esce da un fiore di Loto; potrete sgranare un grano ad ogni invocazione ritmata sul respiro:

SIGNORE GESU', FIGLIO DI DIO, ABBI PIETA DI ME PECCATORE!

Oppure sceglierete questa formula:

SIGNORE GESU' VENGA IL TUO REGNO!

Potrete utilizzare le due formule alternandole.

Il rosario è l'orologio che non distrae, in uso fra i Cattolici, gli Islamici, gli Ortodossi e i Tibetani.

Ponete attenzione in ciò che nel linguaggio di teologia ascetica e mistica si definisce il "discernimento degli spiriti", perché le insidie della meditazione, ad opera dell'inconscio infestato di immagini trabocchetto, sono tante e micidiali. L'anima emotiva deve rendere conto all'anima erosdinamica, che getta di continuo, come la seppia, il nero della concupiscenza, dell'errore e dei selvaggi istinti. Difendersi non è semplice. La mente fluttua, mille pensieri sconnessi affluiscono per impedire la reale visione di Dio.

La Filocalia (= Amore della Bellezza) indica importanti suggerimenti sulla preghiera del cuore degli anacoreti dell'esichiasmo ortodosso (Simeone il Nuovo Teologo, San Gregorio il Sinaita, San Niceforo l'Astinente). Noi abbiamo tenuto conto anche della meditazione del cuore in uso presso i Sufi dell'Islam, pratica chiamata in lingua araba dhikr, secondo la formula classica: la ilah illa Allah = "Non esiste Divinità se non Iddio". Né abbiamo trascurato quella indù dell'OM, o l'ebraica secondo il Santo Nome di Dio Segreto, quello che il Gran Sacrificatore pronunziava il giorno dello Yom Kippur nel "Santo dei Santi" a Gerusalemme.

Il metodo da noi esposto è quel che più si addice al Cristianesimo exoterico ed esoterico, che del proprio cuore vuole fare il Graal e un Tabernacolo del Signore per ricevervi l'Eucarestia. È un metodo che tiene conto degli impedimenti psico-somatici, e perciò è adatto all'individuo moderno.

La riuscita della Cardiognosi è buona quando si è fatta la pratica della disciplina respiratoria, perché il cuore, i polmoni, l'aorta e il sangue sono collegati e interdipendenti; la riuscita è buonissima quando si è conseguita la facoltà dell'astrazione, cioè il ritiro della propria attenzione dei sensi, si è ottenuta una perfetta attenzione e concentrazione della mente in un solo punto: il cuore, e si è in grado di meditare, cioè di concentrarsi a lungo sul cuore stesso.

Riepilogando, ecco ciò che serve:

  1. Vita personale pura in pensieri, parole ed opere, secondo quanto insegnano le Sacre Scritture.
  2. Vita sociale attiva in senso caritativo.
  3. Vita intellettiva assorbita a rotazione continua
  4. nella lettura comparata dei Vangeli, le Epistole, gli Atti degli Apostoli, l'Apocalisse, la Bibbia, il Corano, la Bhagavad-Gitá, il Corpus Hermeticum, lo Zohar, lo Zend-Avesta.
  5. Vita dei Sacramenti. Quindi andate a Messa, fate la Comunione.
  6. Osservazione e riflessione sulla Icona o diagramma del Cuore.
  7. Posizione corretta del corpo e orientamento, durante la preghiera in base alla prima formula (Signore Gesù Cristo Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore), verso la direzione di Gerusalemme (Est-Sud-Est rispetto a Roma, aiutandosi con la bussola); orientamento nella direzione Nord, sempre rispetto a Roma, quando si ricorre alla seconda formula (Signore Gesù venga il Tuo Regno).
  8. Disciplina o ritmica respiratoria durante la preghiera.
  9. Astrazione o ritiro dei sensi.
  10. Attenzione e concentrazione in un sol punto: il cuore.
  11. Invocazione del Nome di Gesù Cristo.
  12. Meditazione o concentrazione prolungata sul Cristo.
  13. Meditazione sul diagramma o icona del cuore interiorizzata.
  14. Contemplazione della Luce Taborica nel cuore.

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Altre norme e considerazioni

Esercitandovi cercando il cuore, frugatevi dentro, incuranti dell'immobilità corporea, della sofferenza fisica che nei primi tempi sarà intollerabile. Abituate lo spirito a non abbandonare troppo in fretta il luogo del cuore. All'inizio esso soffre nel restare chiuso e trasferito dal centro frontale al centro cardiaco, ma quando si abitua, allora non vuole più andarsene. Mentre fate scendere la vostra intelligenza nel cuore, sempre con gli occhi chiusi, accompagnate il trasferimento con gli occhi del corpo, obbligate l'intelligenza a restarvi legata come l'ancora di una nave che ha trovato il fondale adatto.

Sulle prime vedrete tenebre, sentirete pena, distrazione, una folla di immagini caotiche spesso non collegate all'idea da meditare. Poi un sonno mortale, invincibile, che dovrete vincere ad ogni costo. Tenetevi desti con gli occhi interiori sbarrati senza immaginare, ma chiamando la Luce, attirandola.

La meditazione si fa a stomaco vuoto, tranne qualche tazza di thè leggero e qualche sorso di acqua. Fate 5 minuti di ginnastica preliminare da camera di tipo europeo. Lavatevi con acqua fresca le mani, il viso ed i piedi, e pensate alla purificazione fisica e morale che può dare l'abluzione. Nel lavarvi, segnatevi con la Croce e pregate. È consigliabile lavare anche i genitali.

L'orario per la meditazione sia sempre lo stesso. Conviene il crepuscolo: la preghiera della sera, dopo aver abbandonato il lavoro e ogni preoccupazione, ogni assillo buono o cattivo, con la coscienza tranquilla libera da rimproveri, in pace con tutti, è la migliore. Questo è l'istante in cui i pensieri si volgono verso il Signore, perché ogni cosa scompare nel buio della notte, e lo spirito incomincia a porsi le domande sul mistero della creazione. L'orario è però vincolato ai doveri sociali e familiari, quindi dovrete stabilirlo in base alle possibilità ambientali.

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