I Guardiani delle soglie e il cammino evolutivo

(Brani tratti dal quaderno)

Il cammino evolutivo secondo il Cristianesimo esoterico

I "Guardiani delle Soglie" sono le apparizioni sintomatiche che indicano le caratteristiche del cammino evolutivo di una coscienza e segnano a che punto di questa evoluzione interiore si trova un individuo.

Il cammino evolutivo è la crescita in santità, è il progredire in sapienza, amore e grazia. In analogia al seme di frumento che nella buona terra, sotto l'azione del sole e dell'acqua, comincia a gonfiarsi e a gettare il germoglio che diventerà un filo d'erba e poi una spiga che maturerà nel tempo; o come un embrione umano che si fa neonato, poi fanciullo, adolescente e adulto, così nel cammino evolutivo si ha la crescita in Dio come individui e come membri della Chiesa. Il cammino evolutivo è questo trasformarsi continuo di virtù in virtù, fino alla mistica unione con Dio e, ancora oltre questa, fino alla trasformazione deificante secondo il processo Iniziatico.

L'ideale cristiano non conosce limiti alla perfezione, e la Divina Provvidenza, il Divino Amore, fanno capire con le apparizioni dei Guardiani a che punto della perfezione siamo arrivati. Infatti, quando l'Uomo crede di essere perfetto, ecco apparirgli il secondo grande "Guardiano della Soglia" per avvertirlo che deve ancora santificarsi santificando gli altri, perché se il primo lavoro del cammino evolutivo è la purificazione di noi stessi e della nostra personalità, il secondo lavoro, non meno gigantesco ed impegnativo, è aiutare gli altri sull'esempio di Cristo venuto per insegnarci come tornare al Padre, inserendosi nell'anima della terra per trasfigurarla fin dove è possibile e tornando al Padre, dopo aver lasciato il soffio motore del suo Spirito: il Paracleto.

Parlando di evoluzione non intendiamo essere fraintesi, perché noi ci esprimiamo da Archeosofi, da Cristiani esoterici aderenti alle Sacre Scritture, elaborando la teologia dei primi Padri della Chiesa, e per questo riteniamo che il cammino evolutivo si riferisca solo alla creazione e non a Dio. Iddio non evolve. Egli è. Evolvono le sue creature spirituali decadute "poiché noi crediamo, con Origene, che prima di questo mondo visibile ce ne siano stati altri, così come dopo la distruzione di questo ne esisterà un altro" (De Principiis, III, 5, 3). Proprio così, un altro mondo visibile: " Secondo la sua promessa, noi aspettiamo nuovi cieli e nuova terra, nei quali abiti la giustizia (2 Pietro, 3:13).

Ogni persona che incontriamo sul nostro cammino è un viandante che arriva da lontano e va lontano, mosso dalla Legge dell'Evoluzione che regge l'Universo ed i suoi abitanti. Di gradino in gradino l'Umanità sale verso le Divine Energie, guidata dall'Avatar Gesù Cristo e vivificata e mossa dalla forza dello Spirito che santifica.

"Prima dei secoli - scrive Origene - tanto i demoni che le anime e gli angeli erano tutti pure menti che servivano Dio ed eseguivano i suoi precetti. Ma il diavolo essendo uno che aveva il libero arbitrio, volle contrapporsi a Dio e Dio lo scacciò. Insieme con lui si ribellarono tutte le altre potenze; e quelle che peccarono fino in fondo divennero demoni, quelle che peccarono meno, angeli; quelli che peccarono ancor meno, arcangeli, e così di seguito, ciascuno ricevette secondo il proprio peccato. Restavano le anime che non avevano peccato tanto da diventare demoni né tanto leggermente da diventare angeli. E allora Dio fece il mondo attuale e legò per castigo l'anima al corpo... Dio... punendo ciascuno, in misura del proprio peccato, rese uno demone un altro anima, e un altro angelo. Se così non fosse, se cioè le anime non preesistessero, per quale motivo troveremmo ciechi tra neonati che non hanno peccato e altri invece generati senza alcun male? t chiaro che le anime hanno dei peccati precedenti, in rapporto ai quali ciascuno riceve secondo il dovuto. Per castigo esse sono mandate quaggiù da Dio per subirvi un primo giudizio" (Origene, De Principiis).

"Tra gli esseri razionali che avevano peccato e per questo erano caduti dalla condizione originaria, alcuni furono gettati nei corpi per un castigo proporzionato al proprio peccato; e quindi, nuovamente purificati, saranno ricondotti nella loro condizione originaria, dopo aver deposto tutta la malvagità e i corpi. Quindi saranno di nuovo, per castigo, rimandati nei corpi una seconda, una terza e parecchie altre volte; perciò è evidente che parecchi mondi sono esistiti ed esisteranno..., Dalla caduta e dal raffreddarsi della vita in spirito è derivata quella che ora si chiama anima, la quale ha conservato la capacità di ritornare alla sua condizione originaria" (Origene, De Principiis).

Questo è in sintesi il cammino evolutivo dell'Umanità. L'apparizione dei "Guardiani" è un segno, un sintomo che mette in evidenza una fase decisiva, una tappa della propria evoluzione. Su quest'ultima abbiamo naturalmente dei dettagli da svelare. La Cosmogonia Archeosofica è vasta, grandiosa, e la sua descrizione scientifica non è l'obiettivo di questo quaderno.

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La Soglia del Mistero ed i suoi Guardiani

La struttura di tutta la creazione offre, a prima vista, l'impressione di una gigantesca macchina pronta a scattare e ad intrappolare chi si avventura impreparato e non agguerrito al di là della " Soglia del Mistero ". Questa Soglia è inevitabile, è un'esperienza fatale, perché tanto il morente quanto il vivente che si avvicina alle esperienze metapsichiche, mistiche o iniziatiche, passano attraverso di essa. Abbiamo paragonato l'aldilà della Soglia ad una temibile e pericolosa trappola, ma intendiamo precisare che questa fa parte dell'economia del creato, a tutela nostra e del creato stesso, affinché nessuna Legge, ritmo o ciclo siano perturbati.

Vi è dunque davanti e dietro l'uomo, sulla sua testa e sotto i suoi piedi, al fianco destro e a quello sinistro, un abisso senza fondo che solo Dio sa dove comincia e dove finisce: un abisso di luce diffusa, spettrale, cangiante, specie di oceano fluidico dentro il quale ognuno di noi, simile a un sommozzatore, si muove, si sposta dopo la morte e durante la vita nel sogno, nella trance. Questo oceano è la difesa che impedisce l'accesso al Regno di Dio, il fossato d'acqua attorno alle mura del castello di Dio, fino a quando il visitatore non avrà guadagnato, con il suo sforzo personale, le qualità dell'Eroe e saprà usare la spada di fuoco del Cherubino.

Questo mondo del Mistero, questo abisso pauroso che l'Archeosofo deve attraversare in qualità di Adepto o Adepta senza sgomento e senza danni, per andarsi a prendere il dono che Dio ha promesso al vincitore, può essere visitato ed esplorato entrando per una porta segreta, dalla quale si rientra quaggiù dopo aver conquistato un nuovo carattere, una nuova coscienza e un nuovo sapere. Noi stiamo scrivendo di una Soglia che conduce all'anima fluidica della terra, la doppia corrente della luce mercuriale, la così detta luce astrale, che la Mistica Cristiana ha adombrato sotto la figura del serpente al quale si deve schiacciare la testa. Da questo oceano di luce astrale uscirà il Guardiano della terra, per farsi vedere e punire chi ha osato varcare la sua Soglia. Esso è il Draco Magnus della Scrittura e della Tradizione Apostolica, il Guardiano fuori dalla Porta del Cielo che vigila giorno e notte contro i vivi ed i morti che vogliono entrare e non si purificano abbastanza per esserne degni; è la corrente astrale che non perdona il buono che non si fa cattivo ed il cattivo che non si fa buono. Chi lotta con lui, cioè con questo Guardiano, o vince o muore.

Per differenziarlo dal piccolo Guardiano, che è l'immagine della personalità o l'ego dell'Ego, e per non confonderlo con il grande, che è il Cristo, diremo che il Dragone che emerge dalla luce astrale non è uno spirito cosmico autocosciente, un Io, anche se si presenta come tale, perché la luce astrale prende forme diverse secondo le circostanze, e tutte illusorie, non spirituali, bensì animate da una volontà umana o di un angelo o di Dio.

La Luce Astrale, o anima del mondo, era lo strumento dell'onnipotenza di Adamo; divenne lo strumento del suo supplizio appena turbata e corrotta dal suo peccato, che ha mescolato un riflesso impuro alle immagini archeotipiche. La luce astrale, che negli antichi simboli è raffigurata nel serpente che si morde la coda, è il veicolo della vita, serve di aiuto al bene e al male, e può essere presa per la forma ignea di Satana come per il corpo dello Spirito Santo. Essa alimenta tanto le fiamme dell'Inferno quanto la folgore di San Michele; è l'arma universale della battaglia degli angeli. È il Telesma di Ermete Trismegisto, l'Azoth degli Alchimisti, l'Akasha degli Indù, l'Aór degli Ebrei Kabbalisti. Questa luce è androgine, si condensa, e da fluidica diventa corporea, positiva e negativa, specchio di tutti i desideri e pensieri, conserva le immagini e le cariche emotive.

I numerosi combattimenti che hanno sostenuto i Profeti, gli Apostoli, i Santi e gli Iniziati contro le aggressioni della Luce Astrale nel sembiante demoniaco, sono fatti autentici e non leggende.

Il Dragone, quando gli uomini vivono una vita comune, protegge e sonnecchia, ma appena l'individuo tenta di violare la sua soglia, allora si sveglia, sibila, si agita, stringe, opprime, acceca con la sinistra, strana e spettrale luce. Il Dragone può apparire anche come altra maschera. Se poi, dopo averlo affrontato una volta, l'incauto è fuggito per la paura, sia che la fuga avvenne nello stato disincarnato del defunto, da vivi in un corpo, o durante le esperienze iniziatiche, quando verrà ritentata la nuova battaglia, questo Guardiano sarà più aggressivo e famelico di prima. Esso è il divoratore dei pazzi che lo tentano senza volontà e coraggio. Lo vincono solamente i tenaci, i coraggiosi, che sono ad un tempo puri di mente, di cuore e di sesso.

L'anima della terra custodisce bene la Soglia alla quale si deve bussare. Il Dragone è una forza che si oggettivizza e si fa vedere, e una volta ferito, ucciso dall'Eroe come fecero Michele ed i suoi Angeli (Apocalisse, 12:7), risuscita e attacca nuovamente coloro che cercano l'Iniziazione con leggerezza, e assume i colori di circostanza. Può essere rosso (Apocalisse, 12:3), ma anche verde (Salmo, 37:35; Giobbe, 8:16), in atteggiamento tempestoso, fantastico, ubriacante, per ghermire il novizio nel momento della sua Iniziazione, disperdendolo , deviandolo, facendolo cadere, impazzire. Può anche non farsi vedere, ma solo presentire.

Cristo, nella sua discesa agli Inferi, affrontò questo terribile custode e lo vinse. Lo affrontò sopra Gerico sul monte della Tentazione e lo vinse ancora. Servo ed esecutore della legge del contrappasso, il Guardiano esce, si forma dall'oceano della luce astrale come un mostro, perché portato all'oggettivazione dalla provocazione che l'individuo produce inconsciamente. Responsabile di questo minaccioso risveglio è lo stato vibratorio del piccolo Guardiano, quello forgiato in se stesso.

I praticanti di magia nera e gli spiritisti impreparato rischiano di subire gravi attentati da parte dei falsi defunti, dei falsi aiutatori della luce astrale. Essi si espongono a potenze di cui non conoscono la formula per soggiogarle. La follia, la mania del suicidio, le ossessioni, le ossessioni degeneri, le malattie di cuore, sono all'ordine del giorno quali conseguenze dell'influenza rovinosa del primo Guardiano della Soglia del Mistero, cioè dell'ego dell'ego. Infatti, simile all'eco della nostra voce che risuona nella vallata e che, senza essere noi stessi né la nostra voce, è pur una vibrazione riflessa della nostra voce, così il Guardiano della Soglia è l'ego del nostro Ego. Si rifletta su questo concetto e fenomeno di grande importanza.

La comprensione di questo quaderno sarà resa più facile se rileggerete Tradizione arcaica e fondamenti dell'Iniziazione Archeosofica e Guida all'astrazione, concentrazione e meditazione (vedi), perché alcune spiegazioni non si possono ripetere per intero in ogni quaderno che tratta un argomento a sé, e completa i precedenti ed i successivi. Molto utile riteniamo la consultazione del Dizionario di Archeosofia.

Il cammino evolutivo normale conduce fatalmente, per legge di natura, ad incontrarsi con il Guardiano, e da questo incontro si devono quindi trarre i vantaggi derivanti dal riconoscerlo ed evitarne le aggressioni, come il soldato nella notte dei campi di battaglia; d'altronde, il cammino evolutivo accelerato, vissuto con la preparazione iniziatica, prima o poi mette faccia a faccia con i Guardiani, e in questo caso il vantaggio è superiore rispetto a chi cammina lasciandosi trascinare dalla corrente dell'evoluzione cosmica.

Le insidie sono assai gravi quando i Guardiani non si oggettivizzano, non si fanno vedere, ma operano indisturbati per trascinare la coscienza nella vita sregolata, peccaminosa e caotica. Molti, sotto la pressione occulta del cattivo Guardiano, sentono il bisogno di uccidere, truffare, rubare, calunniare o dar libero sfogo alla lussuria più sfrenata; talora si comportano da paranoici, psicopatici, ossessi; oppure si sentono malati e agitati senza saperne il perché. Essi ignorano l'opera occulta del cattivo Guardiano. Altre volte agiscono da rivoluzionari e da cinici criminali nel nome della politica, suggestionati da questo demone della cattiva personalità, portando dolore e squilibrio nella vita altrui. Il cattivo Guardiano è come un pessimo fratello sempre al fianco, che suggestiona, suggerisce, fa vedere le situazioni secondo una prospettiva egoistica. È insomma il cattivo genio che spinge all'ira, alla gelosia, all'orgoglio, alla vendetta.

Il Guardiano è così come lo ha reso l'individuo in lunghi anni di pensieri e azioni contrari alla morale assoluta. Un sentimento di odio non termina con l'azione di odio, ma resta registrato nell'ente elementare, in questa simile-natura, perché un'azione di odio è accompagnata da una volontà e un pensiero concentrati, che costituiscono un processo di meditazione, quindi creatore. In ultima analisi, si è perseguitati da ciò che il pensatore ha pensato.

Questa disgrazia è un bene grande quando si comprende di dover alimentare solo il fratello buono, il custode delle cariche energetiche rispecchianti i pensieri d'amore, di fraternità, di altruismo, perché allora poco alla volta ci si libera dal persecutore. Il Guardiano cambia divisa, se lo vogliamo, e con il cambio della divisa muta la sua funzione. In questo caso, i Guardiani si fanno vedere in qualità di esaminatori: se sono orribili, allora noi siamo orribili davanti a Dio, ma se abbiamo raggiunto un alto grado di perfezione, allora appariranno come Angeli di Luce.

I Guardiani possono essere irreali, ovvero di energia o meglio di una sostanza elementare, e spirituali. Questi ultimi sono indicati nel cap. III del manoscritto Regole della Comunità essena del Mar Morto, scoperto nelle grotte di Qunram. Ecco il testo che a noi interessa:

" Dal Dio della conoscenza proviene tutto quello che è e che sarà. Prima che gli uomini esistessero Egli stabilì un Piano per loro. Ed essi esistono in conformità alle Sue Leggi e in conformità al Suo glorioso proposito, essi adempiono al loro compito e nulla può essere mutato. Sono nelle Sue mani le Leggi del Tutto che Egli sostiene in tutte le vicende. Egli creò l'uomo per dominare sul mondo e gli assegnò due spiriti con cui deve procedere fino al tempo della Sua visitazione: essi sono lo Spirito dell'Equità e lo Spirito dell'Iniquità".

La dottrina dell'esistenza dei due spiriti assegnati all'uomo, quello del Bene e l'altro del Male, entrambi creati da Dio, in lotta perpetua, è di origine Iranica. Al primo Guardiano vengono attribuite tutte le virtù, al secondo tutti i vizi. Se il Neofita accoglie i consigli del primo (espressione della Rettitudine), l'uomo si rende gradito a Dio, collaboratore di Dio, e si salva; l'uomo che segue il secondo Guardiano, si allontana da Dio e perisce. Questi insegnamenti degli Esseni risalgono all'epoca di Cristo e prima di Lui. Si ritrovano dei cenni in Zoroastro: Inno, XXX Yasna, e in alcuni passi neotestamentari: Efesini, V,8; I Giovanni, 1,5-7; IV,6.

Il testo Essenico prosegue così:

"Da una sorgente di Luce sgorgano le generazioni dell'Equità, e da una fonte di Tenebre uscirono le generazioni dell'Iniquità. Nella mano del Principe della Luce sta il dominio su tutti i figli della rettitudine e per le Vie della Luce essi procedono. Nella mano dell'Angelo delle Tenebre sta il dominio dei figli dell'Iniquità ed essi procedono sulle vie delle tenebre. A causa dell'Angelo delle Tenebre i figli della Rettitudine si sviano, perciò tutto il loro peccato e le loro iniquità e la loro colpa ed opere colpevoli sono sotto il suo dominio, conforme ai Misteri di Dio, fino alla fine del suo tempo; mentre tutte le loro afflizioni ed i tempi della loro angoscia, sono sotto il dominio della sua ostilità; e tutti gli spiriti a lui asserviti lottano per far inciampare pure i figli della Luce; ma il Dio di Israele e il Suo Angelo della Verità, hanno aiutato i figli della Luce. Egli creò gli spiriti della Luce e delle Tenebre, e su di loro fondò ogni cosa, e sulle loro vie guida ogni azione".

I due Angeli sono spirituali e non si devono confondere con il Guardiano, sebbene siano collegati. Quest'ultimo è capace di racchiudere delle cariche sensibili all'azione dei due Angeli, cariche che esplodono quando meno si sospetta la loro reazione. Sono gli attentati del subcosciente. Talora i mistici sono aggrediti da questo "corpo del desiderio" che viene scambiato per il Diavolo, quando si rende visibile. La sua apparizione diventa facile nei grandi digiuni e nella solitudine a scopo di catarsi spirituale. Un quadro efficacissimo è dato dall'Arcivescovo Atanasio d'Alessandria nella biografia di Sant'Antonio.

La terapia per disintossicare il "corpo del desiderio" da ogni più piccola traccia di egoismo e di peccaminosità, consiste nel lavoro costante e risoluto mediante le diverse catarsi o Ascesi di purificazione, enumerate nel quaderno Tradizione arcaica e fondamenti dell'Iniziazione Archeosofica: 1) Ascesi psicosomatica; 2) Ascesi sociale; 3) Ascesi mistica; 4) Ascesi teurgica; 5) Ascesi magica; 6) Ascesi Cosmica; 7) Ascesi sapienziale; ecc. Quando il Guardiano sarà smacchiato con il detersivo della spiritualità cristiana, allora la vittoria è certa: il demone si sarà trasformato in santo.

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