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Guida
all'astrazione, concentrazione e meditazione
(Brani
tratti dal quaderno)
Le
leve di comando dell'Iniziazione sono il dominio della mente
L'obiettivo
dell'Archeosofo è vivere sulla terra nel pieno possesso della sapienza,
delle virtù morali, in buona salute, dotato di poteri psico-spirituali,
in continuo contatto con Dio, le Gerarchie Angeliche, i Maestri dei
mondi soprasensibili, e poi, terminata la parte di lavoro per aiutare
l'umanità, trasferirsi nella beatitudine del Regno di Dio. Ma per ottenere
tutto ciò non basta la disciplina e l'Ascesi morale, il controllo della
respirazione e del corpo fisico; non basta l'aiuto del Maestro terreno
con l'Iniziazione orizzontale che dovrebbe aprire la coscienza del Discepolo
all'influenza divina: l'Archeosofo e l'Archeosofa devono occuparsi del
mentale, del loro corpo mentale affinché sia un perfetto strumento dell'Ego,
devono interessarsi del loro corpo emozionale e del corpo eterico, per
consegnarli docili e puri all'Ego.
Questo
itinerario chiede un'attenzione perfetta e una concentrazione del mentale
in un unico punto, che è Dio e i suoi attributi. Fino a quando il nostro
lago mentale è agitato, increspato dal vento dei desideri, Dio non può
riflettersi in esso. Ora il mentale non è sereno, è turbato dal processo
della respirazione che agita il sangue e l'emotività. Perciò l'Archeosofo
concentra innanzi tutto il suo mentale, regolando la respirazione I
prima di dare il via alla meditazione su Dio e su ciò che interessa
la vita dello spirito.
Quando
un veggente osserva un uomo, lo vede come .una sagoma umana composta
di luci colorate che sono i diversi modi di vibrare della sua aura,
e che rivelano i sette vizi capitali: superbia, avarizia, lussuria,
invidia, gola, ira, accidia, dai quali derivano altri vizi di compartecipazione.
Ebbene, se questi colori non scompaiono per essere sostituiti dalle
virtù opposte, l'occhio dell'anima non può vedere Dio, perché la cortina
fumogena dei bassi istinti glielo impedisce.
Il
mentale rispecchia le attività del corpo astrale e del corpo eterico,
servitori dell'anima emotiva e dell'anima erosdinamica.
Per
dare al lago mentale la sua bella calma e trasparenza, per conferire
i bei colori azzurrini e dorati della spiritualità, della carità e della
sapienza, dobbiamo analizzare ed usare bene le proprietà della coscienza,
e precisamente: la volontà, l'attenzione, l'immaginazione, la meditazione
che altro non è se non la concentrazione prolungata su di un simbolo,
una virtù o altro oggetto, favorita, se necessario, dall'astrazione.
Queste
facoltà psichiche obbediscono alle sollecitazioni esterne ed interne
che provengono dalla brama, dal desiderio del possesso egoistico, non
importa se a danno del prossimo.
Fra
i motivi del desiderio primeggiano il soddisfacimento ossessivo sessuale,
il possesso e l'uso dei beni economici, l'aggressività vendicativa su
chiunque si opponga alla realizzazione delle proprie voglie.
In
pratica, quando si tratta di cedere alla pressione di queste brame,
l'Ego è pronto ad aderire con l'attenzione, la volontà, la concentrazione
della volontà e del pensiero, e la meditazione (concentrazione prolungata
sull'oggetto). Questo pensiero continuo verso la sete, la fame, la libidine
di ciò che si desidera in senso egoistico e volgare, produce la fatale
trasformazione in peggio della coscienza, come un trasporto spontaneo.
Quando l'attenzione della volontà deve polarizzarsi su desideri di ordine
morale superiore, quali l'amore del prossimo e l'amore verso Dio, allora
si impegna molto meno a concentrarsi sul bene e meditarvi così a lungo
e con forza da mutare la propria natura inferiore. La questione è dunque
nell'occhio dell'anima: invece di volgerlo ai beni terrestri, si deve
volgere ai beni celesti, ma con la stessa forza.
Noi
però non diciamo di abbandonare le cose della terra, ma di usarle con
equilibrio e distacco, come colui che per una notte alloggia nella camera
di un albergo ed è consapevole di doversene andare il mattino dopo per
una destinazione lontana. Gli Archeosofi sono persone equilibrate, e
si garantiscono un onesto benessere terreno, perché hanno un corpo fisico
con le sue esigenze, condizionato dalle esigenze della società, ma al
tempo stesso lavorano intensivamente per il Regno Divino.
Presto
sarà chiara l'utilità di questo quaderno, che spiega i metodi per lo
sviluppo del corpo mentale, lo strumento che l'Uomo utilizza per pensare.
Se lo studio del quaderno La costituzione occulta dell'Uomo e della
Donna (vedi)
ha preparato a conoscere questa costituzione occulta, soffermandosi
su ciò che compenetra il corpo fisico (il doppio eterico, il corpo emozionale
e il corpo mentale quali strumenti dell'Ego), questo quaderno ha invece
lo scopo di spiegare come utilizzare il corpo mentale e come comportarsi
perché sia più efficiente, al fine di progredire spiritualmente sulla
terra e, con la morte, nei mondi che vengono dopo.
L'esposizione
che daremo sarà, come nostra consuetudine, teorica e pratica, poiché
la meditazione consiste nel mantenere un flusso costante di coscienza
divina, un pensiero continuo rivolto verso un unico oggetto che è Dio.
Per arrivare a questo stato, si escludono dalla mente tutte le cose
del mondo in certe ore della giornata, per dare il modo e il tempo alla
coscienza di saturarsi dell'idea di Dio, dell'illuminazione divina e
della Presenza di Dio, perché la meditazione Archeosoficaè il risveglio
dell'anima come un candido fiore di Loto che sboccia al sole di Dio,
e avviene dopo aver crocefisso i cattivi istinti.
Il
Pensatore, cioè l'inquilino dell'Ego, è l'individuo tutto quanto, spirito,
anima emotiva ed anima erosdinamica; è colui che si mantiene sempre
se stesso attraverso tutte le sue reincarnazioni. Il Pensatore si trova
nel piano mentale superiore, e la mente è lo strumento per essere attivo
in esso. Quindi è fondamentale lo sviluppo dell'attenzione della volontà,
la concentrazione mentale e la meditazione quali proprietà del mentale.
Senza di esse non vi può essere progresso iniziatico e mistico, e neppure
progresso come individuo comune, perché la mente con scadenti capacità
rende l'uomo infruttuoso e inutile o, per lo meno, ben poca cosa.
In
generale si consiglia di fortificare la volontà, ma in realtà si tratta
di renderla cosciente. La volontà ha le sue radici nell'Ego, ossia nell'uomo
reale, ma il tentacolo della volontà è l'attenzione, prima manifestazione
dell'attività mentale. L'attenzione che dobbiamo esercitare ha due scopi:
1) dirigere la volontà per sviluppare, potenziare, rendere sempre più
qualitativamente efficiente la coscienza; 2) porre l'attenzione stessa
su Dio Uno e Trino, concentrarsi e meditare su di Lui, allo scopo di
riattivare in noi la trina immagine e somiglianza, e vibrare con Lui
all'unisono.
Nella
psicologia archeosofica, si deve intravedere sin dall'inizio e con chiarezza,
che il mentale dell'uomo si divide in due parti distinte: a) il corpo
mentale concreto, che tratta dei particolari di ciò che pensa, per esempio
una casa, un circolo, un libro, ecc.; b) il corpo mentale astratto o
Corpo Causale, che tratta dei principi dei pensieri astratti, per esempio
le case in generale, il principio della circolarità comune a tutti i
circoli, i libri in generale. Il corpo mentale tratta delle forme di
pensiero concrete, il Corpo Causale si occupa dei pensieri senza forma
o astratti. Quindi il primo si riferisce ad un ordine basso o aspetto-forma
della mente, il secondo appartiene all'ordine più alto o aspetto privo
di forma della mente. Forma e senza forma in senso relativo: una fiamma,
un lampo sono informi rispetto a un pezzo di legno o a una casa.
Questa
strana sostanza viva, intensamente attiva e semi-intelligente, conosciuta
sotto il nome di Essenza Elementale Mentale, costituisce il tessuto
del corpo mentale e aiuta l'uomo a pensare.
Alla
nascita un individuo ha la sua unità costituita da parecchi elementi:
- L'Ego, l'autentica
Anima dell'Uomo, è l'Individualità che in un corpo fisico può manifestarsi
solo in parte.
- La Personalità
è quella parte dell'Individualità che si manifesta in un dato tempo,
in una data reincarnazione, in una data razza particolare, ora come
uomo, ora come donna.Una collana di perle, un rosario per la meditazione,
sono un simbolo efficace per definire la relazione fra l'Individualità
e la Personalità: il filo nel quale si infilano le perle o i grani
è l'individualità; le perle o i grani sono le diverse Personalità
separate formate in successive incarnazioni. Altro esempio: un diamante
sfaccettato è un corpo a tre dimensioni. Le sue sfaccettature si possono
paragonare a tante personalità: una per ogni faccia del diamante.
Se questo avesse 20 facce, se fosse cioè un icosaedro, ogni faccia
sarebbe un triangolo a due dimensioni e costituirebbe solo una parte
della superficie del solido. Questi venti triangoli della superficie
del diamante non potranno mai costituire la terza dimensione, dato
che ogni triangolo ha due dimensioni, e la figura solida ne ha tre.
L'Individualità anima una Personalità solamente in una incarnazione,
per lo scopo del lavoro da svolgere.
- Alla rinascita
(reincarnazione) la Personalità prende una Mente o Corpo Mentale,
un Corpo Astrale, un Corpo Eterico ed un Corpo Fisico nuovi.
- Ognuno di questi
corpi ha una vita ed anche una coscienza propria, distinta dalla vita
e dalla coscienza della personalità che li utilizza. La coscienza
del corpo di ciascun veicolo ha un nome: elementare. Vi è perciò l'elementale
mentale per il corpo mentale, l'elementale del desiderio per il corpo
astrale, l'elementale eterico per il corpo eterico, l'elementale fisico
per il corpo fisico. Poi abbiamo la " coscienza del corpo ":
essa è la vita dell'Essenza Elementale della materia mentale e astrale,
e delle correnti di vita minerale, vegetale e animale, che tutte insieme
costituiscono il corpo fisico.
Dunque,
alla luce dell'Archeosofia, l'uomo è un'entità molto complessa in fatto
di struttura, perché si trova in un punto molto alto dell'evoluzione.
In esso si ritrovano le forze di molti piani o mondi. In sintesi, nell'Uomo
esistono:
- L'Individualità,
che vive nel Corpo Causale permanente di vita in vita, e serba, come
un registratore, la memoria delle esperienze di tutte le sue Personalità
nell'arco di migliaia d'anni;
- La Personalità,
rappresentazione frammentaria, più o meno parziale, dell'Individualità;
- La " coscienza
del corpo " dei veicoli, ossia gli Elementali: mentale, astrale
ed eterico.
Il
lavoro dell'Archeosofo consiste nel modificare il corpo mentale, emozionale
(astrale), eterico e fisico della presente esistenza per farne veicoli
puliti, armonici, di una qualità superiore, perfetti strumenti di un
lo o Individualità, che potremmo definire uguale a un Figlio di Dio.
Questo lavoro, che sappiamo dipendere dalle ginnastiche (Ascesi), ha
per chiave, o leva di comando, la Volontà d'Amore che opera con l'Attenzione
e ciò che da essa deriva: Attenzione rivolta a Dio attraverso i filtri
costituenti la Personalità, ossia il corpo mentale, astrale, eterico
e fisico.
L'Ascesi
sociale permette l'esaurimento del dare e avere accumulato nella presente
e nelle passate vie, perché un'esistenza dedicata senza riserve all'apostolato
della Carità consente di restituire ciò che abbiamo portato via agli
altri, ed in più accumulare tanti crediti. Così è per le altre Ascesi.
Purgata l'individualità, il Corpo Causale non costringe con le sue riserve
di forza a nuove esperienze karmiche, perché purgato anche il Corpo
Causale, le uniche registrazioni possibili saranno i ricordi, la memoria
delle vite passate, libere da ogni contenuto emotivo e quindi karmico.
Purgati lo spirito, l'anima emotiva e l'eros, questi saranno una sola
Volontà, e purgati nella presente esistenza i veicoli o strumenti dell'Ego,
cioè il mentale, astrale ed eterico, l'individualità è libera, e per
essere libera rinasce in Dio dopo la morte iniziatica.
L'Alchimia,
quando illustra ciò che abbiamo detto, ha un simbolismo appropriato,
che l'Autore trattò anni or sono nel suo volume: Alchimia come Via allo
Spirito -EGO, Torino 1949-, egli disse che la Uni-Trina-Fornace ove
si possono fare le operazioni con un solo ed unico fuoco dissolvente
è il "Laboratorio Alchemico"; che fornelli e forni e laboratorio
non sono altro che noi stessi; che gli strumenti dell'alchimista sono
il Fuoco, cioè il fuoco d'Amore fattivo, che nella via Umida o Mistica
è praticamente l'essenziale. Disse ancora che l'operazione è duplice,
ossia: solutio et congelatio, ove la dissoluzione è calcinazione del
corpo. Parlammo allora da Alchimisti, e affermammo che l'operazione
fondamentale è chiamata dai chimici distillazione, e dai filosofi separazione.
La rettificazione consisterebbe nella ripetizione della distillazione.
L'Alchimia
fa riferimento alla distillazione, al fuoco che cuoce nel fornello (Athanòr)
la materia prima intelligibile messa nell'alambicco, in maniera che
si abbia un distillato di questa materia prima, che sottoposto ad altre
distillazioni produce la quintessenza, cioè l'Individualità pura. La
distillazione, come ci insegna la Chimica, ha lo scopo di separare da
una miscela liquida uno o più costituenti, portandoli, mediante l'ebollizione
fatta con arte, allo stato di vapore che, una volta condensato per raffreddamento,
costituisce il distillato. L'Alambicco di cristallo è il recipiente
usato per la distillazione. Se in esso mettiamo il succo di un fiore
come la rosa o il loto, il processo della distillazione darà, da una
parte, l'essenza di rosa e di loto e, dall'altra, le scorie inutili
del succo stesso.
Così
è della coscienza selvaggia, egoista, ignorante dell'uomo: dopo la distillazione
ne verrà fuori il Fanciullo di Dio che il lavoro iniziatico trasformerà
in un Re, per il quale è pronto un trono come attesta l'Apocalisse di
Giovanni.
La
distillazione Alchemica si compie nella testa, nel cuore e nella sede
sessuale. La materia prima è sempre una sola: la materia intelligibile
della quale sono fatti lo spirito, l'anima emotiva e l'eros. Il fuoco
per la cottura di questa materia prima è sempre la Volontà-Amore che
opera con l'Attenzione, la Concentrazione e la Meditazione. Noi parleremo
di queste e della loro utilizzazione.
Gli
esercizi condurranno alla pratica sperimentazione di tutte le Ascesi
enumerate nel primo e descritte in dettaglio in ciascun quaderno.
La
pratica che vi proporremo, se la vorrete accettare, vi condurrà attraverso
la Via Mistica alla Via Iniziatica, perché Archeosofica è il nuovo Didaskaleion
di Alessandra d'Egitto e di Cesarea di Palestina al tempo di Origene
e di Clemente Alessandrino, ma sviluppata secondo una mentalità più
avanzata per l'Era di Acquario, in coincidenza alla Rivelazione Scientifico-Tecnologica.
La vostra coscienza, prima di portare la parola di Cristo nel cuore
degli uomini, dovete rendervi conto se possedete una volontà tanto forte
da consentire di intraprendere, svolgere e condurre a conclusione il
programma della vita ascetica. Se la volontà non è efficiente, tutto
il resto crolla. Primo compito è perciò il risveglio, il potenziamento,
l'educazione, la ginnastica della volontà, perché la volontà possente,
guidata dalla Grazia, fa gli uomini giganti nelle virtù e nelle opere.
Se siete privi di una tenace, incrollabile, cosciente volontà, non modellerete
la vostra coscienza inferiore e superiore, e non creerete mai attorno
a voi il possente fascino dell'Apostolo ed il prestigio della persona
superiore. L'educazione della volontà è dunque il primo passo indispensabile
ai figli della Luce. Una volontà fiacca, inerte, debole, indecisa, non
farà mai un Santo, un Iniziato ed un Adepto.
Il
Maestro Gesù, in tutti i suoi insegnamenti, porta un accento particolare
sulla Volontà, l'Amore e la Meditazione. Egli dà sempre un significato
speciale alla volontà, questa facoltà di comando, dalla quale dipendono
tutte le altre facoltà intellettive e buona parte di quelle fisiologiche.
Il
Cristo puntualizza sempre l'uso della volontà, quale appetito razionale
che tende a conseguire tutto ciò che l'intelletto percepisce come un
bene. La volontà secondo Cristo deve servire per prendere di forza il
Regno dei Cieli, perché essa è il potere esecutivo dalla nostra personalità,
la più potente fra le forze dell'IO, in grazia della quale è possibile
prefiggersi determinati scopi e determinati mezzi per raggiungerli.
Il
Cristo vuole in noi una fortissima volontà informata dalla Carità; una
volontà che sia la padrona assoluta di noi stessi, perché una tale volontà
si fa la volontà di Dio stesso. Gli Iniziati sono uomini e donne nel
pieno controllo di se stessi e dei propri atteggiamenti.
Il
controllo di se medesimi rende attuabile la trasmutazione qualitativa
in senso angelico del corpo eterico, astrale, mentale, dell'Ego e dei
suoi principi immortali: spirito, anima ed eros. Questa trasmutazione
consente di diventare Figli di Dio o Dèi, o per lo meno di prendere
coscienza di questo stato eccelso.
La
volontà dei Figli di Dio non è diversa da quella del Cristo. Essa si
allinea a quella di Dio per lavorare sul piano salvifico, e spinge a
dire come Cristo: " Padre Nostro, sia fatta la Tua volontà anche
in terra com'è fatta nel cielo " (Matteo, 6:9). E questa volontà
vuole l'unione di tutte le creature umane cristiane e non cristiane,
exoteriche ed esoteriche, perché si avveri il detto del Maestro: "...
affinché siano uno come noi siamo uno, io in loro, e Tu Padre in me;
acciocché siano perfetti nell'unità, e affinché il mondo conosca che
Tu mi hai mandato, e che li ami come hai amato me " (Giovanni, 17:23).
La
volontà che noi vogliamo rafforzare è in realtà forte, ma solo quando
si tratta di soddisfare gli appetiti bassi, mentre si dimostra debole,
volubile e indifferente per i beni del Cielo.
Ora,
gli esercizi che Archeosofica propone hanno lo scopo di sviluppare la
volontà per puntarla, come una rampa di lancio missilistico, verso la
Luce di Dio. Gli elementi per sviluppare l'attenzione (tentacolo della
volontà), la concentrazione e la meditazione, conducono non solo alla
conquista di una volontà perfetta, ma all'entrata cosciente nei piani
successivi, alla stregua di un colosso che tiene i piedi sulla terra
e la testa nella Celeste Gerusalemme.
(
)
Esercizio
per potenziare la volontà
Ogni
sera, prima di addormentarvi, ripetete le seguenti affermazioni finché
non sarete colti dal sonno:
IO
SONO UN CENTRO DI VOLONTA.
IO
SONO UN CENTRO DI INFLUENZA E DI POTERE.
IO
SONO DOMINATO DALLA MIA VOLONTA DI VOLERE.
IO
SONO LA VOLONTA DIVINA INVINCIBILE.
IO
SONO UN CENTRO DI VOLONTA IMMORTALE.
Queste
imposizioni autosuggestive devono essere accompagnate dalla vostra attenzione
concentrata in voi. stessi su di un cerchio, dentro al quale visualizzerete
la parola IO SONO.
Le
affermazioni di cui sopra potrete leggerle su di un cartoncino bianco,
che avrete preparato e scritto in precedenza, e che utilizzerete ogni
sera.
Sempre
sullo stesso cartoncino, disegnerete con il compasso un cerchio nero,
contenente l'iscrizione IO SONO, pronto
per essere fissato. Poi al mattino, risvegliandovi, pregherete il Signore
per avere una VOLONTA' DI VOLERE. Ripetete
in ogni circostanza: VOGLIO VOLERE.
Agite
con volontà contro tutto ciò che è debolezza. Siate attivi, pronti all'azione,
aiutate, servite, raccomandate chi ha bisogno. Alzatevi presto, imponetevi
delle mortificazioni, fate le cose subito, non rimandando mai al domani
ciò che dovete fare oggi stesso.
Niente
dev'essere impossibile. Una sconfitta deve costituire un motivo di ottimismo
per ritentare con volontà e saggezza. Tutte le volte che vi chiedono
aiuto e un favore, fatelo immediatamente, purché sia improntato alla
giustizia e alla verità. Se qualche nozione difetta in voi, imparatela.
Prendete la vita come la scalata continua di una montagna altissima
e dalla pareti verticali, di cui dovete ad ogni costo raggiungere la
vetta. Fate questo nelle grandi e piccole cose: se marciate così, la
vostra volontà si farà sempre più forte.
(
)
Teoria
e pratica dell'attenzione e della concentrazione mentale
Una
volta in grado di astrarsi, ci si esercita a rafforzare l'attenzione
e la sua concentrazione per poter fare la meditazione, ovvero la concentrazione
prolungata su un'idea sola.
Quando
si segue lo sviluppo di un'idea sola, escludendo tutte le altre, allora
abbiamo l'attenzione perfetta o concentrata. La concentrazione è vera
quando riuscite a tenere la mente fissa per dodici secondi sull'oggetto
della meditazione senza che si sovrappongano altre idee. Per lo più
le persone hanno un'attenzione imperfetta perché il corso di una loro
idea viene da esse seguito distrattamente lasciando interporre altre
idee, con conseguente stanchezza, cattivo rendimento e mancanza di godimento.
L'attenzione può essere difettosa per tante ragioni: debolezza organica,
tensione nervosa e muscolare, mancanza di allenamento, errata educazione
dell'attenzione stessa, e molto spesso per lo scarso interessamento
verso il lavoro che si sta svolgendo; oppure a causa di un timore eccessivo
o di un desiderio che deviano il pensiero su di un altro oggetto. Può
darsi che l'attenzione sia anche dannosa, ma in tal caso chi pensa ad
una lettura, una spiegazione o un argomento qualsiasi, è contemporaneamente
conscio di uno scrupolo, di una preoccupazione, d'un senso di noia.
Così esercitata, l'attenzione porta stanchezza psichica, le idee si
imprimono male, poco in profondità, e si dimenticano presto.
Gli
uomini e donne di genio, gli inventori, gli artisti, gli eroi, i santi,
sono di solito concentrati e silenziosi. Essi hanno una buona e perfetta
attenzione. La fretta nell'attenzione apporta stanchezza, sforzo cerebrale
e depressione. Dovrete quindi allenarvi.
L'attenzione
localizzata si chiama concentrazione, porta la calma nella mente, ogni
oscillazione o fluttuazione cessa, e la mente si raccoglie in un punto
solo, escludendo qualunque altra idea. È l'immedesimazione della mente
su un oggetto. Per lo più si procede dal sensibile al soprasensibile,
dal grossolano al sottile, scegliendo preliminarmente come oggetto qualche
organo o centro del corpo.
Possiamo
enunciare come segue gli stadi della concentrazione:
- Scelta dell'oggetto
sopra il quale concentrarsi.
- Ritiro della
propria coscienza mentale dal mondo esterno, in modo che i cinque
sensi vengano calmati, acquietati per tutto il tempo della concentrazione.
- La coscienza
va fissata, con la concentrazione, nel mezzo della fronte fra le
sopracciglia, ove il corpo mentale e lo spirito hanno il loro centro
di gravità. La volontà, il comando, la concentrazione mentale hanno
come strumento fisico il Plesso Cavernoso e la ghiandola Ipofisi,
alla radice del naso, pressoché nel punto ove il Vescovo segna il
cresimando con il segno della Croce. Questo centro è la ramificazione
naso-ciliare del plesso cavernoso del simpatico, attraverso la divisione
oftalmica del quinto nervo cranico, terminante nei muscoli ciliari
delle iridi e alla radice del naso, attraverso i canali sopraorbitali.
Esso ha due rami. È lì che il Discepolo riceve gli ordini del Maestro
Spirituale, e che l'ipnotizzatore influenza il soggetto. Esso conferisce
la base al senso dell'IO; è il punto di partenza della corrente
discendente, e l'ultimo punto in cui si incontrano le tre correnti
nervose: spinale e simpatica destra e sinistra. Lo sviluppo di questo
plesso è subordinato agli esercizi quotidiani per rafforzare l'IO,
la volontà e la concentrazione. Da esso parte lo stimolo per agire
sul Nervo Vago e soggiogare, regolando le funzioni di tutti gli
organi da esso innervati.
- L'attenzione
si rivolge solo ed esclusivamente sull'oggetto prescelto, ed ivi
la mente si fissa.
- La percezione
immaginativa o visulizzazione di tale oggetto, e il ragionamento
logico e fulmineo su di esso.
- L'estensione
dei concetti già formulati, passando dal particolare e specifico
al generale ed universale.
- Tendere verso
la ricerca di ciò che si trova dietro alla forma che l'Asceta ha
scelto come punto di appoggio per la concentrazione, cercando di
giungere, in sostanza, all'idea che ha prodotto la forma. Questo
procedere innalza gradatamente la propria coscienza e consente,
a chi vi aspira, di trasferirsi dalla forma alla vita stessa.
Si
incomincerà, intanto, a porre l'attenzione e a concentrarsi sugli oggetti
o forme, che possiamo schematizzare in quattro tipi:
- Oggetti esterni:
statue, quadri o icone, immagini sacre raffiguranti Gesù, la SS.
Trinità, la Madre Celeste, il Santo protettore, il Maestro, l'Angelo
Custode, oppure alcuni episodi della loro vita.
- Oggetti interni:
i sette punti sottili dell'anima.
- Qualità: le
virtù, con l'intenzione di ridestare il desiderio di acquistarle
ed integrarle nella propria vita personale.
- Concetti: le
idee che esprimono gli ideali che danno vita a tutte le forme della
creazione. I concetti possono assumere la forma di parole o di simboli.
Riepilogo:
il programma sin'ora esposto ha indicato la necessità di padroneggiare
il corpo con la ginnastica e le positure corporee, con il controllo
del respiro e con l'astrazione, il cui scopo è di ristabilire l'ordine
mentale, la pace, il silenzio interiore. Ma dopo tutto questo, entra
in funzione l'attenzione su di un elevato punto di appoggio, che per
noi Archeosofi è l'immagine di Gesù Cristo. L'attenzione prolungata,
fatta concentrazione dell'immagine, ci condurrà poi all'unione reale
con il Figlio di Dio, l'Avatar Gesù. Questo sostegno, se persisteremo
nell'esercizio, ci toglierà il desiderio di avere altri appoggi di concentrazione
mentale sui quali fissare la nostra attenzione concentrata.
È
su Gesù, incarnazione del Verbo, che l'Asceta deve meditare. La meditazione
si estenderà, naturalmente, al Padre e allo Spirito Santo. Il supporto
sacro nella concentrazione mentale è indispensabile, come lo sono i
colori, i suoni, le lettere dell'alfabeto che servono per fissare l'attenzione
e concentrare la mente, prima di passare alla concentrazione sul concetto
astratto o spirituale dell'oggetto. Le quattro specie di appoggi elevano
il Cristiano esoterico e lo rendono idoneo a trasferire la sua coscienza
nel mondo delle idee e dell'amore puro.
La
preparazione per avere una perfetta attenzione, una sicura concentrazione
e una completa meditazione, mira a preparare l'IO puro e forte per farlo
scendere nel cuore ad incontrarsi con l'Anima emotiva e con il Cristo
prima di svolgere l'altra conquista: l'Anima Erosdinamica.
Chi
affronta gli esercizi per coltivare l'attenzione, deve comportarsi come
una lente di cristallo a superfici convesse per concentrare la volontà,
né più e né meno come il sole concentra in un punto i suoi raggi attraverso
la lente. La volontà del saggio concentra la coscienza in un minimo
spazio con il massimo d'intensità. Se non sviluppate l'attenzione, non
avrete né volontà, né memoria, e la concentrazione e meditazione indispensabili
a trasmutare la coscienza ordinaria in una coscienza straordinaria,
deificata, atta a percepire la divinità e a penetrare con i poteri dello
spirito dell'universo, saranno impossibili.
Indicheremo
più avanti alcuni esercizi il cui scopo sarà appunto lo sviluppo dell'attenzione,
che se in principio è rivolta alle cose semplici attorno a noi, nella
pratica della concentrazione e meditazione superiore si appoggia su
oggetti di ordine metafisico.
L'attenzione
è di due tipi: volontaria e involontaria. L'attenzione involontaria
è risvegliata dall'interesse, dalla curiosità, dal desiderio e dalla
passione. Nell'attenzione volontaria fortemente diretta, l'interesse
per l'oggetto esaminato si risveglia gradualmente. L'attenzione penosamente
sostenuta all'inizio, sarà poi facilitata dall'interesse.
È
regola di primaria importanza il tenere una cosa alla volta nel campo
della coscienza. L'attenzione ottima, se condotta in un certo modo,
è una via all'astrazione dei sensi.
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