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La
costituzione occulta dell'Uomo e della Donna
(Brani
tratto dal quaderno)
Che
cos'è la psicologia archeosofica. Definizioni, metodi, funzione
La
psicologia (dal greco psychè = anima e lògos = discorso) è lo studio
di tutti i processi coscienti e incoscienti che si producono in noi.
Essa ha tre scopi fondamentali: 1) aiutare a conoscere noi stessi per
liberarci dall'ignoranza e dal dolore; 2) consentire di comprendere
e far felici gli altri; 3) contribuire a migliorare la società per garantire
ad essa il benessere. Questa è una definizione normale che si può dare
alla scienza dell'anima, cioè ad una psicologia impegnata appunto nello
studio dei fatti psichici e quindi degli stati di coscienza. Essa analizza
la vita psichica, la coscienza, la subcoscienza o inconscio, la vita
psichica inconscia, il dinamismo dell'inconscio, la struttura dell'inconscio
nella dinamica psichica, perciò penetra sin dove può la vita psichica
cosciente e la vita psichica incosciente. Si sofferma sull'attenzione
o meglio sull'interesse e l'attenzione, sulla coscienza e l'attenzione,
sul processo attentivo, l'attenzione spontanea e l'attenzione volontaria.
Osserva le condizioni dell'attenzione ed i concomitanti fisiologici
dell'attenzione.
La
psicologia normale indaga sulla percezione, l'immaginazione, l'associazione,
la memoria, il pensiero, l'affettività, l'attività pratica, le reazioni
espressive, analizza gli stimoli del mondo esterno in rapporto alla
vita psichica. Quindi si spinge ad investigare la personalità come unità
biopsichica, l'ereditarietà e l'ambiente nell'età evolutiva, l'infanzia,
il passaggio psichico dalla fanciullezza all'adolescenza, esamina l'intelligenza
fino a giungere ai reattivi mentali, all'apprendimento, il gioco e il
lavoro, l'orientamento professionale; poi affronta il problema dei minorati,
dei malati psichici, e così avanti sino alla psicanalisi con le sue
speranze terapeutiche.
Se
tutto questo è senza dubbio ottimo, è però ancora insufficiente e troppo
limitato di fronte all'investigazione molto più estesa e profonda offerta
dalla Psicologia Archeosofica e Psicoscopia Archeosofica post-Cristica.
Rimandiamo
alla lettura dei trattati Universitari chi vuole le nozioni comuni della
psicologia ufficiale, utile alla determinazione dei principali fenomeni
e leggi della psiche. Da questi apprenderà i metodi psicologici quali
l'introspezione, cioè l'esame della propria coscienza; l'osservazione
esterna che indaga la vita psicologica degli altri esseri mediante le
manifestazioni esteriori, valendosi dell'esperimento e, fin dove è possibile,
delle misure offerte dalla psicotecnica; infine la comparazione, cioè
lo studio confrontato dei fenomeni psichici di specie diversa, per esempio
dell'uomo e degli animali, o di gruppi sociali differenti per grado
di civiltà, o anche di individui della stessa classe (ricerca della
fenomenologia psicologica dei mistici, degli artisti, dei delinquenti,
ecc.) per rilevarne le differenze essenziali e trarne le conoscenze
delle leggi generali della vita psichica.
Ora,
è utile, importante e indispensabile studiare la psicologia normale,
ma per i fini Iniziatici, dell'autosuperamento, dell'Illuminazione e
del reale Sapere, tutti gli studi preparatori devono confluire in quello
che presentiamo su iniziativa di Archeosofica, e che abbiamo appena
segnalato come Psicologia e Psicoscopia Archeosofica, dove si utilizzano
metodi psichici e metodi strumentali per investigare gli stati di coscienza
più avanzati e insoliti, quali si svolgono durante lo stato agonico,
del trapasso, della morte, durante lo sdoppiamento involontario e volontario,
di medianità, telepatia, psicometria e durante i lavori dell'Ascesi
che devono condurre alla santità e oltre di essa.
Al
termine Psicoscopia (dal greco psychè = anima e scopèo = osservo), ossia
l'osservazione della psiche, abbiamo aggiunto la parola Cristica, perché
la psicologia e la psicoscopia dopo l'innesto del principio Cristo nel
genere umano in questi duemila anni, ha un significato speciale che
vedremo. Nessuno può sottrarsi all'azione di questo principio inserito
nella psiche di tutti, Cristiani e non Cristiani.
La
psicologia archeosofica tiene conto di molti fattori in vista di consegnare
alla società l'individuo Nuovo. Ad essa non sfugge che l'uomo è dotato
di una psiche nella quale concorrono, al suo dinamismo e alla costruzione
della sua personalità e della sua individualità, molte forze intime.
In esso sono in azione con alterna prevalenza i diversi istinti, ed
i fondamentali sono questi: a) la sessualità; b) l'autoaffermazione;
c) l'aspirazione verso una meta spirituale che gli faccia superare la
sua contingenza storica.
Perciò,
l'uomo è un organismo consapevole con una struttura dinamica orientata
verso il finalismo, attivato da forze profonde che lo sollecitano ad
una totale autorealizzazione nel futuro, perché il finalismo gli è immanente.
Quando una delle tre esigenze sopra citate non può aver sfogo nella
realizzazione, allora si scatena lo psicomoto dello stato nevrotico,
oggetto della psicologia analitica.
La
ricerca psicologica di "Archeosofica" non ha trascurato alcun
elemento utile, perché si avvicina a tutte le dottrine e teoretiche
con spirito di Fraternità, per dare e ricevere ciò che di buono tutti
possiamo avere. Ha quindi studiato la psicanalisi e si è accorta che
i suoi tre maggiori esponenti - Sigmund Freud, Alfred Adler e Carl Gustav
Jung - hanno condotto la loro ricerca psicologica con spirito di unilateralità.
Tanto Adler quanto Freud sono stati tenaci nella mentalità unilaterale
postulando l'azione costante di un unico istinto, come se si trattasse
di qualche cosa di costante e sempre uguale, come una componente chimica
sempre presente e in identica misura. Così, secondo Freud, la qualità
prevalente dell'uomo sarebbe la sessualità, e secondo Adler l'autoaffermazione.
Ma queste due qualità non sono simultanee nel loro prevalere, né è provato
dall'esperienza e dalla logica che tutto ciò che l'individuo è in bene
e in male sia in funzione della sola sessualità e dell'erotismo (secondo
Freud), oppure in rapporto alla "volontà di potenza": l'impulso,
cioè, ad affermare la propria personalità o ammalarsi di nevrosi.
Jung
ha cercato di equilibrare le varie asserzioni ed ha messo in campo anche
la questione religiosa, portando un notevole contributo agli studi psicanalitici
ed evidenziando la necessità dello slancio religioso per l'uomo normale,
per cui soleva dire ai suoi malati anziani: "La vostra immagine
di Dio e la vostra idea dell'immortalità è atrofizzata, e conseguentemente
la vostra nutrizione psichica è in disordine". Il marasma psichico
è superabile se viene ristabilita la nutrizione equilibrata della psiche,
ma a tanto si arriva integrando le tre vie che i tre grandi hanno intravisto
con mentalità unilaterale.
(...
... ... )
Elementi
di egoscopia e psicoscopia
L'Archeosofia,
quando parla dell'EGO, si riferisce all'Uomo o alla Donna veri e immortali,
preesistenti alla nascita fisica. L'EGO è composto da una triade di
princìpi distinti, ma interdipendenti e saldabili o separabili per la
Volontà dei Grande Architetto dell'Universo. Questi tre princìpi si
chiamano: spirito, anima emotiva ed anima erosdinamica. Essi si esprimono
come Ego per la mediazione di alcuni veicoli o strumenti egoici o corpi
energetici, e precisamente: 1) il doppio eterico e le energie vitali,
che si unisce all'anima erosdinamica; 2) il corpo astrale collegato
all'anima emotiva; 3) il corpo mentale inferiore e superiore (concreto
e astratto), che si unisce con lo Spirito. Questi tre corpi sottili,
vibranti, energetici, costituiscono con il corpo fisico una sola cosa
viva che vuole, pensa, sente, agisce. Tali corpi determinano un insieme
di sistemi collegati e si formano con il corpo fisico, resistono per
una sola nascita, traggono i loro atomi dai rispettivi mondi o piani
evolutivi (eterico, astrale e mentale) e alla morte della persona se
ne vanno per conto proprio, assorbiti con il tempo dal loro rispettivo
elemento.
L'Ego
esercita la sua influenza su tre centri di gravità: alla testa nel cervello
con lo spirito e il corpo mentale al cuore con l'anima emotiva e il
corpo astrale; ai genitali con l'anima erosdinamica, il corpo eterico
e l'energia vitale.
La
legge di giustizia e di equilibrio che Dante definisce la legge del
Contrappasso e gli Indù chiamano Karma, fa nascere l'Ego (che abbiamo
detto essere formato di un Corpo Causale e dei tre principi) in un complesso
mentale, astrale, eterico e fisiologico adatto al grado evolutivo di
questo Ego o Individualità: Ego che l'esoterismo Kabbalistico definisce
una "luce rivestita". Una definizione perfetta, aderente alla
realtà: luce rivestita di energia luminosa, qualcosa di simile ad una
"nebulosa" dai colori più svariati. Sono i colori dell'aura
(atmosfera energetica dei princìpi sottili), cupi, rossicci, grigiastri
quando si tratta di persona reincarnata poco evoluta, ma brillanti,
vivi, bianchi, giallo oro, blu. negli evoluti. E l'evoluzione è il frutto
di un lento perfezionamento o di un rapido sviluppo per un lavoro ascetico
che purifica l'Ego, i suoi princìpi e permette nell'incarnazione la
scelta di corpi energetici sempre più perfetti, e di una luminosità
e colorazione atte ad esprimere questa evoluzione.
Il
tema dell'Ego rivestito di luci sarà sviluppato in un capitolo speciale.
L'Ego
passa di avventura in avventura fra una nuova nascita e una nuova morte
del corpo fisico; al momento del trapasso vengono allentati gli ormeggi
nei confronti dei corpi energetici, i tre centri di gravità si ritirano,
e con sdoppiamenti progressivi verranno abbandonati i mantelli, uno
dopo l'altro: l'eterico lascerà il corpo fisico, l'astrale lascerà l'eterico,
il mentale abbandonerà l'astrale, il Causale si disferà del mentale
inferiore nei loro rispettivi piani nel corso di giorni, mesi, anni
e talora secoli.
L'anima
erosdinamica e l'anima emotiva si ritrovano in quasi tutte le persone,
ma tutti e tre i princìpi solo in pochi. Certi individui, quali i selvaggi,
i deboli di mente, i bambini morti in tenera età, per lo più hanno solo
l'anima erosdinamica. Ad ognuno la sua mercede. Al di sopra della vita
dello spirito c'è la Vita di Dio che viene riversata su di esso.
Queste
spiegazioni e altre ancora possono suonare strane, ma consentiteci a
scopo didattico di descrivere la costituzione occulta dell'Uomo (così
definiamo l'intima struttura psicobiofisica e spirituale di ogni persona,
perché non visibile all'occhio fisico ma a quello metafisiologico),
pregandovi di seguirci, per ora, con la fiducia e la semplicità degli
studenti universitari di anatomia e fisiologia che si affidano alle
lezioni teoretiche e alle tavole descrittive prima di essere ammessi
alla sala operatoria, alle autopsie e all'osservazione diretta dell'uomo
sezionato dal bisturi, i cui frammenti di tessuti e cellule vengono
guardati attraverso l'oculare del microscopio. Dopo, quando vi avremo
spiegato ciò che sappiamo per averlo visto, indagherete voi personalmente.
La
psicoscopia e l'egoscopia (dal latino Ego = Io e dal greco scopéo =
osservo), consentono di vedere l'intima struttura dell'Uomo e della
Donna interiori, secondo la loro consistenza energetica, fluidica, psichica
e spirítuale. I mezzi per tale investigazione sono semplici, alla portata
di tutti i volonterosi, e consistono nell'utilizzazione delle "Cellule
egopsicoscopiche". e negli strumenti "cosmoionici" in
grado di sintonizzare con la quarta, quinta, ecc., dimensione. Naturalmente
daremo la via pratica per utilizzare questi mezzi investigativi.
Certo
si è scritto molto sulla costituzione umana nella duplice attività:
fisica e spirituale. Sono stati escogitati, in difetto dei mezzi che
abbiamo noi archeosofi, varie classificazioni teoriche. Per due (corpo
e anima), per tre (corpo, anima e spirito), fino ad arrivare a stabilire
una costituzione composta di cinque, sette, nove e anche ventuno parti.
Da tutto questo, è naturale, si è sviluppata una confusione di termini,
ed è per tale motivo che abbiamo preferito attingere le notizie, oltre
che dalla logica scientifica e dall'insegnamento tradizionale, anche
dai mezzi cui abbiamo accennato.
Le
analogie aiutano molto, esse indicano ad esempio che il numero "3"
prevale nella struttura ossea e fisiologica. Le dita di una mano sono
divise in tre parti (falange, falangina e falangetta); un arto superiore
è pure composto di tre parti (mano, avambraccio e braccio); così un
arto inferiore è composto di tre sezioni (piede, polpaccio e coscia).
Se osserviamo il nostro corpo preso in sé, senza le membra, vediamo
che ha tre parti (testa, petto e ventre). È pur vero che ci sono delle
divisioni in base al numero sette e dieci, ma ciò che balza agli occhi
è il numero 3 che rispecchia il concetto trinitario nell'Unità di Dio.
La famiglia è fondamentalmente costituita dal padre, la madre e il figlio.
Nel processo dialettico della Natura abbiamo: tesi, antitesi e sintesi.
Gli esempi sono a non finire, come l'albero nel quale troviamo i rami,
il tronco e la radice. Anche i foglietti dell'embrione sono tre.
Se
torniamo all'Uomo, è agevole ricordare che San Paolo, i primi Padri
della Cristianità e la Chiesa Ortodossa sono d'accordo sulla tricotomia,
cioè ritengono l'Uomo trino nel senso di corpo (e sue energie), anima
e spirito. Dei resto, un semplice esame introspettivo svela tre attività:
istinti, sentimenti e pensieri. Insomma, una triplice attività in noi
è fuori discussione, c'è ed è sperimentabile in base agli esercizi che
vi suggeriremo.
(
)
I
tre aspetti dell'Ego
Lo
spirito o Pneuma o Neshamah
Lo
spirito è la volontà, l'intelletto, la memoria, l'intuizione delle verità
eterne, l'amore religioso e misericordioso. t l'aspetto maschile dell'uomo
interiore, come l'anima ne è l'aspetto femminile, giusta la rivelazione
nella Genesi, I,27, che dice: "Dio... li fece maschio e femmina".
Qui la creazione dell'uomo è intesa sul piano spirituale, altrimenti
non si potrebbe dire che l'uomo fu fatto maschio e femmina a immagine
e somiglianza di Dio, perché Dio è spirito.
La
tradizione esoterica ebraica, cioè la Kabbalah, vuole che lo spirito
o anima superiore, provenga dal coro sefirotico intellettuale o divino,
esattamente dalla Sefirà Binah, detta l'intelligenza. Le sue
caratteristiche sono il pensiero elevato, la contemplazione dei principi.
La sua attività è metarazionale, cioè al di là della ragione. Per l'Archeosofia
è essenzialmente amore, silenzioso amplesso con la verità, la bellezza,
la bontà, unione con Dio. Mosè e la Kabbalah hanno dato allo spirito
il termine di NESHAMAH, e Origene con San Paolo quello di Pneuma. Il
centro di gravità spirituale si trova nel cervello. È saldato all'anima
emotiva, perché creato di materia primordiale intelligibile.
Lo
spirito può essere separato dall'anima emotiva che pecca mortalmente
e non si ravvede. Lo spirito è immortale ma, come abbiamo detto, è separabile
dall'anima emotiva quando questa è irriducibile alla chiamata dall'Alto
e diventa preda, assieme all'anima erosdinamica, delle forze del male.
La separazione è possibile perché i tre princìpi dell'Ego sono saldati
insieme per divino volere come oro, argento e mercurio, sì da formare
una sola entità con tre caratteristiche diverse. Diciamo saldati perché
i passi scritturali lo fanno capire, e il teologo Origene mette questo
concetto in evidenza quando scrive: "L'uomo uno, che viene a peccare,
si fa multiplo, tagliato da Dio, diviso, decaduto dall'unità" (Frammenti
di Osea). E altrove: "Colui che pecca sarà diviso. Una parte del
suo essere andrà a raggiungere gli empi (Luca, 12:46), ma l'altra che non
gli appartiene ritorna a Dio che l'ha data"... "Egli li dividerà,
allorché lo spirito ritorna a Dio che lo ha dato, come l'anima e il
suo corpo vanno all'inferno. Ma il giusto non sarà diviso, la sua anima
se ne va con il suo spirito nel Regno dei Cieli... Ma coloro che sono
separati si spogliano dei loro spirito, e da quel momento essi non hanno
in sé nulla di Dio; è lasciata la loro propria parte, cioè l'anima che
subirà il castigo con il suo corpo." (Origene -Commentario a Matteo).
Di quale corpo si può parlare in un aldìlà? Evidentemente dell'anima
erosdinamica assieme al Corpo della Risurrezione.
L'anima
emotiva o Psiché o Ruah
Occupiamoci
ora dell'anima di mezzo proveniente dal coro sefirotico morale. Essa
è dotata di libero arbitrio e proviene dalla Sefirà Tiferet,
detta la Bellezza. Mosè e la Kabbalah chiamano l'anima emotiva con il
termine di RUAH, mentre San Paolo e Origene con quello di psychè. È
razionale, presiede al sentimento, all'immaginazione, alla morale, alla
memoria e alla passione. Secondo la psicologia archeosofica, l'uomo
e la donna oltre ad avere un corpo fisico, sono compenetrati da altri
corpi materiali, ma allo stato energetico con ben precise funzioni (corpo
eterico ed energia vitale, corpo astrale ed emozionale. corpo mentale
inferiore e superiore) al servizio di tre forze o princìpi personali
e immortali: spirito, anima emotiva e anima erosdinamica.
Di
questi l'anima emotiva è il centro di gravità della sfera emotiva della
coscienza. L'anima emotiva si percepisce nel cuore e nel sangue.
Per
Origene, essa non è né corpo né spirito, ma si trova in una posizione
intermedia, e di questa opinione sono gran parte dei Padri del Cristianesimo
esoterico, che insistono sulla necessità di ammettere il corpo, l'anima
e lo spirito. L'anima è intermediaria vivente fra il corpo e lo spirito,
ed è per questo che le Scritture parlano spesso di scelta per l'uomo
fra la vita secondo la carne o secondo lo spirito. Lo spirito è l'elemento
celeste, un dono di Dio che sarà un giorno ripreso ai dannati, ma eternamente
unito all'anima dei beati. Se l'anima dirige la vita secondo lo spirito,
si trasforma nello spirito come modo di esistenza. Se sceglie la materia,
diventa carne. La scelta è una legge ed è il solo atto religioso che
decide fra il bene e il male. Il bene è il movimento che dalla zona
intermedia ci conduce dalla materia allo spirito. Nell'armonia del creato
il corpo è sottomesso all'anima e l'anima è sottomessa allo spirito,
ma lo spirito è sottomesso a Dio.
Ad
ogni nuova reincarnazione l'anima deve purificarsi per trasmettere la
sua purezza all'anima erosdinamica, allo scopo di portarla in alto verso
lo spirito; ma questa purificazione investe anche gli strumenti, i veicoli,
quali il corpo astrale e il corpo eterico per le due anime e il corpo
mentale per lo spirito.
Poiché
l'Ego è una luce rivestita di luce dai diversi colori, la purificazione
coincide con la trasformzione dei colori. Il significato dei colori
del mentale, astrale ed eterico, nonché del Corpo Causale, verrà trattato
in questo quaderno. È uno studio indispensabile perché il veggente giudica
sé e gli altri in base ai colori dell'aura e della "nebulosa"
della personalità. Farete le vostre egoscopie e psicoscopie osservando
le luci e le caratteristiche cromatiche, dato che per ogni stato di
coscienza vi è un colore particolare che dal rosso, che è la percezione
più grossolana, va a finire al violetto.
Lo
studio della luce egoica riveste per Archeosofica una grande importanza,
e non soltanto per essa. Tutte le altre scuole esoteriche si sono documentate
in questo senso, ma noi desideriamo avviare i nostri amici alla investigazione
diretta. Siate voi stessi gli osservatori autoscopicamente ed eteroscopicamente.
Imparate, se non lo avete fatto ancora, a saper vedere l'anima emotiva,
perché essa è la parte cosciente, quella che pensa, che ragiona, genera
atti volontari, costituisce un campo di battaglia, dà alla nostra esistenza
il suo carattere responsabile e personale. L'anima emotiva è fatta di
materia primordiale intelligibile, ha il suo centro di gravità nel cuore
ed è saldata allo spirito e all'anima erosdinamica. Nel perfetto Iniziato
e nel Santo ubbidisce allo spirito e all'attrazione di Dio; nel peccatore
è deifuga e ubbidisce all'anima erosdinamica e al maligno.
L'anima
erosdinamica o Nefesh o Soma
Nella
psicologia archeosofica l'Anima erosdinamica è un vocabolo dell'autore
per indicare nella persona umana il centro di gravità inerente la sfera
psichica erotica, generativa e dotata di un suo dinamismo che si esercita
sulle funzioni vegetative del corpo fisico e delle sue energie vitali.
È la parte della psiche facile preda delle forze dei basso, della materia
e del demoniaco. Mosè e la Kabbalah la identificano con il vocabolo
ebraico NEFESH. San Paolo la indica con soma, che in greco vuoi dire
corpo o l'io corporeo. San Paolo fa una netta distinzione fra il soma
o corpo e la carne e il sangue che chiama SARX. Agli occhi dell'Apostolo,
il soma ha una essenza che non muore perché è un io corporeo costituito
dal principio vitale che si riveste quaggiù di materia, ma che però
si trasforma e cangia ad ogni istante, in modo che dopo alcuni anni
neppure una cellula è rimasta di quella materia che costituiva il corpo
di allora. Tuttavia, malgrado queste incessanti trasformazioni, questi
metabolismi cellulari, qualcosa resta di stabile e di permanente che
non cambia, ma fa cambiare; che non si trasforma, ma che è l'origine,
la causa e la forza che produce ogni trasformazione. Una forza attuale,
sempre attiva e sveglia, non una forza potenziale, una forza che dopo
matura riflessione, confronti scritturali ed esperimenti, abbiamo chiamato
"Anima erosdinamica" e che definiremmo erosmotrice: quella
che San Paolo e Origene seppero individuare nel soma o corpo, secondo
un modo di vedere esoterico, "... la carne e il sangue non possono
ereditare il Regno di Dio, e né la corruzione erediterà l'incorruttibilità".
(1 Cor. XV,50). 1 corpi possono
risuscitare spirituali e gloriosi quando si tratta dei giusti, ma la
carne non risuscita, si decompone perché è solo sarx.
L'anima
erosdinamica proviene dal coro sefirotico generatore ovvero dalla Sefirà
Malkuth, detta il Regno. Le sue caratteristiche sono l'istinto vitale,
la capacità di congiungersi al doppio eterico e al corpo fisico o anatomico.
Nella vita essa si manifesta per prima, poi segue l'anima emotiva e
infine lo spirito; saldata all'anima emotiva perché anche questa è stata
creata da Dio ed è fatta di materia primordiale intelligibile. Il suo
centro di gravità in entrambi i sessi è la regione genitale. Come vedremo
nello svolgimento dei corsi di Archeosofia, quest'anima erosdinamica
è di grande importanza.
L'Eros
per tendenza polarizzato in direzione egoistica, mosso dallo Spirito
Santo si sviluppa in agape, cioè in amore del prossimo. Mosso dalla
potenza del male, si sviluppa in odio del prossimo e concupiscenza bestiale.
16 la libido, l'anima vegetativa, il principio vegetativo. A quest'anima
è collegata ciò che nello Yoga e Tantrismo e nelle varie filosofie indiane
viene chiamata Kundalini, una speciale energia creatrice o Fuoco Serpentino.
Fedeli
alle Scritture del Vecchio e del Nuovo Testamento siamo arrivati alla
descrizione, sia pure sommaria, dei tre princìpi o tricotomia esortandovi,
come fece l'apostolo Paolo, a lavorare su questi tre princìpi: "Egli
stesso, il Dio della pace, vi dia una completa santità, e che tutto
il vostro essere, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile
per la venuta del nostro Signore Gesù Cristo" (I Tess.,V,23). È un'invocazione
all'Altissimo che San Paolo fa per i suoi Fratelli nella Fede. L'Apostolo
dice: "vi santifichi tutti interi", cioè nello spirito (pneuma),
parte superiore dell'anima, sede della ragione, della libertà e della
vita divina della Grazia; nel corpo (soma), strumento dell'anima emotiva
e dello spirito, perché si mantenga puro e non sia strumento dei peccato.
Tutto questo in attesa che arrivi il Signore per il giorno del Giudizio
e della risurrezione dei morti.
La
costituzione occulta dell'Uomo è indicata nel "Libro dello Splendore",
ossia nel Sepher ha-Zohar, 1,83, opera rarissima con i commentari esoterici
del Pentateuco.
Il
Corpo Causale o Corpo di Grazia
Se
l'Ego è un termine convenzionale per indicare l'individuo vero, immortale,
preesistente e presente in ogni nuova reincarnazione; se l'Ego ha in
sé i tre princìpi dei quali abbiamo già trattato, il "Corpo Causale",
detto anche "Corpo di Grazia", è un corpo sottile che resiste
attraverso tutte le diverse reincarnazioni e registra i ricordi più
vigorosi delle passate vite. Quindi non si tratta di un principio.
Il
Corpo Causale è costituito di atomi del primo, secondo e terzo sottopiano
del piano mentale. Ha forma ovoide con un vago ricordo dei corpo fisico.
La sua estensione è di 45 centimetri. Nella gente comune è poco attivo;
solo nei Perfetti, Adepti o Maestri si sviluppa bene. In un uomo primitivo
somiglia ad una bolla di aria vuota priva di colore. Benché piena di
materia mentale superiore, resta inattiva. Appena entra in attività
si colora, e da bolla trasparente si fa colma di colori delicati e belli.
Il Buddha e il Cristo vengono dipinti con una aureola colorata attorno
alla testa, probabilmente senza sapere che si dipinge il Corpo Causale.
In
detto Corpo vi sono dei centri di forza o Chakras dello Yoga in corrispondenza
a quelli degli altri veicoli più grossolani, quali il mentale, astrale
ed eterico. Questi centri di forza, sino a quando non sono sviluppati
dall'evoluzione spirituale e dall'Ascesi, possono dare l'impressione
di essere inesistenti. Invisibili alla chiaroveggenza e non segnalati
dagli strumenti, dopo gli esercizi diventano visibili e rivelati dagli
apparecchi.
Il
Corpo Causale accumula delle cariche di forza, è il distillato dell'Ego.
Registratore dei ricordi, delle buone e delle cattive tendenze, questo
corpo causa ad ogni nuova esperienza reincarnazionistica le condizioni
ambientali, le caratteristiche dei nuovi corpi da utilizzare in base
al proprio Karma. È il principio mentale superiore, il Pensatore, colui
che resiste nel corso dell'evoluzione.
(...
... ...)
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