Diventare medium ad alto livello ultrafanico

(Brani tratti dal quaderno)

Che cosa significa diventare medium ad alto livello ultrafanico

Quando si parla di medium e di fenomeni medianici, viene in mente una persona dotata della facoltà di ricevere, come una radio o un televisore, i messaggi di un mondo precluso ai sensi ordinari, che arrivano da entità disincarnate oppure dagli angeli buoni o cattivi. Se la medianità è la facoltà posseduta da certe persone esercitate nei contatti con l'aldilà, e se vi aggiungiamo il termine "Ultrafania", allora la medianità della quale intendiamo parlare è ben diversa da quella comunemente intesa, perché in tal senso è il profetismo ed anche il contatto con spiriti di elevata perfezione, conosciuti, con la terminologia esoterica, come Adepti, Arcangeli, Angeli, Spiriti di Sapienza e Amore.

Il termine "Ultrafania" è composto da ultra = oltre, e fanìa = luce; quindi da tradursi pressappoco così: "luce dall'aldilà". Questo termine si applica, dunque, a tutti i fenomeni autentici che esprimono la ricezione delle essenze intelligibili.

La medianità comune, la così detta pratica dello spiritismo, non è mai consigliabile per i rischi che comporta: incorporazione di anime poco evolute, malvagie, ignoranti e ingannatrici.

Il medium ordinario (individuo cui si attribuisce il potere di servire da intermediario tra il mondo dei vivi e quello dei trapassati) non può essere un Iniziato, ma il medium ultrafanico sì. Il medium comune è uno strumento passivo poco o niente autocontrollato, e quindi in balia degli spiriti assiepati nella stanza e nelle vicinanze di dove avviene la seduta: spiriti del mondo astrale, quando non si tratta di residui di ciò che furono, dato che i defunti, dopo un certo tempo di soggiorno nel mondo eterico, astrale e mentale, vi abbandonano i rispettivi corpi energetici, prima di ritirarsi nel "Corpo Causale".

La medianità comune, barontica (il baronte è un essere pesante, equivale a spirito maligno o basso degli spiritisti) o fisica, rende il medium schiavo di forze non sempre buone, serene e controllabili; ma la mediantià ultrafanica conduce al profetismo, e pur facendo parte delle grazie gratis datae dall'Eterno, può essere facilitata con una speciale tecnica che verrà spiegata in questo quaderno.

La medianità comune si facilita bloccando ad una certa fase il processo dello sdoppiamento, o proiezione della coscienza fuori dal corpo per viaggiare in astrale e nel mondo mentale, cioè portandosi sulle frontiere della fuoruscita nel mondo astrale, e fermandola, ossia non uscendo. Inoltre, per la medianità comune serve l'intervento di una guida fisica della seduta dotata di poteri ipnomagnetici.

Al contrario, il medium ultrafanico è in grado di fare tutto da sé, perché possiede la capacità di entrare nella supercoscienza, di sintonizzare e perciò in risonanza con le dimensioni più elevate. La medianità ispirativa ultrafanica è utile per ritrovare una persona cara defunta, se non è più nei bassi mondi dei morti, ma si è spostata in altri piani più adatti per il grado evolutivo (quinta, sesta, settima dimensione); per vedere e ricevere istruzioni da un Maestro; per leggere gli annali cosmici.

La medianità ha la sua evoluzione (processo di trasformazione secondo la via della perfezione morale): vi è prima di tutto la medianità passiva e incosciente, poi la medianità ispirativa, immensamente superiore alla comune medianità passiva, oltre la medianità ispirativa si ha, per logico sviluppo, la maturazione e trasformazione della medianità ultrafanica nel profetismo e nello stato mistico. Quest'ultimo è la condizione di chi adora Iddio Padre in spirito e verità, e aderisce con l'umana intelligenza all'intelligenza di Dio, oggetto dei grandi Misteri.

Per certe ricerche, che non sono ultrafaniche né profetiche ma ugualmente grandi, vi è la radiopsiconica coadiuvata da strumenti funzionanti su base magnetoelettrica e biopsichica, che offrono risultati certi ed esperienze ripetibili in qualunque momento senza ascesi. Si tratta, in ultima analisi, del fenomeno rabdico controllato scientificamente per ottenere le seguenti informazioni: 1) - se un Ego è ancora nell'aldilà o reincarnato; 2) - se l'Ego di una persona nota si è reincarnato sulla terra o in altri pianeti; 3) - se è residente nel Limbo; 4) - se è ancora in stato di sonno; 5) - se è in uno stato di coscienza di risveglio dal sonno della morte; 6) - se è nel Purgatorio o mondo degli spiriti tormentati che aspirano al bene; 7) - se si trova in Paradiso o cielo dei puri; 8) - se è destinato ad un Inferno; 9) - se è fra i Demoni Titanici; 10) - se è in Dio.

La radiopsiconica strumentale consente anche di fare delle ricerche, con risposte precise, sulla autenticità o falsità di notizie e decumenti storici, per un severo controllo degli sviluppi di una tradizione scritta, di natura, nel nostro caso, religiosa e filosofica.

La radiopsiconica è una via pratica per conoscere cose ignote, ma già avvenute. Può darsi (ve lo diremo dopo una ricerca meticolosa) che consenta anche di conoscere il futuro, come lo permette l'astrologia, ma sempre per avvenimenti destinati, cioè karmici. Soltanto la profezia fa conoscere il futuro degli avvenimenti che Dio delibera indipendentemente dall'ordine già fissato nell'Universo. La teologia della storia illustra l'intervento della Provvidenza: la volontà di Dio che cambia le cose per il bene dell'Umanità. In tal caso, questi piani o disegni di Dio può conoscerli il fiduciario dell'Assoluto, cioè il profeta, il veggente.

Come sia possibile alla radiopsiconica precisare fatti spirituali con metodi e strumenti materiali, non è difficile da spiegare. L'uomo è, una stazione radioricevente e trasmittente, creato non identico a Dio, ma ad immagine e somiglianza. Egli è fatto di materia come l'Universo, di energie come il tutto, e la parte immortale, cioè permanente (lo spirito, l'anima emotiva e l'eros) è anche di materia intelligibile primordiale. Questo spiega gli interscambi fra l'Ego e la materia corporea, e fra questi con tutte le cose e le creature della creazione.

Ciò che nell'uomo si considera immateriale è invece materiale, sebbene di una materialità che conferisce quella durata che noi chiamiamo immortalità, eternità, ma un'eternità condizionata alla volontà di Dio che l'ha creata. Il restare eterni nel senso teologico è la condizione di chi vive Teocentricamente.

(... ... ...)

Il profetismo, il Nazireato del Vecchio e Nuovo Testamento

Il profeta è un medium ultrafanico. Che cosa vuol dire la parola "profeta"? Il termine ebraico è nabì, cioè "colui che parla". Se accettiamo l'etimologia assirobabilonese della radice verbale nabu, allora significa "annunziare". I tre nomi con i quali in ebraico vennero designati i profeti -roeh, hozeh e nabi- sono sinonimi malgrado i primi due abbiano il significato etimologico di veggente ed il terzo di parlante, annunciante. Nella nostra lingua il vocabolo "profeta" deriva dal latino propheta, e questo dal greco profétes, proveniente dal verbo profànai, cioè "parlare a nome di un altro".

Al profetismo si legava, sia nel Vecchio che nel Nuovo Testamento, il così detto Nazireato, ove il Nazireo (ebraico nazir, da nazar, al passivo "appartarsi, astenersi") consisteva in colui che praticava un voto, per la precisione un'astinenza per motivo religioso. Nazireo era il "votato a Dio". Potevano essere Naziree anche le donne (Numeri, VI, 2), con limitazioni (Numeri, XXX, 4-6), come Berenice, sorella del re Agrippa (FI. Giuseppe, Guerra Giudaica II, 15, 1).

Il Nazireo o Nazareno, si asteneva dal tagliarsi i capelli, doveva evitare con ogni cura le impurità rituali, in particolare il contatto di un cadavere, non bere vino e bevande alcooliche, compresa la stessa uva (Giudici, XIII, 5-7; XVI, 17 - Ecclesiastico, VI, 13). Il voto poteva essere perpetuo, come si direbbe nel caso di Sansone (Giudici, XIII, 5-7), Samuele (1 Sam. I, 11 - Ecclesiastico, XLVI, 13), e in epoca neotestamentaria Giovanni Battista, detto il Precursore del Cristo (Luca, 1, 15) e Giacomo, primo vescovo di Gerusalemme (Eusebio, Storia Ecclesiastica, II, 23, 4, sgg.), oppure di durata limitata (Flavio Giuseppe, Guerra Giudaica, II, 15, l); nella tarda epoca il minimo di nazireato era di 30 giorni.

La legge del nazireato in vigore ai tempi di Mosè (1225 anni a.C.) è chiaramente espressa nella Bibbia con i Numeri, VI-1-21.

I discepoli di Giovanni Battista erano, come lui, tutti Nazirei, ed il loro vestire era di colore bianco. Anche gli Esseni erano Nazirei, e prendono ancor oggi questo titolo i componenti di una comunità gnostico-cristiana, nota come popolo Mandeo, seguace del Battista. Costoro, nel censimento del 1929, erano 8000 nei pressi di Baghdad, lungo il corso inferiore dell'Eufrate vicino alla congiunzione con il Tigri, al disopra di Bassorah. Il nome "Mandei" deriva dal caldaico Manda=conoscenza, gnosi.

I Mandei o Nazirei sostengono che il loro maestro e profeta è Giovanni il Battista, figlio del sacerdote Zaccaria, che apparteneva alla classe sacerdotale di Abia, e di Elisabetta, anch'essa discendente da stirpe di sacerdoti, imparentata con la Madonna, madre di Gesù (Luca, I:36). I Mandei hanno libri che rispecchiano idee essene, mazdeiche e dei Re Magi. Uno di questi è il Libro di Giovanni, liturgie del battesimo e dei morti. Accenniamo a queste notizie per sottolineare il fatto che il profetismo, il Nazireato, gli Esseni, i Terapeuti e naturalmente Giovanni il battezzatore, sono il filo conduttore dell'esoterismo cristiano.

Da una vigile disamina dei libri biblici, i profeti si possono classificare in profeti di vocazione e profeti volontari.

Profeti di vocazione

Il profetismo non è mai stato, come il levitismo o sacerdozio, privilegio di una tribù. I profeti di vocazione sono scelti da Jahve e possono far parte di qualsiasi condizione sociale. Isaia appartenne a nobile famiglia, Geremia fu sacerdote, Amos fu un pastore. Commoventi sono le espressioni di alcuni di essi, quando narrano il grande evento della chiamata divina (cfr. Isaia, VI; Geremia 1, 4, 6; Ezechiele, 1, 3, 21). Dal momento del loro appello divino, i profeti di vocazione rimasero tali per tutta la vita.

I profeti, oltre ad essere i portavoce di Dio, sono anche consiglieri e predicatori ispirati e coraggiosi, pronti ad andare nelle assemblee religiose e sulle piazze per accusare le malefatte e annunciare i castighi divini, eccitando la gente al pentimento e consolando con le promesse dei premi. Dio concede loro di conoscere gli eventi futuri. Questi profeti della Bibbia sono i severi e fermi custodi della fede monoteistica e della morale sinaitica, e svolgono così la loro missione.

I profeti di vocazione scrissero, ed i loro libri furono inseriti nel canone dei libri sacri degli Ebrei e della Chiesa Cristiana. Quelli che hanno tramandato i loro scritti sono stati classificati, non per le qualità morali e profetiche, ma per la mole dei documenti lasciati. La classificazione è questa:

a) Quattro grandi profeti: Isaia, Ezechiele, Geremia e Daniele.

b) Dodici profeti minori: Osea, Gioele, Amos, Abdia, Giova, Michea, Nahum, Abacuc, Sofonia, Aggeo, Zaccaria, Malachia.

Profeti volontari

Li troviamo organizzati nelle così dette scuole dei profeti. Essi risalgono al tempo dei Giudici, inseriti nella società all'epoca di Samuele. Costituiscono un monachesimo con esercizi e pratiche di tipo yoga, ove i fenomeni di estasi sono una condizione normale.

Il nabì volontario ebraico prese il costume dei cananei, sempre pronto ad esaltare Jahve e la sua legge, e per imporre ai popoli politeisti e panteisti, oltre alla religione monoteistica, anche la morale assoluta. Il profetismo volontario aveva avuto le premesse per esser il miglior tipo, frutto della disciplina conferita dal nazireato e da una particolare vocazione. Ma per avidità di doni, vi fu uno slittamento verso la menzogna, predicendo ai Re cose non vere pur di farseli amici. Per questo si costituirono i "Profeti di vocazione".

Le schiere di profeti volontari, del tipo di Samuele, si aiutavano con i mezzi atti a produrre l'estasi artificiale, aggiungendo ai cibi e alle bevande erbe e piante psichiche, ricorrendo a severi digiuni, privazione del sonno, musica e danza.

Alle scuole dei profeti volontari parteciparono donne famose: Maria la danzatrice sacra, sorella di Mosè, Debora e tante altre.

È di questo tipo di profetismo volontario, da noi chiamato "medianità ultrafanica", che intendiamo dare istruzioni. Gli Esseni conobbero tale forma, associata alla vocazione.

Forniremo ampie spiegazioni, esponendo i metodi migliori perché il profetismo archeosofico di vocazione e volontario si affermi. I profeti dei tempi nuovi, contro il materialismo e per la difesa della morale assoluta e della religione, usciranno dalle file degli Archeosofi organizzati in tutto il mondo.

(... ... ...)

Il Sacerdozio dei fedeli apre le porte al profetismo

Abbiamo ampiamente scritto del sacerdozio universale dei fedeli, precisando che ogni cristiano battezzato, cresimato e comunicato è eletto sacerdote in eterno, in conformità a quanto testimoniano Pietro e Giovanni, intimi discepoli del Cristo, e dopo di essi San Paolo. Vi preghiamo di rileggere e riflettere su quanto dicemmo nel Quaderno: Gli scopi dell'Ordine Iniziatico Loto+Croce .

Ogni cristiano è suggellato in tutto il suo essere dalle stesse lingue di fuoco che, alle Pentecoste, investirono gli Apostoli. È un essere totalmente carismatico. Quando nascemmo di nuovo nel Battesimo, lo Spirito Santo discese in noi. Fu nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo che fummo fatti cristiani, cioè sacerdoti dell'Altissimo. Abbiamo, perciò, i presupposti per diventare profeti, se vogliamo seguire l'esempio di Elia, Samuele, il Battista, Giovanni l'Evangelista. Ascoltiamo l'esortazione dell'Apostolo: "... molto più vorrei che profetaste" (1 Cor. XIV, 5).

Eusebio di Cesarea, vescovo del 313, degno fratello spirituale dei più grandi padri dell'Ekklesia esoterica, nel ricordare il sacerdozio regale dei Fedeli, così scrive in Dimostrazione Evangelica: " Noi bruciamo il profumo profetico in ogni luogo e gli sacrifichiamo il frutto odoroso della teologia pratica". Ed è così, perché il regal sacerdozio dei Fedeli appartiene alla teologia vivente, alla teofania. Con Ecumenio (Comment. in Epi. II ad Cor.) possiamo ben dire di essere, in potenza, Re, Sacerdoti e Profeti: "Re perché dominiamo le nostre passioni, Sacerdoti perché immoliamo i nostri corpi, Profeti perché siamo istruiti nei grandi Misteri".

Abbiamo detto "in potenza". Quindi rimane la coraggiosa decisione di prepararci per l'azione, in quanto fummo anche unti con la Cresima, il sacramento di forza che ci arma per attuare l'apostolato dell'amore carismatico, come soldati e atleti di Cristo, quel Cristo che ha detto a tutti noi: "Andate, dunque, e ammaestrate tutti i popoli". Per ammaestrare dobbiamo tradurre in forza operante ciò che fu dato come forza latente.

A tutti i Cristiani, Giovanni l'Evangelista dice che il Cristo ha dato la possibilità di formare un "regno di sacerdoti che regneranno su tutta la terra" (Apocalisse, 5: 10). Ma l'uomo apostolico, il sacerdote, deve essere anche profeta.

Avventuriamoci, dunque, nella parte pratica, per diventare veggenti, profeti volontari, santi. E che altro può essere un profeta se non un santo? Un uomo o una donna con le antenne spirituali attive per captare i messaggi di Dio!

(... ... ...)

Le due antenne dell'Ultrafania e del profetismo

Prima di indicare la pratica per ottenere lo stato di medianità ultrafanica, mettiamo in evidenza un fatto importante: l'esistenza di due antenne spirituali. L'individuo, che in senso generico è composto di corpo mortale e anima immortale, è in realtà costituito dal corpo anatomico, da tre corpi energetici (eterico, astrale e mentale), e dall'Ego con l'Eros, l'Anima e lo Spirito. Questi hanno sette centri di forza, che possiamo anche chiamare antenne spirituali della trinità umana (Eros, Anima emotiva e Spirito). Nel piano fisico, queste antenne corrispondono alle ghiandole ormoniche. Come antenne spirituali, nella persona comune sono poco o niente sviluppate. Solo con l'ascesi si risvegliano e incominciano a funzionare, con la comparsa della veggenza, dell'ultrafanìa, della coscienza cosmica.

Per la veggenza o profezia ("Un tempo in Israele chi andava a consultare Iddio diceva: - Andiamo dal veggente - perché, mentre ora si dice profeta, allora si diceva il veggente " (1 Samuele, IX, 11) le antenne spirituali sono:

  1. - il Centro Cardiaco nella regione del cuore;
  2. - il Centro Frontale alla radice del naso.

Gli esercizi per lo sviluppo del primo fanno parte della Cardiognosia (conoscenza del cuore), mentre quelli per lo sviluppo del secondo costituiscono la Cefalognosia (conoscenza del cervello), ma non nel senso anatomico, bensì come anima emotiva e mente, spirito.

(… … …)