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Gli
scopi dell'Ordine Iniziatico Loto+Croce
(Brani
tratti dal quaderno)
Una
scelta necessaria
Queste
pagine sono un atto d'amore e di speranza, ma soprattutto l'adempimento
ad un preciso dovere: quello di dividere con gli altri ciò che un uomo
ha ricevuto dall'Alto, dopo anni di catarsi; atto d'amore, perché il
dar vita ad un Ordine Iniziatico è un messaggio di fratellanza, una
chiamata per svolgere insieme un lavoro spirituale, per sentirsi uniti
in uno slancio di fede attorno a Colui che disse agli uomini: "lo
sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede
in me non avrà più sete... Tutto quanto mi dà il Padre a me verrà, e
chi verrà a me non lo caccerò fuori, perché son disceso dal cielo non
per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. Ora,
la volontà di colui che mi ha mandato è che io non perda nulla di quanto
mi ha dato, ma che lo risusciti nell'ultimo giorno. Perché la volontà
del Padre mio è che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la
vita eterna, e lo risusciti io nell'ultimo giorno" (Giovanni,
VI, 35-40).
Fondare
un Ordine Iniziatico e chiamarlo "Loto+Croce" significa riunire
altri cercatori di Dio, disseminati sul pianeta, separati e talora troppo
soli, per progredire nel Sentiero della pace, della santificazione e
della perfetta unione con l'Assoluto. È come dire, con le parole del
profeta Geremia (XL, 5): "Venite, uniamoci all'Eterno con un'alleanza
eterna, che non sia mai dimenticata". Allearsi e camminare insieme
vuol dire amarsi, comprendersi, aver fiducia l'uno dell'altro in tempi,
come questi, di diffidenza e di sfiducia dell'uomo verso l'uomo.
Il
cammino verso Dio non si percorre da soli, ma in gruppo, perché ci si
spalleggia, ci si fa coraggio, si va avanti insieme senza pretesa di
essere gli uni superiori agli altri, accettando le conoscenze e l'esperienza
di tutti per una finalità unica: conquistare il Regno dei Cieli.
Partecipare
ad un Ordine iniziatico è una rara occasione, e forse irripetibile.
Un Ordine è come una Ekklesia, un sacerdozio esoterico per il quale
si deve avere la vocazione e la chiamata, l'umiltà e la fiducia nell'Ordine
stesso e nelle sue finalità. Può darsi, però, che la vocazione non sia
ancora così forte per questa scelta. In tal caso vi è "Archeosofica",
una scuola esoterica che avvia all'Iniziazione: una libera scuola per
liberi studiosi, che non devono sentirsi scolari né apprendisti, ma
fratelli che ascoltano dalla viva voce di altri fratelli, o vogliono
addottrinarsi dai loro scritti che espongono i risultati di severi studi
ed esperienze: Fratelli che sono partiti con una mentalità libera da
pregiudizi ed hanno analizzato, scelto e accettato il meglio di tutte
le altre scuole esoteriche antiche e moderne. Oltre a questo, avendo
compreso che il Cristo è il più qualificato per rappresentare il Messia
in terra, in quanto ha insegnato per tutti in conformità alle possibilità
di capirlo nel linguaggio di massa o popolare e secondo una dialettica
più avanzata o esoterica, l'Archeosofia considera Gesù Cristo il Maestro
più completo per la didattica archeosofica.
Sin
da ora desideriamo chiarire che là lettura di questo quaderno non significa
che si debba chiedere l'ammissione all'Ordine Iniziatico Loto+Croce.
Questa libera scelta presuppone una forte vocazione sacerdotale nell'uomo
e nella donna, benché si tratti di un libero sacerdozio che non comporta
l'uscita dalla casa, dai parenti e dalle pubbliche relazioni, ma il
restare liberi ove ci si trova, missionari confusi fra le folla.
Si
può essere Archeosofi e al tempo stesso Lotocruciani, oppure soltanto
Archeosofi, il che non è poco. Al presente, abbiamo ritenuto cosa buona
mettere al corrente delle grandi possibilità dell'Ascesi Teurgica, e
della eventualità di partecipare al sacerdozio esoterico dei tempi nuovi.
Questo
quaderno è una chiamata, ma se come tale non è accettata, sarà pur sempre
una trattazione utile per chiarire le idee sul meccanismo occulto e
profondo di un Ordine iniziatico, e dei suoi rapporti con i mondi sopra
sensibili. È una chiamata rivolta a tutti, e non ha importanza se appartenenti
alle diverse comunità (teosofi, antroposofi, martinisti, rosacroce,
cattolici, yoghisti, ecc.). La Fratellanza è una sola, e può avere un
solo verbo: Amarsi; un solo Maestro: Gesù il Cristo.
Chiudiamo
questa premessa con una calda preghiera: leggete, esaminate i nostri
quaderni senza preconcetti, con animo sereno, con mente vigile, e massimamente
con umiltà e amore, perché con umiltà e amore vi abbiamo scritto, con
umiltà e amore vi stiamo cercando, con umiltà e amore lavoriamo per
voi, per preparare la strada al Signore che deve tornare. E con noi
c'è sempre Giovanni, il Profeta dell'Apocalisse, al quale Gesù lasciò
l'incarico di sviluppare l'Ekklesia esoterica e invisibile, discontinua
e ardente come il fuoco, istituita sul Calvario quando Giovanni fu fatto
figlio della Madonna e fratello di Cristo, e confermata sul lago di
Tiberiade. A Pietro fu affidato il gregge ed i martiri (agnelli), ma
a Giovanni l'umanità più evoluta con l'ordine di restare sino al suo
ritorno (Giovanni,
XXI, 4-25).
Quale
ritorno? La fine dei tempi! Quelli che devono ancora venire. Giovanni
era il solo che poteva lavorare in silenzio con altri discepoli e la
Madonna secondo la dottrina che i Magi Zendici avevano dato a Gesù durante
l'infanzia, ed al suo precursore Giovanni Battista. La visita ed il
soggiorno dei Re Magi, Astrologi, veggenti, terapeuti, è connessa alla
preparazione didattica di Gesù e del Battista. I Magi Zendici avevano
imparata dal Veda e condensata nell'Avesta la dottrina segreta. Questa
fu appresa da un circolo interno di ebrei al tempo della deportazione
in Babilonia, e trasmessa oralmente e in parte scritta nella letteratura
Kabbalistica e negli scritti incompleti dell'Ecclesiastico, del Libro
della Saggezza, del Libro di Daniele e del Libro di Enoch: dottrine
che passarono agli Ordini segreti dei Terapeuti e degli Esseni, e da
questi a Giovanni Battista e al Messia.
Il
Salvatore, come inviato da Dio, aveva la gnosi integrale, cioè la conoscenza
divina, ma come uomo dovette studiare le Sacre Scritture e l'interpretazione
popolare e segreta di esse.
Qui
si potrebbe scrivere molto sulla personalità dei Re Magi, passati al
culto e quindi agli altari cristiani, malgrado fossero degli autentici
Archeosofi e in apparente contrasto con le idee predominanti della Chiesa
Cattolica di oggi; ma rimandiamo questa trattazione ad altra sede. Ci
basti sapere che Pietro, Giacomo e Giovanni in particolare furono bene
informati sulla dottrina esoterica d'Israele e sui suoi rapporti con
gli insegnamenti dei Santuari dell'India e dell'Egitto di allora.
Così,
lungo questa linea, camminiamo noi dell'Archeosofia e dell'Ordine Iniziatico
Loto+Croce, per servire Dio e l'Umanità.
(
)

Che
cos'è e come nasce un Ordine Iniziatico
Riallacciandoci
anche a quanto già esposto (V.
Archeosofia), riteniamo utile un'ulteriore spiegazione sulle origini,
la formazione e lo sviluppo di un Ordine iniziatico.
Un
Ordine è, prima di tutto, l'istituzione di un centro di spiritualità,
è l'istituzione di un sacerdozio che un individuo fonda per vocazione
divina e necessità storica, ed anche per diritto di natura quando il
suo sviluppo della coscienza è tale da autorizzarlo a creare un Ordine
e dilatarne la forza spirituale. In pratica l'Ordine, rifacendoci all'intervento
divino nella vita interiore di ogni persona umana, è formato da un Istruttore
terreno immerso nella luce della presenza speciale divina e da un gruppo
di Discepoli prescelti, seguiti da altri, secondo i princìpi della via
iniziatica.
Che
cosa è la via iniziatica lo abbiamo già spiegato negli altri quaderni,
ma lo ripetiamo ancora: è un processo accelerato dell'evoluzione, che
fa realizzare nell'Iniziato ciò che l'uomo attuale sarà probabilmente
capace di essere da qui a molti secoli di reincarnazioni seguendo la
via ordinaria della religione. La via iniziatica è una scienza e un'arte
che opera biofisicamente, psichicamente e spiritualmente per ottenere
il capolavoro della specie umana in una sola esistenza. È la conquista
della santità e del dominio sulla nostra natura inferiore, in una sola
vita, con tutti i mezzi messi a disposizione della religione e dalle
tecniche archeosofiche.
L'Ordine,
per essere valido, deve avere una sua forza, in certo qual modo un'anima,
nella quale si farà sentire la presenza spirituale di un Maestro extraterreno.
Quando
un chiaroveggente si trova dove si adunano gli affiliati di un Ordine
iniziatico, vede i colori dell'atmosfera luminosa che si fa intensa
attorno al più degno dell'Ordine. Quest'aura si estende in tutte le
direzioni dello spazio. Ogni colore ha un suo preciso significato, esso
denota le virtù, le doti della perfezione. Quando un Ordine è decaduto
o non è mai stato un vero Ordine, mancano i colori dell'aura, oppure
sono opachi, nulli.
La
possibilità di sviluppare la chiaroveggenza o utilizzare gli strumenti
archeoscopici fa parte delle nostre discipline.
In
un Ordine, ogni Discepolo riceve un nome e un grado di potere con l'incarico
di trasmettere ad altri ciò che ha ricevuto dal suo Iniziatore: svolgerà
dei riti, conoscerà dei simboli, avrà delle chiavi.
Abbiamo
accennato al fatto che un Ordine ha una sua anima. Non è troppo, se
consideriamo questa forza a immagine e somiglianza di una persona di
alto sviluppo spirituale consimile allo stato prima della caduta adamica,
ma con esperienze e conquiste nuove. Per capirci dovremmo rifarci alla
costituzione occulta dell'uomo e della donna che sono uguali ma con
polarità invertite; ma prima di tutto ricordiamoci che siamo immersi
in un mare fluidico di forze sottili chiamate "piani della Natura,
cieli, acque", che si compenetrano e sono compresenti. La materia
di tutti questi piani occupa lo spazio stesso. La scienza spiega che
l'etere interpenetra ogni cosa fisica, anche la più dura e la più densa.
Nessun atomo o molecola sono a contatto diretto fra loro, ma ciascuno
è sospeso in un oceano di etere. Per la scienza fisica esoterica anche
l'etere è atomico, ed i suoi atomi non si toccano. Rimangono sospesi
in un ambiente di materia ancora più fine, denominata dagli ermetisti
"materia astrale". A loro volta, gli atomi astrali risultano
sospesi nella materia mentale. La materia eterica, astrale e mentale
costituisce l'uomo mortale, ma vivente finché i suoi corpi (eterico,
astrale e mentale) sono manovrati dai rispettivi princìpi immortali:
spirito, anima emotiva, eros.
L'uomo
vero è costituito da questi tre princìpi o essenze, dotati: il primo
di volontà, il secondo di emotività, il terzo di creatività. Le tre
essenze registrano le loro impressioni, durante ogni vita, nei meccanismi
di un corpo sottile formato con la materia mentale del l°, 2° e 3° sotto-piano
del piano mentale: il suo nome è Corpo Causale. Esso resiste per millenni,
sempre legato ai tre (spirito, anima ed eros), costituendo l'Ego, e
annota come un cervello elettronico le esperienze di ogni reincarnazione.
Quando noi pensiamo o desideriamo qualcosa nel processo dell'immaginazione,
mettiamo in movimento la materia del rispettivo piano mentale, astrale
ed eterico, e se la nostra concentrazione è forte, possiamo anche modellare,
creare tutte le forme possibili e immaginabili in questo mare di forze
plastiche. Spettri, larve, figure geometriche, simboli e colori possono
essere formati e rimanere legati a chi li ha immaginati. Tale fenomeno
è ampiamente studiato dalla magia e dalla teurgia.
Nella
formazione di un Ordine iniziatico, il Fondatore, alimentato dai suoi
discepoli, crea un Corpo Causale artificiale, che denominiamo "Corpo
di Grazia". Questo attirerà attorno a sé altre energie del mondo
mentale, astrale ed eterico, le stesse energie delle quali è fatto l'uomo
mortale: energie che alla visione ultrafanica sono colorate come l'aura
umana.
L'Ordine
è quindi un uomo artificiale, cosmico, gigantesco, dilatabile e dotato
della facoltà di crescere qualitativamente e quantitativamente perché
alimentato dal Fondatore dell'Ordine, nutrito dai Discepoli, reso attivo
in senso superlativo dalla presenza spirituale speciale divina: la presenza
dell'Avatára, cioè del Messia operante tramite la sua dinamica, lo Spirito
Santo.
Se
al corpo energetico che si chiama "Corpo Iniziatico" viene
a mancare la presenza spirituale speciale, o per la morte del fondatore
dell'Ordine, o la scarsa cooperazione degli Archeosofi, il "Corpo
Iniziatico" rimane vivo, valido, unito al Padre e allo Spirito
Santo nel Figlio e la SS. Vergine Maria. Come ha scritto l'apostolo
Paolo ai Galati, 4.6-7
"non sei più schiavo, ma figlio; e se sei figlio, sei anche erede
per volontà di Dio ". Riflettere sul significato della Risurrezione
di Gesù Cristo, l'Uomo-Dio e la grandezza del destino che attende il
vero o la vera Iniziata.
Un
Ordine Iniziatico chiede continuo aiuto dal cielo, e l'azione verticale
è in funzione diretta dell'intensa vita interiore dell'animatore e dei
discepoli dell'Ordine. Il Fondatore, o Capo di un Ordine iniziatico,
è paragonabile ad un famoso uccello: il "Pellicano". Questo
volatile dal bianco piumaggio con tendenze al rosa e al giallo, nutre
i suoi piccoli anche con il suo stesso sangue, squarciandosi il petto.
Fu il simbolo di Cristo Redentore, dell'Eucaristia, del predicatore,
della penitenza e della carità.
Chi
fonda e mantiene in vita l'Ordine deve possedere la Conoscenza, la Santa
Gnosi della quale ha scritto Clemente d'Alessandria, e deve aver sperimentato
contatti autentici con l'aldilà ed essersi messo in rapporto con i divini
istruttori. L'animatore di un Ordine deve aver vissuto l'esperienza
dei piccoli e grandi Misteri, e deve di continuo alimentare nel suo
cuore la lampada dell'amore cristico. Fra il Maestro dell'Ordine, il
Corpo Iniziatico ed il Cristo deve costituirsi un circuito.
Sappiamo
che il fondatore di un Ordine ed i suoi continuatori, come uomini o
donne, non possono creare lo spirito, l'anima e l'eros, cioè la triade
immortale. Questa potestà creativa appartiene solo e unicamente a Dio,
ma all'Adepto è dato il potere di formare un "Corpo di Grazia"
con gli altri involucri o strumenti, quali il corpo mentale, emozionale,
eterico, e dare ad essi se stesso. Ma da solo non può continuare, egli
ha bisogno dell'immanenza di Dio dall'alto e dell'immanenza dei Discepoli
dal basso.
Noi,
da anni e con anni di volontà teurgica, abbiamo formato il "Corpo
Iniziatico" dell'Ordine Iniziatico Loto+Croce, con il calore del
nostro cuore abbiamo sviluppato il seme del fiore di Loto, e per cooperare
con l'Avatára, abbiamo accettato il sacrificio di un gigantesco lavoro
missionario che integra il Cristianesimo di massa. Dopo lunghi anni
di gestazione, preparazione dell'Ordine, siamo riusciti a guadagnare
per esso la presenza spirituale speciale, sostenuti dall'autorità del
sacerdozio universale dei fedeli.
(
)
L'Ordine
Iniziatico Loto+Croce
Il
4 maggio 1948, alle ore 14 e 45, fu fondato a Torino, da Tommaso Palamidessi,
secondo i riti della Teurgia, l'Ordine Iniziatico Loto+Croce. Poi, in
conformità agli usi tradizionali, il Fondatore prese il Nome Esoterico.
Allo stesso modo, il mutamento simbolico di personalità si effettua,
nei nuovi Lotocruciani, con l'assumere un nome esoterico.
Il
nostro Ordine è una società di Iniziati ai Misteri del Regno di Dio;
è una Famiglia composta di Uomini e Donne selezionati con la preparazione
dottrinale Archeosofica, con i suoi metodi ascetici e con i riti delle
Iniziazioni ai diversi Gradi. Ha una Regola e degli insegnamenti segreti.
Il suo fine, come abbiamo già detto, è il perfezionamento degli uomini
non solo nel Sapere e nelle Virtù ma secondo un autosuperamento che
deve risolversi in una reale trasmutazione dell'Io personale, realizzando
l'esperienza della Via Mistica e della Via Iniziatica. Ripetiamo ancora
che cosa sono queste due Vie, e quale differenza passa fra di esse:
- Via Mistica (umida,
lunare): muoversi nelle acque e poi sulle acque. È questo il lavoro
e il cammino del Santo che procede volonteroso in attesa della Grazia
santificante, finché arriva alla contemplazione di Gesù nel suo cuore
e all'estasi. È questo il destino di tanti Santi venerati dalla Chiesa,
arrivati solo fino al Figlio, ma che non hanno avanzato, cioè non
hanno seguito la Via successiva (iniziatica), che porta al Padre.
- Via Iniziatica
(secca, solare): salire al cielo. È quella dell'Eroe (l'immagine di
San Giorgio che uccide il Drago) di colui che vuole a tutti i costi
forzare il Regno di Dio, che si lascia vincere come è più volte scritto
nel Vangelo e nell'Apocalisse.
Poiché
l'Iniziato, a differenza del Mistico, va a prendersi ciò che vuole e
non aspetta che siano gli altri a darglielo, è chiaro che deve lottare
e forzare. Perciò, per mezzo di determinate discipline, ascesi, e con
l'appoggio di altri che già hanno esperienza, l'Eroe può accingersi
all'impresa. La salita e la conquista sono progressive. Bisogna, però,
star vigili contro la superbia e l'egocentrismo: l'iniziato non deve
credere di aver fatto tutto da sé, perché se Dio non volesse egli non
otterrebbe nulla, e non deve ritenersi soddisfatto del proprio stato
iniziatico senza curarsi di aiutare coloro che vengono dopo, quelli
rimasti lontano dalla meta. Questo punto è stato chiarito nel quaderno
Esperienza Misterica del Santo Graal.
Dunque,
la Via mistica e la Via iniziatica sono strettamente legate: primo stadio
e secondo stadio, sino alla riuscita finale, perché tutto dipende da
Dio e non solo dall'uomo.
Coloro
che sostengono esser la religione e la mistica estranee alla Via Iniziatica
o solare, sono nell'errore. Costoro si sono tagliati fuori dalla salvezza
perché escludono la chiamata di Dio, negano la realtà di Dio.
L'Ordine
Iniziatico Loto+Croce svolge la sua azione nel mondo per mezzo dei suoi
confratelli che hanno gradi e incarichi diversi. L'Ordine ha 12 Gradi,
più uno rappresentato dal Fondatore dell'Ordine o dal suo sostituto.
1 primi 3 gradi si possono così riassumere:
1) Fratello Neofita; 2) Fratello Iniziato; 3) Fratello Maestro.
Gli
altri nove gradi indicano i diversi Fratelli Maestri Eletti. In tutto
appunto 12 gradi, ai quali possono prendere parte tutti i cittadini
della terra di entrambi i sessi. A capo di questi 12 gradi vi è il Superiore
Iniziatore, la cui carica ha la durata della sua vita. La morte del
Superiore Iniziatore comporta un successore per continuare l'attività
dell'Ordine, prescelto fra i Fratelli e le Sorelle su proposta del S.I.
stesso; qualora ciò non fosse possibile, l'elezione verrà fatta da un
Sinodo di Lotocruciani.
Gli
affiliati si costituiscono in gruppi o Templi di Adunanza, la cui direzione
è affidata a chi ha il grado iniziatico maggiore.
La
sede centrale dell'Ordine Iniziatico Loto+Croce è Roma, anche perché
l'Urbe, in passato, fu un centro di irradiazione spirituale con il re
Numa Pompilio, e più tardi con la stessa Ekklesia.
L'Ordine
ha i suoi simboli, riti e strumenti teurgici. Ripetiamo che ai gradi
accedono uomini e donne. Il nome Loto+Croce è stato dato perché il fiore
di Loto bianco ha un suo ricco simbolismo, come vedremo, non meno importante
della Croce.
Nel
simbolismo floreale dell'Antico Egitto, India, Iran e Palestina, il
fiore di Loto è superiore a quello della Rosa. È l'incontro fra la spiritualità
occidentale e quella orientale. Il Loto è il simbolo della reincarnazione,
della purezza, della "nuova nascita dall'alto", dello sbocciare
della coscienza purificata al Sole della Divinità. La Croce è l'Iniziazione
Orizzontale e Verticale che appunto s'incrociano, ma rappresenta anche
la Croce del Cristo, la crocifissione dell'egoismo in noi per far scaturire
dal nostro cuore l'amore puro verso l'Umanità, tutte le creature, le
cose e Dio. Ma parleremo ancora del simbolismo inerente l'emblema Loto+Croce.
Adesso ci sembra importante far sapere quanto faticoso e lungo sia stato
il dar vita al "Corpo di Grazia" di quest'Ordine, esattamente
dal lontano 1948 al 1966.
I
riti teurgici, le meditazioni profonde per creare il substrato strumentale
del Corpo Iniziatico hanno richiesto le fatiche di Ercole, fino a quando
la Divina Presenza Speciale non si fece sentire con due fenomeni straordinari
nel pellegrinaggio in Terra Santa, a Gerusalemme, il 7 aprile 1966,
alle ore 19, nel Santo Sepolcro, proprio nel punto in cui la tradizione
vuole sia stata infissa la Croce sul Golgotha. Ma se questa data segnò
l'inizio di una svolta decisiva per l'evoluzione spirituale del Fondatore,
è anche significativo l'altro fenomeno che gli accadde il mattino dell'8
aprile 1966, sulla pietra del Getzemani. Quella Pasqua di Risurrezione
resterà memorabile per l'Autore e Fondatore, perché i due avvenimenti
preternaturali inaspettati lo sconvolsero salutarmente e lo resero partecipe
della rivelazione. Nel primo caso, sul Golgotha, un po' più a destra
della buca, all'improvviso egli sentì cadere una goccia di sangue sulla
calotta cranica: una goccia caldissima, viva, che gli penetrò il cervello
come un ferro rovente. E questo stillicidio di sangue continuò a martellare,
giorno e notte, per anni. In quella occasione, egli ebbe la netta sensazione
che la goccia cadesse dalla parte superiore del corpo del Cristo, perché,
in una visione interiore, vide i piedi trafitti del Redentore e il legno
che affiorava di poco dalla terra. Gesù fu crocefisso con i piedi che
da terra distavano mezzo metro.
Nel
secondo fenomeno, quello dell'8 aprile al Getzemani, un turbine di forza,
una grande luce, pervase l'Autore, che rimase piangendo e singhiozzando
sulla bianca pietra di Cristo, per un tempo che fu breve, ma sembrò
eterno. Sua moglie Rosa e sua figlia Silvestra se ne stavano in disparte
a pregare, ma egli sembrava aggrappato come un naufrago angosciato ad
uno scoglio battuto dal mare in tempesta. Sibili, gemiti degli elementi,
fisicamente uditi, e una grande abbagliante luce, poi la figura di Gesù
sfolgorante come oro fuso. Né cessava lo stillicidio bollente sul capo.
Fu uno stato di profonda angoscia, quella di coloro che cercano Dio
e non sanno staccarsi dalla terra, e provano la lacerazione dell'anima
squartata dagli angeli, che tirano da una parte, ed i demoni dall'altra.
Da quell'istante molti anni sono trascorsi, ma emozioni di questo genere
rimangono impresse come un marchio di fuoco.
Questi
fenomeni, e tanti altri ancora che non possiamo mettere per iscritto
perché avvenuti nel corso di particolari Iniziazioni, offrono la garanzia
che l'Ordine Iniziatico Loto+Croce è una forza viva e operante voluta
dall'Avatára. Lo Spirito Santo è su di esso, il suo simbolo è la bianca
Colomba. Ma questa può anche volar via se l'Ordine dovesse dare poco
e cattivo grano. Nella Bibbia e nei suoi commenti esoterici (cfr. Zohar,
1, 207b; III, 7), lo Spirito Santo è la Shekinah. Gesù, secondo il Vangelo
degli Ebrei, dice: "Poco fa mi prese mia madre, lo Spirito Santo,
per uno dei miei capelli, e mi trasportò sul grande monte Thabor".
Credeteci,
per avere la presenza spirituale speciale non ci siamo risparmiati,
ma nuove forze sono chiamate per alimentare il sacro fuoco del Loto+Croce,
e questi sono i tempi adatti, perché siamo avviati verso la fine di
un Ciclo. Non c'è un minuto da perdere. Oggi siamo vivi, domani possiamo
trovarci immobili nella bara, senza neppure un attimo per raccogliere
le nostre forze e chiamare con umiltà ed amore l'aiuto di Gesù per tenerci
svegli nel trapasso ed usufruire della sua azione redentrice e liberatrice
dal giogo e dal giuoco del mondo fenomenico.
Se
è vero il destino di reincarnarci, e di ciò ne abbiamo le prove, chi
muore sveglio, pentito dei suoi peccati, traboccante di amore per l'Umanità,
per tutte le cose e le creature, per Dio Uno e Trino, è matematicamente
certo di raggiungere il Paradiso, e di non reincarnarsi più né in questo
né in altri mondi. A tanto può condurre la via dell'Iniziazione Lotocruciana
e la dottrina Archeosofica, seguita con coraggio e volontà.
(...
... ... )
I
Lotocruciani si preparano in attesa della Risurrezione del Corpo e per
la Parusia del Cristo
Gli
Archeosofi e tutti i risvegliati che si sono uniti con l'Ordine Iniziatico
Loto+Croce e attorno ad esso, si preparano alla Parusia del Cristo,
al Giudizio Universale e alla Risurrezione della carne, come ha sintetizzato
il Credo. La Parusia, o ritorno visibile del Messia Glorioso, sarà questa
volta senza kenosi. Che cosa significa kenosi? La "kenosis"
è l'abbassamento del Verbo, che al tempo della sua incarnazione "
si è svuotato di se stesso" (Filippesi, 2:7). Realtà che si constata, per analogia, anche
per lo Spirito Santo, nel tempo della Chiesa dove vi è pure una kenosis.
Il
Cristo verrà nella sua sfolgorante gloria, evidente a tutti, buoni e
malvagi, perché i primi siano felici ed i secondi confusi e atterriti,
a scopo terapeutico.
I
veri Lotocruciani sono i "veglianti" in attesa del ritorno
palese del Cristo trionfante dei suoi angelici discepoli, ma vegliano
preparandosi un abito etereo e splendente per la festa della Parusia
in onore del Verbo.
Il
divenire del mondo fenomenico trascina inesorabile nella sua fiumana
melmosa le creature soggiogate dagli istinti demoniaci, dal desiderio
carnale e dalla cecità spirituale, ma i risvegliati dal sonno terreno
si preparano in ogni istante per costruire meglio quel corpo latente
che un giorno sarà quello di gloria.
Archeosofi
e Lotocruciani utilizzano in segreto ogni mezzo dell'ascesi mistica
e dell'ascesi iniziatica per presentarsi all'appuntamento, rigenerati
nella loro triunità egoica (= l'ego o Io composto di eros, anima emotiva
e spirito), ormai unificati stabilmente con un corpo di risurrezione
pronto per il gran giorno del Giudizio.
Il
lavoro di autentica trasmutazione qualitativa, di cottura dei princìpi
costituenti l'Io, è un impegno da santi e da eroi, costante e possibile,
perché se è vero che c'è una Provvidenza che aiuta in questa "Grande
Opera" alchemica, è anche vero che ognuno di noi ha libertà di
volere e di scelta.
In
attesa del Giudizio collettivo ognuno, consapevole o no, ateo e materialista,
oppure religioso a modo suo, prepara giorno dopo giorno il tessuto del
corpo della risurrezione: corpo di una carne che gli occhi fisiologici
di oggi non saprebbero discernere, ma che il proprietario di quel corpo
o un veggente distinguerebbero come fantasma, in realtà Guardiano della
Soglia. Corpo perfetto, bello, glorioso, solare, per il soggiorno felice
nella "nuova terra", se essi saranno dei perfetti sul modello
del Cristo, ma corpo inglorioso, tenebroso e rossigno per il soggiorno
infelice nella "vecchia terra dei maledetti".
Di
questo corpo enunciato dalla Sacre Scritture noi abbiamo ampiamente
parlato nel quaderno di Archeosofia "I Guardiani delle soglie e
il cammino evolutivo" perché di esso siamo gli artefici e perché
sarà l'involucro futuro dell'Io spirituale, cioè il corpo adatto per
il pianeta che popoleremo quando l'attuale condizione della terra sarà
mutata.
I
veglianti in attesa escatologica intuiscono come sarà ciò che sommariamente
annunziano i Vangeli parlando della Parusia (apparizione del Figlio
di Dio nella sua Gloria), del giudizio dei vivi e dei morti, e della
Risurrezione.
Sull'esempio
del maestro alessandrino Origene, figlio del martire cristiano Leonida,
insistiamo contro l'inopportuno letteralismo e l'eccessivo realismo
exoterico giudaico-cristiano di una risurrezione fisiologica. Il "corpo
spirituale", secondo san Paolo, è l'idea o l'essenza elementare
del corpo materiale, qualcosa di fluidico a immagine e somiglianza dell'Io
spirituale. Nel Giudizio collettivo degli ultimi tempi, quando avverrà
la risurrezione dei corpi, questi ultimi entreranno in funzione per
sostituire quelli fisiologici. Naturalmente chi sarà trapassato nell'aldilà
vedrà il Figlio di Dio nella sua Gloria e sarà giudicato e chiamato
a far parte del Regno per ricevere una Gnosi più completa o per essere
respinto fra i colpevoli. I viventi nella carne vedranno anch'essi il
Figlio di Dio ed i suoi angeli, secondo una visione di lunga durata
indelebile e ossessiva, ma tale visione apportatrice di stupore, certezza
e disperato rammarico avrà un tremendo significato.
I
corpi sottili corrisponderanno allo stato ultimo psico-somatico del
trapasso durante la catastrofe, cioè la distruzione della terra per
opera del fuoco e per l'azione combinata dei perturbamenti astronomici,
i sussulti dell'asse terrestre, l'impazzimento della Precessione degli
Equinozi, la deformazione delle orbite planetarie per volere del Grande
Architetto dell'Universo.
Il
corpo della risurrezione sarà una realtà ineliminabile dal crollo dovuto
alla morte. La Provvidenza lo avrà tutelato per consentire ai perfetti
e agli imperfetti, ai buoni e sapienti ed ai cattivi e insipienti, di
vivere sulla nuova terra secondo il loro stato. Sarà quindi necessario
un nuovo mondo corporale. I mondi, per i Lotocruciani e per Origene,
si susseguono gli uni agli altri perché la creazione è un atto eterno.
In una sua opera mutilata, devastata e sacrilegamente interpolata (il
De Principiis, III o Perì Archon), Origene ha scritto: "Noi diciamo
dunque che Dio non ha cominciato ad agire soltanto quando ha creato
questo mondo visibile. Ma siccome dopo la sua distruzione ve ne sarà
un altro ancora, noi crediamo così che ve ne furono altri prima della
sua apparizione.... Vi furono dei mondi prima del nostro, e altri verranno
dopo di esso. Non supponiamo tuttavia l'esistenza simultanea di diversi
mondi, ma dopo questo mondo ve ne sarà ancora un altro". Non dimentichiamo
due realtà: l'amore di Dio e la libertà dell'uomo. La ricaduta degli
spiriti necessita di un nuovo mondo corporale.
I
vincitori avranno una condizione di premio. Preghiamo e tempriamo iniziaticamente
ciò che in noi deve farsi incrollabile.
Vegliamo,
fratelli, e di ciò vi preghiamo con tutta l'anima, per prepararci al
ritorno del Cristo, nella speranza di non essere setacciati e gettati
via nel fuoco della purificazione per la durata di un altro ciclo. Consideriamo
ogni giorno che passa come una vigilia della Parusia, del Giudizio e
della Resurrezione. Restiamo in vigilante attesa operativa.
Niente
manca per la liberazione del servaggio del divenire cosmico, abbiamo
la dottrina sicura dell'Archeosofia ed i metodi sperimentali già collaudati
per contemplare lo Spirito Santo con l'eros, il Verbo con l'anima sentimentale,
il Padre con lo spirito. Abbiamo i riti teurgici dell'Iniziazione Loto+Croce
e le formule per la trasmutazione dell'Io da umano in superumano.
Iddio,
nel suo grande amore per noi, ha rivelato progressivamente che cosa
dobbiamo fare per uscire dal mondo fenomenico trasmutandoci, e rientrare
volontariamente in esso per il grande lavoro di assistenza verso gli
smarriti ed i confusi, onde condurli nel Regno.
(...
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