L'Iniziazione per la donna e l'Adeptato femminile

(Brani tratti dal quaderno)

Dignità e missione della donna

I pareri espressi nei confronti della donna sono stati fino ad oggi ingiusti e poco generosi, dettati da pregiudizi materialistici e antifemministi. t merito del Cristo e dell'insegnamento esoterico archeosofico se la donna è guardata con fiducia e messa sullo stesso piano dell'uomo. t iniziativa di Gesù se la donna è stata elevata alla dignità missionaria, all'Iniziazione e all'Adeptato (grado gerarchico dei valori spirituali corrispondente al Maestro perfetto).

La Rivelazione divina, per quanto riguarda i rapporti con Dio e la perfezione soprannaturale, assicura alla donna e all'uomo gli stessi doveri e diritti. La conferma è data dal Vecchio e Nuovo Testamento: " Dio creò l'uomo a sua immagine... li creò maschio e femmina" (Genesi, 1:27). Nel Nuovo Testamento: "Infatti voi tutti siete battezzati in Cristo; vi siete rivestiti di Cristo. Non vi è giudeo né greco, né servo, né libero, non vi è maschio né femmina, poiché voi tutti siete uno solo in Cristo Gesù" (Galati, 3:27-28). E non è tutto: dai modi con i quali Gesù trattava la donna, è palese che Egli la metteva totalmente sullo stesso piano dell'uomo, e alla donna più di una volta svelò i misteri del Regno del Padre. L'esempio lo abbiamo nelle sue relazioni con le due sorelle di Betania, Maria e Marta, con la Samaritana del pozzo di Giacobbe, e in altri casi che esamineremo a tempo e luogo.

Tuttavia, alla donna è vietato il sacerdozio e quindi la capacità di ricevere gli Ordini. Si vuole, e a torto, che la donna sia diversa dall'uomo. Diversa in che cosa? Poiché tutte le affermazioni sono poggiate sulla rivelazione, allora dobbiamo sottolineare che la Genesi non ha detto che Dio creò a sua immagine e somiglianza soltanto l'uomo, ma l'uomo e la donna. Se meditiamo i quattro Evangeli, è proprio alla donna che Gesù comunica una delle verità più decisive per il futuro religioso del mondo: l'unità di tutti i culti, e alla donna assegna la missione di annunziarla ai popoli. Non si rivolge a un uomo, e neppure a un uomo sacerdote, ma a una donna del popolo, madre di famiglia e peccatrice. L'incontro di Gesù con la Samaritana accanto al pozzo di Giacobbe è significativo, perché fa comprendere l'importanza, nella vita spirituale, di essere donna. Se il Messia ha svelato questo segreto alla donna di Samaria, una ragione deve esserci.

La psicologia della donna è caratterizzata dalla profondità e dalla forza del sentimento. Ciò coincide con la sua inclinazione all'intimità, alla spiritualità, all'ardente desiderio di curare, di soccorrere, di essere qualcosa per gli altri. t evidente che questa dote innata può essere messa al servizio della vita religiosa propria e altrui. Certo, più di ogni altra, la religione cristiana è ricca di valori sentimentali.

La donna soltanto è capace di capire la portata profonda e delicata di certe parole. L'uomo, con il suo orgoglio e il suo spirito combattivo, ha il pericolo di perdersi negli impegni di lotta per i suoi diritti, per il posto nella società, per le attività esteriori, dimenticando che il suo primo lavoro deve svolgerlo nella sua anima. L'uomo non può donarsi completamente, non ha la capacità di amare con la totalità del suo essere. Cade con facilità in crisi di fede e di morale. Egli, più sovente e con più facilità, si stacca da Dio e dalla Chiesa, diventa vittima dello scetticismo nazionalistico più presto che non la donna. La donna ama Dio con tutta se stessa, e per questo nemmeno le crisi spirituali di sfiducia possono distaccarla completamente da Lui. Anche se abbiamo avuto San Francesco d'Assisi o San Paolo come fenomeni sociali e religiosi, senza l'elemento femminile avrebbero fatto ben poca strada.

L'uomo è spinto per natura a conquistare tutto con la lotta: la sua donna, il suo pane quotidiano, la sua posizione e anche la libertà di vivere la sua vita religiosa. Ma se la donna (e in ciò è importante l'Archeosofia), alla sua meravigliosa natura religiosa, alla sua grande capacità di amare e di donarsi, alla sua stupenda intuizione del divino aggiungerà l'impulso creativo, la volontà combattiva per l'affermazione del messaggio cristiano, allora il mondo sarà veramente rinnovato, e le forze Ahrimaniche del materialismo fermate.

Cristo parlò di quel culto unico, di quella unità trascendentale di tutte le religioni non ai maestri di Israele, non agli uomini, ma ad una donna, la sola capace di comprendere certe sottigliezze teologiche e la loro gigantesca portata. La Samaritana, pur sciupata dalla bestiale libidine dell'uomo, rimase colpita e impressionata dalle parole di Gesù e dalla dolcezza affettuosa con la quale furono pronunziate. E difatti, piena di entusiasmo, corse nella città di Samaria a diffondere la notizia che un uomo sconosciuto le aveva rivelato cose ineffabili e nuove. Una donna fu dunque importante quanto Giovanni il Battista? Sì: l'uno perché avvisò che il Messia era arrivato, l'altra perché disse che il Salvatore annunziava l'unificazione dei culti per chiamare in soccorso Iddio in spirito e verità.

Ma che cosa disse Gesù alla Samaritana perché questa ne rimanesse tanto scossa ed entusiasta, sì da farsi missionaria, portavoce del Figlio di Dio? Leggiamo insieme il Vangelo secondo Giovanni l'apostolo (IV, 4-30 e 39-42):

"Quando il Signore seppe che i farisei avevano sentito dire che Gesù faceva più battezzati e discepoli di Giovanni, sebbene non battezzasse Gesù in persona ma i suoi discepoli, lasciò la Giudea e ritornò in Galilea. Ora, era necessario che egli passasse attraverso la Samaria. Giunge, dunque, in una città della Samaria chiamata Sichar, vicino al podere che Giacobbe diede a suo figlio Giuseppe. Lì c'era il pozzo di Giacobbe. Gesù, dunque, stanco per il viaggio, stava con semplicità seduto sul pozzo. Era circa l'ora sesta. Arriva una donna samaritana ad attingere acqua. Gesù le dice: - Dammi da bere. I suoi discepoli erano andati in città per acquistare provviste (mandati dallo stesso Salvatore). La donna samaritana, dunque, gli dice: - Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me che sono una donna samaritana? I Giudei infatti, non sono in buoni rapporti con i Samaritani. - Gesù risponde: - Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è che ti dice: Dammi da bere, l'avresti pregato tu, ed egli ti avrebbe dato un'acqua viva. - La donna gli dice: - Signore, tu non hai nulla per attingere e il pozzo è profondo. Da dove prendi dunque tu l'acqua viva? Sei tu forse da più del nostro padre Giacobbe, che ci ha lasciato questo pozzo, di cui bevvero lui, i suoi discendenti e le loro greggi? - Gesù rispose e disse: - Chiunque beve quest'acqua avrà sete di nuovo, ma chi beve l'acqua che gli darò io non avrà più sete poiché l'acqua che io gli darò diverrà in lui sorgente d'acqua che zampilla per la vita eterna. - Gli dice la donna: - Signore, dammi di codesta acqua, affinché io non abbia più sete e non debba più venire ad attingere. - Gesù le dice: - Vai, chiama tuo marito e torna qui. - La donna rispose: - Non ho marito. - Le dice Gesù: - Hai detto bene: Non ho marito; hai avuto, infatti, cinque mariti e quello che hai adesso non è tuo marito. Hai detto il vero. - Gli dice la donna: - Signore, vedo che sei un profeta. I nostri padri resero culto su questo monte, mentre voi Giudei dite che Gerusalemme è il solo luogo dove si deve rendere culto. - Gesù le dice: - Donna, credi a me: sta arrivando l'ora in cui né a Gerusalemme renderete culto al Padre, né su questo monte. Voi adorerete quel che non conoscete, noi adoriamo quel che conosciamo: perché la salvezza viene dai Giudei. Ma sta venendo, ed è adesso, l'ora nella quale i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: infatti il Padre così vuole i suoi adoratori. Dio è spirito e quelli che adorano debbono adorare in spirito e verità. Gli dice la donna: - So che sta per venire il Messia, detto il Cristo, il quale, una volta venuto, ci farà conoscere tutto. - Gesù le dice: - Sono io, io che ti parlo. - Nel frattempo sopraggiunsero i suoi discepoli, e furono sorpresi che egli parlasse con una donna, nessuno però disse: Cosa cerchi o cosa dici con lei? - La donna, dunque, lasciò la sua brocca e se ne andò nella città a dire alla gente: - Venite a vedere un uomo che mi ha raccontato tutto quello che ho fatto. Che egli sia il Cristo? - La gente uscì dalla città e andava a lui".

Questo racconto testimonia l'importanza che il Cristo dette alla donna, e ha un valore di messaggio, sempre attuale, per tutte le donne, fino alla fine dei tempi e oltre. Stima, amore, fiducia verso la donna che gli uomini non consideravano affatto, tranne che per i bisogni bestiali del maschio. Gli stessi discepoli rimasero confusi e perplessi vedendo il Maestro dare tanta confidenza proprio ad una donna. Ma non fecero domande, in segno di rispetto verso il loro istruttore. Chi riporta l'episodio è Giovanni l'Evangelista, il discepolo prediletto, l'esoterico, colui che Cristo sul Calvario associò a sua Madre e che dovette essere presente durante il colloquio con la Samaritana. Vogliate riflettere sul collegamento: Cristo, la Donna e Giovanni. È da quest'ultimo che scaturisce il cristianesimo esoterico, non da Pietro. A Pietro fu dato di organizzare la Chiesa esteriore a carattere sociale, per quanto sia stata di San Paolo l'iniziativa per una Chiesa Universale conforme al colloquio di Gesù con la Samaritana.

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L'Iniziazione per la Donna e l'Adeptato femminile

"Iniziazione" significa incominciare una nuova vita, entrare a contatto con il mondo dello spirito, vedere il Regno di Dio. È l'inizio di un lavoro nel quale vengono impegnate tutte le forze del corpo fisico, dell'anima e dello spirito, con l'aiuto personale di un istruttore o Maestro, la cui funzione è di portare una coscienza all'appuntamento d'amore con la Divinità.

Nel Dizionario di Archeosofia noi abbiamo spiegato ampiamente in che cosa consiste l'Iniziazione. Non ci ripeteremo, ma ricorderemo che in ogni essere umano, donna o uomo che sia, vi sono degli organi psico-spirituali in corrispondenza con le ghiandole ormoniche, che una volta fatti entrare in funzione garantiscono la visione dell'aldilà, il ricordo delle passate esistenze e la condizione del santo che può dialogare con gli Spiriti di Luce ed assicurarsi la beatitudine del Paradiso, pur continuando a vivere sulla terra. Con questo stato, il passaggio nella vecchiaia oltre le frontiere terrene, sarà come il volo di un angelo. Tale condizione si raggiunge passando attraverso preparazioni ed esercizi progressivi adatti al grado di allievo o Discepolo, di Iniziato, cioè di persona entrata nel cuore delle pratiche segrete, e infine al grado di Maestro e Maestro Perfetto o Adepto. Ebbene, se tutto questo era riservato all'uomo, con Archeosofica è privilegio anche della Donna. Quindi voi, donne che leggete queste pagine, sappiate che la vostra costanza nel seguire la dottrina e le istruzioni esposte nei nostri quaderni, vi condurrà in questa vita stessa alle più regali e meravigliose realizzazioni.

Noi siamo abituati a valutare la grandezza di una persona da ciò che era e divenne con lo sforzo personale e l'aiuto di qualcuno. Un giovane che si cosparge di benzina e si trasforma in torcia vivente per svegliare i compatrioti affinché difendano la libertà; un San Francesco d'Assisi e una Santa Chiara che scelgono la povertà e si. donano all'ascesi mistica aiutando il prossimo; un San Paolo e una Giovanna d'Arco che affrontano il martirio per un supremo ideale; una Ipazia, un Pitagora, una Santa Teresa d'Avila, un Dante, un Virgilio, un Buddha; una Blawatsky e tanti altri, hanno ognuno delle qualità. Ebbene, l'iniziato e l'Iniziata racchiudono in una sola persona il meglio di costoro. L'Iniziazione è il superamento di una condizione di umana limitazione, l'arrivo ad uno stato diverso, nel quale, oltre alla sapienza, alla carità,alla fortezza, si hanno i doni della profezia, della taumaturgia, della bilocazione, della visione di Dio.

Il Signore attende la nostra visita perché Gli siamo Figli. Gesù è la nostra guida, il supremo Maestro, ma il governo della nave, ottimo o scadente in conformità alla nostra volontaria preparazione, è nostro. Lo sbarco alla fine della nostra vita terrena vissuta come Iniziati, si fa a due a due, perché nel cuore di Dio Padre-Madre si entra in due.

Forse saprete qualche cosa delle anime-spose, ma potrete saperne di più approfondendo la conoscenza della creazione delle anime.

"Archeosofica" ci tiene a sottolineare l'importanza della Donna come Iniziata e Adepta. In India con il suo Tibet, la donna è ammessa fra gli Iniziati ed ha la funzione di Iniziatrice. In lontanissimi tempi, quando le scuole di perfezione e di santificazione negavano alla donna il diritto all'Iniziazione e la relegavano fra le medium e le sibille, uno dei più grandi geni e Iniziati della storia, Pitagora, dichiarò la donna idonea alla celebrazione dei Misteri e alla vita iniziatica. Questo accadeva 500 anni prima di Cristo. Pitagora nacque a Samo nel 571 e morì a Metaponto nel 497. Geniale matematico, preparò la via agli Esseni del Mar Morto e ai Terapeuti d'Egitto.

Pitagora non vide nella donna la maternità soltanto, ma la preziosa collaboratrice, la meravigliosa compagna alla quale affiancarsi per salire in due i gradini del Tempio dell'umana perfezione, fino all'apoteosi dell'Adeptato e della Theosis. Perciò ebbe il coraggio di dire alle donne di Crotone che l'Iniziazione era aperta alle madri, alle nubili e a tutte le donne che sentivano urgente il bisogno e la necessità di affrontare la catarsi imposta dalle ascesi, e farsi Dee, cioè Figlie di Dio. L'espressione di Pitagora ricorda il Salmo, 82:6, che dice: "Io ho detto: Voi siete dèi, figli tutti dell'Altissimo". E Gesù usò lo stesso linguaggio quando stavano lapidandolo: "Non è scritto nella vostra legge: - lo dissi: siete dèi -? Se chiamò dèi coloro ai quali è stata indirizzata la parola di Dio, e la Scrittura non può essere annullata, a colui che il Padre ha santificato e mandato nel mondo, voi dite: Tu bestemmi, perché dissi: Sono Figlio di Dio? " (Giovanni, 10:34-36). Se Cristo mette l'uomo sullo stesso piano della donna, entrambi a immagine e somiglianza di Dio, entrambi sono considerati dèi e Figli di Dio se aderiscono alla Sua Santa Volontà.

Pitagora sapeva quel che diceva, e parlando ancora di lui, non è di troppo affermare che alcuni autori antichi: Porfirio, Jamblico e lo stesso Clemente Alessandrino nelle sue Stromate, attestano l'eccellenza delle donne pitagoriche, specialmente Théano di Creta, moglie di Pitagora; le sue due figlie Damo e Arignoté; Timycha dì Sparta, Iniziata e martire sotto la tirannide di Dionigi.

Pitagora riteneva le donne dotate di ottima intuizione e di spirito contemplativo, ed egli stesso, narra Aristossene, apprese gran parte delle dottrine morali ed i segreti dell'ascesi e della teurgia da Temistoclea, sacerdotessa di Delfi. Fu lei a fargli capire la Donna nell'Iniziazione. Forse per quella felice possibilità di valutare il valore iniziatico dell'elemento femminile, divenne uno strenuo difensore della donna. Ebbe però timore di suscitare delle situazioni equivoche, e per questo fece le comunità delle Iniziate separate da quelle degli Iniziati.

Rammentiamo il considerevole numero delle sante Donne Iniziate che seguivano con coraggio il Figlio di Dio, senza mai abbandonarlo, neppure ai piedi della croce.

Ad Alessandria d'Egitto, nella scuola fondata da San Marco Evangelista, le donne ispirate dallo Spirito Santo profetavano e insegnavano, catechizzavano, iniziavano gli uomini ai misteri del Cristianesimo. Da quella gloriosa scuola uscirono i maggiori Maestri dell'epoca: Panteno, Clemente Alessandrino, Origene, Alessandro vescovo di Gerusalemme. In quel tempo si sapeva quanto salutare fosse l'influsso risvegliatore femminile, e quanto fosse efficace l'Iniziazione operata, su un individuo, da due volontà di polarità diversa, femminile e maschile.

Fra il matrimonio fra due creature e l'Iniziazione vi è una certa analogia. C'è sempre l'azione della polarità maschile e femminile. Nel battesimo, inteso come iniziazione cristiana, è sempre in atto l'azione bipolare. Così è nell'Iniziazione orizzontale o umana. Essa è più efficace se data da due Iniziatori di sesso diverso. La ragione di questo si ritrova nel fatto che la donna durante il rito risveglia nell'uomo, per la legge della polarità, il suo aspetto femminile dormiente, latente. Quanto abbiamo detto è un segreto disoccultato, svelato per la prima volta a tutte le donne.

Dopo la caduta dallo Stato Edenico, le anime derivate dalla coppia Adamo-Eva sono entrate nella doppia corrente involutiva-evolutiva (discesa e salita) pur portando l'impronta, l'immagine divina maschile e femminile. Le anime si sono specializzate nei due sessi ma recano, allo stato latente, la natura del sesso opposto. In sostanza: l'uomo è uomo, ma con una tonalità femminile; la donna è donna, ma con una tonalità maschile. L'Iniziazione deve ricostruire lo stato di androgine. Non dimentichiamo: nell'Universo metafisico sussistono l'Eterno Mascolino e l'Eterno Femminino. Il culto Mariano è una vaga intuizione popolare dell'Eterno Femminino, il riaffiorare di un culto antichissimo dell'aspetto femminile della Divinità, e la dimostrazione che la Donna ha la sua parte decisiva e nobilissima per l'evoluzione e l'ascesi di tutto il genere umano.

Nel Mosaismo primitivo è notorio che vi fossero le Iniziazioni femminili. Maria, sorella di Mosè e Aronne, era una Iniziata e membro del Consiglio di Dio (Numeri, 12:2; Esodo, 15:20). I simboli di allora erano le colombe, le tortorelle, gli agnelli, che le donne sacrificavano a Jéhovah. Il ruolo sacerdotale di Maria, prima fra le Danzatrici di Israele, indica l'opera di Mosè nel difendere il vecchio dogma di Ram sull'eguaglianza e l'indissolubile unione dei Mascolino con il Femminino, nello Stato sociale come in Iêvê.

Sull'esempio di Samuele, fondatore della scuola del Profetismo ebraico, le matrone romane dettero vita nella Roma antica alla prima scuola dell'Apostolato cristiano. Di questa benemerita istituzione ne parla San Girolamo, dottore della Chiesa, morto a Betlemme il 30 settembre del 420. In questo seminario diretto da donne discendenti dalle famiglie patrizie, i liberi sacerdoti di Cristo vennero iniziati all'esoterismo delle scienze sacre.

La parità fondamentale dei sessi dinanzi a Dio non ha più bisogno di essere discussa: "Quanti siete stati battezzati in Cristo - dice S. Paolo - vi siete rivestiti di Cristo... Non c'è dunque più... né uomo né donna" (Gal. 3:27-28). Uno degli scopi della Religione e dell'Iniziazione Archeosofica è per la donna, in relazione a Dio, farsi una spiritualità "maschile" e "femminile"; per l'uomo, una spiritualità "femminile" e "maschile". Se essi non arrivano a tanto, si considerino spiritualmente ed iniziaticamente mutilati e in disarmonia con Dio.

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