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Tecniche
di risveglio Iniziatico
(brani
tratti dal libro)
La
visione di Dio attraverso il risveglio dei centri di forza
Dio
è ignoto e inconoscibile fino a quando la nostra coscienza permane
nello stato impuro e torbido. "Beati i puri di cuore, perché
essi vedranno Iddio" (Matt. 5:8). Fino a quando l'anima rimane
aggrappata ai soli beni materiali ed è attirata verso i fondali
della coscienza, non potrà vedere lo splendore del regno di Dio
e non sperimenterà la beatitudine fatta d'Amore e di Sapienza
che la divina presenza può concedere al vincitore. La visione
di Dio nel suo Trono (esperienza della Mercavah) è possibile
quando il nostro cuore è veramente puro e il corpo al quale appartiene
questo cuore si è fatto trasparente e inattaccabile come il diamante.
Il
vero corpo ed il vero cuore per contemplare l'altissimo sono il così
detto Corpo causale e il Centro cardiaco, situati in detto corpo, strumento
sottile, igneo, mentale e nascosto in noi per rivestire l'entità
erotico - animico - spirituale che siamo.
Dall'Archeosofia
sappiamo non poco sulla costituzione occulta dell'uomo e della donna,
perché la sperimentazione psicoscopica ha reso possibile lo smontare
pezzo a pezzo con la chiaroveggenza l'uomo invisibile per esplorarne
i segreti meccanismi. L'analisi psichica operata da individui dotati
di facoltà extrasensoriali ha dato modo di scoprire che il corpo
fisico vivente è compenetrato da un altro corpo di materia organica,
ma energetico, luminoso di una luminosità colorata, chiamato
"corpo eterico" costellato di vortici o "centri sottili,
centri di forza" come meglio vogliamo definirli di cui i piú
noti sono sette.
La
ricerca archeosofica ha consentito di appurare che tramite delle correnti
vitali questi centri sono in correlazione con altri centri disposti
in un altro corpo energetico e perciò sottile, definito "corpo
emozionale", questo a sua volta è correlato con i centri
di un altro veicolo, il "corpo mentale" e i centri del corpo
mentale con il "corpo causale" o d'estasi.
Chi
cerca l'Assoluto, Iddio personale della Rivelazione progressiva e la
gioia dell'unione con Lui, deve rendere puro, tanto puro il suo corpo
causale e tanto affine alle divine energie increate (le Sefirot), sì
da potersi mettere alla presenza contemplativa senza ostacoli. Di qui
la necessità di sottrarre i nostri "organi sensoriali spirituali"
(i centri di forza: causali, mentali, emozionali ed eterici) all'influenza
delle potenze demoniache o perverse per aprirci alle Potenze di Dio
con gli stessi centri sottili purificati e ricettivi.
Avrete
sentito parlare o ne avrete notizia dallo Yoga e dall'Esichiasmo che
ognuno di noi ha latenti alcuni organi sensoriali psichici in cima alla
testa, sulla fronte, verso la gola, nella regione del cuore, all'ombelico,
ai genitali e un settimo all'osso sacro. L'esperienza archeosofica svela
che vi sono altri centri sulle palme delle mani, ai piedi e all'occipite
nella regione bulbo-cervelletto. Tutti questi centri sono dei provvidenziali
strumenti naturali, predisposti dalla Saggezza creatrice, perché
siano utilizzati per la comunicazione con i mondi soprasensibili che
operano su altri piani e dimensioni ed anche perché quando sulla
terra le convulsioni telluriche renderanno impossibile la vita, l'uomo
possa con il suo corpo sottile dotato di organi sensoriali spirituali.
continuare ad essere se stesso, pienamente informato di tutto.
Sappiamo
dalle Scritture e dalle logiche deduzioni che un giorno vi sarà
una resa dei conti del processo evolutivo spirituale dell'umanità
con il cataclisma ecologico e di altro genere e, con la risurrezione
dei corpi, l'epilogo nella così detta Escatologia.
Lo
sviluppo dei centri localizzati ai piedi anatomici ed energetici potrebbe
avere un rapporto con il fenomeno della levitazione nei santi, quali
mezzi di propulsione verticale. A sostegno di questa tesi potremmo tener
conto degli spostamenti di Gesú sulle acque del lago di Tiberiade
senza toccare il liquido.
Nel
Vangelo secondo Matteo, 14:22-30, si narra: "Alla quarta vigilia
della notte egli andò verso di loro, camminando sul mare. I discepoli,
allora, vedendolo camminare sul mare, si turbarono dicendo: "È
un fantasma" e si misero a gridare per la paura. Ma subito Gesú
parlò loro dicendo: "Coraggio, sono io, non abbiate paura!".
Pietro, rispondendogli, disse: "Signore, se sei tu, comanda che
io venga da te sulle acque". Egli allora disse: "Vieni".
Pietro, disceso dalla barca, camminò sulle acque e si diresse
verso Gesú, ma vedendo che il vento era forte, ebbe paura e,
cominciando ad affondare, gridò: "Signore, salvami!".
Ora, Gesù, subito, stendendo la mano, l'afferrò e gli
disse: "Uomo di poca fede, perché hai dubitato?".
Nell'introduzione
al Jataka 190, si racconta un fatto analogo accaduto a un monaco che
camminava sulle acque del fiume Aciravati per incontrare Buddha; il
discepolo, appena distoglieva il pensiero dal Risvegliato e guardava
le onde, rischiava di annegare. Ebbene, di questi fenomeni di levitazione
la casistica offre una ricchezza di esempi di notevole portata: San
Francesco d'Assisi, Santa Caterina da Siena, San Giovanni della Croce
e soprattutto San Giovanni da Copertino.
L'accurata
analisi funzionale dei Centri di forza, quali organi di rice-trasmissione
è oggetto di questo scritto, perché senza di essa l'esperienza
percettiva visiva, acustica, tattile dell'aspirante alla perfezione
si farebbe incerta. La visione della Mercavah o Carro di Fuoco, gli
Hekhaloth, poggiano sul risveglio dei centri sottili.
Quando
Gesú Cristo disse: "Beati i puri di cuore perché
vedranno Iddio" (Matt. 5:), alluse alla purificazione e risveglio
del "centro cardiaco"; quando affermò che "quel
che esce dalla bocca viene dal cuore" (Matt. 15:18), volle avvertire
che bisogna purificare oltre al centro del cuore, anche quello della
gola, e che l'attenzione deve mantenersi vigile perché il "maligno
porta via ciò che è stato seminato nel cuore (Matt. 13:19).
Fra
i centri che decidono il destino metafisica ve ne sono alcuni veramente
fondamentali: il frontale, il laringeo, il cardiaco ed il basale, corrispondenti
al pensiero, alla parola, all'emozione e alla concupiscenza. La coscienza
ha nei centri come dei punti di gravità. I due poli dell'individuo
sono nel cervello fisico e psichico e nei genitali alla base della colonna
vertebrale, polo della specie.
(…
… …)
Sacralità
dell'alfabeto ebraico e le parole di potenza per il risveglio dei centri
psichici
È
opinione antichissima che l'Ente Supremo creò ogni cosa con la
potenza del Verbo, cioè con la Parola. Lo affermano molte tradizioni
religiose e iniziatiche attraverso i loro commentari esoterici sulle
Sacre Scritture. Nella Bibbia, per esempio, la Genesi di Mosè,
capitolo 1, versetto 3, si esprime così: "Ed Egli disse,
Lui-I'Essere degli esseri: sia fatta la luce, e fu fatta la luce".
Nel
Vangelo secondo Giovanni, I, 1-3: "In principio era il Verbo, e
il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio. Questo nel principio era
presso Dio. Per mezzo di Lui furono fatte tutte le cose".
La
dottrina del Verbo Creatore la ritroviamo in India, in Persia, in Grecia,
nei Libri Ermetici. Fra i testi egiziani si hanno frequenti allusioni
che somigliano a quelle bibliche del famoso "Libro dei Morti".
Nella
teologia dell'antica Menfl rifulge la dottrina del Verbo Creatore con
espressioni come queste:
"lo
ho creato tutte le forme con ciò che è uscito dalla mia
bocca, quando non vi era né cielo né terra".
Troviamo
altre testimonianze nel papiro di Ani e nei Testi delle Piramidi dove
Rà, il Verbo divino, affiora nel mito cosmogonico. Dio proietta
mediante il Verbo una immagine e una somiglianza di se stesso, e la
creazione appare.
In
Dio il Verbo è creatore in virtù della Onnipotenza divina
mentre la parola umana ha solo la forza dell'uomo, la forza di far vibrare,
muovere le cose già esistenti.
La
parola crea delle forme d'emozione, immagini mentali e impulsi d'azione
che abilmente utilizzati possono risvegliare poteri ignoti latenti.
Da
quanto espongo, sia pure in sintesi, è evidente una teoria che
spiega il potere della parola, del suono e dei suoi ritmi per risvegliare
i centri dell'Uomo occulto e della Donna invisibile intesi quali persone
fisiche, energetiche ed erotico-animico-spirituali.
Tutto
è vibrazione. Tutto obbedisce a dei ritmi. Universo, pianeti,
stelle, minerali, piante, uomini, ani mali, spiriti, numeri, ideogrammi,
tutto, indistintamente ogni cosa ha il suo ritmo vibratorio per cui
il conoscerlo e l'imitarlo vuol dire convibrare con l'intera creazione
visibile e invisibile.
Dalla
scienza dei suoni, l'acustica, sappiamo che in natura vige la legge
della risonanza per cui disponendo di due strumenti musicali perfettamente
accordati e in stato di quiete è sufficiente far vibrare una
corda in uno dei due strumenti per sentire entrare in vibrazione la
stessa corda dell'altro.
Alla
risonanza acustica risponde anche una risonanza di ottava in ottava
di tutti i piani del Cosmo. È il meraviglioso fenomeno della
"meta-acustica" che permette all'ascesi spirituale di utilizzare
la scienza dei suoni strumentali e vocali.
La
ripetizione di certe parole composte con le lettere di un alfabeto sacro
(antico egiziano, ebraico, arabo, sanscrito, tibetano) muove, mette
in vibrazione i diversi piani o cieli del Cosmo e contatta con le divine
increate energie della Trinità, cioè quelle speciali energie
che nell'esoterismo dei profeti d'Israele sono nominate le Sefirot.
L'anima
è paragonabile al numero in movimento; un numero in movimento
è una nota musicale. L'anima dell'uomo, stato intermedio fra
Dio e la materia, è l'arpa che suona l'eterno canto al Signore
della Creazione, perché il Creatore muove le sue corde con il
suo divin soffio.
La
scalata al cielo comporta fra le tante utilizzazioni di mezzi, quel
che l'India definisce il mantrayoga e l'Archeosofia designa con un termine
significativo: logodinamica.
Il
logodinamo o "parola-forza" ha una risposta dalle gerarchie
angeliche e da Dio stesso attraverso la potenza dei suoi Nomi. Utilizzo,
dunque, l'alfabeto ebraico, perché è lo strumento della
lingua sacra della Bibbia, di Mosè, dei Profeti, di Gesú
il Cristo e della Kabbalah.
Il
risveglio dei 12 centri a causa della legge delle corrispondenze e delle
analogie è soggetto ai logodinami; i logodinami dipendono dalle
22 lettere dell'alfabeto ebraico con le quali sono composti i Nomi di
Dio e delle Gerarchie Angeliche. I Nomi ed i logodinami faranno comunicare
con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo attraverso le divine energie
increate delle Sefirot.
Chi
è addentro ai più nascosti insegnamenti del kabbalismo
essenico ed esseno-cristiano, saprà che la guida per il risveglio
e sviluppo dei centri prendeva il titolo di "signore del Nome",
cioè bal scem.
Le
lettere quando formano un logodinamo si chiamano "lettere di luce",
perché fanno entrare in contatto i sensi spirituali con la luce
delle divine energie. Esse riflettono delle realtà metafisiche
e corrispondono alle rappresentazioni grafiche di forze e potenzialità
macro-microcosmiche.
Le
parole non sono composte a caso, ma seguono delle leggi acustiche e
spirituali, cioè meta-acustiche, per questo sono veri sigilli
dello spirito per udire ciò anche ai sensi ordinari è
inaudibile. Il logodinamo (o mantra, come lo si voglia chiamare) è
un insieme di lettere che ha una presenza metafisica e quindi reale;
perciò, pronunziato dall'individuo perfetto è un veicolo
di forze di straordinario potere; è la parola-simbolo interiorizzata
che apre le porte dell'Eternità.
I
"Signori del Nome" da millenni hanno scoperto, ricevuto dall'alto,
molti logodinami che sono arrivati fino a noi in conformità alla
Tradizione esoterica. Queste parole-simbolo pronunziate bene nel silenzio
e nella calma ieratica sincronizzano e quasi identificano con ciò
che si vuole.
Ogni
Tradizione esoterica ha i suoi Nomi di potenza, che possono essere utilizzati
solo da coloro che appartengono per lingua e ceppo etnico alla nazione
che detiene la sua tradizione, a eccezione di coloro che si uniformano
alle sue caratteristiche. Certo non è facile per un europeo utilizzare
i mantra indù perché, oltre a conoscere il sanscrito linguistico
ed esoterico, dovrebbe avere l'occasione di diventare il discepolo di
un guru conoscitore di molti mantra e disposto a svelarglieli.
Nel
Mantrayoga Upanishad l'om è paragonato a una freccia, la cui
punta è il pensiero, che appena scoccata dall'arco teso del corpo,
raggiunge la luce dello stato supremo, dopo aver attraversato le tenebre
dell'ignoranza.
I
logodinami hanno significato ed efficacia solo per gli Iniziati, cioè
per coloro che corrispondono con la loro sensibilità alle sottili
vibrazioni dei simboli, dei colori, dei suoni, dei profumi presentati
ad essi dall'intuizione e dalla Tradizione. Il non Iniziato potrà
pronunciare un mantra senza ottenere niente. Inoltre, un logodinamo
opera quando si ha un grande desiderio di Divinità. Può
essere scritto, può venire stampato su dei libri, senza tuttavia
perdere il suo valore, perché la sua comprensione, il suo segreto,
il suo aiuto si ottiene con l'autodisciplina fatta di concentrazione,
intuizione interiore, moralità assoluta, comunione con il Maestro
metafisica e la guida di un Istruttore vero.
Seguono
ora alcune regole di pronunzia dell'alfabeto ebraico per la corretta
lettura dei Nomi Divini. I logodinami essenziali verranno esposti con
la descrizione dei Centri.
È
indispensabile ricordare che non si tratta solo di fonetica, di suoni
e parole utilizzate per delle finalità mistiche e iniziatiche,
ma anche di potenza dei simboli. Nelle lingue sacre a caratteri Devanágari
(quale il sanscrito) ed a caratteri ebraici per la lingua di Mosè,
ogni segno non rappresenta soltanto una lettera, ma un'idea, un numero
e un geroglifico in corrispondenza ai diversi piani del Cosmo. Ciò
vuol dire che in dimensioni interdipendenti e sincronizzate, per ogni
lettera dell'alfabeto ebraico e per tutte le combinazioni di lettere
per comporre Nomi divini e di Enti di Luce sussistono a tempo indeterminato
degli archetipi creati da certi Adepti e rinvigoriti dalla loro visualizzazione
e pronunzia.
Noi
siamo sicuri di poter attribuire la paternità di non poche parole
di forza al genio di Mosè, di Melchisedech, Abramo, Cristo e,
ovviamente, siamo sicuri di poter considerare la forma e la pronunzia
di queste lettere e combinazioni di lettere alfabetiche registrate per
tutti i secoli in qualche parte dello spazio intelligibile. Di conseguenza
siamo sicuri che, rispettando le regole della Teurgia, sia possibile
rivivere con la parola e il pensiero la stessa esperienza vissuta dai
profeti, se ripetiamo foneticamente e mentalmente queste lettere e questi
Nomi.
A
conferma di quanto sopra, le nozioni di fonetica ebraica verranno date
in base alle lettere pure, libere da segni massoretici o vocalici, perché
è saputo dalla Tradizione che per scopi evocatori, teurgici o
epiclesici non venivano inseriti nella simbolica delle lettere degli
elementi grafici estranei. Ciò è avvenuto anche per occultare
ai profani l'esatto valore logodinamico o mantrico delle parole sacre.
(…
… …)
Il
Centro cardiaco: sue caratteristiche e cardiognosi
Nel
petto, in prossimità della regione anatomica del cuore, vi è
la corrispondenza con il Centro di forza cardiaco dal quale dipende
una buona parte dello sviluppo spirituale di ogni persona. Questo organo
sensoriale spirituale consente una singolare esperienza alla quale si
può dare il nome di Cardiognosi (alla lettera, conoscenza del
cuore). La cardiognosi libera dal gioco degli "opposti" e
fa insediare nel cuore l'intelligenza, illuminata dalla Sapienza increata
affinché questo cuore sia il luogo teofanico per eccellenza.
Chi
lavora con grande intensità e perizia sul Centro cardiaco potrebbe
fare a meno di meditare sugli altri Centri, perché già
con il Centro frontale e con quello basale è in intimo rapporto
con una solida ripercussione trasformante sui rimanenti Centri di forza.
Tuttavia la prudenza consiglia di agire sopra tutti gli altri undici
centri ai fini di un risultato stabile e radicale. La frase evangelica
di Gesú sulla tematica del cuore è densa di significato:
"Beati i puri di cuore perché vedranno Iddio".
La
Cardiognosi, che deriva dal greco, cardias = cuore e gnosis = conoscenza
in senso metafisica, mistico e archeosofico, è la conoscenza
del cuore nella fede e nell'amore.
Al
cuore fisiologico corrisponde, come ho già detto, il Centro cardiaco
che si trova sopra la mammella sinistra, a parte qualche variante di
localizzazione di poca entità riscontrabile da individuo a individuo.
Lo spostamento di questo punto ha dato origine al detto antico dei Padri
eremiti del deserto, "cercare il luogo del cuore".
Questa
ruota ignea, raffigurata in arte con il cuore fiammeggiante di Cristo
(il Sacro Cuore), ha dodici raggi. La sua tinta è di colore rosso
e giallo oro lucente.
Nella
iconografia ai fini della ritualistica teurgica si rappresenta con una
stella a sei punte, simbolo dell'unione del maschile e del femminile
quali princìpi e del Macrocosmo con il Microcosmo. Questa stella
è formata da due triangoli intrecciati con al centro il Nome
di Dio e del Salvatore Gesú, scritto in lettere ebraiche con
la Jod, Hè, Vàu, Hè, inserendo fra la prima Hè
ed il Vàu una Scìn che si legge Jèsua, ma si legge
anche Yahveh. Attorno alla stella vi è un cerchio che compone
la stella a 12 punte; in ognuna di queste punte vi sono distribuite
le lettere del Nome di Dio JHVH a partire dalla punta più in
alto.
Il
Nome di YAHVEH significa "L'Eterno".
Dal
punto di vista della sperimentazione il risveglio di questo centro si
risolve nella percezione della Luce Taborica e della Parola del Silenzio,
il suono della Vita Cristica. È lì che risiede la parte
più elevata dell'anima, simile a una fiamma d'amore. Sul piano
affettivo, la funzione ordinaria si svolge con l'alimentazione della
speranza, dell'ansia, del dubbio, del rimorso, della trepidazione e
dell'esitazione; ma queste devono essere modificate, sublimate, capovolgendone
i valori morali.
Secondo
l'antico esoterismo dei Profeti d'Israele, il Centro cardiaco è
in rapporto con la sesta Sefirà dell'Albero Sefirotico, cioè
con Tiferet, che vuol dire Bellezza. Fa parte delle corrispondenze l'Arcangelo
Michele (= Colui che è simile a Dio).
La
predisposizione ad un cattivo funzionamento diventa una predisposizione
all'amore di se stesso o egoismo, ma se è attivo nel bene, allora
predispone alla vita di comunità, amore dell'anima; predispone
alla spiritualità.
Fra
i corpi sottili il predominio è per il Corpo mentale superiore
e il Corpo causale. Quale principio immortale predilige l'anima emotiva
e in parte lo spirito.
Il
flusso di energia gialla in circolazione nel Centro del cuore impregna
il sangue e lo conduce in tutte le parti del corpo. Arriva al cervello
e lo satura per dirigersi al più elevato organo sensoriale spirituale,
il Centro coronale situato in cima al cervello. Nel cervello stimola
i più alti pensieri metafisici e filosofici.
Dopo
il risveglio del centro cardiaco eterico, il corrispondente centro emozionale
conferisce la facoltà di sentire, accogliere e comprendere i
sentimenti delle entità emozionali. Nella sua coscienza fisica
fa provare le ansie, le pane e le gioie della gente, e per simpatia
arriva a riprodurre in se stesso le sofferenze degli altri.
Gli
esercizi di risveglio promuovono la fenomenologia paranormale con la
chiaroveggenza e la chiaroudienza, permettendo di uscire dal corpo e
di rientrarvi per contattare i piani o cieli cosmici. Un ottimo sviluppo
del Centro cardiaco conferisce la levitazione, la bilocazione, l'invisibilità,
il camminare sull'acqua, il volare nel cielo, l'entrare nel corpo di
altri uomini per rianimarli.
Sulla
levitazione in coloro che hanno sviluppato il centro del cuore la letteratura
cristiana è documentatissima, basta leggere l'autobiografia di
santa Teresa d'Avila: "Un giorno, durante una conversazione sulla
santissima Trinità, santa Teresa fu così toccata dal linguaggio
celeste di san Giovanni della Croce al punto che si gettò in
ginocchio per ascoltare con più rispetto. Subito le loro anime
si abbracciarono. Giovanni della Croce entrò per primo in estasi,
e si innalzò in aria con la sua sedia. Teresa, che era in ginocchio,
rimase in questa posizione, e anche lei elevata in aria. Beatrix di
Gesú, allora religiosa dell'Incarnazione, e che passò
poi alla Riforma, entrando nel parlatorio per portare un messaggio alla
nostra santa, fu testimone del prodigio".
La
meditazione sul cuore o Cardiognosi mette in contatto con la divina
luce increata Tiferet (Bellezza) dalla quale il giusto riceve l'illuminazione
Taborica.
Fra
le correlazioni anatomico-fisiologiche oltre al Plesso cardiaco del
simpatico che controlla la funzione cardio-circolatoria, vi è
da tener conto della ghiandola sessuale, della tiroide e dell'ipofisi,
ma è sinergico della corteccia surrenale. Il timo è psichicamente
la ghiandola della continenza e dell'amore spirituale. Ora chi medita
a lungo nel senso ascetico cristiano sul Centro del cuore ottiene un'azione
benefica sul timo e sulle medullo-surrenali, ma il lasciare degenerare
questa ghiandola del timo è come chiudere la porta alla salvezza
dell'anima, perché è la ghiandola dell'infanzia. La nota
espressione del Cristo sulla tematica che bisogna diventare bambini
per entrare nel Regno dei Cieli potrebbe avere un qualche riferimento
allo sviluppo o alla atrofia del timo.
L'elemento
del centro cardiaco è l'aria.
La
meditazione sul cuore per renderlo puro si risolve nella carità
unita all'amore del prossimo, cioè nell'agapè.
Chi,
ritmando sul respiro secondo i tempi 4:4:4:4 oppure 1:4:2, chiama nel
cuore il Nome di Gesù nel modo che ho spiegato nel quaderno 11°
di Archeosofia, perseverando in questa invocazione meditata può
realizzare l'incontro con il Figlio di Dio.
(…
… …)
Fattori
astrologici per il risveglio e lo sviluppo dei Centri di forza
Riassumo
alcune posizioni astrologiche che si riferiscono ai momenti migliori
per risvegliare e sviluppare i Centri di forza. Mi limiterò al
"Centro frontale", al "Centro cardiaco" e al "Centro
basale", che sono i punti decisivi per l'Ascesi. Queste posizioni,
per giovare, devono armonizzarsi con le stesse posizioni del vostro
diagramma astronomico personale (oroscopo).
CENTRO
FRONTALE
Attenzione:
buoni aspetti fra Mercurio e Saturno, e fra questi pianeti e il Sole
e la Luna. Ottimo Ascendente saturnino o mercuriano (Acquario, Capricorno,
Gemelli, Vergine).
Concentrazione
mentale: Ascendente: Sole o Nettuno nel Capricorno.
Vigore
mentale: Marte, Urano, Mercurio ben disposti e in casa
III o in Segno d'Aria (Gemelli, Bilancia, Acquario). Saturno in aspetto
benefico con Mercurio. Ascendente in Segno d'Aria.
Potere
di trasmutazione interiore: la capacità mentale
di imporsi una trasmutazione interiore e quindi accelerare l'evoluzione
interiore spirituale può essere favorita dai buoni aspetti di
Plutone, Nettuno e Urano. Potente è la congiunzione Plutone-Nettuno.
Potere
di volontà: Marte congiunto a Mercurio. Sole
e Marte in buon aspetto, specialmente nei Segni Fissi (Toro, Leone e
Scorpione, Acquario). Ascendente in Ariete e in Segni Fissi.
Decisione:
Giove e Marte in buon aspetto. Ascendente in Segno di Fuoco (Ariete,
Leone, Sagittario). Marte in Toro. Significatori intellettuali vigorosi.
Padronanza
di sé: aspetti armonici fra Marte e Saturno di
cui uno sia collegato al Sole, Luna, Mercurio o al pianeta che domina
l'oroscopo ben piazzati all'Ascendente.
Intuizione:
possenti aspetti fra Urano, Nettuno e il Sole e la Luna (specialmente
quest'ultima); buoni aspetti fra Mercurio, Luna e Nettuno. Luna e Nettuno
in case angolari (Ascendente, IV, VII e X) oppure in III e IX. Luna
e Sole in Acquario. Ascendente in Cancro e Gemelli.
Profezia:
Urano nel Sagittario, Acquario, Pesci. Urano e Nettuno dominanti e in
forte aspetto in correlazione alle case III e IX.
CENTRO
CARDIACO
Amore
spirituale, idealismo religioso: osservare la casa IX
che dev'essere occupata da Venere, Saturno, Nettuno, liberi da aspetti
malefici. Ascendente in Sagittario. Gli aspetti fra Giove e Nettuno,
i Segni del Sagittario e dei Pesci ed anche la casa III. L'amore di
Dio è facilitato da Giove, Venere e Saturno in forti aspetti
reciproci. Buoni aspetti nella casa IX e Sagittario.
Bontà
e compassione: Sole o Ascendente in Pesci; Venere e
Giove in buon aspetto fra loro ed i significatori del carattere: Sole,
Luna, Ascendente e Mercurio.
Verità
e sincerità, cuore puro: Giove potente in aspetto
con l'Ascendente, la Luna e Mercurio. Luna nel Sagittario. Ascendente
nel Sagittario.
Altruismo:
Venere in buon aspetto al Sole, Luna o l'Ascendente. Una dominante luni-venusiana
o giove-venusiana, purché armonica. I Segni di Venere (Toro e
Bilancia) dominanti. Si badi che non vi siano dissonanze fra Saturno,
Urano, Marte.
Coraggio:
Sole ben piazzato. Marte dominante e in buon aspetto specialmente con
Giove, Mercurio, Luna, Urano. Luna in Segni di Fuoco (Ariete, Leone
e Sagittario). Nessuna dissonanza fra Saturno e la Luna.
CENTRO
BASALE
Questo
Centro localizzato nella regione anale e sacrale, sede del "Fuoco
serpentino" o, secondo la dottrina archeosofica, dell'Eros Cosmogonico
immanente di Eva, si prepara con le seguenti qualità da svilupparsi
meglio quando gli astri sono di aiuto in questo senso.
Castità
e continenza:
Saturno, Giove in IX in forte aspetto con l'Ascendente. Venere isolata
nell'oroscopo.
ATTITUDINE
ALL'ASCETISMO E ALLO SDOPPIAMENTO
Ascetismo:
dominio di Saturno in aspetto a Nettuno o Giove. La casa IX molto importante.
Marte, Venere e la Luna deboli. Ascendente e il Sole in Segno d'Aria
(Gemelli, Acquario e Bilancia) o nel Capricorno. Saturno debole in XII
o che influenza la V.
Bilocazione
o sdoppiamento: congiunzione Sole e Luna o la loro opposizione.
Gli stessi aspetti fra Mercurio e la Luna. I Segni dei Pesci. Cancro,
Scorpione, le Case VIII e XII. Urano, Nettuno e Plutone importanti e
in un Segno d'Acqua (Cancro, Scorpione e Pesci).
(…
… …)
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