L’astrologia e l'ascesi spirituale

Conferenza tenuta a Milano il 28 settembre 1975 in occasione del 1° convegno di studi astrologici al Muse della Scienza e della Tecnica.

Metodi astrologici e ascesi spirituale

Premessa

L’argomento da noi trattato non è il resoconto dei nostri studi e ricerche nel campo dell’Astrologia comune, costituita dai settori speciali, quali: l’analisi del carattere, la diagnosi delle malattie, le deduzioni socio-politiche mondiali, l’agricoltura, i fenomeni geosismici e meteorologici con le previsioni delle date degli avvenimenti. Questa esposizione punta decisa verso lo studio e la metodologia astrologica che si riferisce all’influenza degli astri e del Cosmo sull’evoluzione psichica spontanea e artificialmente accelerata, utilizzando i ritmi astrologici più utili per trasformare la nostra coscienza. Quindi, sia pure in sintesi, esporremo alcuni princìpi di Astrologia Esoterica e Iniziatica nel più genuino significato di questo termine. Diciamo questo perché non pochi hanno utilizzato il termine "esoterico" per la nostra Astrologia, senza spendere una parola per il vero esoterismo; almeno come lo intesero i Maestri dei Santuari della Caldea, dell’Egitto e dell’India.

Benché anziani di queste ricerche ed esperienze, abbiamo voluto confrontare i nostri risultati con le conoscenze di alcuni astrologi indù e tibetani, recandoci espressamente in India, Nepal, Kashmir, Himalaya, il 3 agosto 1975, decollando da Roma. Il nostro viaggio è stato fruttuoso quanto quello del 1 aprile 1964 in Palestina, perché abbiamo avuto il modo di conversare con alcuni esperti di astrologia ascetica, che hanno confermato i nostri punti di vista, fornendoci importanti libri. Tuttavia ci sono alcuni aspetti astronomici dell’astrologia indù che intendiamo studiare con calma e ponderazione, in riferimento alla Zodiaco delle Costellazioni e la Precessione degli Equinozi e il suo incremento o Ayan-msha che, secondo l’astronomo e astrologo calcolatore di Effemeridi, Lahiri, di Calcutta, è per lo zero gennaio 1975 di 23°30’.5. Questa quantità, sottratta dalle posizioni geocentriche dei nostri pianeti, ci sposta di molto. Così pure è da controllare il significato del Rahu, o Nodo ascendente lunare, e del Ketu o Nodo discendente della Luna, diversi da quelli dell’Astrologia europea, circa l’interpretazione.

Definizione e origini dell'Astrologia Iniziatica

Il termine "iniziatico" si riferisce a tutto ciò che ha attinenza con l’inizio di una vita nuova, con lo scopo di liberare il nucleo centrale della personalità dal condizionamento della natura inferiore forzando la natura stessa. L’Astrologia interviene, con le sue leggi e i suoi metodi, per far salire i gradini della perfezione e trasmutare l’essenza animica dell’aspirante alla deificazione. L’Astrologia Iniziatica, o Ascetica, o Esoterica, si riferisce allo sviluppo etico e psicodinamico dell’individuo, al quale offre la possibilità di un’ascesa di valori spirituali, cioè il superamento di se stesso con una presa di coscienza qualitativa, sì da risvegliare in lui quelle potenzialità che caratterizzano il genio, l’illuminato o il profeta, rinato e integrato nei suoi poteri quasi divini.

L’Astrologia Iniziatica è per noi un discorso dottrinale e scientifico, rivolto, naturalmente, a chi ha una visione non solo biologica e sociale, ma metafisica dell’uomo, e ritiene la Natura vivente, ed il fatto che gli astri influenzano l’uomo e l’uomo influenza i corpi celesti.

Le antiche scuole non separavano la divina astrologia dalle altre discipline destinate a formare gli individui superiori, capaci di influenzare la vita del Cosmo e quindi della terra. Questa scienza era perciò associata alla teologia, alla filosofia, all’astronomia, all’alchimia, alla fisiologia occulta, alla medicina, alla teurgia. Prima dell’Era delle specializzazioni, la natura era vissuta come un grande corpo sacro e animato, espressione visibile dell’invisibile.

Gli storici dell’astronomia sostengono l’inizio della distinzione fra l’astrologia e l’astronomia nel secondo secolo, all’epoca di san Clemente d’Alessandria, per differenziarsi nettamente nel XVII° secolo.

Oggi la natura non è vissuta, ma analizzata nei suoi molteplici fenomeni, quali l’elettricità, la luce, il calore e le loro relazioni matematiche. Per fortuna esistono ancora singoli cercatori e gruppi di lavoro che sanno entrare in contatto con le leggi della natura vivente, pensandola in senso fisico-matematico, ma anche vivendola in senso alchemico o iniziatico, senza disgiungere il vivere sintonico con il mondo metafisico stellare.

Vi fu un tempo nel quale gli astrologi di statura etica elevata hanno percepito, in virtù della loro costituzione spirituale, la natura come scienza positiva e come panpsichismo governato dal trascendentale.

La trasmissione telepatica fra uomo e stella era una delle grandi scoperte dei Magi della Caldea, dell’Egitto, dell’India, del Tibet e dei Kabbalisti Esseni. Questo segreto fu trasmesso di generazione in generazione a quei pochi individui di elevato livello spirituale che potevano custodire i metodi astrologici e le convinzioni proprie dell’Alta Iniziazione: un insegnamento che traspare dagli scritti di Dante, poeta e astrologo, e da Cornelius Agrippa, insigne pensatore e sperimentatore. Il primo conclude:

"Se tu segui tua stella

non puoi fallire a glorioso porto ..."

(Inf. Canto XV, 55)

Il secondo, Agrippa di Nettesheim, Heinrich Cornelius, nel De occulta philosophia, lib. I, cap. 66, anno 1510, scrive: "Le passioni dell’anima sono validamente aiutate dai corpi celesti, che influiscono sul loro operare quanto più esse s’accordano col cielo, sia in un certo modo naturale, sia per scelta volontaria o libero arbitrio, perché, come dice Tolomeo, sembra non esservi differenza di risultati tra la libera scelta e la disposizione naturale. E’ dunque utile ricevere i benefici del cielo in ogni sorta d’operazioni, il porsi in stato di concordanza con esso e il rispondere ai suoi influssi coi nostri pensieri, con le nostre passioni, con le nostre immaginazioni, con le nostre deliberazioni, con le nostre contemplazioni e altri simili atteggiamenti spirituali. Perché tali passioni fanno inclinare il nostro spirito verso quanto rassomiglia a esso e lo espongono a ricevere meglio le influenze celesti. In modo che la mente, sia mercé l’immaginazione, sia in virtù di una speciale iniziazione, può tanto conformarsi a un dato astro, da impregnarsi talmente dei suoi benefici, da divenire il ricettacolo delle sue influenze. Tale risultato non è però raggiungibile a mezzo del pensiero contemplativo che ci separa da ogni senso dell’immaginazione e della natura, salvo che esso si volga verso Saturno. Il nostro spirito opera prodigi mediante la fede, che è un fermo attaccamento, una intenzione fissa e una forte applicazione dell’operatore al cooperatore, la quale rinvigorisce quanto abbiamo in animo di compiere, in modo che si forma in noi l’immaginazione della virtù che dev’essere ricevuta, e della cosa che deve essere fatta in noi da noi".
(L’Agrippa fu medico, filosofo, astrologo, teologo. Nato a Colonia il 24 settembre 1486 e morto a Grenoble nel 1535)

Abbiamo ricordato dei personaggi rappresentativi quali Dante e l’Agrippa, ma è certo che la tradizione astrologica esoterica conduce sia verso epoche lontane, come pure al presente, che ha ancora coloro che non si limitano a misurare su un grafico zodiacale gli aspetti fra i pianeti nei Segni e nelle Case, o calcolano le Direzioni e le Rivoluzioni solari per soddisfare la curiosità dei committenti che domandano date e fatti di cose terrene, troppo terrene, ma vanno oltre: vivono e fanno vivere la natura degli astri nel loro influsso benefico, spiritualizzante, che fa diventare insensibili o quasi agli influssi malefici. Se l’astrologo ordinario e specializzato si limita alla previsione, l’astrologo della Via Iniziatica si spinge oltre, nel senso di utilizzare le tecniche di risveglio, di concentrazione del pensiero, sui pianeti del Macrocosmo e su quelli del suo Microcosmo nella buona stagione stellare; è come l’ape operaia che prepara il miele in primavera affinché nell’inverno le riserve siano disponibili.

Noi, in qualità di Archeosofi, pratichiamo da tempo questa prassi: debitori verso gli Antichi, abbiamo portato la nostra pietruzza per la formazione dell’Uomo rigenerato. Non è stato facile: la ricerca è stata lunga. Essa si perde nel lontano 1930, quando riprendemmo un programma assai remoto, riscoprendolo e vivendolo con la passione, sia giovanile che della maturità, eguali in potenza.

L’Astrologia Esoterica non è quella comunemente intesa in buona fede abbinando certi metodi onomantici con ipotetici cicli planetari e sfociando nella comune predizione sugli affari, il matrimonio o la salute: l’Astrologia esoterica vera è quella del profeta biblico Daniele, dell’Archeosofia e, per certi aspetti, dei Jyoshis Shastras (trattati di astrologia) indù, vale a dire quella scienza degli astri che insegna a stabilire quando e come operano le buone influenze degli astri sui Chakras, o Centri di Forza, o Corone, sulle tre vene energetiche, sui corpi sottili e sull’Ego, cioè, in una parola: sull’Uomo energetico e metafisico, affinché le parole dell’Avatara Gesù diventino una realtà: "Il Regno dei Cieli soffre violenza, ed i violenti se ne impadroniscono" (Matteo, 11: 12). I violenti spirituali sono coloro che percorrono la Via Iniziatica.

I corpi celesti ed i Guardiani cosmici della sofferenza e della libertà dei Risvegliati

L’Astrologia è il linguaggio del Creatore, e gli astri sono strumenti cosmici, dispensatori della Sua Giustizia e Misericordia per le anime, in viaggio da milioni di anni, erranti di vita in vita alla ricerca della pace e della Verità.

La Trinità opera, controlla, guida il processo evolutivo del genere umano mediante le Gerarchie Angeliche e la Sapienza creata, o Sofia, che stanno negli astri, ma non sono gli astri. Tutti i Segni Zodiacali, stelle e pianeti, in base alla loro disposizione astronomica, producono virtù e vizi, avvenimenti dolorosi o gioiosi, ma con la funzione di regolare il dare e l’avere fra gli uomini, e fra questi e Dio. "Quando l’influsso astrale - scrive Daniele nel Sefer ha khokabim (Il Libro delle stelle) - provoca vizi e avvenimenti dolorosi, l’Angelo che lo presiede non opera, perché è uno Spirito del Bene; esso interviene invece quando la disposizione planetaria è annunziatrice di virtù e di gioia". Questo spiega il motivo per il quale non possiamo invocare l’assistenza divina e dei Grandi Spiriti di Luce, quando gli astri sono contrari; a meno che, di pari passo, non si compiano: una penitenza energica, e opere di altruismo, per pagare in breve tempo un debito pagabile nel corso di molti anni o di molte vite. Nessuna operazione di Astrologia Iniziatica o Esoterica è consentita dalla Tradizione Arcaica senza il preliminare e contemporaneo sacrificio personale. Il cuore puro è una condizione di successo. La purificazione fisica, psichica e spirituale e le modalità di attuazione sono l’assillo fondamentale di chi comprende l’Astrologia Iniziatica.

La convinzione di poter entrare in contatto telepatico con le Potenze spirituali di misericordia correlate a determinati Segni, Costellazioni o pianeti per trarne aiuto contro le calamità, la ritroviamo in India quanto nella nostra Tradizione Mediterranea. E’ noto che alcuni maestri di astrologia indiana, yogicamente disciplinati, predissero il grande terremoto del 15 gennaio 1934 per il primo pomeriggio. Il sisma avvenne puntuale alle 14,41 ad Allahabad, con pochi minuti di differenza per le altre parti dell’area colpita. La spaventosa scossa provocò la perdita di numerose vite umane e di beni di vario genere, in Bengala, Biha e in altre parti dell’India settentrionale, come il Nepal. La previsione era stata fatta dagli astrologi indiani un anno prima, e pubblicata nel Panchanga, a Benares. A quel tempo, durante alcune settimane precedenti la data che i calcoli indicavano come fatale, cerimonie religiose furono eseguite dagli astrologi e dai sacerdoti Indù (alcune di tipo occulto) per mitigare, fin dove sarebbe stato possibile, la violenza del terremoto.

Il 18 gennaio 1934 (p.15) il giornale di Delhi The Hindustani Times pubblicò un resoconto con le seguenti considerazioni: "Lo strano è che il terremoto era evidentemente atteso dagli astrologhi locali, dal momento che molti di loro stavano offrendo preghiere in certuni templi locali, quando avvenne la scossa. I loro calcoli erano basati sull’esame dei segni dello Zodiaco, e le ragioni delle loro apprensioni derivavano dal fatto che non meno di sette pianeti erano, al momento, in congiunzione nel Capricorno. Questa insolita congiunzione, si dice, venne osservata per l’ultima volta al tempo del Mah-bh-rata". Effettivamente, con la correzione dell’Ayanamsa, che nel 1934 era di 22°56’23" da sottrarre alle posizioni zodiacali date dalle effemeridi occidentali, si ebbero: Mercurio, Sole, Luna, Saturno, Marte, Venere e Nodo Ascendente lunare, tutti in Capricorno.
N. C. Lahiri: Condensed Ephemeris of planet’s positions according to the "Nirayana" or indian system, Year from 1900 to 1941 - Calcutta Astro-Rechearch Bureau, 57/6 Raja dinendra Street 1973

Gli astri, con i loro influssi, sono i guardiani dell’evoluzione di ognuno, singolarmente, e dei popoli, nella forma collettiva; essi regolano l’alta e la bassa marea psichica, e perciò condizionano i tempi e i modi del risveglio spirituale, la trasmutazione dell’essenza dell’Io in seguito all’inizio di una nuova vita dello spirito che si deve risolvere con la deificazione sotto l’azione delle divine energie increate. L’uomo sarà trasformato in ciò che ama: sarà dio se ama Dio, e sarà trasformato in bruto se ama la terra. Così diverrà ricettivo in questa e nelle vite successive nei confronti delle armonie stellari e delle loro dissonanze. Beati coloro che trovano una Guida, la seguono e si affidano fiduciosi alla sua conoscenza, perché l’inizio di una nuova vita dello spirito, intesa quale risveglio al mondo metafisico, sarà fatto coincidere con i migliori ritmi astronomici precalcolabili per essere condotti per le Vie del Signore.

Se l’astrologo moderno guarda e misura il caleidoscopico giuoco dei corpi celesti, limitandosi alle ordinarie deduzioni e congetture esistenziali, l’astrologo dei piccoli e grandi Misteri archeosofici vede nel passato e nel presente l’utilità di questa meravigliosa scienza per conoscersi, perfezionarsi moralmente, trasmutarsi nella sua interiorità, forzando, così, le porte del Regno di Dio, contribuendo all’avverarsi della profezia per sé e per gli altri fratelli: "A chi vince darò da sedere sul mio trono" (Apocalisse, 3: 21).

Forse questo nostro linguaggio può annoiare o dar fastidio a chi vede l’astrologia razionalistica- mente, supposto che il razionalismo sia un modo di vedere le cose con obiettività, ma non intendiamo mutare il nostro modo di esprimerci. Leggendo gli scritti di Alberto Einstein siamo rimasti presi dalla sua affermazione: "La religione senza la scienza è zoppa, ma la scienza senza la religione è cieca". Da parte di un altro matematico, premio Nobel per la Fisica, Max Planck, apprendiamo, dalla sua conferenza "Religione e Scienza" (Max Planck: Scienza, filosofia e religione -Fratelli Fabbri Editori, Milano, 1965, a cura di Filippo Selvaggi, a pag. 255), tenuta nei paesi baltici nel maggio 1937: "In qualunque direzione e per quanto lontano noi possiamo vedere, non troviamo da nessuna parte una contraddizione tra religione e scienza, ma piuttosto un pieno accordo proprio nei punti più decisivi.

Religione e scienza non si escludono, come alcuni oggi credono e temono, ma si completano e si condizionano a vicenda. E la prova più immediata - scrive sempre il Planck - per la compatibilità di religione e scienza, anche per una considerazione critica radicale, è presentata dal fatto storico che, proprio i più grandi scienziati di tutti i tempi: uomini come Keplero, Newton, Leibniz, erano penetrati da profonda religiosità. All’inizio della nostra epoca culturale, i cultori della scienza e i custodi della religione erano persino uniti nella stessa persona. La più antica scienza applicata: la medicina, era nelle mani dei preti; e i lavori di ricerca scientifica, ancora nel Medioevo, erano applicati nelle celle dei monaci.

Più tardi, nel progressivo raffinarsi e ramificarsi della cultura, i cammini si separarono fra loro a poco a poco in modo sempre più netto, corrispondentemente alla diversità dei compiti a cui servono religione e scienza. Infatti: così come sapere e potere non possono essere sostituiti da una concezione sentimentale del mondo, così anche la retta posizione di fronte alle questioni morali non può essere acquistata da una pura coscienza razionale. Però i due cammini non divergono, ma vanno paralleli fra loro, e s’incontrano a distanza infinita nello stesso scopo: in alto, verso Dio!".

Circa le origini dell’astrologia, vi sarebbe assai da dire. Un fatto sembra accertato: questa scienza era già nota ai Caldei 4000 anni avanti Cristo, e per i Greci il nome di Caldeo era sinonimo di astrologo. Lo conferma Filone, scrittore ebreo assai noto, che fu in contatto dei Terapeuti e degli Esseni. Filone nacque ad Alessandria d’Egitto nel 30 a. C. e ivi morì nel 50 d. C. In "La migrazione di Abraham", 178 e 179, scrive: "Sono i Caldei, sembra, ad aver elaborato più compiutamente di altri l’astronomia e l’oroscopo iniziale: essi hanno così collegato gli avvenimenti della terra con i fenomeni superiori, e altrettanto i fatti celesti con quelli che porta la terra e, secondo dei rapporti che si direbbero musicali, facendo sentire questa armonia pienamente concertata dell’universo, grazie alla coesione e simpatia delle parti, le quali, malgrado la distanza intercorrente fra loro, si mantengono inseparabili a causa dell’origine comune".

Il "British Museum" di Londra conserva, sull’astrologia dei Caldei, interessanti documenti cuneiformi, citati da Kugler: Die babylonische, Mondrechnung, 1900 e da Eppin-Strassmaier: Astronomiches aus Babylon, Herder, Freiburg, 1889.

Ipparco di Rodi, nel 160 a. C., poté fare le sue importanti osservazioni sulla "Precessione degli Equinozi", proprio per l’eredità lasciata dagli astronomi Babilonesi.

Tutte le osservazioni astronomiche, e quindi astrologiche, passarono dalla Galilea all’Egitto, ma furono riservate ai soli iniziati, cioè ai sacerdoti, e proibite al popolo, poco adatto a capire una scienza così grande. Così, benché Abrahamo - originario di Ur di Caldea, vissuto nel 1900 a. C. - Mosè - venuto dopo e istruito nella Scienza Segreta degli antichi Egizi - Ezechiele, Daniele, Samuele, fossero tutti astrologi e profeti, i popoli da loro guidati non potevano accedere allo studio dell’astrologia giudiziaria e di quella iniziatica. I motivi fondamentali di tale proibizione furono il timore che una dottrina e una tecnica astronomica di così alto livello diventassero preda dei ciarlatani e dei fatalisti superstiziosi.

L’atteggiamento fu pure severo al tempo del Cristianesimo nascente, quando i Padri studiavano e praticavano la scienza degli astri e la proibivano ai fedeli. La gelosa custodia dell’astrologia iniziatica e esoterica si è mantenuta tale anche ai tempi moderni, ma con assai meno rigore, nello stesso Tibet e in India, per gli stretti rapporti che le influenze astrali hanno con i fenomeni straordinari della psiche, quali: lo sdoppiamento o bilocazione nei diversi piani o lokas; la levitazione; il ricordo delle vite passate; l’emissione di energie a scopo terapeutico; i contatti coscienti con i maestri della sfera metafisica; il risveglio dei "Centri di Forza" e della stessa Kundalini.

L’India asiatica associa, ai momenti astrologici ottimi per gli esercizi ascetici di risveglio, le corrispondenze della musica, dei colori, dei profumi e delle parole speciali, quali sono i mantram. Noi abbiamo avuto modo, durante i nostri soggiorni fortunati in India e nel Nepal, di essere messi al corrente di tante e tante cose, perché non tutto viene scritto dagli Iniziati, e quando la conoscenza viene affidata agli scritti bisogna saper capire, fra le righe e le spiegazioni, ciò che è simbolico e ciò che si deve prendere alla lettera. Noi siamo grati a quelle persone che ci hanno accolti e ci hanno parlato con chiarezza.

Nella nostra trattazione ad uso degli Archeosofi: "Le basi dell’astrologia iniziatica personale" (Quaderno 21°, riportato sul III° Volume di ARCHEOSOFIA, pagg. 181-246), non mancano certa- mente i fecondi risultati di questi incontri in Oriente, ma non vengono neppure trascurati i risultati dei nostri incontri in Palestina, in riferimento ai rotoli di astrologia del Profeta Daniele: "SEFER HA KHOKABIM" da tradursi "Il Libro delle stelle, scritto nel 590 a. C., e l’altro, del 604 a. C. dal titolo: "HA SCIAMAIM MESAFERIM KEBOD EL" (= I Cieli narrano la Gloria di Dio).

Il primo sarebbe stato scritto a Babilonia, e il secondo a Gerusalemme. Questi rari e interessantissimi documenti sono per certo di quel Daniele che il profeta Ezechiele addita agli esuli nel 591 come un tipo di "giustizia" (14: 14-20) e di "saggezza" (14: 28), e lui stesso nominandosi Daniel, della tribù di Giuda, riporta nel suo testo biblico le parole della regina dell’adirato re Baldassarre: "V’è un uomo nel tuo regno in cui è lo spirito di Dio santo; ai giorni di tuo padre si trovò in lui luce, discernimento e sapienza simile alla sapienza degli dèi.

Il re Nabucodonosor, tuo padre, lo nominò capi dei Magi (In Caldea ed in Israele i "Magi" erano titoli eccelsi conferiti ai grandi sacerdoti della Mesopotamia), degli indovini, dei Caldei e degli astrologi; proprio tuo padre, perché uno spirito straordinario e scienza e intelligenza e interpretazione dei sogni e soluzione di enigmi e disfacimento di nodi fu trovato in lui: in Daniele, al quale il re pose il nome Beltsasar. Si chiami dunque Daniele, ed egli darà l’interpretazione" (Daniele, 5: 10-12).

Daniele fu il profeta dell’Avvento del Cristo e della distruzione del Tempio; a lui si devono i calcoli delle Direzioni e delle Rivoluzioni solari per la predizione delle date degli avvenimenti.

Libero arbitrio e lotta con le tecniche di meditazione contro le potenze del sistema solare, e sintonizzazione antropocosmica iniziatica

Quanto abbiamo esposto fino ad ora è l’introduzione ai lavori esposti nel nostro trattato "Le basi dell’Astrologia iniziatica personale" che intende avviare alla pratica esperienza della scienza degli astri nel modo più profondo.

La Rivelazione, l’intuizione degli illuminati, l’esperienza degli astrologi dell’ascetismo testimoniano per una struttura di un Universo di corpi stellari e planetari in movimento, di piani di forza che producono armonie e dissonanze vibratorie operanti sulla terra e su quanto in essa vive; questi predispongono gli esseri umani e gli animali a comportarsi in conformità alle loro armonie e dissonanze, secondo l’affinità che ognuno ha con questi. Ma in un etereo universo spirituale operano anche gli Enti delle tre Virtù: Saggezza, Mitezza e Purezza, mentre contemporaneamente, in senso inverso, si fanno sentire le Potenze di opposte qualità: Ignoranza, Orgoglio, Concupiscenza o egoistica avidità.

I primi, cioè gli Enti stellari, planetari, zodiacali benefici, influenzano quando le disposizioni astronomiche del nostro Sistema Solare e Galattico sono favorevoli alla terra (buoni aspetti interplanetari, buone congiunzioni, buone disposizioni del Segni dello Zodiaco e delle Case astrologiche) in contrapposizione agli Enti cattivi che possono influire con la loro forza, quando sussistono le condizioni astrologiche dissonanti. Così l’individuo subisce e aderisce all’alterno giuoco negativo e positivo degli astri e degli Enti, la cui influenza è permessa da Dio: Sovrano assoluto che ha le Sue finalità teleologiche.

I corpi celesti ed i campi gravitazionali agiscono sulla materia organica e inorganica dei corpi terrestri, ma gli Enti influenzano la sfera psichica. La ricettività delle creature dipende dall’abitudine, conseguita dalla coscienza e dalla materia, a queste sollecitazioni astrologiche e angeliche, durante il lungo processo delle nascite, delle morti e delle rinascite.

Paolo di Tarso esorta a "rivestirsi dell’armatura di Dio" contro queste potenze del male, nelle sue lettere rimaste quale perenne insegnamento per superare il male. "Per il resto - scrive agli Efesini (6: 10, ss.) - siate robusti nel Signore e nella virtù della sua forza. Indossate l’armatura di Dio, onde possiate opporvi agli assalti del diavolo. Noi infatti non abbiamo a battagliare contro il sangue e la carne, ma contro i principati, contro le potestà, contro i dominatori cosmici delle tenebre, contro gli spiriti di nequizia nei cieli. Perciò indossate l’armatura di Dio, affinché nel giorno maligno possiate resistere e, una volta superato tutto, possiate star saldi. Presentatevi, dunque, cinti i fianchi con la verità, rivestiti della corazza della giustizia, calzati i piedi e pronti a portare il Vangelo della pace, e soprattutto tenendo imbracciato lo scudo della Fede, con cui poter spegnere le frecce infuocate del maligno; e prendete l’elmo della salute e la spada dello spirito - il che è la parola di Dio - con alte preghiere e suppliche".

La preghiera si chiama anche concentrazione profonda su un punto, meditazione su un pianeta, una stella, un Segno dello Zodiaco, proiettandoci al di là, fino a raggiungere la Luce angelica dell’Ente benefico quando i tempi astrologici sono benefici e non consentono di operare in senso maligno, né gli astri, né gli Enti di perversità. Solo così è possibile liberarsi dal cattivo oroscopo, trasmutarsi, farsi ricettivi in virtù della risonanza antropocosmica e camminare con Dio.

L’arte della meditazione è la chiave del libero arbitrio, del soggiogamento della cattiva stella. I massimi asceti lo hanno insegnato: in India, Patanjali, duecento anni prima di Cristo; seicento anni prima, in Caldea e in Israele, Daniele ed Ezechiele; in Palestina i Padri del deserto; in Europa i nostri Santi cristiani.

Dalla Gnosi cristiana arriva la frase di Clemente Alessandrino, in Excerpta ex Theodoto, (71 e seg.): "Diversi sono gli astri e le potenze, benefici e dannosi, destri e sinistri ... Da questo contrasto e da questa lotta delle potenze ci salva il Signore e ci dà pace, in modo che noi veniamo liberati dalla guerra che conducono le potenze e gli Angeli, gli uni per noi, gli altri contro di noi".

I Profeti hanno insegnato a meditare, cioè ad accordare la mente nostra con un’altra mente, come due corde di un’arpa, per cambiare la nostra natura interiore e vincere le stelle quando sono perverse e consentono l’azione anti-umana degli Enti malvagi. E’ della meditazione, che san Paolo intese parlare con la frase "preghiere agli Enti benefici contro le potenze avverse.

Le tecniche ascetiche di purificazione stabiliscono il contatto fra i nostri "Centri di Forza" psichici ed il sistema solare nel suo aspetto metafisico.

Dante, che fu poeta, teologo e astrologo, dice qualcosa di importante, in merito alla lotta e alla vittoria dell’uomo nei confronti delle stelle:

"Lo cielo i vostri movimenti inizia;

non dico tutti, ma posto ch’io il dica,

lume v’è dato a bene e a malizia,

e liber voler; che, se fatica

nelle prime battaglie col ciel dura,

poi vince tutto, se ben si nutrica".

(Purgatorio, Canto 16°, 73-76)

Nel Sefer ha khokabim il profeta biblico Daniele offre, all’attenzione dello studioso, argomenti di grande portata. Egli dice: "E Iddio fece conoscere a Daniele di pregare quando Giove è congiunto con la Luna crescente nel Sagittario, libero da offese planetarie, affinché l’Angelo della Saggezza e della Misericordia sostituisca quello degli errori di giudizio e durezza di cuore della cattiva stella".

"E Iddio disse a Daniele nella visione: Non respirare come gli uomini mortali, ma come più conviene ai profeti. E mi disse: O Daniele, uomo gradito, prega e respira la preghiera e la respirazione di Giove congiunto alla Luna crescente nel Sagittario".

Che cosa significa tutto questo? A noi sembra di capire un profondo insegnamento di astrologia esoterica e un accenno a delle tecniche del respiro psichico e vitale in concerto alla meditazione, sì che sia possibile la frase di Dante:

"Se tu segui tua stella,

non puoi fallire a glorioso porto ... ".