L'Archeosofia e il Cristianesimo

Conferenza tenuta da Tommaso Palamidessi a Udine nel 1972

Anzitutto ringrazio l’avvocato D. S., che ha voluto dare un’occasione così bella di tornare a Udine, che ho visto 30 anni fa, in occasione di una visita al professore medico Giuseppe Calligaris, con il quale ebbi una calda amicizia.

Allora, nel ‘42, mi occupavo di studi sul cancro e di cosmobiologia in rapporto alle malattie, e quindi anche al cancro. Il prof. Calligaris, appunto, studiava i miei libri. Infatti, ha citato vari passi di essi, nei suoi trattati sulle placche cutanee, ed era riuscito ad individuare determinati punti della superficie del corpo che, stimolati, possono risvegliare all’improvviso la telepatia, il potere della chiaroveggenza e della chiaroudienza, e di conseguenza mi interessavano, anche perché, in quel tempo, ero dentro fino ai capelli nell’occultismo, e perciò questi studi del Calligaris erano integrativi.

Quindi, mi fa piacere, ché, 30 anni fa venni per una questione di studi, in sostanza, e dopo questo tempo di nuovo si ripete l’occasione di un incontro, di un dialogo spirituale e scientifico con le persone di queste parti, e con altre, che sono venute da fuori.

Dunque:: per cominciare è necessario mettere in evidenza un fatto fondamentale.

2000 anni or sono, un grande personaggio, che voi già intuite: il Messia, venne e disse che avrebbe scatenato una rivoluzione nel mondo. Parlava d‘amore, ma affermava di gettare fuoco nella società; e, parlando di società, Lui intendeva quella di allora, quella di oggi e quella di domani.

La profezia del Figlio di Dio si è avverata, e oggi attraversiamo una fase storica delle più tormentate: veramente rivoluzionaria, veramente infuocata. Tanto infuocata, che dà l’impressione di essere quasi alle porte della fine, o a quelle di un principio.

Senza dubbio, il fenomeno attuale che impressiona è l’ateismo; ma non sono pessimista nel vedere l’irrompere di questa concezione materialistica della vita, perché è un sintomo storico della presenza vivente della Chiesa. Anche se molti fuggono dalla Chiesa, perché scontenti. E quando parliamo di Chiesa, noi intendiamo gli uomini, non il Corpo mistico, non quella Potenza metastorica che ci avvolge e ci porta avanti.

Ebbene; il fenomeno dell’ateismo è impressionante, per chi non vede oltre una certa gettata. E’ impressionante, per il semplice fatto che, una volta, l’essere religiosi, avere una fede nel divino, era un fenomeno di massa, e l’ateo era raro: si nascondeva, quasi, perché non poteva andare contro corrente: sarebbe stato un individuo anormale, per la massa. Oggi, il fenomeno si è invertito: la massa sembra atea ed è in crisi religiosa, mentre i credenti sono pochi e quasi si nascondono, perché si sentono diversi dagli altri, e la consuetudine oggi è la protesta; la consuetudine è il non credere, il "diffidare". Ma abbiamo detto che questo sintomo storico deve essere accettato con entusiasmo, con gioia, perché rappresenta una rinascita impetuosa del messaggio cristico, rappresenta un andare oltre: il fondere, diciamo, certe strutture ormai sorpassate, in vista di formarne di nuove, ma sempre inserite nell’attività che è il Cristo.

Il Cristo, per me, è stato una scoperta, una conquista; ma può darsi che sia anche alla rovescia: che io sia stato conquistato.

Per lunghi anni ho seguito gli studi di Yoga, di Tantrismo, di Ermetismo; ho avuto una vita molto intensa e laboriosa, in questa direzione: snervante, tormentosa. Perdonate se io accenno così alla mia vita interiore, ma è importante, in quanto, dovendo parlare della crisi religiosa nel mondo, della speranza in una dottrina nuova, in una comparazione dell’occultismo orientale con quello occidentale, è bene che un individuo, il quale ha vissuto 44 dei suoi 57 anni impegnato a fondo, sia nella ricerca teoretica, sia in quella sperimentale, è giusto che questo individuo porti la sua testimonianza: testimonianza viva di un individuo che non voleva Cristo e che alla fine ha voluto piegarsi dinnanzi alla sua grandezza, alla sua onnipotenza, alla sua presenza continua nella storia dell’umanità.

Dunque: dicevamo che il fenomeno della crisi religiosa è salutare, perché comporta il risveglio, e quindi il combattimento deciso di altre forze antimaterialistiche: diciamo, anticristiche, che devono dare per forza il loro frutto.

Noi siamo ad una svolta decisiva. I giovani dirottano verso il marxismo, in buona fede, guidati da coloro che sono in mala fede, perché l’intellettuale sa bene dove conduce l’altro individuo che lo segue; e vi sono molti individui i quali, stanchi della religione cattolica, evadono, emigrano, cercano altrove la Via, la Vita e la Verità che Cristo ha già dato, ha già consegnato da molti secoli, ma che non è vista con quella necessaria tempestività per tanti fattori. Vi sono motivi di ordine fisiologico: è assodato, per esempio, da molti endocrinologi come Nicola Pende - lo scomparso Pende, fervente cattolico, che aveva trovato delle anomalie addirittura nell’encefalo, nel diencefalo e nel cervello mediano, proprio in certi individui che avevano dato dei sintomi, diciamo così, di riscossa disordinata, di ateismo congenito. Ora: questo fattore della scoperta di malformazioni congenite nel cervello mediano, lasciano perplessi, perché si potrebbe avere una quantità enorme di individui che sono atei, indifferenti al divino, per un difetto di struttura, data l’unione così intima fra l’anima e il corpo. Ma, anche se così fosse, una terapia è possibile, attraverso opportuni esercizi, che noi ritroviamo non soltanto in dottrine non cristiane, ma anche nello stesso Cristianesimo; perché molti credono di trovare, di scoprire, la via per il ritrovamento: chi in India, chi nell’Islam, fra i Sufi; ma, in realtà, noi abbiamo tutto: la Chiesa, per conto mio, non ha niente da cercare negli altri. Possiede nei suoi forzieri non soltanto tutta la verità, ma i metodi migliori per fare di ogni individuo un Figlio della Luce. Però, si ha l’impressione che questi forzieri siano rimasti chiusi per troppi secoli, ed oggi la gioventù - specialmente quella formata dagli studenti - delusa dal Cristianesimo così sociale, dal Cristianesimo semplice, di massa, sente il bisogno di cercare altrove ciò che ha in casa, ma che non è a disposizione.

La Chiesa è una grande banca di Sapienza; ma una banca che tiene gli sportelli chiusi. Teme quasi di fare dei prestiti, dei crediti, alle persone che hanno bisogno di questo intervento. Ma oggi è tempo che i forzieri siano aperti, e che il Cristianesimo sia presentato in una nuova luce: una luce più profonda, più vicina a ciò che desidera l’umanità così tormentata, così dubbiosa e incerta.

Certo, se l’esperienza di questi giovani è quella della mia gioventù, posso dare ragione ad essi. Io, indubbiamente, avevo una forte tendenza ascetica: volevo diventare sacerdote, sentivo questa vocazione, ma rimasi deluso da quelle persone che rappresentavano il Clero, e me ne allontanai, per cercare altrove ciò che invece esiste nei forzieri della Chiesa. Ecco perché mi tuffai completamente nello studio dello Yoga. E feci bene: in quanto, attraverso quelle esperienze e attraverso la conquista di determinate attitudini interiori, mi riavvicinai al Cristianesimo con una volontà di conquista: e di me stesso, e dell’umanità, per Cristo, per cui questa sera sono a parlare di Lui: dell’Altissimo.

Le conquiste dell’esperienza Yoga e Tantrika mi portarono a dei fenomeni interessanti, quali lo sdoppiamento, la visione di determinate sezioni dei mondi soprasensibili, e, diciamo così: "intuizioni" particolari: addirittura trovare dei documenti, dei libri, che avevo visto in quella determinata condizione, in quel determinato stato paranormale.

Tutto questo, per me, rappresentò, intanto: la certezza dell’Aldilà, perché il travaglio dei non credenti è l’incertezza dell’Aldilà.

Se Dio potesse essere visto, toccato, come accadde agli Apostoli dopo la Risurrezione, sarebbe affare fatto, in quanto noi abbiamo già tutta una lunga preparazione, attraverso l’azione continua e martellante degli uomini della Chiesa. Invece, in quel tempo (quello degli Apostoli), la resistenza era maggiore: vi era un paganesimo imperante. Noi oggi abbiamo tutta una trasformazione: abbiamo conquistato delle cognizioni scientifiche nel campo dell’astronomia, della chimica, della matematica, della biologia, della sociologia, della psicologia e, di conseguenza, c’è anche una scienza biblica. Siamo in possesso, oggi, di tutto il materiale indispensabile per poter prendere una decisione e credere. Ma, malgrado questo, sussiste l’incredulità. In Italia, nonostante vi siano dottrine sbagliate - sbagliate in quanto dirottano verso un panteismo: una concezione idealistica, e non di creazione, di differenza fra Dio e l’uomo - e nonostante fra il Cristianesimo e l’Induismo, dal punto di vista dottrinale, per certi aspetti, ci sia incompatibilità, in compenso questi individui hanno realizzato. Non dico tutti: ma quelli che hanno fatto della vera, autentica pratica Yoga: hanno realizzato dei poteri nuovi che non possedevano, per cui hanno avuto la certezza dell’Aldilà, dell’immortalità della vita, dell’esistenza di Dio, tale da costituire, per tutta l’India, una passione per il Divino. Cosa che non abbiamo noi: la passione per il Divino in noi c’è, sì, ma in forma, diciamo, bastarda: in una forma caotica, incerta; eccettuati quei certi individui che non hanno di queste crisi. Allora, i giovani, che vedono la possibilità delle levitazioni - cioè il sollevarsi da terra - non pensano che anche i nostri Santi hanno ottenuto delle levitazioni senza ricorrere alle "Asana", cioè alle posizioni del Loto; il "sitasà": tutte quelle posizioni per dare la fermezza alla mente e al corpo; non pensano che i nostri Santi si potevano sdoppiare, bilocare. Per esempio: S. Caterina de’ Ricci, quando aveva una morente - una suora morente - le stava vicino, pregava; poi entrava in un sonno profondo, si sdoppiava e seguiva: accompagnava l’anima della sorella trapassata, nell’Aldilà: l’accompagnava fino a un certo punto, quasi come una custode; e poi tornava indietro.

Su Santa Caterina de’ Ricci c’è una ricchezza, una straordinaria fenomenologia: dalla telepatia, appunto, alla bilocazione: trovarsi in due punti contemporaneamente; cose che fanno alcuni illuminati dell’India; e lo stesso Buddha non era privo di queste facoltà.

Ora: noi abbiamo una Chiesa; abbiamo detto che possiede tutto, comprese queste tecniche. Intendiamoci bene: possiede anche le tecniche dell’India, ma esposte in un certo modo, cioè non palese, non tangibile, in maniera che coloro che studiano non si lascino sfuggire queste chiavi per entrare nel Regno dei Cieli. Entrare: sia attraverso la tecnica psicosomatica - chiamiamola così - cioè la tecnica per capovolgere certe strutture psicosomatiche che consentono di penetrare nell’Aldilà; e, al tempo stesso, utilizzando un’altra forza: quella che viene dall’Alto, cioè la Grazia.

Indubbiamente, se in India si verificano delle forme di santità, non è perché il risultato sia fatto tutto per via naturale, ma perché, indubbiamente, anche per l’Indiano il Cristo c’è: la Grazia non potrebbe scendere su certi individui; e sono convinto che il Corpo mistico non si estende soltanto a noi battezzati, ma a tutti: tutti sono Cristiani: Cristo è sceso sulla terra per tutta l’Umanità.

Dal momento che il Cristo è morto sul Golgotha, e ancora prima dell’istante in cui è stato battezzato, dal momento in cui è risorto, tutta la Terra è impregnata di questo Corpo mistico; quindi, sia i Cattolici, che i Mussulmani, gli Ebrei, gli Indù, sono tutti immersi in questo Corpo mistico, e immersi per l’eternità. Ma soltanto quelli che mettono in funzione certe tecniche riescono a far scoccare la scintilla fra l’alto e il basso: fra la coscienza dell’Alto e la coscienza del Basso.

Molti giovani non si rendono conto che, per esempio, il risveglio dei Centri di Forza - noi abbiamo sette Centri di Forza che, dalla base della colonna vertebrale, vanno fino in cima alla testa - una volta risvegliati, mettono in contatto con un determinato piano del Cosmo. Ebbene: questi Centri di Forza - che sono descritti come "Chakra" dagli Indiani, dai testi Pathanjili, per esempio. di Rhamakrishna, delle Sandù, ecc. (tutti questi: classici dello Yoga) - (sono poco considerati): non si rendono conto, questi studiosi - che leggono le notizie sulla fisiologia, chiamiamola "mistica", di questi Centri di Forza - non si rendono conto, dicevamo, che anche nella nostra Tradizione ci sono: basta andare a vedere il Sacro Cuore, che è il Centro cardiaco; basta vedere il Centro coronale, qui, in cima (raffigurato dall’aureola, N.d.T.), il quale che cos’è, se non una Icona che porta due importanti Centri di Forza: quello del cuore e quello della mente?

Al monte Athos, dove io sono stato, e a Kalambaka, per esempio, nella penisola Kacivi, in Grecia, i monaci Ortodossi fanno le pratiche di meditazione su questi Centri di Forza, e conoscono questi metodi, già dall’epoca dei primi eremiti.

Quindi, indipendentemente dall’India, ... - Va bene: il Padre Fabris accennava, in quello scritto che abbiamo letto a casa sua, che vi sono stati degli apporti nella Palestina da parte del Buddhismo e da parte dell’India, in epoche molto lontane; quindi si possono spiegare certi contatti. - Ma, indipendentemente dalle notizie pervenute dall’India a noi, quando i Mistici si dànno da fare, scopro- no da sé tutte queste chiavi per poter superare se stessi e diventare dei perfetti.

Ora: noi abbiamo fatto delle ricerche sottili, per vedere di trovare, nella nostra tradizione latina, nella nostra tradizione greca - cristiana, naturalmente - tutto ciò che c’è di buono nel Paese d’Oriente: nel Tibet e nelle varie zone dell’India. E le abbiamo trovate, queste Vie, questi mezzi, queste tecniche; e, avendole scoperte nel nostro Cristianesimo, è logico che abbiamo voluto dar vita ad una Scuola, che abbiamo chiamato "Archeosofica", che ha diversi gruppi studiosi che hanno un solo programma: cooperare con la Chiesa, per il trionfo del Messaggio di Cristo nel mondo.

Quindi, noi non intendiamo assumere una posizione - diciamo - di sètta. Noi siamo Cattolici, siamo ardenti nel cuore e, di conseguenza, vogliamo rimediare a questa fuga di un prezioso capitale all’estero, quale può essere appunto la fuga del giovane che, invece di ristudiare tutti i classici della Patristica antica, va a cercare i manuali di Yoga, e si butta per quella strada - buona come metodi di ascesi, ma cattiva come filosofia, come ipotesi di lavoro, perché la Via è soltanto quella cristica, non si scappa - . E questo per tanti motivi: per la Morale, che è assoluta, mentre l’India non ha morale assoluta, ma ha una morale relativa, perché quando si innesta, nel ceppo dello Yoga, la possibilità di fare certe pratiche di natura sessuale (che, se avremo tempo, accenneremo), pratiche, diciamo così, che hanno una finalità altissima, sempre: la rigenerazione interiore. Dunque, se questi individui mi applicano una morale "elastica", quale quella di dire: "Tu puoi fare il maituna" - che sarebbe una pratica sessuale ascetica in vista di liberarsi dal servaggio della sessualità, in vista di purificarsi - con una donna che ti pare e piace: sposata, amante, purché serva per fare questa pratica..... : ma dove andiamo a finire ... !: mescoliamo il divino con l’immorale ... !

Ecco quindi che non ci può essere una via d’uscita salutare seguendo le vie dell’occultismo in- diano, che poi sono le stesse - diciamo - "dottrine" della Teosofia, dell’Antroposofia di Rudolf Steiner: non c’è molta differenza, in quanto la dottrina teosofica (se la vogliamo chiamare "dottrina", o "pseudo-filosofia") e quella dell’Antroposofia, sono tutte quante delle impostazioni similari forgiate sull’idealismo di Hegel, di Shelling, di Fichte, e quindi dell’idealismo tantrico. Per idealismo, noi intendiamo dire la concezione che aveva il Gentile: che tutto è spirito, che la materia non esiste, che l’unica realtà è l’"IO", e quindi il dirottamento sul panteismo. Idealismo che, poi, è a doppio taglio. Attraverso l’idealismo di Hegel noi andiamo a finire nel Marxismo. Di conseguenza: fare un’ascetica usando i metodi Yoga, ma in chiave cristica, va bene: siamo (diciamo così) nella legalità cristiana; ma farla invece in chiave indù: brahmanica, per esempio, è già un uscire fuori dal retto sentiero.

Quindi noi abbiamo usato queste tecniche, con lo scopo di venire incontro al fenomeno di carenza esistente nell’ascetica e mistica cristiana di oggi. E’ un supplire a quelle manchevolezze che scappano fuori dai ritiri spirituali che, fatti (diciamo così), con buona volontà, non dànno frutto. E il frutto non viene perché l’esercizio spirituale che fa fare il sacerdote di oggi è una forma mediocre di devozione: non riesce a trasmutare l’interiorità dell’individuo, mentre invece il nucleo essenziale dell’Ascetica deve essere la trasformazione dell’"IO".

La nostra materia, non è materia come questa, ma è materia: è materia intelligibile, e quindi può subire, diciamo così, dei congelamenti, delle liquefazioni, delle "tempre", delle coesioni; sempre però parlando in senso altamente metafisico, e mai scendendo sul piano materiale della parola.

Questa trasformazione, i Santi nostri l’hanno fatta capire. Se noi andiamo a vedere in profondità gli scritti di S. Giovanni della Croce, di Clemente Alessandrino, di S. Teresa d’Avila, di S. Caterina a Siena, di Origene; e che dire di un Taumaturgo come S. Gregorio di Nissa ... ? ma ne abbiamo tanti ... !

Tutti questi spiegano, fanno capire - perché c’è anche il problema del sapere o non saper capire, vedere e non saper vedere, oppure vedere e non vedere - ma coloro che riescono a penetrare certi concetti, certe descrizioni, diciamo così, di fenomenologia spirituale, arrivano alle stesse conclusioni degli Indiani, con la differenza: che noi possediamo la Dottrina vera, mentre loro non hanno che una dottrina, come abbiamo detto, fasulla: poggiata sull’idealismo, e quindi sul panteismo. Sì: è bellissima, in apparenza: questa religiosità indù: affascina; ma poi, in realtà, essa è ben lontana dalla conquista, perché realizza, con le sue tecniche, un’ascetica naturale, più che un’ascetica metafisica. E’ questo il rischio grave che provano quelli che vi si orientano.

Io mi sono accorto molto tardi. Infatti, quando ho capito, ho smesso di scrivere libri sullo Yoga: l’ultimo trattato fu nel 1952: "La tecnica sessuale dello Yoga tantrico indo-tibetano": un libro per la tecnica, un libro per un’ipotesi di lavoro; pessimo libro, dal punto di vista cristico. Da quel momento non ho più scritto libri di Yoga, ed ho ritirato dal commercio tutta un’edizione, per uno scrupolo di coscienza. Ripeto: non perché i metodi dell’India non siano ottimi, ma perché portano poi fuori dalla Chiesa, fuori dalla concezione cristiana; e allora sono deleteri, sotto questo aspetto.

Le esperienze ottenute attraverso il panteismo e lo Yoga hanno dato modo, in chiave cristica, ad alcuni delle nostre Comunità, dei nostri gruppi, di ottenere dei risultati, che non sono illusioni, ma sono contatti reali con un mondo superiore a questo. Magari, queste tecniche le utilizzassero i nostri sacerdoti (perché il guaio della nostra Chiesa è che insiste sempre con dei sistemi che non sono più all’altezza dei tempi ...) ... ! L’umanità vuole sperimentare: "Me lo vuoi far vedere Iddio; me lo vuoi far vedere, per un attimo, il Cristo; mi vuoi dare un momento di estasi, di contemplazione?". Il prete, che può fare? più che dargli buoni consigli secondo i metodi usuali non può fare: Comunione, preghiera, qualche ritiro caritativo ... e basta.

Il Cristianesimo, oggi, è un Cristianesimo sociale, tanto sociale che stiamo dirottando pian piano verso il comunismo; un comunismo fatto con la bandiera rossa che è la tunica di Cristo; ci aggiungiamo falce e martello, e poi ci mettiamo ancora una croce, e siamo a posto.

Noi abbiamo molto da fare, appunto perché, non vedendo dei risultati pratici, i fedeli si raffreddano, si allontanano; c’è tutto un travaglio: la gente prega e non ottiene le grazie. Non le ottiene, non perché non le può avere, ma perché non sa pregare. Se sapesse come muovere l’universo spirituale, otterrebbe la grazia. La gente è infelice, c’è una sperequazione, uno squilibrio sociale, e chiede: "Ma come mai Tizio è ricco, immorale, ha un mucchio di amanti, fa i comodi suoi, rovina la gente, e tutti lo rispettano; va al cimitero, il prete gli fa una bella messa, un accompagnamento funebre coi fiocchi, un corteo ... Un altro, invece, che è povero, malato, abbandonato, ... neanche lo accompagnano al cimitero; neanche una corona di fiori, e all’occorrenza neanche gli dicono la Messa, perché è povero ... !"

Ci sono cose che urtano la sensibilità dei Cristiani. E allora: i miracoli non si vedono; le preghiere non dànno frutto; la giustizia sociale non c’è ... ! Ma la Chiesa - dicono - che ci sta a fare? dorme? è morta? Non è morta, non dorme: lavora con le macchine vecchie; non si è aggiornata, non insegna l’Arte vera della trasformazione interiore, perché, se in mezzo ai nostri fedeli si incominciassero ad avere i primi sintomi di un S. Francesco, di un S. Antonio, di un S. Domenico, allora incomincerebbe il contagio, l’entusiasmo. La gente ha bisogno di vederli, i Santi; ma i Santi non si vedono; ci saranno anche, ma non si vedono. Allora: oggi è tempo che i Santi diano spettacolo di santità, per poter convincere le masse. Il Cristo era contrario ai miracoli, però, a un certo momento, li ha dovuti fare. Gli Apostoli, che non erano Dio, non erano Dio-Uomo, ma erano soltanto uomini di buona volontà, perfettibili, facevano molti prodigi, fra cui la taumaturgia, cioè le cure con l’imposizione delle mani; o la telepatia: leggere il pensiero dell’altro che chiede a te, e tu lo intuisci, lo senti: gli leggi il pensiero; insomma: ci vogliono cose di questa fatta.

Ora: se il Clero si mette di buona volontà per scardinare il vecchio, senza nulla togliere di ciò che è - diciamo - la Chiesa, perché abbiamo detto che la Chiesa ha in sé ogni cosa che serve, noi riusciamo a cristianizzare il mondo, perché oggi il mondo dei Cattolici e dei protestanti si è scristianizzato. Noi abbiamo commesso il più grande delitto davanti alla Maestà suprema, ché, avendo in pugno le Chiavi di Pietro, non siamo riusciti a cristianizzare. E questo lo dico, non soltanto per voi ma lo dico per me; è naturale: io non sono né più né meno di voi; forse di meno.

Il delitto grave è che, avendo tutto il patrimonio di dottrine tramandate attraverso i secoli, ci siamo sbriciolati così stupidamente per strada. Ve l’ho detto: stiamo scendendo verso una forma di ateismo di massa e di religiosità nebulosa, incerta, caotica. Ma, se noi ricominciamo come ai primi secoli, impugnando tecniche di rigenerazione spirituale, praticandole noi, e insegnandole agli altri, ecco quindi che possiamo ridare, alla società cristiana e da cristianizzare, quella fiducia che ha perduto. Oggi la gente non crede più alla possibilità di certe cose, che un tempo venivano fatte. Il miracolo è possibile anche oggi, forse è possibile nella forma più grandiosa; prima erano soltanto gli Apostoli: erano quei 72 discepoli uniti insieme, ma oggi si potrebbe fare un esercito di individui, i quali riescano a fare quello che compivano quegli individui, ma dobbiamo sottoporci all’Ascesi, perché il sistema che viene insegnato oggi è insufficiente: è un sillabario del Cristianesimo. Qui ci vogliono: da una parte l’Amore, e da un’altra parte ci vuole la Scienza: Scienza e Carità. Soltanto la Carità, senza la Scienza, non serve, perché Cristo ha dato, sì, i Sacramenti, ai quali dobbiamo credere fermamente; ha dato, sì, la possibilità di legare e slegare; ma anche il Sacramento funziona a seconda dell’adesione attiva del fedele, perché se manca una vita di intensa ascesi, fatta con i mezzi più controllati - e questi mezzi, abbiamo visto, esistono: concentrazione del pensiero, cioè concentrazione del pensiero prolungata, quindi meditazione; ritmica del respiro, per avere una influenza sulla mente ... - il Sacramento non funziona, o funziona poco. Se noi non riusciamo a realizzare un mutamento di ritmo nel nostro essere, nella nostra struttura, in attesa che arrivi dall’Alto la mano generosa della Trinità, anche le tecniche e i Sacramenti non servono.

Per me, i Sacramenti sono tutto, ma sono niente, se l’uomo non aderisce ad essi con tutte le sue forze. Che cosa ha detto il Cristo? "Ama Iddio con tutte la ta mente, con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutte e tue forze - ha parlato anche di forze - e il prossimo tuo come te stesso". Quindi, se il Sacramento che viene impartito non è amato con tutta la mente, con tutta l’anima, con tutto il cuore, con tutte le forze, il Sacramento c’è, ma non opera: è impotente; non perché l’Onni- potenza divina non voglia far sì che il Sacramento trasmuti la coscienza dell’individuo da coscienza umana in coscienza cristica, diciamo; ma è perché è l’individuo che deve metterci la sua parte di buona volontà: deve far funzionare il suo libero arbitrio.

Se l’individuo non si dà da fare con una intensa ascesi di diverse ore della giornata, niente da fare: gli esercizi spirituali dei seminari valgono un fico secco, per poter fare dell’uomo comune un Santo. Questo è matematico: ne abbiamo le prove. Quando i giovani vanno a fare un ritiro di 15 giorni, di 30 giorni, quando tornano a casa sono più villani e più ... irreligiosi - diciamo - di prima: stanno un giorno o due bravi, e poi ricominciano. Non hanno ottenuto alcun vantaggio, appunto perché quelle forme di preghiera, la Messa, la Comunione, anche fatte ogni giorno, se la materia prima che è l’uomo non aderisce a perfezione, c’è poco da fare: qui c’è un lavoro dal basso e dall’alto. La Grazia interviene ma io me ne infischio? ... e la Grazia non opera, perché sarebbe un regalare la santità, e la Santità non viene regalata: viene conquistata.

Il Cristo ha detto che il Regno dei Cieli deve essere violentato (anzi: "subisce violenza"). E che vuol dire essere violenti? Vuol dire appunto questo: trasformare se stesso, liberare se stesso da tutte le catene, da tutti gli ormeggi, per potersi proiettare verso l’Amore infinito di Dio.

Quindi, noi, in questa occasione che il dott. D.S. così affettuosamente ci ha dato, vogliamo proporvi una collaborazione cristiana fra laici e laici, fra sacerdoti e sacerdoti, e fra sacerdoti e laici, per poter portare avanti il Cristianesimo nella forma nuova, nella forma moderna, che poi, come abbiamo detto, è coerente con gli insegnamenti antichi.

La Chiesa, per prudenza, appoggiandosi a quel certo discorso: "Non date le perle ai porci, perché non si rivoltino contro di voi e non le calpestino", ha finito che le perle le ha tenute sempre sotto chiave; e qui ci sono i porci senza le perle, perché è andata a finire che siamo diventati tutti porci, senza le perle. Quindi bisogna lottare per convincere il mutamento di impostazione, diciamo, nella loro catechesi. La catechesi deve essere nuova, fatta appunto con questi allenamenti, con questi esercizi.

Quando riusciremo a vedere i primi preti che sono capaci di fare qualche "prodigio" come l’ultimo fachiro dell’India, noi potremo gridare vittoria, perché alla dottrina perfetta, alla organizzazione ecclesiale, alle gerarchie, si unisce questa fenomenologia; e la gente ha bisogno dello spettacolare, del teatrale, del visibile, e quindi soltanto attraverso questa via è possibile il rinnovamento, altrimenti rischiamo di vedere alberarsi una certa considerazione di Feodor Dostoiewski, nei "Fratelli Karamazov": lo fa dire a Ivan, che i cristiani, molti cristiani, sono spiriti della terra. "Spiriti della terra", è una parola terribile: essere spiriti della terra: significa essere "uomini natura", uomini animali, uomini che non guardano in alto, ma guardano sempre in basso, e quindi sono dei perduti, per questa tornata evolutiva, diciamo, del mondo.

Certamente, ci sarebbero tante cose di cui parlare, o almeno da accennare. Vi è il fatto della reincarnazione, e poi dei diversi corpi sottili che compenetrano il corpo dell’uomo. Vedete: i dogmi sono tutti veri: non uno è fasullo, dei dogmi della Chiesa, ma sono inaccettabili. Sono, diciamo così: assurdi, perché la Chiesa ha nascosto, in quei famosi forzieri, certi collegamenti. Può darsi che, in seguito, li tiri fuori; ma quando? Quando il Cristianesimo si sarà completamente ridotto in polvere? Allora sarà troppo tardi. Adesso, che è il momento di passaggio da una fase storica ad un’altra: questo è il momento opportuno, per poter unire la scienza psicosomatica da una parte e la carità dall’altra, per poter fare qualcosa di massiccio, di concreto, di fattivo. Invece si insiste sulla questione economica, sulla questione assistenziale; sì. d’accordo: bisogna darsi da fare per poter creare una politica nuova di rinnovamento e di benessere, dove le ingiustizie siano, per quanto è possibile, colmate. Dico: "per quanto è possibile", perché le dita non fanno tutte e cinque lo stesso lavoro: ogni dito ha una sua funzione; c’è una gerarchia di valori e di funzioni, nel Cosmo, e di conseguenza non è possibile arrivare a una forma di totale giustizia. La società è come una bilancia: mentre discende un tipo di umanità, ne sale un altro; e se quest’altro dovesse scendere, si avrebbe il fenomeno della salita dell’altro.

Non tutti sono salvabili: il Cristo ha parlato chiaro. Lui è venuto, ma la Salvezza non è di tutti: è soltanto di coloro che veramente sanno donarsi con grande energia a questo lavoro.

Ora, noi siamo dirottati in una grande organizzazione; sì, la Chiesa ha creato ospedali, scuole; è, diciamo così: all’avanguardia del progresso: questo è innegabile.

Dopo l’avvento del Cristianesimo, noi abbiamo avuto un fiorire d’Arte, un fiorire di conquiste e di opere caritative; però tutto questo non può essere la strada maestra, perché il Cristo non è venuto per portare una rivoluzione economica. Il Cristo ha detto: "Io non sono di questo mondo, e voi che mi seguite non siete di questo mondo", ed essendo noi Cristiani - perché ogni battezzato non appartiene più, diciamo così: potenzialmente, a questo mondo, così com’è strutturato oggi, ma appartiene al Regno futuro, al Regno di Dio - dobbiamo dar più peso alla conquista interiore: scoprire il divino in noi; non perché noi siamo Dio, intendiamoci bene: non siamo Indiani, che dicono che tutto è Dio - Dio è la vacca, Dio sono io, Dio è il fiore, Dio è la bottiglia: loro poi cavillano, ma in sostanza il ragionamento è quello - noi sappiamo di essere stati creati. Dio è Dio, e l’uomo è l’uomo. Questa è anche una meravigliosa realtà, in quanto, essendo uomini creati che sanno di avere nell’infinito lontano e al tempo stesso vicino, fuori e dentro, la presenza di Dio, possono lavorare con uno slancio maggiore, perché, se io so che c’è un Padre che mi aspetta, anche se debbo passare i bracieri ardenti, corro attraverso il fuoco, per raggiungerLo. Invece, chi segue la via, diciamo: tortuosa dell’occultismo - che io ho rinnegato totalmente, utilizzando tutto ciò che può essere metodo scientifico di ricerca, coerente al Cristianesimo - se uno, appunto, segue l’occultismo, cade in questa concezione che tutto è Dio, e allora anche tutto diventa lecito: la morale va a rotoli.

Dunque: abbiamo detto che si batte oggi la strada dell’economia, e si parla anche di Cristiane- simo economico; ma sì, d’accordo: dobbiamo vivere, perché la terra ci appartiene, ci è stata data; dobbiamo trasformarla, e la terra potrà essere un giorno il regno di Dio: nel giorno della Risurrezione, quando avremo nuovi corpi di Gloria: corpi adatti per una terra nuova, diversa da questa, ma forgiata in un modo adatto perché dei corpi trasparenti, luminosi, possano operare secondo una concezione nuova, che è quella del Regno di Dio in terra. Abbiamo detto che siamo d’accordo, sul fatto che l’economia è necessaria, perché non sappiamo quando avverrà la fine dei tempi: può essere ogni giorno: dieci anni, un milione di anni; non lo sappiamo quando l’Apocalisse si verificherà; ma verrà il momento, e allora, per arrivare a quell’età storica, siamo costretti a organizzarci una vita migliore dal lato finanziario. Ma questo non deve andare mai a discapito della perfezione interiore, che può essere data soltanto dall’Ascetica.

Il Cristianesimo oggi è impostato, mi sembra (se sbaglio me lo direte dopo), soltanto su una concezione - diciamo - di cordialità cristiana, di non sfruttamento, di star bene tutti. Va bene; ma dove va finire il concetto di Cristo: "State attenti, che io arriverò come un ladro; quando meno ve lo aspettate io vi piombo addosso, e allora non ci sarà più scampo". Chi avrà fatta la sua esperienza di trasformazione sarà salvo, e chi non l’avrà fatta sarà perduto. Qui, noi non dobbiamo insistere nella forma della socialità, cioè di socialismo cristiano: dobbiamo lavorare, più che altro, per realizzare in noi dei valori nuovi, spirituali; perché tutta la questione non è economica: è di ordine morale. Se io divento perfetto come l’ultimo degli abitanti del Paradiso, non posso più essere un datore di lavoro disonesto; non posso essere - diciamo - indifferente alla sofferenza altrui. Un medico, un avvocato, che dovesse venire meno ai suoi princìpi (non dico di Lei, dottore, perché conosco la Sua elevatura spirituale, ma dico così: in senso generico): un professionista che dovesse venir meno ai suoi princìpi di assistenza e di assistenza umana, dal momento che diventa un vero Asceta, un vero Santo, va da sé, che non commette più delle ingiustizie verso le persone: quindi è sempre questione morale. E Lenin, Marx e i loro seguaci insistono tutti sulla questione economica, sulla lotta di classe. Ma non è questa, la faccenda: qui è questione di essere più buoni, di essere più altruisti, di essere più sinceri, di amare il prossimo. Quando questa massima è realizzata, l’economia sarà buona. Quindi, adesso, è importante barcamenarsi per la vita economica per tutelare la sopravvivenza, ma le 8 ore di una giornata, le 12, le 18 ore di lavoro consecutive, devono essere suddivise: 3/4 per l’Ascesi, ed il resto per la vita ed i combattimenti sociali. Noi, invece, per realizzare un minimo di guadagno, siamo capaci di fare degli sforzi enormi, ma per non perdere l’anima non facciamo niente, niente.

Andiamo avanti così. Eppure Cristo mica si è messo a fare il condottiero di militari; poteva!... Che cos’è quella famosa prova di Gesù su quella montagna (dove siamo stati) in Palestina? 40 giorni di digiuno, per Cristo, lassù. Sono le famose prove, come davanti a Gerico: prove ... A un certo momento il Satana Lo tenta per farLo diventare un leader della Palestina: un leader del mondo; ma il Cristo inorridisce: vince la prova della conquista materiale, supera la prova della ricchezza, e allora, da quel momento, tutta la sua azione è impegnata nella vita di Ascesi intensiva, di predicazione, di guarigione di malati. Ma una buona parte della popolazione incomincia ad abbandonarLo; Lo abbandona perché non vede in Lui il condottiero politico, il condottiero economico. Non era il Marx che la massa sperava: era invece il Figlio di Dio che insegnava la Via per liberarsi dalla materia. E allora ... : da questo momento fissiamo intensamente in Lui una ferma e decisa determinazione: iniziare una vita nuova, realizzare un’interiorità nuova attraverso un’ascesi intensiva. Ma per far questo abbiamo bisogno dell’appoggio di tutto il Clero. Il Papa. il Pontefice, deve aiutarci. In fin dei conti, il Pontefice ha fatto delle encicliche, ha detto delle cose accurate. Ha detto: "Il mondo dirotta verso un umanesimo che è antropocentrico, poiché è l’uomo, ad essere l’attenzione centrale, e invece l’umanesimo dovrebbe essere teocentrico, cioè con l’attenzione in Dio". Ebbene: queste sono ottime parole del Pontefice; ma il Pontefice è disposto a venire incontro, con le gerarchie ecclesiastiche, per la realizzazione di questo nuovo Cristianesimo? Il quale è fatto, sì, di lotte per un benessere sociale (perché dobbiamo arrivare ai tempi escatologici, ai tempi ultimi), ma al tempo stesso dobbiamo trasmutare la nostra interiorità. Badate bene: questa parola è molto importante, perché tutta la chiave si può riassumere nell’attenzione continua in Dio, in tutti gli stadi della nostra vita, per far sì che la nostra coscienza, da piombo (alchemicamente parlando) si trasmuti in oro: oro purissimo.

Ora: il Cristo è venuto per farci diventare ORO; ci ha dato tutti i mezzi, tutti gli insegnamenti. C’è un insegnamento di massa e un insegnamento d’élite. Ma dobbiamo far parte tutti, di questa élite, perché è questione di buona volontà. C’è un Cristianesimo esoterico, più profondo, più sottile. E’ il Cristianesimo di cui vi ho parlato: ricco di tecniche di rigenerazione, di tecniche ascetiche, perché ogni uomo, ogni donna, realizzino in questa vita il massimo che sia possibile realizzare: lo stato angelico.