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A
completamento della conferenza di Pisa del 6 Dicembre 1970
Orientamenti
archeosofici della medicina cosmopsicosomatica
Scritto
di Tommaso Palamidessi
La
medicina totale nella scuola di Archeosofia
Prima
di trattare degli "Orientamenti archeosofici della Medicina Cosmopsicosomatica"
ripeteremo, per chi fosse nuovo del nostro ambiente, che l’Archeosofia
è la sublime, perfetta "Scienza dei Princìpi",
è la scienza di Dio e del Tutto, enunciata con un messaggio trasmesso
da Roma il 29 settembre 1968, festa dei Santi Michele, Gabriele e Raffaele.
Ma è bene ricordare che l’Archeosofia ha le sue profonde
radici nel passato, come Tradizione arcaica, insegnamento diretto di
Dio all’Uomo Cosmico o primordiale.
L’etimologia
di "Archeosofia" è greca, e precisamente: Arché
= "principio assoluto" o "principio dei princìpi"
, e Sofia = "Scienza, Sapienza".
Dell’Archeosofia
ne parla anche San Paolo nella "Prima lettera ai Corinzi"
(2: 6-16) come pure nella "Lettera ai Colossesi" (1: 26),
con le seguenti parole: "... tra i perfetti noi parliamo di sapienza,
ma non di sapienza di questo mondo, né dei prìncipi di
questo mondo, che vengono distrutti, bensì parliamo di una sapienza
di Dio ( = Archeosofia) avvolta nel mistero, che è stata nascosta,
che Dio predestinò, prima dei secoli, per la nostra gloria...".
Nella direzione indicata nel messaggio paolino, la cui consistenza è
decisamente esoterica ed i cui princìpi fondamentali si possono
applicare per capire il lato nascosto e profondo di tutte le fedi religiose,
la moderna Archeosofia ha un centro di studi e di ricerche, una vera
scuola di Cristianesimo integrale, le cui finalità sono la preparazione
al perfezionamento di tutto quanto l’uomo, composto di spirito,
anima emotiva ed anima erotica o erosdinamica, costituenti l’Io,
unito al suo corpo fisico tramite un insieme di tre sistemi energetici
(corpo mentale, corpo emozionale e corpo eterico).
Archeosofica,
cioè questa scuola da me fondata, ha, fra le altre finalità,
la conoscenza dei mondi superiori e di Dio, mediante lo sviluppo dei
suoi sensi paranormali con alcuni metodi e tecniche atte a investigare
l’al di là, il destino delle anime e rispondere ai più
angosciosi problemi dell’esistenza umana: da dove veniamo, chi
siamo, perché soffriamo e ci ammaliamo, dove andiamo, come diventare
felici.
Benché
Archeosofica sia orientata verso il Cristianesimo totale, chi volesse
sperimentare i suoi metodi, (sia egli appartenente a qualsiasi altro
Credo) dopo la pratica sfocerà necessariamente nel Cristianesimo
integrale, perché appunto i metodi di Archeosofica poggiano sulle
leggi dell’Universo.
Chi,
attraverso l’Archeosofia, valuta l’insegnamento cristiano
di élite o di massa, capirà per certo, perché siamo
tutti dei malati alla ricerca di una cura e di una guarigione. E non
sarà difficile ammettere la realtà di un processo evolutivo
delle coscienze e del Cosmo, una legge del contrappasso, un ciclico
ritorno delle anime in nuovi corpi in vista di superare se stessi, farsi
sani per l’Eternità.
L’Archeosofia
dimostra che l’Uomo vale per diversi motivi assommati insieme:
vale per ciò che ha ereditato dal suo ceppo atavico, per quello
che è: forte o debole, rapido o lento, attivo o passivo; per
il rendimento che offre, per il suo spirito controllato dalla ragione,
per il suo orientamento verso i grandi ideali d’amore (Dio, Famiglia,
Patria e Umanità), Vale per il lavoro che compie per trasmutare
la sua coscienza, evolvendosi fino al massimo consentito dalle sue possibilità
di deificazione. Infine, l’uomo e la donna sono importanti per
ciò che di qualitativamente ottimo saprà lasciare, l’uno
e l’altra, in dono al genere umano, dopo la morte.
L’Uomo
è un decaduto che deve rialzarsi per inserirsi nell’ordine
cosmico e allinearsi alla Volontà, alla Sapienza e all’Amore
di Dio. Ma, come essere decaduto, è un malato che può
guarire solo se mette in atto i princìpi della Medicina Archeosofica,
ispirata dalla Bibbia. E’ la Bibbia, che ha rivelato a noi che
la separazione da Dio significa ammalarsi e morire tante volte, fino
a quando capiremo che l’unione con Lui è la guarigione,
la sanità e la vita eterna nel corpo della risurrezione.
Se
la terapia con l’uso dei vegetali e dei minerali ha la sua parte
nella pratica curativa, l’autocontrollo e purificazione della
mente, dei sentimenti e dell’eros ne sono il corollario.
Ognuno,
aiutato da un altro, deve farsi medico di se stesso, ai fini di aiutare
gli altri a guadagna- re la salute. La chiave l’ha data il Cristo,
medico dell’Umanità. Essa è l’attenzione continua
sull’Amore di Dio, del prossimo e di se stesso.
Qualunque
sia la malattia che ci colpisce, essa può impossessarsi di noi
se abbiamo una predisposizione, un terreno psicosomatico favorevole
alla vita dei germi patogeni. Questa predisposizione è innata,
ma si può anche acquisire o neutralizzare; essa è stata
preparata nel corso di precedenti vite e accresciuta nella presente,
attuale, esistenza. Questo è provato dall’esame biotipologico
e dalle particolari posizioni astronomiche zodiacali e planetarie di
chi nasce. Infatti, l’astrobiologia è una testimonianza
che ognuno di noi viene al mondo con un destino patologico. Ma ogni
predestinazione ha un motivo, e chiede una giustificazione. Ebbene:
chi è vissuto, abusando della resistenza del suo corpo, nella
disubbidienza alle leggi fisiologiche, chi ha vissuto nell’egoismo,
nella cattiveria, nel pessimismo, nella gelosia o nell’invidia,
non può nascere sano, perché, essendo Dio Amore, Salute
e Sapienza, chi vive l’odio, l’invidia, il pessimismo, eccetera,
si deve ammalare per forza: non vive in Dio. Ma chi decide di essere
forte e irremovibile nella virtù e nell’educazione fisica
energo-somatica, può guarire e preparare per se stesso le condizioni
di una perfetta armonia psicosomatica nel presente e nel ciclo storico
che verrà. La leva di comando è sempre una sola: fissare
l’attenzione quotidiana sull’amore di Dio, del prossimo
e di se stesso. La meditazione modella le cellule, modifica le funzioni
ormoniche, trasmuta in oro ciò che in noi è metallo vile.
I poteri della mente possono compiere tutti i prodigi dell’Alchimia,
dei seguaci dello Yoga e del Sufismo e delle comunità esseniche.
La
malattia nella prospettiva biblica: Cristo quale fondamento della guarigione
Si
può dire, senza rischi di sbagliare, che il primo medico psicosomatico
per tutti è stato, ed è, Gesù il Cristo. Quest’Uomo,
uscito dai seminari terapeutici degli Esseni, e Messia autentico giunto
dagli abissi del Regno di Dio, fa capire la vera causa: la prima fra
le cause, di una sindrome e di una malattia, e addita la guarigione,
liberandoci per prima cosa dal disordine della coscienza.
L’Evangelista
Giovanni riporta il significativo episodio di Gesù e del paralitico:
"Sii tu risanato; non peccare più, affinché un male
maggiore non ti sopravvenga" (Giov., 5: 14). Il paralitico di cui
parla l’Evangelo giovanneo giaceva accanto alla piscina di Bethsaida
da ben 38 anni. Quel: "Non peccare più" è categorico,
e presuppone nel malato la causa della malattia stessa: nel disordine
morale e fisico che operano in profondità e rendono l’organismo
attaccabile dai virus e dai bacilli. Qui è evidente l’accento
cristico sul valore educativo dello stato patologico e della sofferenza
ad esso collegata. Le cattive abitudini spostano l’asse di equilibrio
fra corpo fisico, corpo eterico, corpo emozionale, corpo mentale e organizzazione
dell’Io, nella quale presiede la trinità umana: spirito,
anima emotiva ed anima erosdinamica.
Quel
"Sii tu risanato, non peccare più affinché un male
maggiore non ti sopravvenga", è lapidario, molto eloquente.
E’ l’avviso a cambiar rotta, abitudini e realizzare il perfetto
equilibrio psicosomatico. Ma il grande Taumaturgo di Galilea poteva
dare la salute duratura a una sola condizione: che il paziente si impegnasse
con tutte le sue forze a trasmutare le cattive tendenze morali e fisiologiche,
obbedendo alle Leggi del supremo Legislatore, e regolando il corpo mediante
queste precise regole: volere, pensare, desiderare, agire in armonia
con la perfezione di Dio.
Nella
prospettiva biblica, sia la salute che la malattia vanno ascritte direttamente
all’azione di Jahwè secondo quanto attesta la Sacra Scrittura:
"Io uccido, ed io faccio vivere; io ferisco e risano, e non c’è
chi possa liberare dal mio potere" (Deuteronomio, 32: 39).
Forte
di questi princìpi, l’Archeosofia e la Medicina archeosofica
mirano alla preparazione morale e intellettiva, alla purificazione dell’Io,
alla quale corrisponderà la purificazione dei corpi energetici.
Il
malato è un individuo segnato, è un timbrato a fuoco che
deve rispondere di una colpa. Questa può essere dovuta ai suoi
genitori, oppure a se stesso, in questa o in altra vita. Il malato deve
fare bianca, come bianca luce, la sua coscienza e gli strumenti di essa,
perché il corpo possa riprendere a funzionare secondo equilibrio.
Ogni
individuo è sulla terra con un ben preciso compito da svolgere:
quello che Cristo ha ordinato: "Andate per il mondo, predicate
l’Evangelo del Regno di Dio, battezzate e guarite gli ammalati".
L’arte di guarire è fondamentale nel programma apostolico
del Cristo, quel Cristo che non è simbolo soltanto, ma una realtà
viva e operante, un Uomo storico e uno Spirito mandato per la nostra
guarigione.
Punti
di vista della medicina archeosofica cosmopsicosomatica nei confronti
della medicina psicosomatica
La
Medicina Psicosomatica è la dottrina medica sulle relazioni tra
funzioni corporee ed emozioni, secondo il principio che la mente e il
corpo costituiscono una unità; a tale principio aderiscono i
metodi terapeutici. Fissare l’inizio di questa concezione diagnostico-terapeutica
è difficile, perché già ai tempi dei discepoli
di Crotone - nel 5°- 4° secolo avanti Cristo - il grande medico,
filosofo e matematico Pitagora sosteneva che i forti turbamenti passionali,
ed i violenti patemi d’animo potevano causare non pochi malanni
fisici.
Molti
secoli prima di Pitagora, anche la Bibbia già esprimeva dei concetti
psicosomatici ben precisi, in riferimento al cuore, ai reni e al fegato.
Infatti, questi delicati organi, quando ricevono le ripercussioni dei
conflitti emotivi e passionali, si lesionano e si ammalano.
Con
Freud, Adler e Jung, il mondo scientifico si decise ad ammettere che
l’anima agisce sul corpo, e dell’anima soprattutto l’Io
profondo, o quella parte che è detta inconscio, la quale è
in diretto rapporto con i fondamentali bisogni fisiologici dell’essere,
con l’istinto nutritivo, il riproduttivo, l’associativo,
l’istinto di difesa e offesa, col desiderio impetuoso di vivere,
riprodursi, difendersi, con lo slancio volitivo di espandersi e imporsi
sui propri simili. Così, l’attenzione si è rivolta
con ragione ai fattori emotivi che sono risultati cointeressati negli
scompensi somatici. Insomma: è nata tutta una ricerca: psicologica
da una parte, e medica dall’altra, per scoprire, nei confronti
di ogni costellazione di sintomi patologici e di ogni decorso morboso,
quali sono stati i traumi psichici a produrli: vita intrauterina condizionata
dall’emotività psicosomatica della madre, infanzia, adolescenza
e traumi della vita degli adulti.
Oggi
la psicosomatica è in grado di dirci quali sono le emozioni,
i pensieri assillanti che hanno favorito l’ipertensione arteriosa,
la colite ulcerosa, il cardiospasmo, l’appendicite cronica e acuta,
l’obesità, il diabete, i calcoli al fegato, l’insonnia,
l’astenia sessuale, l’emicrania, la metralgia e tante altre
sindromi e malattie. Tuttavia - è bene dirlo -: ciò che
oggi si scopre e si inquadra nella medicina psicosomatica era noto ad
alcuni medici e ad alcuni adepti di talune Scuole esoteriche di alta
Iniziazione: greche, egiziane, giudaico-cristiane, cinesi. Fu specifico
merito delle Scuole misteriche Orfiche, Eleusine, Ermetiche, alle quali
non poco attinse Ippocrate.
Il
paziente, in quanto essere umano, ha una struttura biologica e psichica
fondata sulla libertà e sulla socialità. Se questa struttura
psicosomatica viene compressa, ostacolata, impedita di sfogarsi nella
realizzazione di tutte le sue aspirazioni, allora si ammala.
La
paura, l’ansia, l’attesa incerta, la gelosia, l’invidia,
la timidezza, le preoccupazioni economiche, le speranze deluse, un amore
non corrisposto, una promozione mancata o ritardata, logorano le strutture
neuro-ormoniche dei tessuti e degli organi.
Alla
base del fenomeno psicosomatico vi è sempre il processo dell’attenzione
prolungata, cioè della meditazione, che fissa la mente troppo
a lungo su un’immagine, un fatto, una persona, una situazione,
fino a farne un’autotortura e autosuggestione, che muovono i meccanismi
psicosomatici produttori di disturbi e malattie.
L’attenzione
prolungata, la concentrazione mentale, e quindi la meditazione spontanea,
inconscia, producono certi tipi di stigmate, aperture di ulcere, sudorazione
di sangue, cancro e altri guai. La stessa attenzione, ma educata e volontaria,
nello yogi e nei dervisci o in taluni medium e operatori di magia, si
risolve nella guarigione rapida e quasi fulminea nelle ferite lacero-contuse,
l’insensibilità al dolore, la catalessi ed il seppellimento
temporaneo dello sperimentatore, la cui durata può anche essere
di alcuni mesi, la foratura del cranio durante la pratica del Kundaliniyoga,
una produzione di calore capace di far resistere ai freddi glaciali
del Tibet nella condizione di nudità assoluta e la risoluzione
di certe malattie ritenute ostinate, quali la lebbra, il cancro e la
tubercolosi.
Passiamo
ora alla Medicina Archeosofica, che si spinge oltre i concetti usuali
della medicina ufficiale, compresa quella psicosomatica, e che, per
noi Archeosofi, è la sola medicina possibile, ed i cui orizzonti
hanno una considerevole ampiezza di campo per i seguenti motivi: l’Archeosofia,
essendo la Scienza dei princìpi e la Sapienza di Dio, conferisce,
alla diagnostica e alla terapeutica, una particolare impronta teistica,
astronomica e psicosomatica, Essa cerca le cause dei disturbi e delle
malattie in Dio, nell’influenza degli astri e nell’Uomo
stesso, inteso come un laboratorio psicosomatico di emozioni violente
e prolungate che operano uno squilibrio, sia sulle funzioni neuro-ormoniche-viscerali,
che sull’Uomo occulto, energetico. A queste tre fondamentali cause
se ne associano altre, concomitanti, quali: le influenze telepatiche
di certe persone; le influenze delle intelligenze perverse disincarnate;
l’ereditarietà; gli errori dietetici; i debiti morali e
fisiopatologici di precedenti esistenze.
Fra
i moventi che procurano le malattie, restano fondamentali le perturbazioni
degli astri, alle quali sono legate, non solo le malattie umane, ma
tutta la complessa fenomenologia terrestre, dalla storia all’agricoltura,
dalla meteorologia alla sismica. Poi i conflitti della coscienza; e
riteniamo validi i concetti dei Santi Padri che, prima ancora di Freud,
Adler e Jung, videro, alla base di un dissesto psichico, uno squilibrio
emotivo profondo. Mosè stesso, nella Genesi, è il precursore
della psicanalisi e della psicosintesi. La teoria della carica emotiva,
del trauma psichico; la possibilità che le emozioni possano convertirsi
in un processo organico furono insegnati nelle scuola di Alessandria
d’Egitto dall’Evangelista Marco, da Panteno, da Clemente
e da Origene.
L’istinto
sessuale, la volontà di potenza, lo spirito che non si accontenta
di fini puramente biologici, economici, sociali, ma che tende con tutte
le sue forze, volontariamente o inconsciamente, verso quegli ideali
che superano la sua contingenza storica, procurano malesseri e malattie.
L’uomo e la donna aspirano alternativamente a diverse mete: spirituale,
sessuale, economica, sociale, e la lotta per queste conquiste, appagate
o non soddisfatte, conduce ad un travaglio che sfocia nella malattia
psicosomatica.
Adesso
è bene che sia presa in esame una delle più importanti,
fra le cause che determinano la malattia o lo stato di perfetta salute:
gli astri del nostro Sistema Solare.
Causa
astronomica della malattia: gli astri insidiano la salute dell'uomo
Questa
causa è la meno nota, la poco (o punto) utilizzata dalla Medicina
ufficiale, ma lo è da quella Archeosofica. Si tratta dello studio
delle influenze degli astri operanti su ogni individuo, dal concepimento
alla nascita, fino alla morte. La scienza che si occupa degli astri
in rapporto all’uomo, utilizzata dai medici e farmacologi delle
antiche Caldea, Persia, Egitto, Grecia, India, Cina, Arabia, ed anche
in qualche regione dell’Europa continentale, si chiama Astrologia,
ma noi moderni le abbiamo dato diversi nomi d’occasione, quali:
Astrobiologia, Cosmopatologia, ed ora, per intenderci meglio, le abbiamo
conferito un nome più di attualità: Cosmopsicosomatica.
L’Astrologia
venne utilizzata da medici e farmacisti famosi delle Università
di Parigi, Padova, Bologna, Pisa, Firenze, Colonia, Basilea, Londra,
quali lo svizzero Paracelso, i francesi Michele Nostradamus e Morin
De Villefranche, gli italiani Cecco d’Ascoli, Pietro d’Abano,
Gerolamo Cardano, Luca Gaulico, Andrea Argoli, tutti autori di pregevoli
trattati di Medicina astrologica. Andrea Argoli, di Tagliacozzo. fu
autore di una metodica opera di Medicina astrologica, dal titolo: "De
diebus criticis", ovvero i giorni critici delle malattie, secondo
il corso della Luna e degli astri, edita nel 1651. L’Argoli fa
riferimento anche alle osservazioni di Aristotele e Ippocrate, entrambi
esperti astrologi e medici. A Venezia, nel 1493, vi fu il famoso "Fasciculo
de Medicina" di Petrus de Montagnana, ad uso degli studenti di
Medicina, nel quale si fanno riferimenti all’Astrologia medica
e alle piante medicinali.
Quando
questa scienza sembrava dimenticata, cominciarono a farsi sentire gli
studiosi isolati della Francia, Germania, Svizzera, Inghilterra, Stati
Uniti d’America. Nel 1940 mi decisi a dare il mio contributo con
la pubblicazione di alcune opere, oggi esaurite: "Il Corso degli
Astri e le malattie nell’Uomo" (Ed. Bocca, Milano, 1940);
"La Medicina e gli influssi siderali" (Ed. Bocca, Milano,
1940); "Gli influssi cosmici e la diagnosi precoce del cancro"
(EGO, Torino, 1943). Si trattò di studi tecnici, di specializzazione,
e che saranno ristampati, arricchiti di nuove osservazioni, per consentire
così ai medici archeosofi di utilizzare i risultati delle mie
ricerche in quasi 40 anni di esperienza.
Lo
studio dell’Astrobioscopia è di valido ausilio, perché
il diagramma, cioè la carta del cielo che sintetizza con un tracciato
la sfera celeste con l’Eclittica, ossia il piano ove si muovono
i 12 Segni Zodiacali, i 10 corpi celesti, i loro aspetti o angoli e
la domificazione, costituiscono la carta d’identità, la
scheda cosmobiotipologica che svela il carattere, le attitudini, le
predisposizioni alle malattie e le epoche, gli anni, i mesi, i giorni
e le ore di maggiore o minore gravità del male. Il punto di partenza
è la data di nascita del paziente: anno, mese, giorno, città
di nascita, e, quando si vuole una maggior precisione, anche l’ora
ed i minuti della nascita. La carta celeste si calcola utilizzando delle
tavole numeriche, o prontuari astronomici, per ottenere le posizioni
del Sole, della Luna, e dei pianeti: Plutone, Nettuno, Urano, Saturno,
Marte, Giove, Venere, Mercurio, secondo il loro grado zodiacale. Il
cerchio, diviso in 12 settori di 37 gradi ognuno, è di 360 gradi
complessivi. I Segni partono dallo 0°, in coincidenza con lo 0°
dell’Ariete, in senso contrario alle lancette dell’orologio:
Ariete, Toro, Gemelli, Cancro, Leone, Vergine, Bilancia, Scorpione,
Sagittario, Capricorno, Acquario e Pesci, che chiudono i 360 gradi dello
Zodiaco. Questi pianeti, muovendosi con velocità diverse, formano
fra loro degli angoli di 90, 120, 180 gradi, che si chiamano "aspetti".
Il grafico porta pure 12 Case, o Variatori d’influsso, che sono
dovuti alla rotazione della Terra, la quale, a seconda delle ore della
giornata, e quindi della nascita, occupano Segni diversi. La decifrazione,
per una diagnosi patologica e la fissazione della data delle crisi è
affare di tecnica. Ogni pianeta e ciascun Segno dello Zodiaco corrispondono
a determinati organi, sistemi, tessuti, funzioni.
Per
esempio: Marte influenza il sangue, l’ossidazione del sangue e
la forza sessuale, mentre Venere regola le ovaie, l’utero, la
gola, i reni. Se questi due pianeti formano, fra loro e la Terra, un
angolo di 90 gradi, o di 180, denominati: il primo Quadratura, il secondo
Opposizione, il soggetto sarà predisposto a infiammazioni, emorragie
ai genitali e alla gola, infezione del sangue, aborti per la donna.
Il carattere sarà di persona gelosa, triviale, sperperatrice,
etc.. Marte e Venere in diverso aspetto, per es. in Trigono, cioè
in aspetto di 120 gradi, che è di natura benefica, darebbero
una normale e ottima funzionalità psicosomatica. Di più
non è possibile dire, in questo breve fascicolo. Fra non molto,
se sosterrete il nostro sforzo aiutandoci a far conoscere l’Archeosofia,
metteremo a vostra disposizione dei quaderni teorico-pratici per calcolare
e decifrare un grafico astrobioscopico ai fini di scoprire non solo
le predisposizioni alle malattie, ma per stabilire le date del loro
insorgere e terminare. Vi spiegheremo, non solo come fare una diagnosi
e una prognosi (previsione dell’esito di una malattia), ma come
conoscere i tempi migliori per la somministrazione di un farmaco, ed
anche come prepararlo. Tutto questo è meraviglioso perché,
rimossi i due incagli: influenze astrali e traumi psicosomatici e, superandoli,
con le cure mediche archeosofiche il passaggio alla vita dello spirito
verrà completata dagli esercizi ascetici che aprono le porte
del Regno di Dio.
Non
dovete perdere di vista che "Archeosofica" si occupa di Medicina,
di Astrobioscopia e di quanto è stato programmato, in vista di
una sola finalità: vivere la vita religiosa ordinaria e straordinaria
per andare oltre, fino al raggiungimento della vita Iniziatica. Archeosofica
indica i metodi per costruire, fin dove sarà possibile, un equilibrio
psicosomatico che deve condurre alla preparazione del "Corpo di
Gloria" della risurrezione, senza il quale non è possibile
diventare Adepti, cioè Figli di Dio, abitanti felici della terra
futura.
Orientamenti
terapeutici dell'Archeosofia
La
Medicina Archeosofica osserva e analizza la persona umana dal punto
di vista della sua struttura occulta, cioè di un EGO, o IO, composto
di spirito, anima emotiva ed anima erotica, che opera sul corpo fisico
utilizzando dei ponti o sistemi energetici, e cioè: Corpo mentale,
Corpo emozionale e Corpo eterico. In questi ultimi vi sono dei centri
di gravità bioenergetici, dai quali dipende la salute. E’
certo che la salute perfetta e il benessere si hanno quando i tre Corpi
energetici lavorano in armonia con i tre Princìpi dell’IO,
e questi con la Trinità di Dio.
L’agitazione
dell’EGO durante la lotta per l’esistenza si risolve nella
dissociazione o anarchia funzionale dei tre Corpi, a discapito della
salute fisica e psichica. Se il malato è un Archeosofo, la terapia
consiste nell’individuare quale dei tre Centri energetici è
anarchico: se funziona troppo (per es.: iperattività eterica;
iperattività emotiva; iperattività del corpo mentale),
oppure se manda scarsi impulsi, cioè se funziona in ipo.
Insomma:
la cura e la guarigione consistono nel riportare la triade energetica
all’equilibrato metabolismo energetico. La diagnosi che stabilisca
il grado e il tipo di responsabilità dell’EGO e dei suoi
strumenti sottili: i Corpi vibranti, si ottiene per vie diverse: 1)-
Con l’Astrobioscopia; 2)- Per mezzo dell’Eteroscopia paraveggente,
cioè utilizzando delle facoltà psichiche sviluppate con
speciali esercizi spiegati nei Corsi di Archeosofia. Queste facoltà
consentono di vedere la struttura fisioanatomica bioenergetica e di
conoscerne, dai colori e dalle forme, lo stato funzionale, allorchè
si tratta di osservare degli estranei. La stessa facoltà per
vedere entro noi stessi, si chiama Autoscopia paraveggente; 3)- Utilizzando
alcuni strumenti sensibili alle vibrazioni eterico-astro-mentali che
definiamo Cosmoionici. Questi strumenti, in verità utilissimi
e sorprendenti, sono instabili nei risultati, ma ne scopriremo le ragioni.
Una
volta stabiliti i responsabili del processo morboso, la terapia dovrà
orientarsi, ricorrendo per tonificare o per sedare gli organi ed i sistemi
fisiologici, verso farmaci vegetali, minerali e umani. L’Astrobiologia
consentirà la scelta dei momenti astronomici più adatti
per somministrare il farmaco nella forma allopatica (secondo la legge
dei contrari), omeopatica (dosi minime, farmaco dinamizzato, e secondo
la legge dei simili) e ricorrendo al fluido vitale del guaritore. Il
malato si aiuterà con le indicazioni della terapia ascetica,
utilizzando la respirazione ritmica, gli atteggiamenti ginnici, la musica,
i colori, i profumi, la visualizzazione e meditazione prolungata del
Centro energetico responsabile della malattia, che può venire
dallo spirito, dall’anima emotiva o dall’eros, per mezzo
del corpo mentale, emozionale o eterico. Vi sono farmaci che agiscono
solo sul corpo mentale, altri solamente sull’emozionale, altri
sull’eterico e altri ancora su tutti e tre.
I
tre Corpi sono sensibili all’azione dei metalli. Il Rame in eccesso
attenua la memoria, ma chi scarseggia di facoltà mnemoniche può
trovare sollievo da piccole dosi di Rame, preso per via orale. La stessa
azione ha l’Erba medica in semi. Molto Rame organico si trova
nei semi del Trifoglio dei prati e nelle Fave. Il Rame sostiene l’organizzazione
dell’Io se questo è scadente, e attiva poco l’apparato
digerente. Fa superare l’esaurimento mentale e fisico in seguito
a surmenage cerebrale e mancanza di sonno. Anche il Piombo serve non
poco a calmare il Corpo emozionale troppo agitato. Dovremmo parlare
dello Zinco, dell’Antimonio che ha un’azione nei rapporti
del Corpo eterico con il Corpo astrale o emozionale. Tutto sarà
spiegato, chiaro, e con dettaglio nei prossimi Quaderni di: Medicina
archeosofica dell'uomo integrale; Il guaritore pratico del corpo e dell'anima;
Farmacologia archeosofica psicosomatica.
La
terapia deve sempre essere integrata dalla preghiera, dal dialogo con
la Divinità, dalla quale dipende l’aiuto. E’ la Preghiera
del Cuore, o Cardiognosi, la cui tecnica è stata esposta nel
Quaderno numero 11. Per le malattie provenienti dallo spirito si prega
il Padre; per quelle dell’anima emotiva: il Verbo; per l’Eros:
la Madre.
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