Anzitutto
ringrazio gli amici di Pisa, che sono stati i promotori di questa manifestazione
e che hanno dato un contributo culturale a Pisa, che è la mia città
natale, anche se non riesco a parlare toscano, perché ci sono nato,
e poi sono andato via. Però, Pisa è sempre nelle vene e nel sangue,
perché siamo di stirpe toscana dai tempi dei Templari, venendo avanti,
così.E quindi passo senzaltro al tema che dobbiamo sviluppare.
Dunque,
se i concetti, le parole, si potessero pesare su una bilancia di precisione,
e noi avessimo qui questa bilancia ideale per pesare le domande, per
pesare i concetti, e mettessimo in un piatto questo: che cosè
la cosa o condizione di vita più utile, più indispensabile? e mettessimo
dallaltro lato, sul piatto opposto, un qualche cosa per far scendere
la bilancia ed avere una taratura esatta, se mettessimo per esempio
il denaro, che è molto importante e fondamentale nella vita dei popoli,
la bilancia non si muoverebbe.
Se
mettessimo lamore inteso in tutti i sensi, la bilancia resterebbe
immobile. E se dovessimo ancora mettere, non so, la realizzazione di
un progetto, un avanzamento di grado in un pubblico impiego (che tante
volte rappresenta una condizione essenziale per vivere per tutta la
famiglia), la bilancia non si muoverebbe. Si muoverebbe soltanto se
nel piatto opposto mettessimo questa risposta: star bene in salute,
non ammalarsi mai, o per lo meno ammalarsi in casi eccezionalissimi,
proprio alla fine della vita.
Allora
la bilancia si metterebbe in equilibrio, è certo, per il semplice fatto
che senza la salute lindividuo non può dare niente di se stesso,
non soltanto nel campo delle pratiche realizzazioni sociali: lo sport
... non so ...: lavorare bene, rendere bene, organizzare per sé e per
gli altri tutte le cose, ma lindividuo non avrebbe quellequilibrio
mentale, quellequilibrio diciamo emotivo sufficiente per
realizzare se stesso.
Quindi
la salute è la prima cosa da realizzare, la prima condizione per dire:
"io posso essere veramente uomo, veramente donna" e perciò
andare oltre e portare altri ad un certo traguardo. Noi oggi, quindi,
esamineremo il campo della medicina, ma naturalmente da un certo punto
di vista, ché, secondo noi (permetteteci di essere un pochino esagerati,
ma, per conto nostro, non cè esagerazione) presentare la medicina
da un punto di vista archeosofico vuol dire prospettarla secondo unampiezza,
una visuale assai più completa della medicina ufficiale che, pur avendo
raggiunto traguardi splendidi e avendo fatto sforzi notevoli, specialmente
in questi ultimi tempi, non è però integrale come dovrebbe essere.
Perché
parlare di medicina Archeosofica? E semplice. Perché noi muoviamo
una corrente, diciamo, di pensiero, di cultura, ma muoviamo una corrente
di persone dazione che devono dare alla società un qualche cosa
di importante, di nuovo, specialmente oggi, che siamo ad una svolta
decisiva, siamo ad un passaggio da un ciclo storico in un altro, e questo
passaggio, come tutti i transiti, comporta una crisi, una sofferenza
per tutti, nel grande e nel piccolo.Noi siamo Archeosofi.
E
che cosè lArcheosofia? Lo diciamo a quelli che eventualmente
fossero nuovi nel campo, gli altri lo sanno già, perché leggono i nostri
quaderni, corrispondono, scrivono, si riuniscono a gruppi, fanno degli
esercizi, esercizi psicofisici, e di conseguenza non hanno bisogno di
essere informati. Per gli altri, diremo che lArcheosofia è la
scienza dei primi princìpi, è la Scienza Divina, in sostanza: Arché
è principio, principio dei princìpi, e Sofia è scienza, sapienza.
Quindi
noi, attraverso questa etichetta: "Archeosofia", ci inquadriamo
in un campo di ricerche e di esperienze che abbracciano tutto lo scibile
umano. Quindi la medicina è un settore indispensabile per poter andare
avanti nella nostra azione Archeosofica.
LArcheosofia
ha una sua Scuola per coloro che vogliono seguirla come scolari, e naturalmente
dovremmo essere tutti scolari della Sapienza, in quanto la Sapienza
non consente di potersi fermare neanche un solo istante, perché bisogna
sempre andare avanti, e colui che non vuole diventare scolaro si condanna
da sé, in quanto tutti i maggiori uomini e donne dellalta cultura
si sono sempre considerati scolari, in quanto giorno per giorno impariamo,
impariamo da chiunque, perché chiunque può darci unidea, e da
quellidea, col nostro spirito creativo, possiamo andare ancora
oltre, nella ricerca, e quindi nella conquista.
Quindi
lArcheosofia, per conto nostro, potrebbe essere la via nuova della
cultura prossima, in quanto noi dobbiamo salvare tutta la civiltà mondiale
e, per salvarla, occorre avere le idee chiare, bisogna avere dei princìpi,
bisogna che ogni uomo, ogni cittadino, sia un individuo superiore, si
consideri perennemente scolaro della Sapienza, per poter diventare sempre
di più la sapienza stessa.
Dicevamo
che la medicina rientra nel settore dellArcheosofia perché aiuta
moltissimo e il dottor S. che è qui con noi, è medico molto noto, e
può insegnarmelo, questo fatto, che la medicina ci dischiude degli ampi
orizzonti, però a patto di essere Archeosofi.
E
se non vi volete chiamare Archeosofi, chiamatevi come volete, linteressante
è avere questa visione ampia, questo senso universale, questa concezione
unitaria del Creato, e massimamente concepire la medicina con un criterio,
diciamo, così cristiano. Perché cristiano? Perché, a nostro avviso,
il Cristo è stato, ed è (dico è, perché non lo considero soltanto
Uomo, ma uno spirito cosmico e uno spirito metacosmico) Cristo è stato,
ed è, dicevamo, il primo medico e la medicina di tutta lumanità,
Bisogna però saperlo capire, il Cristianesimo, bisogna saperlo penetrare
e realizzare.
Finora,
noi, ben poco del Cristianesimo abbiamo realizzato. Già cominciano a
parlare di voler cercare a destra, a sinistra, più giù, più su, una
Via, una dottrina, quando noi non abbiamo realizzato neppure i primi
passi dellinfanzia, nel campo del Cristianesimo. Questo non soltanto
su un piano morale, ma su un piano scientifico, in quanto, come dicevamo,
il Cristo è stato ed è il primo medico che ci insegna, Difatti, se noi
prendiamo i Vangeli, apriamo il Vangelo di San Marco, ad esempio, la
vita missionaria di questo Gigante, il Cristo, comincia proprio con
delle guarigioni.
Perché?
Perché lui vedeva un rapporto intimo fra il corpo e la coscienza. E
stato, in sostanza, uno dei primi medici psicosomatici che sul piano
pratico ha gettato delle basi. Ecco perché noi siamo Archeosofi e siamo
Archeosofi Cristiani.
Perché
si può essere Archeosofi anche atei, volendo; nessuno vi impegna, con
lArcheosofia, di cambiare la vostra ideologia.
Ognuno
è libero di sentire o di pensare come vuole; però esiste una via, esiste
una legge, e noi possiamo slittare così, da una parte e dallaltra,
però, indubbiamente, come per la fisica, la chimica, la matematica,
vi sono delle leggi, e chi esce fuori da quel binario non è nella legge:
è fuori, non si trova bene.
Dunque,
il primo, recente medico psicosomatico è stato Gesù Cristo e quindi
tutta la turba di personaggi che hanno lavorato per questo messaggio
ha quellimpronta. Difatti, col Cristianesimo nascono gli ospedali,
si cominciano a formare tutte le comunità religiose per curare i lebbrosi,
piaghe di vario genere, malattie, eccetera, con le erbe o simili. Tutto
un fermento. E molti Padri della Chiesa antica sono stati degli ottimi
medici, appunto perché la medicina ti fa capire tutti questi agganciamenti.
Difatti,
delle volte io stesso resto meravigliato di come ci possano essere uomini
di scienza che non siano, diciamo, spirituali, perché la scienza,
tanta scienza, ben capita, ti porta soltanto a Dio: non può portarti
dalla parte opposta.
La
psicosomatica moderna ha preso sviluppo, come sapete, attraverso Freud.
Adler e Jung; ognuno ha visto, dal proprio punto di vista, le cose come
stavano, e ognuno di questi ha avuto ragione, dal proprio punto di vista;
ma aver ragione dal proprio punto di vista non significa aver tutta
la ragione, in quanto, per esempio, Freud ha visto un pansessualismo
di un tutto dipendente dalla sessualità.
Accettiamo
il fatto che molte attività dellindividuo siano dipendenti dalle
caratteristiche somatiche da cui proviene: se lindividuo proviene
da due cellule germinali, è ovvio che avrà una tendenza a pensare, a
sentire, sessuale. Ma noi sappiamo, sia perché ce lo hanno detto, sia
perché lo abbiamo sperimentato attraverso metodi, esercizi, che non
cè soltanto questa forza, cioè la forza sessuale, a caratterizzare
luomo. Sì: è molto forte, è terribilmente travolgente, ma esistono
altre potenze che muovono la coscienza, ed allora noi vediamo Adler
che dice:: "No, non è vero che lindividuo agisce, opera,
soltanto attraverso limpulso sessuale: esiste nellindividuo
una volontà di potenza, una volontà di arrivismo; vuole essere qualcuno;
non vuole essere sommerso; non vuole essere un individuo comunitario;
non vuole essere massa, ma vuole essere individuo; e, per essere
individuo, naturalmente, bisogna estrinsecare da se stessi una certa
forza e una qualità che vanno a scapito di altri individui".
Quando
manca quel senso archeosofico della coscienza, della psicologia, ecc.,
questo spirito di conservazione nel senso sociale prospettato da Adler,
per certi aspetti è accettabile, è buono, ma, come quello di Freud,
non è tutto.
Allora
interviene Jung, il quale era più spirituale, vedeva ancora di più,
e dice: "No: qui bisogna fare una psicosintesi, bisogna fare qualcosa
di più aderente alla realtà". E quindi comincia a parlare che nelluomo
cè un travaglio (e quando dico uomo dico anche donna), ed è un
travaglio religioso. In sostanza, tutti cercano Dio, anche se si illudono
di non cercarlo, ma in realtà lo cercano, perché il mondo è uscito da
Uno solo; gli abitanti di questo mondo non si possono sentire degli
estranei.
Può
essere un momento storico della propria coscienza, il sentirsi estranei;
ma nel tempo, specialmente quando uno si ammala, ecco che la malattia
è salutare; è salutare perché la malattia è un sistema geniale per far
sì che lindividuo ritrovi se stesso. Purtroppo, non sempre riesce
a trovare la propria interiorità, ma, per lo meno, nel momento della
crisi, quando si prospetta il pericolo di morire o il pericolo di essere
sottoposto ad un intervento chirurgico che può fare una certa impressione,
quando si prospetta questo, lindividuo è meno cattivo, meno egoista,
meno Freudiano, meno Adleriano; come voglia cominciare
a diventare più se stesso, a diventare più Cristiano.
E
cristiano lindividuo può essere stato anche prima di Cristo, perché
i princìpi sono eterni, e quindi questi spiriti cosmici lavorano per
lumanità da quando lumanità ha cominciato ad essere tale.
Dicevamo quindi che questi tre scienziati, che hanno saputo risvegliare,
non so bene fino a che punto, ma che comunque hanno dato il loro valido
contributo di ricerca, di travaglio, ... questi tre fisiologi, dicevo,
questi psichiatri, questi filosofi, hanno dato un tracciato, una via,
però a noi sembra che si possa trovare ancora di più, e proprio nellArcheosofia.
Diciamo
questo, non per una convinzione poggiata sullipotesi, ma perché
vediamo dei risultati.Prendiamo la cosa dal punto di vista cristiano,
e permettetemi di insistere, perché, se lindividuo esce fuori
dal Cristianesimo si ritrova in un baratro, in quanto il Cristianesimo
ha in sé quello puro, quello genuino, quello antico, quello nato con
Cristo e con i primi Padri, quel Cristianesimo lì ha in sé tutto quello
che lindividuo deve fare.
Ecco
quindi che ad un certo momento Gesù sana lo storpio che era stato paralizzato
per 38 anni e se ne stava accanto a quella piscina di Bethsaida, nella
speranza, chissà, di poter guarire; e finalmente il Cristo lo sana.
Dice: "Va, sei sano, ma non peccare più, perché non ti capiti
di peggio". Ora: tutte le cure taumaturgiche fatte dal Cristo hanno
sempre questo sfondo: Stai attento, fai tesoro di questa malattia, di
questi disturbi, perché sono un segnale, un campanello dallarme,
perché tu possa prendere il cammino esatto: quello dellequilibrio
psicosomatico, perché lequilibrio psicosomatico porta ad un rapporto
di unione con altre forze ancora superiori, che rappresentano la vita
vera: quella interiore, quella che non perisce, quella che non diminuisce
mai.
La
psicosomatica ha degli addentellati anche nellepoca pitagorica.
Per esempio il famoso cenacolo, gruppo, sodalizio pitagorico di Crotone,
fra il 5° e il 4° secolo, aveva dei discepoli che apprendevano dal maestro
(Pitagora, come sapete, era medico, oltre che matematico e filosofo).
Pitagora,
dicevamo, aveva discepoli i quali apprendevano che molti malesseri malattie,
sono la risultante, nel tempo, di uno squilibrio emotivo; la passione
disordinata, insistente, modella lindividuo, lo trasforma, gli
modifica certe cellule, certi organi, e a un certo momento lindividuo
si trova ammalato senza sapere il perché. In realtà, sono anni e anni
di un continuo pensare, un continuo sentire in un certo modo, come lessere
geloso, lessere diffidente, timido.
Questo
fatto comporta, poco alla volta, una condizione per cui il fegato ne
deve risentire; lipofisi e le surrenali ne devono subire una conseguenza,
in quanto esiste questo stretto rapporto, diciamo, fra la psiche e il
soma, fra la psiche e il corpo: è come se fosse una unità.In realtà,
non cè una unità, in quanto, come vedremo fra poco, lindividuo
è costituito da tante parti ben ordinate, ben inquadrate dalla Sapienza
cosmica che viene dallArtefice.
Quindi,
Pitagora, ai suoi discepoli, fra le tante cose che si potrebbero definire
Archeosofiche, insegnava appunto la Psicosomatica.E vediamo che a Delfo,
per esempio, cerano tutti questi templi dove facevano le cure
e badavano ai sogni. Oggi si fanno tante chiacchiere, si pubblicano
tanti libri sui sogni quale mezzo di indagine patologica; ma già i sacerdoti
di questi templi, che erano medici, conoscevano bene questo rapporto
fra lo stato di salute fisica e lo stato di salute psichica, e quindi,
naturalmente, sapevano interpretare il sogno, che è un avvertimento
dellinconscio o del superconscio, sotto forma di trame teatrali,
sempre sullo sfondo di voler fare e non poter fare, perché uno quasi
sempre sogna cose che vuole fare e che non riesce a completare, a realizzare.
Dunque:
io cercherò di essere breve, perché potrebbero poi, a un certo momento,
sopravvenire degli stimoli psicosomatici dovuti alla volontà di ...
mangiare ... ecc., quindi bisogna cercare subito di inquadrare, perché
voglio farvi vedere qualcosa di pratico che può essere interessante:
sul cancro, sul tumore maligno, eccetera.Noi Archeosofi vediamo la malattia
sotto i diversi punti di vista che sono, secondo noi, tutti validi,
o almeno convergenti come risultante. E vi sono cause della malattia,
di natura teistica: vengono da Dio.
Vi
sono malattie che vengono dagli astri, dal cosmo. Quindi potremmo parlare
di una cosmopsicosomatica. E poi vi sono malattie, o disturbi, o preparazione
ad una malattia, che si possono inquadrare nella normale psicosomatica.Quindi
siamo per la psicosomatica; siamo per lastro, o cosmopatologia;
e siamo per una concezione teistica del male. Quindi, non a caso, nelle
Scritture, nella Bibbia, leggendo, sfogliando con attenzione, troviamo
dei riferimenti ben precisi, che dimostrano, non il risentimento del
Creatore verso chi non si comporta secondo una certa regola (perché
il Creatore è Amore ed è equilibrio: è Giustizia; non è un meschino
che sta lì a colpirci: i meschini siamo noi, non il Creatore), ma ci
possiamo mettere in determinate condizioni di non ricevere la vita da
Dio.
Ma
di questo ne parleremo, forse, nel corso della conferenza, sia pure
in modo sintetico. Poi esistono delle malattie che provengono dagli
astri. Questo per certo, a parte il fatto che, attraverso i secoli,
noi abbiamo avuto molti medici e scienziati che hanno osservato questo.
Per esempio, possiamo prendere Nostradamus, che era medico e astrologo
molto capace (lo abbiamo visto dalle Centurie, dalle profezie, che hanno
dato dei risultati).
Difatti,
era chiamato come medico, ma un medico speciale, perché si avvaleva
di uno strumento prezioso quale può essere la Cosmopatologia, cioè a
dire lantica patologia medica (oggi la chiamiamo Cosmopatologia
perché siamo dei vigliacchi: ci vergogniamo del parere, dei pregiudizi
della gente, perché ci sono stati dei ciarlatani; ci sono infatti, in
mezzo, anche dei casi non felici, perché nessuna cosa è infallibile).
Cè
comunque il pregiudizio verso lAstrologia, quindi noi ci nascondiamo
dietro i termini di "Cosmobiologia", "Cosmopatologia",
"Astrobiologia", e siamo a posto: salviamo la faccia; ma in
realtà è sempre lAstrologia medica antica di Girolamo Cardano,
medico, astrologo, matematico; è la stessa astrologia di Luca Gaurico,
un altro medico; e poi Arnaldo da Villanuova; Morin de Villefranche,
Paracelso: il sommo e grande Paracelso; tutti medici famosi che riuscivano
ad ottenere delle guarigioni quanto mai sconcertanti per il tempo di
allora, quando mancavano tutti i laboratori di analisi che esistono
oggi.
Eppure,
loro riuscivano a trovare il farmaco adatto per stroncare delle setticemie,
delle pestilenze, ecc., appunto perché utilizzavano altri elementi che
oggi non vengono più utilizzati, in quanto abbiamo i mezzi speciali:
cè lapparecchio elettronico; ci infiliamo la fialetta col
sangue dentro; la lancetta segna subito quanti globuli rossi abbiamo,
e siamo a posto; ma non basta. Questo va utilizzato, sì: i mezzi della
tecnologia sono preziosi, perché abbiamo bisogno di questi mezzi, però
non dobbiamo dimenticare che esistono delle forze che vanno analizzate,
vanno prese in seria considerazione, e lAstrologia è importante,
sotto questo punto di vista.
Per
esempio, io ho portato qua un caso, che me lo sono trovato così, per
combinazione. Una lettera di una persona disperata che mi diceva: "Mio
fratello è morto con un tumore maligno, era giovane, ... a questo fratello
hanno trovato un tumore alla gola, alla trachea, ai polmoni. Insomma:
non hanno fatto in tempo a salvarlo, perché ormai era troppo tardi".
Dico: "Ma era proprio destinato a finire cosi? Non si poteva salvare?".
Quindi
cè anche il travaglio del problema destino. Siamo, o non siamo,
destinati? E se siamo destinati, fino a che punto ci possiamo liberare
da questo destino? E perché siamo destinati? Non so: uno nasce sano
e un altro invece malato; oppure: apparentemente, a vederlo, è una persona
per bene, è buona, educata, generosa, non fa male a nessuno e viene
colpita da una mazzata inesorabile e finisce così, senza neppure realizzare
se stesso.
Perché,
poi, limportante, nella vita, è la realizzazione di noi stessi
- ne riparleremo ancora, di questa realizzazione - perché noi non possiamo
considerarci come le bestie, e cioè soltanto mangiare, vestirci ...
(del resto, le bestie ancora ancora sono più furbe di noi: non si vestono,
non pagano tasse, niente). Noi ne sappiamo qualche cosa: abbiamo nove
gatti mantenuti di tutto punto, ben nutriti, curati quando si ammalano,
eccetera. Comunque, noi siamo ancora peggio, in certi casi, degli animali,
perché manchiamo di certe sensibilità, ed è grave, perché col patrimonio
culturale che abbiamo, con gli strumenti in nostro possesso, con delle
culture, cioè notizie culturali venute attraverso i secoli dallantico
Egitto, dallIndia, dalla Cina, eccetera, dovremmo essere a posto;
e invece non è così.
Scusate
se ogni tanto divago; ma parlo come la mente e il cuore mi dicono. Cè,
sì, un preordi- namento, entro di me, dunque non è a caso, quello che
viene detto; però deve essere così: a mosaico, anche per la brevità
del tempo; se no capita come a Roma: cinque ore di conferenza, più unora,
quella di un altro oratore (il pubblico era contento lo stesso, perché
abbiamo tirato fuori tante cose che sono interessate).
Dunque:
mentre stavo per venire qui da voi, ho trovato, in mezzo ai miei documenti,
una lettera. Io non dico chi è la persona, per segreto professionale
e di studioso. Posso soltanto raccontare il fatto, che è recente ...
15 luglio 1970. La lettera diceva: "Ieri ho ricevuto la Sua lettera;
la ringrazio delle sue gentili parole. Il fratello di cui le ho chiesto
consiglio è morto il giorno 2 c. m. dopo una sofferenza atroce di quasi
due mesi. Aveva un tumore maligno..., ecc., che prendeva lo stomaco,
il polmone, la trachea ..."Questa persona non ha fatto in tempo
a chiedermi un parere, sempre dal punto di vista della cosmopatologia
(non dico "astrologia medica", se no mi può cadere in testa
qualcosa).
E
questa persona era nata il 20 maggio 1936, alle ore 9-9,30. Lora:
9,30, è un po incerta. Ma lora, in questi studi, deve essere
precisa. Si può fare unindagine anche senza lora, poiché
il sistema planetario, (vale a dire leclittica con tutti i pianeti
in orbita che si muovono) già ci dà una somma di indicazioni, tale da
poter far una diagnosi, e quindi essere di aiuto, se il medico è Archeosofo,
se è interessato a questi studi, per poter completare la sua inquadratura
diagnostica, e quindi anche terapeutica.
Allora,
dunque: prendendo questa lettera, io ho fatto subito il grafico, in
quanto, prima, non ne ho avuto il modo. La persona mi aveva scritto
ringraziandomi di una lettera affettuosa di condoglianze, e poi mi diceva:
"Lei può dirmi se forse si poteva salvare, se lo avessero trovato?".
Quindi cè il problema destino. Cè un destino patologico?
Se cè, perché cè? E, supposto che ci sia: fino a che punto
possiamo intervenire, per impedire che uno muoia? In sostanza: uno si
ammala e soffre; è possibile guarirlo? Fino a che punto si può curare?
Comunque,
ripeto: io ho fatto il grafico, con mia soddisfazione (perché gli studiosi
sono anche maligni: godono delle disgrazie altrui; non nel senso delle
disgrazie, ma. se cè un caso tipico, voi medici che cosa dite?
"Questa è proprio una trombosi autentica". Lo dite con una
certa soddisfazione, per aver inquadrato la diagnosi con una certa precisione
lapidaria), perché quel caso si prestava molto bene ad una interpretazione.
Sono
quindi andato a vedere quali influenze cerano quando è morto,
e corrispondevano anche quelle. Allora è diventata la provvidenza -
io credo nella provvidenza: a questo gioco sottile di circostanze, di
cose che ti portano a trovare una certa soluzione o una certa testimonianza.Allora
ho fatto questo calcolo, questi passaggi che adesso mettiamo in lavagna,
per farvi capire come funziona il meccanismo astronomico in rapporto
alle malattie. Questo, nel caso che alcuni medici (perché vedo che qui
ci sono dei medici) lo volessero prendere in considerazione, non fosse
altro per il fatto che altri medici famosi dellantichità se ne
sono interessati.
Per
esempio Ippocrate, che viene chiamato il padre della medicina, era un
astrologo in gamba, provetto, ed a lui dobbiamo gli studi sulle crisi
febbrili; lui aveva visto, per esempio, che le malattie hanno un decorso
che coincide con le fasi lunari. La luna ha una certa posizione, nel
cielo, che corrisponde ad un punto nevralgico delloroscopo della
persona, e ogni tanti giorni, ogni 7 giorni, per esempio, cè una
crisi: lindividuo si sente più agitato, aumenta la febbre, tutti
i sintomi si accrescono; poi, a un certo momento, per un gioco di pianeti,
cè quella fase lunare collegata ad un insieme di altre configura-
zioni che determinano o la guarigione o il peggioramento.
E
Ippocrate, che ha fatto quel magnifico giuramento che tutti i medici
conoscono -è puro, è forte, è di uomo spirituale, di Iniziato- quel
giuramento che dice di fare a tutti i medici e quindi anche voi, naturalmente,
era un assertore della cosmopatologia: la utilizzava; e ci ha dato degli
elementi che poi i nostri medici italiani hanno utilizzato con risultato.Ma
proprio adesso, che stiamo avanzando, non dobbiamo utilizzarla, questa
scienza? Se vi fossero dei medici disposti a fare delle statistiche,
si potrebbe perfezionare sempre di più il metodo; per noi va bene già
così, perché sono secoli e secoli che è controllato, e quindi ha dati
tangibili.
Adesso
noi attacchiamo questo grafico, e cercheremo di intenderci.Io non ho
dimestichezza con la lavagna; comunque il cerchio è ben fatto; ringrazio
questo giovanotto, che lo ha fatto.Noi qui, adesso, rappresentiamo,
in sostanza, il sistema solare. Se avessimo uno strumento, allora vedremmo
tutti lequatore celeste, i meridiani, tutte le coordinate celesti
in riferimento alla terra, ..., una bella sfera armillare ... .
Noi, per utilità pratica, avemmo bisogno di un diagramma, che però potremmo
fare anche sotto altra forma: ecco, così: circolare, perché è più semplice.
E questione di abitudine, perché siamo abituati a questo ... .(Viene
eseguito lo Zodiaco alla lavagna).
Non
sono molto abile per tracciare ... (si vede, vero?). Allora: questo
qua sarebbe il piano di gravitazione. I pianeti si muovono; quindi voi
immaginate, per esempio, il sole, delle orbite dove tutti i pianeti
compiono la loro evoluzione, chi in 12 anni, chi in 30 anni, chi in
88 giorni, eccetera.
Però,
per prospettiva, noi facciamo contro che la Terra sia al centro. Daltronde,
anche i naviganti, per trovare il punto, la rotta, durante la navigazione
ricorrono alle effemeridi geocentriche. La Terra come centro, perché
non servirebbero le posizioni diverse, eliocentriche, in quanto ci interessa
da dove viene la luce, dovè la stella in rapporto alla nostra
nave. La nostra nave, e quindi noi, non siamo sul sole: siamo sulla
terra; quindi lastrologia è geocentrica, pur tenendo conto che
il sole è il centro del sistema solare: questo è logico.Noi metteremo
adesso, in questi 12 segni, i simboletti convenzionali che usano gli
astrologi, e quindi vengono usati anche dai cosmopatologi. LAriete,
il Toro, i Gemelli, il Cancro, il Leone, la Vergine, la Bilancia, lo
Scorpione, il Sagittario, il Capricorno, lAcquario (il mio segno)
e i Pesci.
Dunque:
lo Zodiaco comincia sempre in questa direzione. A volte ho visto che
stampano i segni allincontrario, ma è sbagliato, perché lordine
astronomico è questo, e non in senso inverso. Ho visto stampato, per
esempio, lAriete, e poi fanno il Toro in questo senso. E
assurdo: è come uno che camminasse con la testa, invece che con i piedi.Qui
mettiamo 0°, oppure 360°, perché la circonferenza è divisa in 360°.
Qui mettiamo 30°, 60°, 90°, 120°, 150°. Qui abbiamo lopposto:
i 180°, e quindi si va avanti completando la circonferenza.
Poi,
con delle tabelle, (perché esistono delle tavole astronomiche calcolate:
ci sono degli uomini pazienti i quali preparano per tutti gli anni le
effemeridi, che sono tavole astronomiche con tutti i pianeti, il cui
tempo siderale è calcolato per Londra, anzi: per Greenwich), poi uno
fa delle interpolazioni e riduce queste posizioni per la città, il paese
che interessa, e tutto quanto viene semplificato, Non è difficile: il
calcolo è una cosa rapida. E linterpretazione, che chiede
una certa preparazione, una certa intuizione.
E
poi vi sono altre tabelle, dei prontuari, per facilitare. Ogni anno
vengono stampate, a Londra, negli Stati Uniti, in Germania, delle tavole,
appunto. Queste qua sono del 1970. Le effemeridi, le posizioni del 1970,
perché alla nascita esiste un clima astronomico che influenza la persona
e allora è come scattare una fotografia: si imprime la lastra in quellistante
e la pellicola della lastra prende luce. Così, nel momento in cui lindividuo
nasce subisce questa impressione, quindi ogni individuo è un oroscopo
vivente o, in modo ... ipocrita, è un diagramma cosmopatologico
... (così salviamo la faccia della scienza).Noi adesso metteremo i pianeti
come avevo preparato per non perdere tempo.
Noi
abbiamo, a 20° sei Pesci, Saturno; dunque mettiamo, a 20° dei Pesci,
Saturno. Poi il Toro.. abbiamo a 6° Urano. A 18° del Toro, Venere, ...Scusate
se volgo la schiena, ma non sono ancora riuscito a farmi venire gli
occhi di dietro. Chissà, in seguito, a forza di esercizio, uno approda
.... Dunque: questi qua sarebbero i pianeti. Questa è come una stenografia,
diciamo così: astronomica. Invece di mettere scritto Venere,
uno fa un cerchietto ... : si fa prima. Poi, sono tradizionali, perché
gli astronomi di tutti gli osservatori usano questi simboli.
Dunque
... vi sono i pianeti messi lungo lo Zodiaco: il Toro, i Gemelli ...
noi abbiamo diversi pianeti. Qui Plutone, qua Nettuno, poi Giove in
Sagittario. Poi abbiamo la testa del Dragone, che è un punto dellorbita
lunare del Capricorno ... Saturno ... Nettuno, che è qui ... .Questo
è lo Zodiaco, per il 20 marzo 1936. Ma questa persona è nata alle ore
21-21,30, quindi, questa rotta, questa sfera celeste rappresentata così
piatta, sotto forma di 360° è, in sostanza, mobile di ora in ora.Se
il mio braccio fosse lorizzonte, noi, a seconda del momento, vedremmo
sorgere ad Est, ora un astro, ora un altro.Qui bisogna mettere ancora
il Sole, che è quasi congiunto con la Luna.
Questo
individuo è nato sotto una congiunzione; quando due astri sono uniti
insieme o ad alcuni gradi di distanza si dicono "in congiunzione".
E qui la congiunzione indica il novilunio.Abbiamo messo così il sistema
solare nudo e crudo. Adesso, siccome è nato alle 9,30 di sera, che facciamo?
Lorizzonte della città di Brescia è il meridiano del luogo. Allora,
in questo caso, il meridiano del luogo è a 26° dello Scorpione, e mettiamo
il mezzo cielo (sarebbe il meridiano superiore), e dalla parte opposta,
a mezzanotte, nel grado opposto, abbiamo il fondo del cielo. Poi cè
lascendente e il discendente, vale a dire: lorizzonte est
e lorizzonte ovest. Il 19° del Capricorno è in questo punto. Lascendente
ad Est e il discendente ... Quindi, in sostanza, sorgeva Giove. Saturno
era ancora sotto lorizzonte, e anche il Sole, e la Luna erano
sotto lorizzonte (era di notte: per forza erano sotto).
Ora,
noi, arrivati a questo stato di cose, che cosa dobbiamo dire? Dobbiamo
dire questo: nella cosmopatologia esistono delle configurazioni, degli
angoli malefici fra i pianeti e degli angoli benefici. Gli angoli malefici
sono quelli di 90°, 180°, qualche volta sono malefiche anche le congiunzioni,
quando si hanno i pianeti nello stesso grado, o quasi; ma sono malefici
quando si tratta di pianeti dissonanti, violenti. Per esempio: un Saturno
e un Marte congiunti formano un aspetto di congiunzione malefico. Se
fossero invece Giove e Venere, che sono pianeti buoni, sarebbe ottima...
: uno ci può prendere anche un Totocalcio, se nasce con un bel Giove
così ...! Ma non parliamo di avvenimenti patrimoniali, eccetera: in
questa conferenza ci vogliamo attenere ai temi "malattia"
o "psicologia" (studio del carattere).
Allora:
le configurazioni, abbiamo detto, per quadratura, cioè per 90°, sono
dissonanti; quelle per 180° lopposizione. Lopposizione si
fa così, in questo modo = 180° lopposizione.La congiunzione (abbiamo
detto che da 0 a 10° circa è sempre una congiunzione) può essere una
congiunzione stretta , oppure larga. Qui è molto stretta. Lindividuo
già quando è nato avrà rischiato di morire.
Con
molta probabilità ci sarà stato un certo lasso di tempo prima di poter
nascere, affinché le posizioni rispetto allorizzonte dei pianeti
fossero tali da consentire il parto. Infatti, io ho fatto lesperimento
a Torino: avevo controllato le effemeridi, e queste effemeridi segnavano
delle configurazioni di morte; quindi io dissi: Oggi tutti quelli che
sono nati saranno morti, o per lo meno la maggior parte. Mi sono preso
la briga di visitare tutte le cliniche ginecologiche della città.
Effettivamente
ho saputo che cerano stati dei parti disastrosi. Quasi tutti erano
morti, e probabilmente saranno morti in seguito, quelli che sono nati.
Quindi coincideva: non potevano sopravvivere; le influenze erano cataboliche,
dissonanti, non consentivano il superamento di certe resistenze del
passaggio dalla vita intrauterina alla vita autonomaAbbiamo detto che
queste configurazioni, come per esempio le quadrature di 90°, sono malefiche.
Quando
lindividuo si ammala, o quando muore, si ha una prevalenza di
queste configurazioni. E impossibile, è rarissimo, che un individuo
si ammali - a me non è mai capitato di vederlo - che un individuo si
ammali sotto dei trigoni, vale a dire delle configurazioni di
120°, che sono benefiche, oppure in un sestile, che è una di
60°; non si verifica mai, perché sono delle configurazioni di vita,
di forza, di energia, quindi di equilibrio.
E
in questo diagramma, che abbiamo trovato? Innanzitutto abbiamo scoperto
delle dissonanze: per esempio Mercurio che è in opposizione con Giove.
Poi cè Marte, che è malefico congiunto, e una congiunzione del
Sole con la Luna e quindi sono delle congiunzioni strette malefiche
che tolgono la possibilità di sopravvivere. Saturno è in quadratura
con Mercurio. Nettuno è in quadratura con Marte, eccetera.Quindi, analizzando
tutti questi fattori, noi ci troviamo delle configurazioni dissonanti.
Quel Nettuno opposto a Saturno; poi gli organi, per esempio la gola,
lo stomaco; un Plutone in Cancro che è malefico come posizione in quadratura
con Urano; poi la gola.
La
lettera parlava di tumore alla gola. Tutto questo blocco rappresenta
le vie respiratorie, ed anche parte di quelle generali. Adesso, io qui
vi dò la cosa sommaria; ma uno, cavillando a tavolino e misurando tutto
preciso con il rapportatore, ha un quadro, uno schema chiaro, che può
dare lidea di ciò che è veramente.Sì, con questo diagramma, se
mi avessero sottoposto il caso prima, senza sapere niente ed io avessi
fatto il diagramma, sarei rimasto sconcertato.
Poiché:
come può fare questo individuo, come può sopravvivere? ma questo qua
deve morire per forza! Ma quando, il male esploderà? Perché lindividuo
nasce, e poi cè una evoluzione morbosa, lenta, graduale...! Per
esempio: un tumore maligno, mica nasce lì per lì. Sì, nel giro di pochi
mesi o di poche settimane può diventare decisamente sviluppato; però
cova magari da 7 o 8 anni, perché ci sono delle configurazioni lente,
come può essere appunto per Saturno. Saturno impiega circa 30 anni (29
e rotti), per fare tutto il giro dello Zodiaco, quindi quando passa
su un segno, su un gruppo di pianeti, sta lì in pianta stabile; non
se ne va via: resta lì, non si muove, e quindi abbiamo delle retrogradazioni,
vale a dire pianeti che fanno marcia indietro, per la prospettiva, dati
i movimenti della terra rispetto al Sole e rispetto al pianeta. Il pianeta
sembra che torni indietro, e poi va avanti, e poi di nuovo indietro,
e magari, invece di stare due anni e mezzo ... nel senso ... e in due
anni e mezzo una malattia ha tutto il tempo di fermarsi.
Dopo
cè il fatto che, andando avanti e indietro, ci sta tre anni anche
lì. Se poi per disgrazia passa un altro pianeta in quella configurazione,
ribadisce e rincara la dose.Allora noi, per stabilire lo stato patologico
dellanno in corso, che cosa facciamo? Cè una legge astronomica,
e quindi biologica, per cui, tracciando un diagramma con le posizioni
che coincidono per il giorno e per lanno di nascita, possiamo
sapere cosa deve accadere.
Quindi:
questo individuo è nato, abbiamo detto, il 20 maggio 1936, ore 21-21,30,
in questa zona di Brescia. Perciò, se facciamo un diagramma astronomico
per il 20 maggio del 1970, sappiamo fino al maggio del 1971 che cosa
accadrà al soggetto dal punto di vista patologico; o dal punto di vista
del carattere se vogliamo esaminare questo; se volessimo invece scendere
nella previsione dei fatti comuni della vita ordinaria (lavoro, interesse,
ecc.) vi sono delle altre regole. Però noi, abbiamo detto, ci inquadriamo
nella medicina, poiché ci interessa quella.
Per
lepoca che abbiamo visto, allora: dal 20 maggio 1970, noi possiamo
sapere gli avvenimenti patologici fino al maggio 1971, perché il passaggio
dei pianeti su quelli di nascita procura qualche cambiamento: anche
se lieve: rafforza o indebolisce certe posizioni.Andiamo a vedere le
effemeridi del 1970 (noi studiosi ne siamo forniti per tanti anni, anche
per seguire i fatti storici. Per esempio, ho effemeridi che arrivano
fino a tremila anni avanti Cristo, e altre a 2600 anni dopo. Ma fino
al 2600 noi non ci arriviamo: ci arriveranno gli altri!). Quindi si
può seguire anche landamento storico dei fatti.... abbiamo detto
Maggio... per semplificare, è bene prendere in considerazione i pianeti
lenti, che sono Plutone, Nettuno, Urano, Saturno e Giove, e in certo
qual modo Marte: sono quelli che stanno più a lungo fermi in queste
posizioni e quindi, stando fermi, dànno, o tolgono, allorganismo
le difese, impediscono a certi organi di funzionare; bloccano per esempio
unipofisi: a un certo momento viene il blocco, e per parecchio
tempo è ipoattivo.
Quando
il pianeta si è spostato, lipofisi ricomincia a riprendere a poco
a poco la funzionalità di prima; però resta sempre lesionata, quando
i passaggi planetari sono violenti, diversi, in quella direzione.Allora
prendiamo Saturno, che è malefico per la salute, e il 5 maggio 1970
era a 12° del Toro. E 12° del Toro lo abbiamo allincirca in questa
direzione. Saturno è in questa direzione. E noi, che cosa vediamo? che
Saturno sta passando, e passa a lungo, su Urano, e già rendeva il Toro
malefico, perché anche dal punto di vista del Cancro vi sono dei segni
che lo favoriscono.
Per
esempio: il Toro favorisce il Cancro ...: sono segni che lo rendono
facile. Allora, più pianeti sono in quella posizione, più si rafforza
il presagio. Dunque: Saturno era in quella posizione, in quadratura
con Plutone. Era stato per lungo tempo sopra Saturno, di nascita, alcuni
anni prima, perciò si può vedere, per esempio ... Queste qua sono posizioni
dal 1900 al 2001. Questo giovane era già in fase di preparazione cancerogena
molto tempo prima: dal 1965 già cera la preparazione, perché Saturno
passava su Saturno, proprio perché si completava il ciclo.
Perciò
già da quellanno covava la malattia.Se un medico si occupasse
di cosmopatologia e fosse naturalmente messo in condizioni di non aver
fretta (perché oggi anche il medico è infelice, nel senso che è obbligato
a far passare una quantità di malati, ed anche a voler essere generosi
e acuti, fa quello che può: non può compiere miracoli, quando le cose
sono come sono), il medico, dicevamo, potrebbe già in partenza sapere
molto tempo prima se lindividuo è predisposto o no (poiché noi
qui parliamo di cancro, ma ci sono altre malattie che hanno le configurazioni
opposte). Infatti, molti anni fa, quando mi dedicai con più forza allAstrologia,
pubblicai dei resoconti; per esempio: "Il corso degli astri e le
malattie nelluomo" ; "La medicina e gli influssi siderali"
(Edizioni Bocca); "Gli influssi cosmici e la diagnosi precoce del
cancro". Tutti esauriti, perché sono tanti anni. E quindi me ne
occupai già allora, di tutti questi fatti, di queste osservazioni.
Tornando
a noi. Nel 1965 eravamo già in questa fase balorda. Mano a mano che
Saturno veniva avanti, le cose dovevano pur peggiorare, cè poco
da dire. Quindi, Saturno era nel Toro, la situazione si aggrava, poi
doveva venire si Venere, sul Sole. Ma dove scampava? Pi, quando sarebbe
passato su Marte, ancora peggio. Non cera modo di sfuggire, con
un agglomerato così intenso di pianeti in quei segni, e in quella zona
un passaggio di Saturno è fatale, quindi cè un destino patologico.Se
noi prendiamo dei fucilati ... Io ho fatto delle statistiche; per esempio:
mi sono presi tanti dati di nascita di gente morta in tempo di guerra,
di rivoluzione, fucilata.
Ebbene:
tutti questi individui che sono morti nello stesso giorno (potevano
essere nati col Sole, ma anche in altri segni) le configurazioni di
morte le avevano in comune; perché uno può essere nato in un anno, oppure
in un altro, però è come la musica: le note sono sette e quindi cè
un gioco, con quelle sette note; in sostanza, i pianeti sono dieci:
si fa presto a ripetere delle configurazioni consimili, ma si sono trovate
tutte, tutte insieme, a subire questa influenza. Dunque, Saturno, abbiamo
visto, preparava la morte.
La
proliferazione cellulare doveva aumentare comunque, con un passaggio
di Saturno così. Giove è un pianeta benefico, che aiuta a rimediare
il male dellorganismo, a patto però che non faccia delle congiunzioni
con pianeti malefici, o delle quadrature o delle opposizioni, perché
se no frega anche quello. Non si scappa. Quindi: era a 22° dello Scorpione,
e perciò si opponeva; Giove "di transito", cioè di passaggio,
nel 1970 si opponeva a tutta questa pappardella qua: a Marte (che qui
non si vede, però è vicino come angolo, però era opposto con la Luna
nuova, col Sole e con la Luna con Venere, eccetera; e si era trovato
alcun mesi prima opposto esattamente a Saturno, quindi per segni opposti.
E questa perciò era una configurazione cattiva: non poteva dare aiuto.Andiamo
a vedere altro, se cè, che può servirci. Per esempio Venere. Venere
era a 9° di Scorpione, quindi si opponeva.Ora: se noi le mettiamo in
quadratura, queste opposizioni, si arriva ...
(INTERRUZIONE
- viene recapitato un telegramma. È un confratello Archeosofo che si
scusa per limpossibilità di intervenire al convegno ed invia saluti
ed auguri. Tommaso Palamidessi ringrazia pubblicamente.)
Più
o meno avete capito comè la faccenda. Queste configurazioni così
dissonanti, a un certo momento non sono sopportate dallorganismo.
Ecco perché, in certi casi, il medico, anche bravo, anche capace, se
pure mette in moto tutte le risorse della sua intelligenza, tutte le
specialità più sicure che hanno dato dei grandi risultati, si vede morire
lindividuo. Muore perché lorganismo non aiuta il medico.
Ormai
è paralizzato nelle sue funzioni, e quindi ecco che abbiamo questi casi.Per
fortuna non è sempre così. Però arriva il momento: la morte.Se noi disegniamo
i diagrammi di morte, vediamo che sono tutte dissonanze. Allora: lindividuo
è anziano, è stremati di forze, non ha più possibilità di ricupero,
in più gli arriva una valanga di configurazioni negative, e quindi è
perduto.
Ora
resta questa ipotesi: anche se sussistono queste configurazioni, luomo
può debellarle, perché, in sostanza, si tratterebbe di diventare non
ricettivi a queste configurazioni. Esistono degli individui che non
sono completamente ricettivi a queste configurazioni. La massa, in genere,
sì. Perché, per poter essere non ricettivi, bisogna, o aver fatto degli
esercizi di autodisciplina e di autorigenerazione, tali da far funzionare
una ghiandola quando quella funziona poco , o indebolire laltra
quando è troppo attiva.
Ma
questo implica tutto un insieme di conoscenze profonde che la diagnostica
ufficiale è in grado di fare, perché la diagnostica è molto progredita.
Però ci sono tanti punti di incognita, perché andare a vedere dentro
la struttura intima dellindividuo è impresa non facile. Sì: abbiamo
radiografie, abbiamo le prove epatiche, la misura della velocità di
sedimentazio- ne, ma ce nè un mucchio, di mezzo.
Si
possono tarare, misurare i getti ormonali, vedere quanto dà unovaia,
quanto dà una tiroide. Un quadro abbastanza esatto si può fare; però,
se non si tiene conto anche di questo fattore, che non è un fattore
biochimico, da tavolino, ma è di un ordine cosmico, astronomico, sarebbe
come se i cosmonauti volessero andare sulla Luna senza calcolare tutte
le perturbazioni dorbita. Essi, per arrivare a tempo esatto in
quel punto della Luna, devono calcolarsi quando Marte sarà di qua, quando
la Luna sarà così, quando qualche altro astro è in quella posizione,
per avere via libera dalle perturbazioni, eccetera.
Allora,
col calcolo delle perturbazioni gravitazionali, arrivano dove devono
arrivare, e con precisione; e se ne tornano a casa con la stessa esattezza.Quindi
il medico è anche Archeosofo, se tiene conto della cosmopatologia e
la sviluppa , e può svilupparla meglio di noi studiosi, diciamo così,
non medici, perché io non sono medico: sono un appassionato che per
trenta, trentacinque anni mi sono dato anima e corpo a questi studi,
perché mi piacciono; è lhobby, è come quello che gli piace dipingere,
oppure gli piace il pallone, il calcio; a me piace questo, e quindi
studio.
Ora:
se un medico preparato così riesce a portare avanti la cosmopatologia,
ne cava fuori dei prodigi, perché, oltre a questi pianeti, ce ne sono
altri dieci che la Scuola di Amburgo, che fu distrutta nellepoca
della guerra (ma della quale ci sono rimasti dei trattati), ha scoperto
altri pianeti che perturbano, e perciò consentono di essere ancora più
precisi. Noi ancora camminiamo alla meschinella: ci contentiamo di questi
dieci, perché in verità dieci pianeti già dànno filo da torcere, per
interpretarne il gioco sinergico; comunque ci sono i mezzi per sviluppare
tutto questo.Per il momento penso che tutta questa indicazione può dare
già una idea sommaria, perché bisogna cercare di sviluppare altri temi
ancora, se facciamo in tempo, e se avete tempo.
Esaminiamo
brevemente questo aspetto delle forze cosmiche gravitazionali che possono
essere di valido aiuto per una diagnosi più approfondita, senza trascurare
naturalmente i dati della medicina ufficiale e lo sforzo gigantesco
che giorno per giorno i nostri biologi, i nostri moderni clinici fanno,
perché sarebbe niente, questo studio, se non tenessimo conto di questi
altri elementi; ma tutti insieme portano a delle soluzioni di notevole
importanza.
Ora:
quello che è importante dire è questo: esiste un destino patologico
come un destino nel carattere e negli altri avvenimenti, perché cè
questa interdipendenza tra la psiche e il soma: se è malata la psiche,
si ammala il corpo; se è malato il corpo si ammala la psiche.Questa
constatazione non è assoluta che per certi casi. Si possono avere ancora
delle soluzioni piuttosto rapide e pratiche, se vengono sviluppate determinate
ricettività. Bisogna però rifarsi alla costituzione segreta delluomo.
Luomo non è tutto quanto quello che vediamo: cè altro.
Quando
uno parla di psiche, è una cosa generica, sommaria. Psicosomatica è
una cosa che dice tutto, però dice anche poco. Bisognerebbe vedere di
precisare. Come è fatto lindividuo invisibile? Per far questo
bisogna immedesimarsi.Noi abbiamo i mezzi tecnici per stabilirlo: non
parliamo a vanvera, ma parliamo secondo una cognizione di causa, secondo
determinate esperienze; esperienze tutte di natura positiva, toccabili.
Però, in questo momento, noi stiamo facendo una dimostrazione, e di
conseguenza dobbiamo accontentarci dei concetti. Supponiamo di essere
tutti, a colpo, morti (facciamo le corna!), di essere tutti quanti morti
e continuare questo dialogo.
Come
saremmo noi, in questo stato? Voi seduti ad ascoltare e giudicare i
concetti; noi, da qui, a cercare di esprimere ciò che noi abbiamo conquistato
con la ricerca, con lesperienza. Tutti morti, come saremmo? Anzitutto
saremmo come delle sagome luminose, energe- tiche, colorate, anzi: con
delle chiazze colorate , in quanto gli individui sono formati
di corpi energetici, ai quali corpi energetici presiedono dei princìpi
superiori che hanno una certa affinità con lenergia; però hanno
una proprietà tutta particolare.
Quindi,
in noi cè un corpo eterico, cè un corpo emozionale, cè
un corpo mentale, così come, nel corpo fisico, riscontriamo la circolazione
arteriosa, il sistema dei vasi, eccetera, come abbiamo il sistema nervoso:
tutti sistemi che lavorano per fare lunità biologica dellindividuo.Ora:
dal punto di vista occulto, dal punto di vista segreto, noi siamo formati
di altri corpi che decidono sul come ammalarsi o sul come star bene.
Quindi ripeto, siamo formati di un corpo eterico, di un corpo emozionale
e di un corpo mentale.
Questi
strumenti, questi ponti, questi meccanismi sottili - che, visti con
leteroscopia e lautoscopia paraveggente, hanno una determinata
caratteristica, simile alla luce - sono corpi luminosi, colorati, che
cambiano tinta a seconda dello stato danimo, dello stato di salute;
poi sono guidati, sono telecomandati, in sostanza, da altri princìpi,
che noi abbiamo catalogato come spirito, come anima emotiva, e come
anima erosdinamica o anima erotica, in quanto lindividuo non è
fatto soltanto di corpo e di spirito, ma è formato sempre trinitariamente.Il
Creatore è Trino e Uno; lUomo, dal punto di vista, diciamo spirituale.
è trino; dal punto di vista fisico è trino, ed è dimostrabile, questo,
in un modo pratico.Allora: ci sono delle malattie che vengono dallo
spirito, delle malattie che vengono dallanima emotiva, e delle
malattie che vengono dallo spirito, o Ego. Bisogna dunque scoprire quale
di queste tre cause è valida.
Talora
le azioni sono simultanee, e si devono stabilire. E tutto il lavoro,
in questo caso, consiste, non soltanto nel dare allorganismo il
farmaco adatto per poter modificare certe funzionalità, sia ricorrendo
alla medicina allopatica come a quella omeopatica, perché in certi casi
è valida la medicina allopatica, in altri casi è valida laltra.
Quindi, non cè una superiorità o inferiorità nei due sistemi:
omeopatica, secondo la legge dei simili e quindi delle dosi minime
e dinamizzate; oppure laltro sistema: allopatico, che tutti,
più meno, conosciamo.
Oltre
a queste due terapie fisiche, cè anche la terapia del flusso di
forza che un guaritore può anche dare. Tanto meglio se il guaritore
è un medico, perché allora sa quello che si fa, perché sa dove proiettare
le sue energie, come muoverle, dove agire; mentre invece il guaritore
va così, per istinto; può avere, senza dubbio, dei risultati ottimi;
ma un guaritore che sia medico va a colpo sicuro e, così come un bravo
chirurgo sa dove tagliare, non si sposta né a destra, né a sinistra.
Dunque:
bisogna stabilire se la malattia viene dallo spirito, dallanima
emotiva, oppure dalleros. Poi bisogna stabilire pure se è malato
il corpo eterico, oppure il corpo emozionale o il corpo mentale. Quando
tutti questi fattori sono stati fissati, allora la terapia deve riuscire
molto più scorrevole, in quanto si va direttamente alle cause; invece
oggi si può dare un farmaco che, a parità di malattia, a un individuo
fa bene e a un altro non fa niente, oppure può fare anche peggio.
Allora,
sarebbe bene che il medico, oltre che avere locchio clinico, sia
un veggente, un paraveggente, in modo che senta, senza tante storie,
dove è malato lindividuo, e sappia che cosa deve fare. Cè
una percezione, una sensibilità, che uno ha e un altro non ha, e allora
questi deve supplire con gli artifizi, mentre il primo è più tempestivo
in quello che deve svolgere. Ma il Cristo ha detto: "Non peccare
più, perché non ti capiti di peggio".
Quindi
non si tratta soltanto di riportare il corpo allequilibrio attraverso
il farmaco, ma portare anche lequilibrio tramite il ristabilimento
della giusta dose vibratoria di questi corpi sottili. Ma se la persona
non si mette in mente che ha una funzione nella società: quella di diventare
un figlio di Dio, di diventare perfetto, sia pure nella limitazione
della sua umanità, se non cerca di diventare come il Padre che è nei
Cieli, la malattia ritorna, un quanto egli è riuscito soltanto a fermare
momentaneamente il processo morboso, ma non a distruggerne le origini,
perché, in sostanza, noi siamo legati a questa fonte di vita ... .
Se
non si riesce a stabilire un punto di contatto fra lo spirito e lAssoluto,
lindividuo non può salvarsi: deve, per forza di cose, ricadere.
Ecco quindi che noi parliamo di medicina archeosofica, perché la medicina
archeosofica mira a realizzare la guarigione totale dellindividuo.
Se questi non realizza tale perfezione interiore, si è fatto un lavoro
a metà: deve ricadere in quello che era, ed anche peggio, perché cè
una massima nei Vangeli che dice: "A chi ha sarà dato, e a chi
non ha sarà tolto anche quello che ha".Non si sfugge: esiste una
forza di equilibrio. Noi non possiamo spostare un pianeta dal suo corso:
vi sono delle leggi ben precise, e vi sono soprattutto delle leggi spirituali
che vanno rispettate; e se non vengono rispettate nel più breve tempo
possibile: prima che la vecchiaia arrivi, prima che le malattie ci logorino,
noi siamo perduti.
Quindi
abbiamo dato vita, nelle diverse città dItalia, ed anche allestero,
a dei raduni. Stiamo formando dei gruppi di studiosi, i quali seguono,
con dei quaderni, con dei programmi ben precisi, tutta una esposizione
sistematica per avere il modo di inquadrare la propria vita e realizzare
il massimo di benessere, perché lindividuo non vive solo di spirito,
vive anche di pane; però non vive neppure di solo pane, ma vive anche
di spirito.
Perciò
lindividuo è trino: è spirito, è anima, è eros, e deve realizzarsi
in queste tre direzioni convergenti, per essere completo.Certo: più
di così non è possibile dirvi, in questa sede, poiché il campo è vasto:
è immenso. Lamico Renzo, che dirige qui a Pisa il suo gruppo,
cioè il gruppo pisano di Archeosofia, sa che è un lavoro meraviglioso,
ma molto vasto. Per i predisposti è facile, dal punto di vista delle
comprensione particolareggiata di tutte le discipline, di tutte le regole,
in quanto noi affrontiamo non soltanto la medicina, ma anche il campo
artistico, il campo musicale, e quello psicologico.
Ci
sono tanti settori che sono resi dallArcheosofia, vagliati, utilizzati,
per poter creare lindividuo nuovo, in sostanza per creare la donna
adepta e luomo adepto, vale a dire uomini e donne superiori: superiori
spiritualmente e capaci quindi di garantirsi una visione reale di tutto
ciò che è in mezzo a noi, oltre noi.Lindividuo deve fare addirittura
come un periscopio, in sostanza: affacciarsi al mondo dello spirito
e vedere Dio, ridiscendere nel cosmo con il suo periscopio e osservare,
rendere coscienza del cosmo, fare corpo unico senza perdere se stesso.
E poi deve calare giù il periscopio sulla terra e sentirsi un tutto
con la società, vedere se stesso. Soltanto quando lindividuo realizza
questa trinità personale nella Trinità divina, può dirsi libero e felice.
Perché il primo passo è affrontare la medicina con mentalità archeosofica.
E
con ciò penso ... che se vado ancora oltre posso stancarvi.Vi ringrazio
di essere venuti e, se vogliamo intavolare una discussione, fare delle
domande, possiamo anche farlo con una certa serenità e, fin dove è possibile
rispondere, risponderemo; se non sarà possibile diremo di non sapere,
perché anche noi, come voi, siamo scolari dellEterno.