Medicina cosmopsicosomatica Archeosofica

Conferenza tenuta a Pisa il 6 dicembre 1970

Anzitutto ringrazio gli amici di Pisa, che sono stati i promotori di questa manifestazione e che hanno dato un contributo culturale a Pisa, che è la mia città natale, anche se non riesco a parlare toscano, perché ci sono nato, e poi sono andato via. Però, Pisa è sempre nelle vene e nel sangue, perché siamo di stirpe toscana dai tempi dei Templari, venendo avanti, così.E quindi passo senz’altro al tema che dobbiamo sviluppare.

Dunque, se i concetti, le parole, si potessero pesare su una bilancia di precisione, e noi avessimo qui questa bilancia ideale per pesare le domande, per pesare i concetti, e mettessimo in un piatto questo: che cos’è la cosa o condizione di vita più utile, più indispensabile? e mettessimo dall’altro lato, sul piatto opposto, un qualche cosa per far scendere la bilancia ed avere una taratura esatta, se mettessimo per esempio il denaro, che è molto importante e fondamentale nella vita dei popoli, la bilancia non si muoverebbe.

Se mettessimo l’amore inteso in tutti i sensi, la bilancia resterebbe immobile. E se dovessimo ancora mettere, non so, la realizzazione di un progetto, un avanzamento di grado in un pubblico impiego (che tante volte rappresenta una condizione essenziale per vivere per tutta la famiglia), la bilancia non si muoverebbe. Si muoverebbe soltanto se nel piatto opposto mettessimo questa risposta: star bene in salute, non ammalarsi mai, o per lo meno ammalarsi in casi eccezionalissimi, proprio alla fine della vita.

Allora la bilancia si metterebbe in equilibrio, è certo, per il semplice fatto che senza la salute l’individuo non può dare niente di se stesso, non soltanto nel campo delle pratiche realizzazioni sociali: lo sport ... non so ...: lavorare bene, rendere bene, organizzare per sé e per gli altri tutte le cose, ma l’individuo non avrebbe quell’equilibrio mentale, quell’equilibrio diciamo emotivo sufficiente per realizzare se stesso.

Quindi la salute è la prima cosa da realizzare, la prima condizione per dire: "io posso essere veramente uomo, veramente donna" e perciò andare oltre e portare altri ad un certo traguardo. Noi oggi, quindi, esamineremo il campo della medicina, ma naturalmente da un certo punto di vista, ché, secondo noi (permetteteci di essere un pochino esagerati, ma, per conto nostro, non c’è esagerazione) presentare la medicina da un punto di vista archeosofico vuol dire prospettarla secondo un’ampiezza, una visuale assai più completa della medicina ufficiale che, pur avendo raggiunto traguardi splendidi e avendo fatto sforzi notevoli, specialmente in questi ultimi tempi, non è però integrale come dovrebbe essere.

Perché parlare di medicina Archeosofica? E’ semplice. Perché noi muoviamo una corrente, diciamo, di pensiero, di cultura, ma muoviamo una corrente di persone d’azione che devono dare alla società un qualche cosa di importante, di nuovo, specialmente oggi, che siamo ad una svolta decisiva, siamo ad un passaggio da un ciclo storico in un altro, e questo passaggio, come tutti i transiti, comporta una crisi, una sofferenza per tutti, nel grande e nel piccolo.Noi siamo Archeosofi.

E che cos’è l’Archeosofia? Lo diciamo a quelli che eventualmente fossero nuovi nel campo, gli altri lo sanno già, perché leggono i nostri quaderni, corrispondono, scrivono, si riuniscono a gruppi, fanno degli esercizi, esercizi psicofisici, e di conseguenza non hanno bisogno di essere informati. Per gli altri, diremo che l’Archeosofia è la scienza dei primi princìpi, è la Scienza Divina, in sostanza: Arché è principio, principio dei princìpi, e Sofia è scienza, sapienza.

Quindi noi, attraverso questa etichetta: "Archeosofia", ci inquadriamo in un campo di ricerche e di esperienze che abbracciano tutto lo scibile umano. Quindi la medicina è un settore indispensabile per poter andare avanti nella nostra azione Archeosofica.

L’Archeosofia ha una sua Scuola per coloro che vogliono seguirla come scolari, e naturalmente dovremmo essere tutti scolari della Sapienza, in quanto la Sapienza non consente di potersi fermare neanche un solo istante, perché bisogna sempre andare avanti, e colui che non vuole diventare scolaro si condanna da sé, in quanto tutti i maggiori uomini e donne dell’alta cultura si sono sempre considerati scolari, in quanto giorno per giorno impariamo, impariamo da chiunque, perché chiunque può darci un’idea, e da quell’idea, col nostro spirito creativo, possiamo andare ancora oltre, nella ricerca, e quindi nella conquista.

Quindi l’Archeosofia, per conto nostro, potrebbe essere la via nuova della cultura prossima, in quanto noi dobbiamo salvare tutta la civiltà mondiale e, per salvarla, occorre avere le idee chiare, bisogna avere dei princìpi, bisogna che ogni uomo, ogni cittadino, sia un individuo superiore, si consideri perennemente scolaro della Sapienza, per poter diventare sempre di più la sapienza stessa.

Dicevamo che la medicina rientra nel settore dell’Archeosofia perché aiuta moltissimo e il dottor S. che è qui con noi, è medico molto noto, e può insegnarmelo, questo fatto, che la medicina ci dischiude degli ampi orizzonti, però a patto di essere Archeosofi.

E se non vi volete chiamare Archeosofi, chiamatevi come volete, l’interessante è avere questa visione ampia, questo senso universale, questa concezione unitaria del Creato, e massimamente concepire la medicina con un criterio, diciamo, così cristiano. Perché cristiano? Perché, a nostro avviso, il Cristo è stato, ed è (dico è, perché non lo considero soltanto Uomo, ma uno spirito cosmico e uno spirito metacosmico) Cristo è stato, ed è, dicevamo, il primo medico e la medicina di tutta l’umanità, Bisogna però saperlo capire, il Cristianesimo, bisogna saperlo penetrare e realizzare.

Finora, noi, ben poco del Cristianesimo abbiamo realizzato. Già cominciano a parlare di voler cercare a destra, a sinistra, più giù, più su, una Via, una dottrina, quando noi non abbiamo realizzato neppure i primi passi dell’infanzia, nel campo del Cristianesimo. Questo non soltanto su un piano morale, ma su un piano scientifico, in quanto, come dicevamo, il Cristo è stato ed è il primo medico che ci insegna, Difatti, se noi prendiamo i Vangeli, apriamo il Vangelo di San Marco, ad esempio, la vita missionaria di questo Gigante, il Cristo, comincia proprio con delle guarigioni.

Perché? Perché lui vedeva un rapporto intimo fra il corpo e la coscienza. E’ stato, in sostanza, uno dei primi medici psicosomatici che sul piano pratico ha gettato delle basi. Ecco perché noi siamo Archeosofi e siamo Archeosofi Cristiani.

Perché si può essere Archeosofi anche atei, volendo; nessuno vi impegna, con l’Archeosofia, di cambiare la vostra ideologia.

Ognuno è libero di sentire o di pensare come vuole; però esiste una via, esiste una legge, e noi possiamo slittare così, da una parte e dall’altra, però, indubbiamente, come per la fisica, la chimica, la matematica, vi sono delle leggi, e chi esce fuori da quel binario non è nella legge: è fuori, non si trova bene.

Dunque, il primo, recente medico psicosomatico è stato Gesù Cristo e quindi tutta la turba di personaggi che hanno lavorato per questo messaggio ha quell’impronta. Difatti, col Cristianesimo nascono gli ospedali, si cominciano a formare tutte le comunità religiose per curare i lebbrosi, piaghe di vario genere, malattie, eccetera, con le erbe o simili. Tutto un fermento. E molti Padri della Chiesa antica sono stati degli ottimi medici, appunto perché la medicina ti fa capire tutti questi agganciamenti.

Difatti, delle volte io stesso resto meravigliato di come ci possano essere uomini di scienza che non siano, diciamo, spirituali, perché la scienza, tanta scienza, ben capita, ti porta soltanto a Dio: non può portarti dalla parte opposta.

La psicosomatica moderna ha preso sviluppo, come sapete, attraverso Freud. Adler e Jung; ognuno ha visto, dal proprio punto di vista, le cose come stavano, e ognuno di questi ha avuto ragione, dal proprio punto di vista; ma aver ragione dal proprio punto di vista non significa aver tutta la ragione, in quanto, per esempio, Freud ha visto un pansessualismo di un tutto dipendente dalla sessualità.

Accettiamo il fatto che molte attività dell’individuo siano dipendenti dalle caratteristiche somatiche da cui proviene: se l’individuo proviene da due cellule germinali, è ovvio che avrà una tendenza a pensare, a sentire, sessuale. Ma noi sappiamo, sia perché ce lo hanno detto, sia perché lo abbiamo sperimentato attraverso metodi, esercizi, che non c’è soltanto questa forza, cioè la forza sessuale, a caratterizzare l’uomo. Sì: è molto forte, è terribilmente travolgente, ma esistono altre potenze che muovono la coscienza, ed allora noi vediamo Adler che dice:: "No, non è vero che l’individuo agisce, opera, soltanto attraverso l’impulso sessuale: esiste nell’individuo una volontà di potenza, una volontà di arrivismo; vuole essere qualcuno; non vuole essere sommerso; non vuole essere un individuo comunitario; non vuole essere massa, ma vuole essere individuo; e, per essere individuo, naturalmente, bisogna estrinsecare da se stessi una certa forza e una qualità che vanno a scapito di altri individui".

Quando manca quel senso archeosofico della coscienza, della psicologia, ecc., questo spirito di conservazione nel senso sociale prospettato da Adler, per certi aspetti è accettabile, è buono, ma, come quello di Freud, non è tutto.

Allora interviene Jung, il quale era più spirituale, vedeva ancora di più, e dice: "No: qui bisogna fare una psicosintesi, bisogna fare qualcosa di più aderente alla realtà". E quindi comincia a parlare che nell’uomo c’è un travaglio (e quando dico uomo dico anche donna), ed è un travaglio religioso. In sostanza, tutti cercano Dio, anche se si illudono di non cercarlo, ma in realtà lo cercano, perché il mondo è uscito da Uno solo; gli abitanti di questo mondo non si possono sentire degli estranei.

Può essere un momento storico della propria coscienza, il sentirsi estranei; ma nel tempo, specialmente quando uno si ammala, ecco che la malattia è salutare; è salutare perché la malattia è un sistema geniale per far sì che l’individuo ritrovi se stesso. Purtroppo, non sempre riesce a trovare la propria interiorità, ma, per lo meno, nel momento della crisi, quando si prospetta il pericolo di morire o il pericolo di essere sottoposto ad un intervento chirurgico che può fare una certa impressione, quando si prospetta questo, l’individuo è meno cattivo, meno egoista, meno Freudiano, meno Adleriano; come voglia cominciare a diventare più se stesso, a diventare più Cristiano.

E cristiano l’individuo può essere stato anche prima di Cristo, perché i princìpi sono eterni, e quindi questi spiriti cosmici lavorano per l’umanità da quando l’umanità ha cominciato ad essere tale. Dicevamo quindi che questi tre scienziati, che hanno saputo risvegliare, non so bene fino a che punto, ma che comunque hanno dato il loro valido contributo di ricerca, di travaglio, ... questi tre fisiologi, dicevo, questi psichiatri, questi filosofi, hanno dato un tracciato, una via, però a noi sembra che si possa trovare ancora di più, e proprio nell’Archeosofia.

Diciamo questo, non per una convinzione poggiata sull’ipotesi, ma perché vediamo dei risultati.Prendiamo la cosa dal punto di vista cristiano, e permettetemi di insistere, perché, se l’individuo esce fuori dal Cristianesimo si ritrova in un baratro, in quanto il Cristianesimo ha in sé quello puro, quello genuino, quello antico, quello nato con Cristo e con i primi Padri, quel Cristianesimo lì ha in sé tutto quello che l’individuo deve fare.

Ecco quindi che ad un certo momento Gesù sana lo storpio che era stato paralizzato per 38 anni e se ne stava accanto a quella piscina di Bethsaida, nella speranza, chissà, di poter guarire; e finalmente il Cristo lo sana. Dice: "Va’, sei sano, ma non peccare più, perché non ti capiti di peggio". Ora: tutte le cure taumaturgiche fatte dal Cristo hanno sempre questo sfondo: Stai attento, fai tesoro di questa malattia, di questi disturbi, perché sono un segnale, un campanello d’allarme, perché tu possa prendere il cammino esatto: quello dell’equilibrio psicosomatico, perché l’equilibrio psicosomatico porta ad un rapporto di unione con altre forze ancora superiori, che rappresentano la vita vera: quella interiore, quella che non perisce, quella che non diminuisce mai.

La psicosomatica ha degli addentellati anche nell’epoca pitagorica. Per esempio il famoso cenacolo, gruppo, sodalizio pitagorico di Crotone, fra il 5° e il 4° secolo, aveva dei discepoli che apprendevano dal maestro (Pitagora, come sapete, era medico, oltre che matematico e filosofo).

Pitagora, dicevamo, aveva discepoli i quali apprendevano che molti malesseri malattie, sono la risultante, nel tempo, di uno squilibrio emotivo; la passione disordinata, insistente, modella l’individuo, lo trasforma, gli modifica certe cellule, certi organi, e a un certo momento l’individuo si trova ammalato senza sapere il perché. In realtà, sono anni e anni di un continuo pensare, un continuo sentire in un certo modo, come l’essere geloso, l’essere diffidente, timido.

Questo fatto comporta, poco alla volta, una condizione per cui il fegato ne deve risentire; l’ipofisi e le surrenali ne devono subire una conseguenza, in quanto esiste questo stretto rapporto, diciamo, fra la psiche e il soma, fra la psiche e il corpo: è come se fosse una unità.In realtà, non c’è una unità, in quanto, come vedremo fra poco, l’individuo è costituito da tante parti ben ordinate, ben inquadrate dalla Sapienza cosmica che viene dall’Artefice.

Quindi, Pitagora, ai suoi discepoli, fra le tante cose che si potrebbero definire Archeosofiche, insegnava appunto la Psicosomatica.E vediamo che a Delfo, per esempio, c’erano tutti questi templi dove facevano le cure e badavano ai sogni. Oggi si fanno tante chiacchiere, si pubblicano tanti libri sui sogni quale mezzo di indagine patologica; ma già i sacerdoti di questi templi, che erano medici, conoscevano bene questo rapporto fra lo stato di salute fisica e lo stato di salute psichica, e quindi, naturalmente, sapevano interpretare il sogno, che è un avvertimento dell’inconscio o del superconscio, sotto forma di trame teatrali, sempre sullo sfondo di voler fare e non poter fare, perché uno quasi sempre sogna cose che vuole fare e che non riesce a completare, a realizzare.

Dunque: io cercherò di essere breve, perché potrebbero poi, a un certo momento, sopravvenire degli stimoli psicosomatici dovuti alla volontà di ... mangiare ... ecc., quindi bisogna cercare subito di inquadrare, perché voglio farvi vedere qualcosa di pratico che può essere interessante: sul cancro, sul tumore maligno, eccetera.Noi Archeosofi vediamo la malattia sotto i diversi punti di vista che sono, secondo noi, tutti validi, o almeno convergenti come risultante. E vi sono cause della malattia, di natura teistica: vengono da Dio.

Vi sono malattie che vengono dagli astri, dal cosmo. Quindi potremmo parlare di una cosmopsicosomatica. E poi vi sono malattie, o disturbi, o preparazione ad una malattia, che si possono inquadrare nella normale psicosomatica.Quindi siamo per la psicosomatica; siamo per l’astro, o cosmopatologia; e siamo per una concezione teistica del male. Quindi, non a caso, nelle Scritture, nella Bibbia, leggendo, sfogliando con attenzione, troviamo dei riferimenti ben precisi, che dimostrano, non il risentimento del Creatore verso chi non si comporta secondo una certa regola (perché il Creatore è Amore ed è equilibrio: è Giustizia; non è un meschino che sta lì a colpirci: i meschini siamo noi, non il Creatore), ma ci possiamo mettere in determinate condizioni di non ricevere la vita da Dio.

Ma di questo ne parleremo, forse, nel corso della conferenza, sia pure in modo sintetico. Poi esistono delle malattie che provengono dagli astri. Questo per certo, a parte il fatto che, attraverso i secoli, noi abbiamo avuto molti medici e scienziati che hanno osservato questo. Per esempio, possiamo prendere Nostradamus, che era medico e astrologo molto capace (lo abbiamo visto dalle Centurie, dalle profezie, che hanno dato dei risultati).

Difatti, era chiamato come medico, ma un medico speciale, perché si avvaleva di uno strumento prezioso quale può essere la Cosmopatologia, cioè a dire l’antica patologia medica (oggi la chiamiamo Cosmopatologia perché siamo dei vigliacchi: ci vergogniamo del parere, dei pregiudizi della gente, perché ci sono stati dei ciarlatani; ci sono infatti, in mezzo, anche dei casi non felici, perché nessuna cosa è infallibile).

C’è comunque il pregiudizio verso l’Astrologia, quindi noi ci nascondiamo dietro i termini di "Cosmobiologia", "Cosmopatologia", "Astrobiologia", e siamo a posto: salviamo la faccia; ma in realtà è sempre l’Astrologia medica antica di Girolamo Cardano, medico, astrologo, matematico; è la stessa astrologia di Luca Gaurico, un altro medico; e poi Arnaldo da Villanuova; Morin de Villefranche, Paracelso: il sommo e grande Paracelso; tutti medici famosi che riuscivano ad ottenere delle guarigioni quanto mai sconcertanti per il tempo di allora, quando mancavano tutti i laboratori di analisi che esistono oggi.

Eppure, loro riuscivano a trovare il farmaco adatto per stroncare delle setticemie, delle pestilenze, ecc., appunto perché utilizzavano altri elementi che oggi non vengono più utilizzati, in quanto abbiamo i mezzi speciali: c’è l’apparecchio elettronico; ci infiliamo la fialetta col sangue dentro; la lancetta segna subito quanti globuli rossi abbiamo, e siamo a posto; ma non basta. Questo va utilizzato, sì: i mezzi della tecnologia sono preziosi, perché abbiamo bisogno di questi mezzi, però non dobbiamo dimenticare che esistono delle forze che vanno analizzate, vanno prese in seria considerazione, e l’Astrologia è importante, sotto questo punto di vista.

Per esempio, io ho portato qua un caso, che me lo sono trovato così, per combinazione. Una lettera di una persona disperata che mi diceva: "Mio fratello è morto con un tumore maligno, era giovane, ... a questo fratello hanno trovato un tumore alla gola, alla trachea, ai polmoni. Insomma: non hanno fatto in tempo a salvarlo, perché ormai era troppo tardi". Dico: "Ma era proprio destinato a finire cosi? Non si poteva salvare?".

Quindi c’è anche il travaglio del problema destino. Siamo, o non siamo, destinati? E se siamo destinati, fino a che punto ci possiamo liberare da questo destino? E perché siamo destinati? Non so: uno nasce sano e un altro invece malato; oppure: apparentemente, a vederlo, è una persona per bene, è buona, educata, generosa, non fa male a nessuno e viene colpita da una mazzata inesorabile e finisce così, senza neppure realizzare se stesso.

Perché, poi, l’importante, nella vita, è la realizzazione di noi stessi - ne riparleremo ancora, di questa realizzazione - perché noi non possiamo considerarci come le bestie, e cioè soltanto mangiare, vestirci ... (del resto, le bestie ancora ancora sono più furbe di noi: non si vestono, non pagano tasse, niente). Noi ne sappiamo qualche cosa: abbiamo nove gatti mantenuti di tutto punto, ben nutriti, curati quando si ammalano, eccetera. Comunque, noi siamo ancora peggio, in certi casi, degli animali, perché manchiamo di certe sensibilità, ed è grave, perché col patrimonio culturale che abbiamo, con gli strumenti in nostro possesso, con delle culture, cioè notizie culturali venute attraverso i secoli dall’antico Egitto, dall’India, dalla Cina, eccetera, dovremmo essere a posto; e invece non è così.

Scusate se ogni tanto divago; ma parlo come la mente e il cuore mi dicono. C’è, sì, un preordi- namento, entro di me, dunque non è a caso, quello che viene detto; però deve essere così: a mosaico, anche per la brevità del tempo; se no capita come a Roma: cinque ore di conferenza, più un’ora, quella di un altro oratore (il pubblico era contento lo stesso, perché abbiamo tirato fuori tante cose che sono interessate).

Dunque: mentre stavo per venire qui da voi, ho trovato, in mezzo ai miei documenti, una lettera. Io non dico chi è la persona, per segreto professionale e di studioso. Posso soltanto raccontare il fatto, che è recente ... 15 luglio 1970. La lettera diceva: "Ieri ho ricevuto la Sua lettera; la ringrazio delle sue gentili parole. Il fratello di cui le ho chiesto consiglio è morto il giorno 2 c. m. dopo una sofferenza atroce di quasi due mesi. Aveva un tumore maligno..., ecc., che prendeva lo stomaco, il polmone, la trachea ..."Questa persona non ha fatto in tempo a chiedermi un parere, sempre dal punto di vista della cosmopatologia (non dico "astrologia medica", se no mi può cadere in testa qualcosa).

E questa persona era nata il 20 maggio 1936, alle ore 9-9,30. L’ora: 9,30, è un po’ incerta. Ma l’ora, in questi studi, deve essere precisa. Si può fare un’indagine anche senza l’ora, poiché il sistema planetario, (vale a dire l’eclittica con tutti i pianeti in orbita che si muovono) già ci dà una somma di indicazioni, tale da poter far una diagnosi, e quindi essere di aiuto, se il medico è Archeosofo, se è interessato a questi studi, per poter completare la sua inquadratura diagnostica, e quindi anche terapeutica.

Allora, dunque: prendendo questa lettera, io ho fatto subito il grafico, in quanto, prima, non ne ho avuto il modo. La persona mi aveva scritto ringraziandomi di una lettera affettuosa di condoglianze, e poi mi diceva: "Lei può dirmi se forse si poteva salvare, se lo avessero trovato?". Quindi c’è il problema destino. C’è un destino patologico? Se c’è, perché c’è? E, supposto che ci sia: fino a che punto possiamo intervenire, per impedire che uno muoia? In sostanza: uno si ammala e soffre; è possibile guarirlo? Fino a che punto si può curare?

Comunque, ripeto: io ho fatto il grafico, con mia soddisfazione (perché gli studiosi sono anche maligni: godono delle disgrazie altrui; non nel senso delle disgrazie, ma. se c’è un caso tipico, voi medici che cosa dite? "Questa è proprio una trombosi autentica". Lo dite con una certa soddisfazione, per aver inquadrato la diagnosi con una certa precisione lapidaria), perché quel caso si prestava molto bene ad una interpretazione.

Sono quindi andato a vedere quali influenze c’erano quando è morto, e corrispondevano anche quelle. Allora è diventata la provvidenza - io credo nella provvidenza: a questo gioco sottile di circostanze, di cose che ti portano a trovare una certa soluzione o una certa testimonianza.Allora ho fatto questo calcolo, questi passaggi che adesso mettiamo in lavagna, per farvi capire come funziona il meccanismo astronomico in rapporto alle malattie. Questo, nel caso che alcuni medici (perché vedo che qui ci sono dei medici) lo volessero prendere in considerazione, non fosse altro per il fatto che altri medici famosi dell’antichità se ne sono interessati.

Per esempio Ippocrate, che viene chiamato il padre della medicina, era un astrologo in gamba, provetto, ed a lui dobbiamo gli studi sulle crisi febbrili; lui aveva visto, per esempio, che le malattie hanno un decorso che coincide con le fasi lunari. La luna ha una certa posizione, nel cielo, che corrisponde ad un punto nevralgico dell’oroscopo della persona, e ogni tanti giorni, ogni 7 giorni, per esempio, c’è una crisi: l’individuo si sente più agitato, aumenta la febbre, tutti i sintomi si accrescono; poi, a un certo momento, per un gioco di pianeti, c’è quella fase lunare collegata ad un insieme di altre configura- zioni che determinano o la guarigione o il peggioramento.

E Ippocrate, che ha fatto quel magnifico giuramento che tutti i medici conoscono -è puro, è forte, è di uomo spirituale, di Iniziato- quel giuramento che dice di fare a tutti i medici e quindi anche voi, naturalmente, era un assertore della cosmopatologia: la utilizzava; e ci ha dato degli elementi che poi i nostri medici italiani hanno utilizzato con risultato.Ma proprio adesso, che stiamo avanzando, non dobbiamo utilizzarla, questa scienza? Se vi fossero dei medici disposti a fare delle statistiche, si potrebbe perfezionare sempre di più il metodo; per noi va bene già così, perché sono secoli e secoli che è controllato, e quindi ha dati tangibili.

Adesso noi attacchiamo questo grafico, e cercheremo di intenderci.Io non ho dimestichezza con la lavagna; comunque il cerchio è ben fatto; ringrazio questo giovanotto, che lo ha fatto.Noi qui, adesso, rappresentiamo, in sostanza, il sistema solare. Se avessimo uno strumento, allora vedremmo tutti l’equatore celeste, i meridiani, tutte le coordinate celesti in riferimento alla terra, ..., una bella sfera armillare ... . Noi, per utilità pratica, avemmo bisogno di un diagramma, che però potremmo fare anche sotto altra forma: ecco, così: circolare, perché è più semplice. E’ questione di abitudine, perché siamo abituati a questo ... .(Viene eseguito lo Zodiaco alla lavagna).

Non sono molto abile per tracciare ... (si vede, vero?). Allora: questo qua sarebbe il piano di gravitazione. I pianeti si muovono; quindi voi immaginate, per esempio, il sole, delle orbite dove tutti i pianeti compiono la loro evoluzione, chi in 12 anni, chi in 30 anni, chi in 88 giorni, eccetera.

Però, per prospettiva, noi facciamo contro che la Terra sia al centro. D’altronde, anche i naviganti, per trovare il punto, la rotta, durante la navigazione ricorrono alle effemeridi geocentriche. La Terra come centro, perché non servirebbero le posizioni diverse, eliocentriche, in quanto ci interessa da dove viene la luce, dov’è la stella in rapporto alla nostra nave. La nostra nave, e quindi noi, non siamo sul sole: siamo sulla terra; quindi l’astrologia è geocentrica, pur tenendo conto che il sole è il centro del sistema solare: questo è logico.Noi metteremo adesso, in questi 12 segni, i simboletti convenzionali che usano gli astrologi, e quindi vengono usati anche dai cosmopatologi. L’Ariete, il Toro, i Gemelli, il Cancro, il Leone, la Vergine, la Bilancia, lo Scorpione, il Sagittario, il Capricorno, l’Acquario (il mio segno) e i Pesci.

Dunque: lo Zodiaco comincia sempre in questa direzione. A volte ho visto che stampano i segni all’incontrario, ma è sbagliato, perché l’ordine astronomico è questo, e non in senso inverso. Ho visto stampato, per esempio, l’Ariete, e poi fanno il Toro in questo senso. E’ assurdo: è come uno che camminasse con la testa, invece che con i piedi.Qui mettiamo 0°, oppure 360°, perché la circonferenza è divisa in 360°. Qui mettiamo 30°, 60°, 90°, 120°, 150°. Qui abbiamo l’opposto: i 180°, e quindi si va avanti completando la circonferenza.

Poi, con delle tabelle, (perché esistono delle tavole astronomiche calcolate: ci sono degli uomini pazienti i quali preparano per tutti gli anni le effemeridi, che sono tavole astronomiche con tutti i pianeti, il cui tempo siderale è calcolato per Londra, anzi: per Greenwich), poi uno fa delle interpolazioni e riduce queste posizioni per la città, il paese che interessa, e tutto quanto viene semplificato, Non è difficile: il calcolo è una cosa rapida. E’ l’interpretazione, che chiede una certa preparazione, una certa intuizione.

E poi vi sono altre tabelle, dei prontuari, per facilitare. Ogni anno vengono stampate, a Londra, negli Stati Uniti, in Germania, delle tavole, appunto. Queste qua sono del 1970. Le effemeridi, le posizioni del 1970, perché alla nascita esiste un clima astronomico che influenza la persona e allora è come scattare una fotografia: si imprime la lastra in quell’istante e la pellicola della lastra prende luce. Così, nel momento in cui l’individuo nasce subisce questa impressione, quindi ogni individuo è un oroscopo vivente o, in modo ... ipocrita, è un diagramma cosmopatologico ... (così salviamo la faccia della scienza).Noi adesso metteremo i pianeti come avevo preparato per non perdere tempo.

Noi abbiamo, a 20° sei Pesci, Saturno; dunque mettiamo, a 20° dei Pesci, Saturno. Poi il Toro.. abbiamo a 6° Urano. A 18° del Toro, Venere, ...Scusate se volgo la schiena, ma non sono ancora riuscito a farmi venire gli occhi di dietro. Chissà, in seguito, a forza di esercizio, uno approda .... Dunque: questi qua sarebbero i pianeti. Questa è come una stenografia, diciamo così: astronomica. Invece di mettere scritto Venere, uno fa un cerchietto ... : si fa prima. Poi, sono tradizionali, perché gli astronomi di tutti gli osservatori usano questi simboli.

Dunque ... vi sono i pianeti messi lungo lo Zodiaco: il Toro, i Gemelli ... noi abbiamo diversi pianeti. Qui Plutone, qua Nettuno, poi Giove in Sagittario. Poi abbiamo la testa del Dragone, che è un punto dell’orbita lunare del Capricorno ... Saturno ... Nettuno, che è qui ... .Questo è lo Zodiaco, per il 20 marzo 1936. Ma questa persona è nata alle ore 21-21,30, quindi, questa rotta, questa sfera celeste rappresentata così piatta, sotto forma di 360° è, in sostanza, mobile di ora in ora.Se il mio braccio fosse l’orizzonte, noi, a seconda del momento, vedremmo sorgere ad Est, ora un astro, ora un altro.Qui bisogna mettere ancora il Sole, che è quasi congiunto con la Luna.

Questo individuo è nato sotto una congiunzione; quando due astri sono uniti insieme o ad alcuni gradi di distanza si dicono "in congiunzione". E qui la congiunzione indica il novilunio.Abbiamo messo così il sistema solare nudo e crudo. Adesso, siccome è nato alle 9,30 di sera, che facciamo? L’orizzonte della città di Brescia è il meridiano del luogo. Allora, in questo caso, il meridiano del luogo è a 26° dello Scorpione, e mettiamo il mezzo cielo (sarebbe il meridiano superiore), e dalla parte opposta, a mezzanotte, nel grado opposto, abbiamo il fondo del cielo. Poi c’è l’ascendente e il discendente, vale a dire: l’orizzonte est e l’orizzonte ovest. Il 19° del Capricorno è in questo punto. L’ascendente ad Est e il discendente ... Quindi, in sostanza, sorgeva Giove. Saturno era ancora sotto l’orizzonte, e anche il Sole, e la Luna erano sotto l’orizzonte (era di notte: per forza erano sotto).

Ora, noi, arrivati a questo stato di cose, che cosa dobbiamo dire? Dobbiamo dire questo: nella cosmopatologia esistono delle configurazioni, degli angoli malefici fra i pianeti e degli angoli benefici. Gli angoli malefici sono quelli di 90°, 180°, qualche volta sono malefiche anche le congiunzioni, quando si hanno i pianeti nello stesso grado, o quasi; ma sono malefici quando si tratta di pianeti dissonanti, violenti. Per esempio: un Saturno e un Marte congiunti formano un aspetto di congiunzione malefico. Se fossero invece Giove e Venere, che sono pianeti buoni, sarebbe ottima... : uno ci può prendere anche un Totocalcio, se nasce con un bel Giove così ...! Ma non parliamo di avvenimenti patrimoniali, eccetera: in questa conferenza ci vogliamo attenere ai temi "malattia" o "psicologia" (studio del carattere).

Allora: le configurazioni, abbiamo detto, per quadratura, cioè per 90°, sono dissonanti; quelle per 180° l’opposizione. L’opposizione si fa così, in questo modo = 180° l’opposizione.La congiunzione (abbiamo detto che da 0 a 10° circa è sempre una congiunzione) può essere una congiunzione stretta , oppure larga. Qui è molto stretta. L’individuo già quando è nato avrà rischiato di morire.

Con molta probabilità ci sarà stato un certo lasso di tempo prima di poter nascere, affinché le posizioni rispetto all’orizzonte dei pianeti fossero tali da consentire il parto. Infatti, io ho fatto l’esperimento a Torino: avevo controllato le effemeridi, e queste effemeridi segnavano delle configurazioni di morte; quindi io dissi: Oggi tutti quelli che sono nati saranno morti, o per lo meno la maggior parte. Mi sono preso la briga di visitare tutte le cliniche ginecologiche della città.

Effettivamente ho saputo che c’erano stati dei parti disastrosi. Quasi tutti erano morti, e probabilmente saranno morti in seguito, quelli che sono nati. Quindi coincideva: non potevano sopravvivere; le influenze erano cataboliche, dissonanti, non consentivano il superamento di certe resistenze del passaggio dalla vita intrauterina alla vita autonomaAbbiamo detto che queste configurazioni, come per esempio le quadrature di 90°, sono malefiche.

Quando l’individuo si ammala, o quando muore, si ha una prevalenza di queste configurazioni. E’ impossibile, è rarissimo, che un individuo si ammali - a me non è mai capitato di vederlo - che un individuo si ammali sotto dei trigoni, vale a dire delle configurazioni di 120°, che sono benefiche, oppure in un sestile, che è una di 60°; non si verifica mai, perché sono delle configurazioni di vita, di forza, di energia, quindi di equilibrio.

E in questo diagramma, che abbiamo trovato? Innanzitutto abbiamo scoperto delle dissonanze: per esempio Mercurio che è in opposizione con Giove. Poi c’è Marte, che è malefico congiunto, e una congiunzione del Sole con la Luna e quindi sono delle congiunzioni strette malefiche che tolgono la possibilità di sopravvivere. Saturno è in quadratura con Mercurio. Nettuno è in quadratura con Marte, eccetera.Quindi, analizzando tutti questi fattori, noi ci troviamo delle configurazioni dissonanti. Quel Nettuno opposto a Saturno; poi gli organi, per esempio la gola, lo stomaco; un Plutone in Cancro che è malefico come posizione in quadratura con Urano; poi la gola.

La lettera parlava di tumore alla gola. Tutto questo blocco rappresenta le vie respiratorie, ed anche parte di quelle generali. Adesso, io qui vi dò la cosa sommaria; ma uno, cavillando a tavolino e misurando tutto preciso con il rapportatore, ha un quadro, uno schema chiaro, che può dare l’idea di ciò che è veramente.Sì, con questo diagramma, se mi avessero sottoposto il caso prima, senza sapere niente ed io avessi fatto il diagramma, sarei rimasto sconcertato.

Poiché: come può fare questo individuo, come può sopravvivere? ma questo qua deve morire per forza! Ma quando, il male esploderà? Perché l’individuo nasce, e poi c’è una evoluzione morbosa, lenta, graduale...! Per esempio: un tumore maligno, mica nasce lì per lì. Sì, nel giro di pochi mesi o di poche settimane può diventare decisamente sviluppato; però cova magari da 7 o 8 anni, perché ci sono delle configurazioni lente, come può essere appunto per Saturno. Saturno impiega circa 30 anni (29 e rotti), per fare tutto il giro dello Zodiaco, quindi quando passa su un segno, su un gruppo di pianeti, sta lì in pianta stabile; non se ne va via: resta lì, non si muove, e quindi abbiamo delle retrogradazioni, vale a dire pianeti che fanno marcia indietro, per la prospettiva, dati i movimenti della terra rispetto al Sole e rispetto al pianeta. Il pianeta sembra che torni indietro, e poi va avanti, e poi di nuovo indietro, e magari, invece di stare due anni e mezzo ... nel senso ... e in due anni e mezzo una malattia ha tutto il tempo di fermarsi.

Dopo c’è il fatto che, andando avanti e indietro, ci sta tre anni anche lì. Se poi per disgrazia passa un altro pianeta in quella configurazione, ribadisce e rincara la dose.Allora noi, per stabilire lo stato patologico dell’anno in corso, che cosa facciamo? C’è una legge astronomica, e quindi biologica, per cui, tracciando un diagramma con le posizioni che coincidono per il giorno e per l’anno di nascita, possiamo sapere cosa deve accadere.

Quindi: questo individuo è nato, abbiamo detto, il 20 maggio 1936, ore 21-21,30, in questa zona di Brescia. Perciò, se facciamo un diagramma astronomico per il 20 maggio del 1970, sappiamo fino al maggio del 1971 che cosa accadrà al soggetto dal punto di vista patologico; o dal punto di vista del carattere se vogliamo esaminare questo; se volessimo invece scendere nella previsione dei fatti comuni della vita ordinaria (lavoro, interesse, ecc.) vi sono delle altre regole. Però noi, abbiamo detto, ci inquadriamo nella medicina, poiché ci interessa quella.

Per l’epoca che abbiamo visto, allora: dal 20 maggio 1970, noi possiamo sapere gli avvenimenti patologici fino al maggio 1971, perché il passaggio dei pianeti su quelli di nascita procura qualche cambiamento: anche se lieve: rafforza o indebolisce certe posizioni.Andiamo a vedere le effemeridi del 1970 (noi studiosi ne siamo forniti per tanti anni, anche per seguire i fatti storici. Per esempio, ho effemeridi che arrivano fino a tremila anni avanti Cristo, e altre a 2600 anni dopo. Ma fino al 2600 noi non ci arriviamo: ci arriveranno gli altri!). Quindi si può seguire anche l’andamento storico dei fatti.... abbiamo detto Maggio... per semplificare, è bene prendere in considerazione i pianeti lenti, che sono Plutone, Nettuno, Urano, Saturno e Giove, e in certo qual modo Marte: sono quelli che stanno più a lungo fermi in queste posizioni e quindi, stando fermi, dànno, o tolgono, all’organismo le difese, impediscono a certi organi di funzionare; bloccano per esempio un’ipofisi: a un certo momento viene il blocco, e per parecchio tempo è ipoattivo.

Quando il pianeta si è spostato, l’ipofisi ricomincia a riprendere a poco a poco la funzionalità di prima; però resta sempre lesionata, quando i passaggi planetari sono violenti, diversi, in quella direzione.Allora prendiamo Saturno, che è malefico per la salute, e il 5 maggio 1970 era a 12° del Toro. E 12° del Toro lo abbiamo all’incirca in questa direzione. Saturno è in questa direzione. E noi, che cosa vediamo? che Saturno sta passando, e passa a lungo, su Urano, e già rendeva il Toro malefico, perché anche dal punto di vista del Cancro vi sono dei segni che lo favoriscono.

Per esempio: il Toro favorisce il Cancro ...: sono segni che lo rendono facile. Allora, più pianeti sono in quella posizione, più si rafforza il presagio. Dunque: Saturno era in quella posizione, in quadratura con Plutone. Era stato per lungo tempo sopra Saturno, di nascita, alcuni anni prima, perciò si può vedere, per esempio ... Queste qua sono posizioni dal 1900 al 2001. Questo giovane era già in fase di preparazione cancerogena molto tempo prima: dal 1965 già c’era la preparazione, perché Saturno passava su Saturno, proprio perché si completava il ciclo.

Perciò già da quell’anno covava la malattia.Se un medico si occupasse di cosmopatologia e fosse naturalmente messo in condizioni di non aver fretta (perché oggi anche il medico è infelice, nel senso che è obbligato a far passare una quantità di malati, ed anche a voler essere generosi e acuti, fa quello che può: non può compiere miracoli, quando le cose sono come sono), il medico, dicevamo, potrebbe già in partenza sapere molto tempo prima se l’individuo è predisposto o no (poiché noi qui parliamo di cancro, ma ci sono altre malattie che hanno le configurazioni opposte). Infatti, molti anni fa, quando mi dedicai con più forza all’Astrologia, pubblicai dei resoconti; per esempio: "Il corso degli astri e le malattie nell’uomo" ; "La medicina e gli influssi siderali" (Edizioni Bocca); "Gli influssi cosmici e la diagnosi precoce del cancro". Tutti esauriti, perché sono tanti anni. E quindi me ne occupai già allora, di tutti questi fatti, di queste osservazioni.

Tornando a noi. Nel 1965 eravamo già in questa fase balorda. Mano a mano che Saturno veniva avanti, le cose dovevano pur peggiorare, c’è poco da dire. Quindi, Saturno era nel Toro, la situazione si aggrava, poi doveva venire si Venere, sul Sole. Ma dove scampava? Pi, quando sarebbe passato su Marte, ancora peggio. Non c’era modo di sfuggire, con un agglomerato così intenso di pianeti in quei segni, e in quella zona un passaggio di Saturno è fatale, quindi c’è un destino patologico.Se noi prendiamo dei fucilati ... Io ho fatto delle statistiche; per esempio: mi sono presi tanti dati di nascita di gente morta in tempo di guerra, di rivoluzione, fucilata.

Ebbene: tutti questi individui che sono morti nello stesso giorno (potevano essere nati col Sole, ma anche in altri segni) le configurazioni di morte le avevano in comune; perché uno può essere nato in un anno, oppure in un altro, però è come la musica: le note sono sette e quindi c’è un gioco, con quelle sette note; in sostanza, i pianeti sono dieci: si fa presto a ripetere delle configurazioni consimili, ma si sono trovate tutte, tutte insieme, a subire questa influenza. Dunque, Saturno, abbiamo visto, preparava la morte.

La proliferazione cellulare doveva aumentare comunque, con un passaggio di Saturno così. Giove è un pianeta benefico, che aiuta a rimediare il male dell’organismo, a patto però che non faccia delle congiunzioni con pianeti malefici, o delle quadrature o delle opposizioni, perché se no frega anche quello. Non si scappa. Quindi: era a 22° dello Scorpione, e perciò si opponeva; Giove "di transito", cioè di passaggio, nel 1970 si opponeva a tutta questa pappardella qua: a Marte (che qui non si vede, però è vicino come angolo, però era opposto con la Luna nuova, col Sole e con la Luna con Venere, eccetera; e si era trovato alcun mesi prima opposto esattamente a Saturno, quindi per segni opposti. E questa perciò era una configurazione cattiva: non poteva dare aiuto.Andiamo a vedere altro, se c’è, che può servirci. Per esempio Venere. Venere era a 9° di Scorpione, quindi si opponeva.Ora: se noi le mettiamo in quadratura, queste opposizioni, si arriva ...

(INTERRUZIONE - viene recapitato un telegramma. È un confratello Archeosofo che si scusa per l’impossibilità di intervenire al convegno ed invia saluti ed auguri. Tommaso Palamidessi ringrazia pubblicamente.)

Più o meno avete capito com’è la faccenda. Queste configurazioni così dissonanti, a un certo momento non sono sopportate dall’organismo. Ecco perché, in certi casi, il medico, anche bravo, anche capace, se pure mette in moto tutte le risorse della sua intelligenza, tutte le specialità più sicure che hanno dato dei grandi risultati, si vede morire l’individuo. Muore perché l’organismo non aiuta il medico.

Ormai è paralizzato nelle sue funzioni, e quindi ecco che abbiamo questi casi.Per fortuna non è sempre così. Però arriva il momento: la morte.Se noi disegniamo i diagrammi di morte, vediamo che sono tutte dissonanze. Allora: l’individuo è anziano, è stremati di forze, non ha più possibilità di ricupero, in più gli arriva una valanga di configurazioni negative, e quindi è perduto.

Ora resta questa ipotesi: anche se sussistono queste configurazioni, l’uomo può debellarle, perché, in sostanza, si tratterebbe di diventare non ricettivi a queste configurazioni. Esistono degli individui che non sono completamente ricettivi a queste configurazioni. La massa, in genere, sì. Perché, per poter essere non ricettivi, bisogna, o aver fatto degli esercizi di autodisciplina e di autorigenerazione, tali da far funzionare una ghiandola quando quella funziona poco , o indebolire l’altra quando è troppo attiva.

Ma questo implica tutto un insieme di conoscenze profonde che la diagnostica ufficiale è in grado di fare, perché la diagnostica è molto progredita. Però ci sono tanti punti di incognita, perché andare a vedere dentro la struttura intima dell’individuo è impresa non facile. Sì: abbiamo radiografie, abbiamo le prove epatiche, la misura della velocità di sedimentazio- ne, ma ce n’è un mucchio, di mezzo.

Si possono tarare, misurare i getti ormonali, vedere quanto dà un’ovaia, quanto dà una tiroide. Un quadro abbastanza esatto si può fare; però, se non si tiene conto anche di questo fattore, che non è un fattore biochimico, da tavolino, ma è di un ordine cosmico, astronomico, sarebbe come se i cosmonauti volessero andare sulla Luna senza calcolare tutte le perturbazioni d’orbita. Essi, per arrivare a tempo esatto in quel punto della Luna, devono calcolarsi quando Marte sarà di qua, quando la Luna sarà così, quando qualche altro astro è in quella posizione, per avere via libera dalle perturbazioni, eccetera.

Allora, col calcolo delle perturbazioni gravitazionali, arrivano dove devono arrivare, e con precisione; e se ne tornano a casa con la stessa esattezza.Quindi il medico è anche Archeosofo, se tiene conto della cosmopatologia e la sviluppa , e può svilupparla meglio di noi studiosi, diciamo così, non medici, perché io non sono medico: sono un appassionato che per trenta, trentacinque anni mi sono dato anima e corpo a questi studi, perché mi piacciono; è l’hobby, è come quello che gli piace dipingere, oppure gli piace il pallone, il calcio; a me piace questo, e quindi studio.

Ora: se un medico preparato così riesce a portare avanti la cosmopatologia, ne cava fuori dei prodigi, perché, oltre a questi pianeti, ce ne sono altri dieci che la Scuola di Amburgo, che fu distrutta nell’epoca della guerra (ma della quale ci sono rimasti dei trattati), ha scoperto altri pianeti che perturbano, e perciò consentono di essere ancora più precisi. Noi ancora camminiamo alla meschinella: ci contentiamo di questi dieci, perché in verità dieci pianeti già dànno filo da torcere, per interpretarne il gioco sinergico; comunque ci sono i mezzi per sviluppare tutto questo.Per il momento penso che tutta questa indicazione può dare già una idea sommaria, perché bisogna cercare di sviluppare altri temi ancora, se facciamo in tempo, e se avete tempo.

Esaminiamo brevemente questo aspetto delle forze cosmiche gravitazionali che possono essere di valido aiuto per una diagnosi più approfondita, senza trascurare naturalmente i dati della medicina ufficiale e lo sforzo gigantesco che giorno per giorno i nostri biologi, i nostri moderni clinici fanno, perché sarebbe niente, questo studio, se non tenessimo conto di questi altri elementi; ma tutti insieme portano a delle soluzioni di notevole importanza.

Ora: quello che è importante dire è questo: esiste un destino patologico come un destino nel carattere e negli altri avvenimenti, perché c’è questa interdipendenza tra la psiche e il soma: se è malata la psiche, si ammala il corpo; se è malato il corpo si ammala la psiche.Questa constatazione non è assoluta che per certi casi. Si possono avere ancora delle soluzioni piuttosto rapide e pratiche, se vengono sviluppate determinate ricettività. Bisogna però rifarsi alla costituzione segreta dell’uomo. L’uomo non è tutto quanto quello che vediamo: c’è altro.

Quando uno parla di psiche, è una cosa generica, sommaria. Psicosomatica è una cosa che dice tutto, però dice anche poco. Bisognerebbe vedere di precisare. Come è fatto l’individuo invisibile? Per far questo bisogna immedesimarsi.Noi abbiamo i mezzi tecnici per stabilirlo: non parliamo a vanvera, ma parliamo secondo una cognizione di causa, secondo determinate esperienze; esperienze tutte di natura positiva, toccabili. Però, in questo momento, noi stiamo facendo una dimostrazione, e di conseguenza dobbiamo accontentarci dei concetti. Supponiamo di essere tutti, a colpo, morti (facciamo le corna!), di essere tutti quanti morti e continuare questo dialogo.

Come saremmo noi, in questo stato? Voi seduti ad ascoltare e giudicare i concetti; noi, da qui, a cercare di esprimere ciò che noi abbiamo conquistato con la ricerca, con l’esperienza. Tutti morti, come saremmo? Anzitutto saremmo come delle sagome luminose, energe- tiche, colorate, anzi: con delle chiazze colorate , in quanto gli individui sono formati di corpi energetici, ai quali corpi energetici presiedono dei princìpi superiori che hanno una certa affinità con l’energia; però hanno una proprietà tutta particolare.

Quindi, in noi c’è un corpo eterico, c’è un corpo emozionale, c’è un corpo mentale, così come, nel corpo fisico, riscontriamo la circolazione arteriosa, il sistema dei vasi, eccetera, come abbiamo il sistema nervoso: tutti sistemi che lavorano per fare l’unità biologica dell’individuo.Ora: dal punto di vista occulto, dal punto di vista segreto, noi siamo formati di altri corpi che decidono sul come ammalarsi o sul come star bene. Quindi ripeto, siamo formati di un corpo eterico, di un corpo emozionale e di un corpo mentale.

Questi strumenti, questi ponti, questi meccanismi sottili - che, visti con l’eteroscopia e l’autoscopia paraveggente, hanno una determinata caratteristica, simile alla luce - sono corpi luminosi, colorati, che cambiano tinta a seconda dello stato d’animo, dello stato di salute; poi sono guidati, sono telecomandati, in sostanza, da altri princìpi, che noi abbiamo catalogato come spirito, come anima emotiva, e come anima erosdinamica o anima erotica, in quanto l’individuo non è fatto soltanto di corpo e di spirito, ma è formato sempre trinitariamente.Il Creatore è Trino e Uno; l’Uomo, dal punto di vista, diciamo spirituale. è trino; dal punto di vista fisico è trino, ed è dimostrabile, questo, in un modo pratico.Allora: ci sono delle malattie che vengono dallo spirito, delle malattie che vengono dall’anima emotiva, e delle malattie che vengono dallo spirito, o Ego. Bisogna dunque scoprire quale di queste tre cause è valida.

Talora le azioni sono simultanee, e si devono stabilire. E tutto il lavoro, in questo caso, consiste, non soltanto nel dare all’organismo il farmaco adatto per poter modificare certe funzionalità, sia ricorrendo alla medicina allopatica come a quella omeopatica, perché in certi casi è valida la medicina allopatica, in altri casi è valida l’altra. Quindi, non c’è una superiorità o inferiorità nei due sistemi: omeopatica, secondo la legge dei simili e quindi delle dosi minime e dinamizzate; oppure l’altro sistema: allopatico, che tutti, più meno, conosciamo.

Oltre a queste due terapie fisiche, c‘è anche la terapia del flusso di forza che un guaritore può anche dare. Tanto meglio se il guaritore è un medico, perché allora sa quello che si fa, perché sa dove proiettare le sue energie, come muoverle, dove agire; mentre invece il guaritore va così, per istinto; può avere, senza dubbio, dei risultati ottimi; ma un guaritore che sia medico va a colpo sicuro e, così come un bravo chirurgo sa dove tagliare, non si sposta né a destra, né a sinistra.

Dunque: bisogna stabilire se la malattia viene dallo spirito, dall’anima emotiva, oppure dall’eros. Poi bisogna stabilire pure se è malato il corpo eterico, oppure il corpo emozionale o il corpo mentale. Quando tutti questi fattori sono stati fissati, allora la terapia deve riuscire molto più scorrevole, in quanto si va direttamente alle cause; invece oggi si può dare un farmaco che, a parità di malattia, a un individuo fa bene e a un altro non fa niente, oppure può fare anche peggio.

Allora, sarebbe bene che il medico, oltre che avere l’occhio clinico, sia un veggente, un paraveggente, in modo che senta, senza tante storie, dove è malato l’individuo, e sappia che cosa deve fare. C’è una percezione, una sensibilità, che uno ha e un altro non ha, e allora questi deve supplire con gli artifizi, mentre il primo è più tempestivo in quello che deve svolgere. Ma il Cristo ha detto: "Non peccare più, perché non ti capiti di peggio".

Quindi non si tratta soltanto di riportare il corpo all’equilibrio attraverso il farmaco, ma portare anche l’equilibrio tramite il ristabilimento della giusta dose vibratoria di questi corpi sottili. Ma se la persona non si mette in mente che ha una funzione nella società: quella di diventare un figlio di Dio, di diventare perfetto, sia pure nella limitazione della sua umanità, se non cerca di diventare come il Padre che è nei Cieli, la malattia ritorna, un quanto egli è riuscito soltanto a fermare momentaneamente il processo morboso, ma non a distruggerne le origini, perché, in sostanza, noi siamo legati a questa fonte di vita ... .

Se non si riesce a stabilire un punto di contatto fra lo spirito e l’Assoluto, l’individuo non può salvarsi: deve, per forza di cose, ricadere. Ecco quindi che noi parliamo di medicina archeosofica, perché la medicina archeosofica mira a realizzare la guarigione totale dell’individuo. Se questi non realizza tale perfezione interiore, si è fatto un lavoro a metà: deve ricadere in quello che era, ed anche peggio, perché c’è una massima nei Vangeli che dice: "A chi ha sarà dato, e a chi non ha sarà tolto anche quello che ha".Non si sfugge: esiste una forza di equilibrio. Noi non possiamo spostare un pianeta dal suo corso: vi sono delle leggi ben precise, e vi sono soprattutto delle leggi spirituali che vanno rispettate; e se non vengono rispettate nel più breve tempo possibile: prima che la vecchiaia arrivi, prima che le malattie ci logorino, noi siamo perduti.

Quindi abbiamo dato vita, nelle diverse città d’Italia, ed anche all’estero, a dei raduni. Stiamo formando dei gruppi di studiosi, i quali seguono, con dei quaderni, con dei programmi ben precisi, tutta una esposizione sistematica per avere il modo di inquadrare la propria vita e realizzare il massimo di benessere, perché l’individuo non vive solo di spirito, vive anche di pane; però non vive neppure di solo pane, ma vive anche di spirito.

Perciò l’individuo è trino: è spirito, è anima, è eros, e deve realizzarsi in queste tre direzioni convergenti, per essere completo.Certo: più di così non è possibile dirvi, in questa sede, poiché il campo è vasto: è immenso. L’amico Renzo, che dirige qui a Pisa il suo gruppo, cioè il gruppo pisano di Archeosofia, sa che è un lavoro meraviglioso, ma molto vasto. Per i predisposti è facile, dal punto di vista delle comprensione particolareggiata di tutte le discipline, di tutte le regole, in quanto noi affrontiamo non soltanto la medicina, ma anche il campo artistico, il campo musicale, e quello psicologico.

Ci sono tanti settori che sono resi dall’Archeosofia, vagliati, utilizzati, per poter creare l’individuo nuovo, in sostanza per creare la donna adepta e l’uomo adepto, vale a dire uomini e donne superiori: superiori spiritualmente e capaci quindi di garantirsi una visione reale di tutto ciò che è in mezzo a noi, oltre noi.L’individuo deve fare addirittura come un periscopio, in sostanza: affacciarsi al mondo dello spirito e vedere Dio, ridiscendere nel cosmo con il suo periscopio e osservare, rendere coscienza del cosmo, fare corpo unico senza perdere se stesso. E poi deve calare giù il periscopio sulla terra e sentirsi un tutto con la società, vedere se stesso. Soltanto quando l’individuo realizza questa trinità personale nella Trinità divina, può dirsi libero e felice. Perché il primo passo è affrontare la medicina con mentalità archeosofica.

E con ciò penso ... che se vado ancora oltre posso stancarvi.Vi ringrazio di essere venuti e, se vogliamo intavolare una discussione, fare delle domande, possiamo anche farlo con una certa serenità e, fin dove è possibile rispondere, risponderemo; se non sarà possibile diremo di non sapere, perché anche noi, come voi, siamo scolari dell’Eterno.