Prima
di affrontare un'indagine su qualsivoglia argomento, è buona norma conoscere
il fine che questa materia si prefigge e la strada che essa percorre
per giungervi. Così avviene anche per la ricerca sulle cose sacre.
Il
termine 'teologia' deriva dal greco "theologia", composto
di 'Theos' (Dio) e 'Logia' (da Logos = Discorso). Per il "Nuoviss.
Dizionario della Lingua italiana" Dardano (Curcio edit.) la Teologia
è la scienza che tratta di Dio, dei Suoi attributi e di tutte le creature
nei loro rapporti con il Creatore. Più particolarmente, nella dottrina
cattolica, è la Scienza che intende pervenire alla conoscenza razionale
di Dio, basandosi sulle Rivelazioni contenute nelle sacre Scritture.
Leggiamo
invece, nel "Garzanti": "Studio del problema dell'esistenza
e della natura di Dio e dei Suoi rapporti con il mondo". Il Dizionario
"Religioni e Miti" (Ed. Bompiani), alla voce 'Teologia' troviamo:
"Tutto quanto concerne un'indagine razionale intorno all'esistenza
e alla natura del Divino e ai rapporti di questo divino con le creature,
condotta da uno studioso, da una Chiesa o da un gruppo di fedeli".
In
senso lato, è la Scienza di Dio, definibile anche come Teologia naturale
o razionale, in quanto fondata esclusivamente su un'attività della ragione
e su princìpi logici e razionali. In senso più specifico, è Teologia
sacra, trovando la sua giustificazione definitiva in una Rivelazione
divina diretta.
Gherardo
Cardaropoli, nella sua "Introduzione al Cristianesimo" arriva
a scavare più a fondo, e dopo aver definito che il termine tecnico per
indicare lo studio del Cristianesimo è 'Teologia', afferma che: "...
a differenza di quanto possa risultare da una diffusa convinzione, la
Teologia non è una scienza astratta, fatta cioè di pura speculazione.
Al contrario, essa va considerata come una scienza pratica (...).
Nel
suo significato più proprio non è uno studio su Dio, e neanche sul pensiero
di Dio. Essa è una riflessione su quello che Dio manifesta di Se stesso
attraverso la Rivelazione. Più propriamente, bisognerebbe dire che la
Teologia ha il compito di 'liberare' la parola di Dio dai rivestimenti
storici e culturali dell'ambiente nel quale si è manifestata per la
prima volta, allo scopo di comprenderla nella sua autenticità e di riproporla
in termini accessibili e comprensibili agli uomini delle varie epoche
storiche (...).
La
Teologia, che ha per oggetto la Rivelazione, rappresenta uno sforzo
per comprendere ciò che Dio dice di Se stesso e del Suo progetto salvifico.
E, dal momento che la Rivelazione ha per suo centro Cristo Salvatore,
la Teologia alla quale ci si riferisce deve essere qualificata come
"Teologia cristiana".
Da
queste sommarie indicazioni, che il lettore armato di buona volontà
potrà approfondire per proprio conto, possiamo trarre alcune considerazioni.
Anzitutto
la Scienza teologica presuppone l'esistenza di Dio. Questa affermazione,
solo apparentemente ovvia, ma in realtà d'importanza fondamentale, ci
fa comprendere che esistono dottrine che dichiarano di avere una teologia
-o pseudoteologia- ed altre che si autodefiniscono religiose, ma che
di religioso non hanno niente. La Religione e la Teologia presuppongono
Dio, men tre tutte le dottrine che non considerano questo presupposto
non sono neanche Religioni: valga per tutte l'esempio, tanto di moda
oggi, del Buddhismo, dello Yoga, dello Zen. In questi casi possiamo
parlare di Filosofie, non di Religioni.
Da
considerare poi che, mentre nel Cristianesimo si parla di due "tappe",
una successiva all'altra, e cioè di pienezza dello stato umano (stato
edenico, o dell'Eden) e successivamente della reintegrazione con Dio
stesso (Theosis), nelle Filosofie di cui abbiamo fatto cenno si può
giungere tutt'al più alla realizzazione dello stato umano, cioè alla
"pienezza" dell'Uomo; ma non si tocca, e non si sfiora nemmeno,
la condizione spirituale super- umana, ricordata dal Cristo con le parole:
"Siete dèi e figli di Dio".
Le
tre grandi Religioni nel senso pieno del termine sono: l'Ebraismo, il
Cristianesimo e l'Islamismo. Le altre si limitano a "scimmiottare"
queste tre colonne della spiritualità umana. Questi tre grandi Culti
(che la Storia ci presenta sempre in conflitto fra di loro), pur avendo
tratto origine dallo stesso ceppo e dalle stesse Tradizioni, si sono
successivamente discostati l'uno dall'altro.
La
grande base comune è l'Ebraismo: la prima Religione che affermò l'esistenza
di un solo Dio. Come tutti ben sappiamo, dalle solide basi dell'Antico
Testamento si sviluppò il Cristianesimo in virtù dell'Avvento di un
Personaggio storico che è stato l'Unico ad essere risorto da morte.
L'evento eccezionale che Egli ha portato, le Sue parole, la Sua dottrina
stessa sarebbero state ben poca cosa, se Egli non avesse vinto la morte.
L'Islamismo
si sviluppò più tardi, come sappiamo, e tutti conoscono la storia di
Maometto, profeta di Allah. L'Islamismo vede in Gesù di Nazareth soltanto
un profeta, non il Figlio di Dio, e crede ciecamente al profeta storicamente
più recente: Maometto, anche se i suoi insegnamenti sono in contrasto
con la precedente Tradizione, o sono addirittura tali da stravolgerne
le caratteristiche, che erano derivate dall'Ebraismo. (Si ricorderà
che Abramo è contemporaneamente Capostipite degli Ebrei e degli Ismaeliti,
in quanto padre di Isacco e di Ismaele).
Riguardo
alla Teologia dell'Islam, si rammentino gli esempi delle molte mogli
e del paradiso orgiastico, che non rispettano per nulla la moralità
della Tradizione di Israele; senza contare la poca o nulla considerazione
del ruolo della donna, che è valutata un essere inferiore.
La
Storia insegna che queste Religioni si sono sempre mal sopportate a
vicenda, e la ragione è chiara: ognuna si sente depositaria della Verità,
per cui ciascuna, nei secoli, ha sempre cercato, anche con la forza,
di "primeggiare" sulle altre.
Le
vicende del Cristianesimo, infine, sono alquanto diverse, rispetto alle
altre: anzitutto si è diviso in Cattolico ed Ortodosso; poi si è scisso
ulteriormente e sono nati i vari movimenti protestanti (spesso per ragioni
sociali o materiali); si sono avute divisioni su divisioni: piccoli
movimenti che hanno "adattato" il Cristianesimo alla mentalità
dei popoli o dei loro capi, modificando volta a volta la sua Teologia,
per meglio costruirsi una Religione "indipendente" che permettesse
atteggiamenti ed azioni altrimenti non compatibili con il Culto originario.
Il
Cattolicesimo, la culla di tutti gli altri tipi di Cristianesimo, si
è poi definitivamente reso molto tollerante, non solo nei riguar di
dei diversi Culti protestanti (che, dopo tutto, derivano dallo stesso
suo ceppo), ma anche verso tutte le altre Religioni, Filosofie e Movimenti
del resto del mondo, nell'accettazione incondizionata della libertà
religiosa di ogni uomo; accettazione resa ufficiale dal Concilio Vaticano
II°.
La
Teologia cristiana è quindi il prodotto delle riflessioni e degli studi
che l'Uomo ha compiuto da 2000 anni sulle sacre Scritture e che sono
stati continuamente approfonditi. Il materiale che oggi possiamo trovare
è veramente enorme, e lo studioso che si impegni in queste ricerche
rischia anche di perdersi, nell'intricato sviluppo della Teologia che,
in ogni modo -bisogna ribadirlo- trae la sua linfa dal Vangelo stesso.
L'unica,
santa Teologia è stata suddivisa nell'intento di rendere meno difficile
lo studio su Dio, che è un compito chiaramente molto arduo, anzi: praticamente
impossibile, data l'Infinità dell'Altissimo.
Cionondimeno
l'Uomo ha bisogno di "schemi" e di "scalette", per
capire. Abbiamo così la Teologia Naturale, o Teodicea, fondata esclusivamente
su princìpi razionali, indipendentemente da ogni Religione rivelata;
la Positiva, o sacra, che è quella che consiste nella spiegazione del
Dato della Rivelazione e nella riflessione intorno ad esso; la Dogmatica,
che tratta delle Verità di fede; la Negativa, che è la dottrina che
sostiene essere la natura divina del tutto inconoscibile e indefinibile;
la Morale che, secondo la definizione di A.R. Marin ("Teologia
della Perfezione cristiana"- Ed. Paoline), è quella parte della
Teologia che, basandosi sui princìpi della Rivelazione divina e sull'esperienza
dei Santi, studia l'organismo della vita soprannaturale, spiega le leggi
del suo progresso e del suo sviluppo, e descrive il processo seguito
dalle anime, dagli inizi della vita cristiana fino al vertice della
Perfezione.
A
queste branche della Teologia, che possiamo considerare "classiche",
se ne stanno aggiungendo via via delle nuove: si va dalla Teologia dell'Aldilà,
a quella simbolica, di indiscutibile valore; fino ad arrivare alla Teologia
dell'Ecumenismo e a quella dell'azione sociale della Chiesa che, per
quanto possano avere un buon peso nella realizzazione e formazione della
società futura, noi non ci sentiamo di accettare come totalmente valide,
e non abbiamo difficoltà nel formulare il nostro giudizio, in qualità
di cristiani ligi al Vangelo e alla Tradizione (E chissà se qualcuno
ci chiamerà ironicamente "i cattolici-ortodossi!).
Nello
studio della Teologia è bene tener sempre sott'occhio la nostra "bussola",
onde non uscire di rotta: vogliamo dire che si devono sempre finalizzare
sia lo studio che le azioni. Lo studio della Teologia ha per scopo l'elevazione
spirituale della persona ma, affinché questa ricerca dia buon frutto,
è necessario che lo studioso divenga principalmente uno sperimentatore
di ciò che studia.
Non
dimentichiamo che lo studio non serve a nulla, se non vi è anche una
correlazione pratica con ciò che si studia. Una persona può trascorrere
tutta la vita a studiare la Teologia ed essere uno sconosciuto del Regno
dei Cieli! Per parte nostra, noi ci sforzeremo affinché i nostri lettori
possano vivere la parte pratica della Teologia, perché vale molto di
più un piccolo passo fatto verso il Regno di Dio, che 10.000 libri letti
sull'argomento, senza però muoversi.
È
evidente che le azioni e la vita pratica e materiale dell'intellettuale/sperimentatore
devono rispecchiare la qualità della vita interiore, e questo ognuno
può capirlo con l'aiuto del semplice, anche se troppo spesso dimenticato,
Buon Senso.
Il
fine della Teologia cristiana è chiaramente il medesimo del Cristianesimo,
ed è quello di unificarsi al Padre, per Grazia di Dio e tramite il Cristo.
Questa unione intima in Dio si chiama Theosis, ed evidentemente non
è possibile attuarla durante la vita terrena; ma durante questa vita
si manifestano delle caratteristiche speciali, dei "sintomi"
precipui di quella strana forma di malattia che si chiama santità: il
progredire in Sapienza e Amore. Ma questo sarà il tema di un prossimo
incontro.