Anzitutto:
che cos'è un Mistero? Per rispondere a questa domanda, citeremo le parole
di Tommaso Palamidessi: "In senso stretto, il Mistero è una verità
che trascende l'intelletto creato, e lo trascende a tal punto che, anche
se questa verità è rivelata e creduta, rimane tuttavia oscura e velata
durante la vita terrena, se non interviene la decifrazione, che l'esoterismo
consente, dei Misteri stessi. Per lo meno, di una buona parte di essi"
("Archeosofia", II° Vol., p.12 - Ediz. Arkeios, Roma, 1989).
Stando
così le cose, la spiegazione di un Mistero sembrerebbe una cosa impossibile,
specialmente per chi, ed è la stragrande maggioranza delle persone,
non può usufruire dell'appoggio dell'esoterismo, che può essere il solo
aiuto valido.
E
qui sorge spontanea una domanda: che cos'è l'esoterismo? E' inutile
andare a cercarne la spiegazione sui Dizionari: questi ci confondono
le idee e basta. Diremo che l'esoterismo è quella parte di dottrina,
o di conoscenza, che è più difficile da capire, e la cui spiegazione
è pertanto riservata a chi, più addentro negli studi, è preparato a
comprenderla.
Quindi:
esoterici non si nasce, ma si diventa; e lo si diventa grazie ad una
lunga preparazione, fatta di studio, di meditazione, di prove, di esperienze
psico-fisiche e di quella capacità di apertura di cuore che permette
la ricezione di sottili intuizioni. È necessario allenarsi a trasportare
la mente, che è fredda e razionale, nel cuore, che è caldo ed emotivo,
suscitando quell'intelligenza del cuore che viene chiamata intelletto,
discernimento, intuizione delle verità metafisiche e... non sapremmo
come chiamare questo stato di coscienza, perché è incomunicabile. Incomunicabile,
ma non irraggiungibile.
È
una Via, come si vede: una lunga via; non facile, ma affascinante, perché
ogni giorno si acquisisce qualcosa di nuovo: l'inizio di una nuova capacità
interiore, o facoltà, o comprensione, che giungono come tanti Doni dall'Alto.
E la vita terrena diventa più bella, più piena, più operosa, e pure
più calma e serena.
Ma
l'esoterismo non è certamente nato ora. E' una scienza che trae le sue
origini dalle più antiche civiltà: Egitto, Grecia, Persia, Mesopotamia,
e probabilmente anche dalle civiltà del vicino ed estremo Oriente.
Come
è nato? saremmo quasi tentati di dire "per caso", se non fossimo
convinti che esso deve far parte degli inconoscibili Piani dell'Altissimo.
Fin
dall'Antichità, ed intendiamo proprio l'Antichità più remota, sono nati
uomini del tutto particolari -fossero sciamani, indovini, arùspici,
druidi, sacerdoti, filosofi, poeti- nei quali il Grande Architetto dell'Universo
(come nel manzoniano Napoleone) "volle, del creator Suo Spirto,
più vasta orma stampar".
Non
è stato certamente "a caso", perché questi uomini (ma potevano
anche essere donne), a causa di ciò che acquisirono nella vita del momento
o nelle precedenti esistenze, prepararono, o forgiarono, la loro interiorità
a ricevere una parte più consistente della Sapienza di Dio. Ebbero cioè
delle intuizioni. Intuizioni, o comprensioni, che però era difficile
trasmettere ad altri che, non avendo seguìto il medesimo cammino evolutivo,
erano meno preparati, e quindi non in grado di recepire, nella loro
interezza, gli insegnamenti dell'ispirato.
Tuttavia,
questi personaggi "speciali" ebbero dei discepoli -dovevano
averli!- i più preparati dei quali ebbero poi il compito di trasmettere
e tramandare il messaggio. E nacquero le prime Scuole esoteriche, alcune
delle quali, con il tempo, diventarono iniziatiche e misteriche. Perché
esoteriche? perché si rivolgevano agli individui che, rispetto alla
massa, erano più evoluti.
Queste
Scuole erano quindi riservate ai più preparati, ai più pronti, a coloro
che, già studiosi delle verità nascoste sotto l'essoterismo delle rispettive
religioni -cioè sotto l'insegnamento divulgato alle masse-, avevano
intuìto qualcosa di più profondo, e volevano saperne di più, e quindi
si sforzavano di farlo. Grazie alle Scuole esoteriche, potevano dunque
soddisfare le loro esigenze.
Presso
i Greci si parlava di Misteri per indicare un rito segreto o una verità
nascosta, da comunicare ai soli iniziati, secondo le affermazioni di
tutti i fondatori delle Scuole esoteriche, iniziatiche e misteriche.
Nelle Tradizioni non cristiane, il Mistero in sé, e la celebrazione
del rito misterico, costituivano per i fedeli della religione essoterica
o esteriore, tutto ciò che non si comprendeva e restava inaccessibile,
all'intelletto mancante dell'illuminazione iniziatica.
Ma
questo accade ancor oggi, nella stessa Religione cristiana, per la gran
massa dei credenti, poco incline alla meditazione e all'alta cultura,
e molto più incline alle cose materiali, anche se buone. E con questo
intendiamo parlare dell'aiuto materiale offerto a chi ne ha bisogno;
che è una cosa buona, ripetiamo, ma non è spirituale se non nel senso
di aprire il cuore del donatore ed indirizzarlo verso l'amore universale,
primo e fondamentale Comandamento di Dio.
Le
varie religioni misteriche hanno sempre avuto un punto in comune: il
silenzio. Ma se questo è una difesa contro le profanazioni e le false
interpretazioni, presenta anche i suoi aspetti negativi.
Specialmente
oggi, tempo in cui l'Umanità entra in una crisi acuta, certe verità
non si possono tenere ancora nascoste, perché la salvezza di molti dipende
proprio dalla conoscenza di queste verità. Molte persone sono scettiche
proprio perché non conoscono queste verità, e vanno quindi aiutate,
soddisfacendo questa loro esigenza.
Il
silenzio esagerato fa perdere le chiavi della conoscenza dei Misteri,
e può essere rivolto anche a noi il rimprovero che il Cristo fece ai
dottori della Legge ebraica. "Avete usurpato la chiave della scienza,
e non siete entrati voi, e avete impedito quelli che vi entravano".
Dal
tempo degli Apostoli, a forza di tacere, siamo arrivati al mutismo assoluto,
per cui, della Tradizione integrale cristiana, c'è rimasto soltanto
la scorza, o il guscio, di un Seme sapienziale.
Ma
procediamo per gradi.
Nelle
antiche religioni misteriche pagane, i "mistagoghi", cioè
i sacerdoti che iniziavano ai riti misterici, si servivano di mezzi
sensibili, come olio, acqua, latte, miele, pane, sangue, saliva, fuoco,
per captare le forze soprannaturali e trasmetterle ai fedeli, nell'intento
di ottenere un'intima unione con la divinità. Il mistagogo legava all'animale
destinato al sacrificio le energie della divinità, e distribuiva le
carni e il sangue dell'animale immolato, perché i "mistes",
o iniziati, si collegassero alla divinità stessa.
In
questi riti misterici, veniva cercato il contatto con le forze divine
per via magica e simbolica; ma nei Misteri cristiani fu Dio stesso ad
inviare il Verbo e lo Spirito Santo, affinché compenetrino i mezzi sensibili
del Culto -che possono essere, per esempio: acqua, olio, pane e vino-
e ne comunichino la forza agli Iniziati, cioè ai fedeli consapevoli
di quanto ricevono.
Nell'Antichità,
ed in gran parte anche oggi, tutto ciò che faceva parte dei rituali
aveva un preciso significato: i colori dei paramenti, i profumi, gli
strumenti, i tempi astronomici: tutto era conforme ad una precisa dottrina
e tecnica iniziatica. Poi, nel tempo, la deliberata segretezza divenne
amnesia semitotale di ogni valore del simbolo.
Il
programma di Salvazione universale del Cristianesimo ha diverse affinità
con i misteri pagani, e lo possiamo constatare confrontando i contenuti
delle religioni misteriche antiche con quelli della Chiesa.
I
Misteri sono nati quando l'Uomo veramente comprese che il suo destino
è la morte, con uno stato di coscienza crepuscolare, nebuloso e infelice,
in un mondo di fantasmi. Perciò lo sforzo dei filosofi e dei sacerdoti
è sempre stato quello di scoprire il mezzo di garantire una vita cosciente
e felice dopo la morte, attraverso l'unione con la divinità.
Per
ottenere lo scopo, nacquero le diverse Scuole misteriche: in Egitto
si celebravano i misteri di Iside e di Osiride; in Frigia quelli di
Cibele e di Attis; in Cappadocia quelli di Artemide; a Creta quelli
di Zeus; ad Eleusi quelli di Demetra e Perséfone. Lo scopo, come abbiamo
detto, era quello di ottenere l'immortalità attraverso l'unione con
il dio, o la dèa, in onore del quale era celebrato il rito misterico.
Per
giungere a tanto, durante il rito veniva onorata quella particolare
divinità; ma di mezzo vi era sempre una Iniziazione, compiuta attraverso
riti segreti, e preceduta da una catechesi impartita dai mistagoghi,
che comprendeva digiuni e astinenze e, da ultimo, il bagno sacro e purificatore.
I
misti eleusini si bagnavano presso Atene, nel fiume Ilissus; dopo seguiva
la rappresentazione liturgica, che si riferiva alla nascita di Dioniso
da Perséfone. Vi erano anche delle processioni notturne, con fiaccolate.
Uno spettacolo che doveva essere veramente suggestivo, e che doveva
far nascere, nei partecipanti, il vivo desiderio di unirsi spiritualmente
agli dèi.
Questi
erano i "Piccoli Misteri". Secondo la credenza di ogni particolare
fedele, accadeva che alcune persone, uomini o donne, potevano sfuggire
alla propria natura e conquistarne un'altra: cessare di essere uomini
per cominciare ad essere dèi.
E
questo grazie all'Iniziazione. Vi era però pur sempre il pericolo che,
per alcuni, questo cambiamento di natura portasse a quello che oggi
viene chiamato "titanismo", cioè l'insuperbirsi tanto, da
credersi veramente dèi, e quindi al di là e al disopra di ogni legge
umana, e comportarsi di conseguenza.
L'Iniziazione,
e le pratiche ad essa collegate, investono ciò che, nella psicanalisi,
viene chiamato l'Inconscio personale e collettivo, il sogno, i complessi,
eccetera. L'Iniziazione umana prepara a quella che deve arrivare da
Dio, ma questa arriva solo quando il vuoto interiore è totale; e chi
non è puro e perfetto non può offrire questo vuoto affinché sia riempito
dall'Intelligenza e dall'Amore di Dio, perché nel peccatore l'interiorità
è piena di vizi.
Ma
riprenderemo più avanti questo argomento, perché, per ora, vogliamo
terminare di parlare delle religioni misteriche antiche, facendo qualche
breve riferimento al pensiero filosofico del tempo, che ha notevolmente
influenzato quello religioso.
1)
Orfismo. Secondo questa
filosofia, nell'uomo esiste: da una parte il corpo, e dall'altra l'anima,
di origine e natura divine, che è decaduta nel mondo a seguito di una
colpa primordiale, e si trova ora incarcerata nel corpo. Poiché l'anima
è prigioniera nel perenne ciclo umano delle rinascite, solo la conoscenza
della sua autentica natura divina e una lunga serie di purificazioni
naturali possono liberarla dal corpo per farla ritornare al livello
divino che le compete. L'Orfismo ebbe notevole influenza sulla cultura
greca: Empedocle e Platone sembrano ispirarsi ad alcune sue dottrine.
2)
Pitagorismo. Questa ideologia
ammetteva la dottrina della trasmigrazione delle anime, appresa da Pitagora
in Egitto. La Scuola era ad indirizzo scientifico, politico e religioso,
con lo scopo fondamentale della rigenerazione morale. I pitagorici praticavano
le purificazioni comuni all'Orfismo e l'esame di coscienza. Al centro
della speculazione della Scuola era la dottrina dell'Arké, o Primo Principio,
unico e indivisibile.
La
manifestazione è duale: il divenire del mondo viene ricondotto al concorso
degli opposti: pari ed impari; limitato e illimitato; luce e oscurità;
maschio e femmina. È un tentativo di determinare le forze e i princìpi,
dal cui concorso e contrasto deriverebbero i mutamenti e le specificazioni
del mondo naturale. Estendendo il concetto di armonia universale dal
mondo all'anima, anche la virtù viene concepita come armonia. "Tutto
avviene per necessità ed armonia", afferma Filolao, presso il quale
il Pitagorismo sembra non guardare tanto all'origine delle cose, quanto
alla loro mèta.
3)
Platonismo. Il problema
fondamentale, per questa dottrina, è quello della conoscenza, che si
ricollega a quello dell'origine della virtù, che è sapienza. Attraverso
l'analisi della conoscenza sensoriale veniamo ad accertare l'esistenza
di un mondo immateriale, quello delle idee, che si contrappone a quello
percettibile dei corpi. Questa dottrina dualistica dei due mondi è la
caratteristica della metafisica platonica.
Il
mondo delle idee, cioè degli archetipi eterni di tutte le cose esistenti,
è l'essere, contrapposto al mondo visibile, corporeo, transeunte, che
è l'apparenza. Le idee sono le cause degli esseri esistenti. L'idea
del bene è, per Platone, il sole dell'universo invisibile, fonte di
tutto l'essere e di tutto il sapere, così come, nell'universo visibile,
tutto vive per il calore del sole.
Quest'idea
del bene totale è lo scopo, il fine assoluto. Il fine dell'Universo
è il sistema dei fini che formano le singole idee particolari: l'essere
è la causa del divenire.
Esaminando
le religioni misteriche, soprattutto quelle pagane, abbiamo visto come
esse siano nate dall'esigenza di individui particolari, che si sentivano
spinti sulla strada della ricerca dalla loro intelligenza più viva,
dal loro intùito superiore e -diciamolo pure- da un'ispirazione venuta
dall'alto, che li spronava a voler comprendere più profondamente non
solo il mondo visibile e concreto che li circondava, ma anche e soprattutto
quello invisibile, in cui si sentivano, un qualche modo, immersi, e
che però, appunto perché invisibile, non riuscivano a spiegarsi.
Intuivano
che nei mondi superiori, quelli divini, doveva esistere una verità più
profonda di quella che spiegava loro la religione essoterica che essi
seguivano. La quale, per loro, doveva essere giusta, o vera, o almeno
credibile; ma doveva esserci "qualcosa di più".
I
racconti mitologici del loro culto dovevano essere simbolo di qualcosa
di più, che non l'esaltazione della forza fisica, o del coraggio, o
dello spirito d'avventura dei diversi Eroi. Ercole, Bellerofonte, Arianna,
Giasone, il Vello d'oro, Ulisse, Achille, i Diòscuri, ecc., ecc., dovevano
insegnare ben altre cose.
Così,
questi ricercatori si riunirono intorno a un Sacerdote, anch'egli ricercatore,
il quale, per il fatto stesso che era più addentro alla dottrina della
loro religione, poteva istruirli meglio, e far loro comprendere cose
che, per la massa, erano incomprensibili.
Da
ciò nacque l'esoterismo, quale ulteriore conoscenza riservata agli "interni"
("esoterikos", in greco, significa appunto "interno").
Abbiamo
anche esaminato -molto, molto brevemente- il pensiero filosofico dell'antica
Grecia,, che tanto ha influenzato, ed influenza ancora, il pensiero
filosofico odierno: Orfismo, Pitagorismo e Platonismo.
È
quindi il momento di esaminare:
L'ESOTERISMO
NEL CRISTIANESIMO
Il
Cristianesimo essoterico, se integrato dall'Archeosofia, può garantire
il buon esito dell'Iniziazione, perché sa come rimuovere e sublimare,
trasmutandolo, il mondo che è in noi e fuori di noi, svuotandoci da
tutto ciò che è negativo, e rendendoci, così, pronti a ricevere i Doni
dall'Alto.
Le
analogie fra i Misteri pagani e quelli cristiani non debbono però farci
perdere di vista le differenze che fanno, del Cristianesimo, una Religione
ed una Scienza spirituale, originale e completa, popolare ed aristocratica,
essoterica ed esoterica ad un tempo.
Possiamo
precisare alcuni punti fondamentali:
1)
Innanzi tutto, il suo Fondatore non è, come nel caso degli dèi pagani,
un essere mitico, ma un Personaggio realmente vissuto fra gli uomini
in un ben determinato periodo storico, ed è un Rinnovatore della Religione
e della Via iniziatica -e di questo i Vangeli rendono testimonianza,
se intesi esotericamente- un Essere di natura divina e contemporaneamente
umana.
2)
Il Sacrificio del Cristo è alla base della Salvazione, ed ha anche un
profondo significato etico (cioè di insegnamento morale e di comportamento),
capace di indirizzare per due vie -che dovranno diventare una sola,
per il futuro- e che sono: l'essoterismo prima, e l'esoterismo dopo,
verso una Via di alta perfezione sociale, biologica, morale e spirituale.
3)
Il Cristianesimo affonda le sue radici nel terreno solido della Religione
ebraica, ma ne supera il ritualismo sacrificale con la valorizzazione
dell'aspetto relativo all'Amore del Padre celeste. Dio ha dato, a tutte
le genti, delle Vie, dei consigli, delle Leggi, delle Rivelazioni frammentarie.
E con questo vogliamo dire: incomplete, ma valide nella loro
incompletezza, perché preparano l'individuo al continuo sopravveniente
perfezionamento. È per questo motivo, che troviamo alcune analogie fra
i Misteri cristiani e quelli pagani, i quali ultimi sono una preparazione
ed una preimitazione di quelli che si sarebbero presentati con Cristo
sotto una nuova luce.
4)
I misteri delle religioni pagane avevano una visione panteistica (tutto
è Dio) che non esiste nel Cristianesimo perché, in questo, la concezione
è quella di un Dio Creatore e Trascendente, eppure Immanente grazie
ad un reciproco atto d'Amore fra l'Uomo e l'Assoluto. Per il Cristianesimo,
infatti, l'Uomo è la creatura, e Dio il Creatore. L'Uomo può giungere
fino a Dio, fino a diventare fiamma nella Fiamma di Dio, ma non potrà
mai diventare Dio: il rapporto rimane sempre quello di creatura e Creatore.
Un'opera d'arte non potrà mai diventare il suo creatore, anche se è
espressione, o immagine, della creatività dell'artista.
5)
Nei misteri antichi, la salvezza era una conquista esclusivamente dell'intelletto,
mentre nel Cristianesimo essa è una conquista dell'intero composto umano:
Spirito, Anima emotiva, Anima erosdinamica, corpi energetici e corpo
fisico, che si sostengono con i mezzi ascetici indicati dalla Scienza
di Dio, o Archeosofia, e con la promessa del Salvatore per una conquista
attiva, quindi iniziatica, del Regno di Dio. Ma la Salvezza è
anche un Dono gratuito che Dio ha elargito per mezzo del Sacrificio
del Golgotha e della Fede in Lui. (E qui il discorso si farebbe troppo
lungo, quindi è meglio soprassedere).
6)
Nei misteri pagani, il raggiungimento della salvezza, cioè l'essere
sottratti al dramma del "post mortem", era un fatto esclusivamente
individuale. L'escatologia (cioè il fine ultimo) dei misteri aveva per
obiettivo la salvezza mediante l'assimiliazione del dio patrono del
mistero, ed era la liberazione dai mali fisici e dall'inesorabilità
del Fato, oltre al raggiungimento dell'immortalità a somiglianza del
dio. Era la salvezza spirituale. Ma questa salvezza era intesa più o
meno nobilmente, a seconda della capacità morale dell'individuo. L'uomo
rude si compiaceva dei grossolani riti orgiastici; il superstizioso
attribuiva la salvezza al rituale misterioso, considerato di valore
sacro-magico; il filosofo vi ritrovava i simboli delle verità amate
dal suo spirito speculativo; il mistico, invece, intendeva raggiungere
l'unione con la divinità patrona del mistero. Nei Misteri cristiani,
la salvezza e la felicità sono individuali, ma sono anche collettive,
per tutti gli adepti, i quali si sentono affratellati nella speranza
del Regno di Dio preannunciato dal Salvatore. E' un'unione che aggrega
alla comunità con il rito di Iniziazione (Battesimo), che la conferma
con la seconda Iniziazione (Cresima) e affratella gli Iniziati fra loro
e il Cristo, nel rito eucaristico.
Il
Mistero centrale del Cristianesimo integrale e dell'Archeosofia (che
ne è l'interpretazione) -Mistero che dobbiamo vivere e sperimentare
come fenomeno personale- è l'esplorazione da vivi -ma da Iniziati, da
Signori- del Regno dei Morti, allo scopo di evitare, nel giorno in cui
lasceremo per sempre questo corpo, di perderci nei labirinti dell'esperienza
dell'Oltretomba, e di essere ossessionati dai sogni e dalle forze negative
che ci assaltano, facendoci subire le pene dell'inferno e del purgatorio.
Per poi, giunti al colmo del terrore, dello smarrimento e della disperazione,
sfuggire verso una matrice per reincarnarci e ricominciare a nascere,
soffrire e rimorire.
Per
compiere l'esplorazione di questi mondi, l'Archeosofia insiste moltissimo
sull'esperienza dello sdoppiamento, del ricordo controllato delle vite
precedenti, e della pratica segreta per trasferire nel cuore lo Spirito,
l'Anima e l'Eros, che sono i tre componenti dell'Ego, o vero Sé dell'individuo.
Sdoppiamento, ricordo delle vite precedenti e riunione dei tre Princìpi
dell'Ego sono preparazione e mezzo per entrare da Signori nel Regno
dei Morti e tornare nuovamente nel corpo. Ma sono anche esperienze e
prove personali -e quindi inconfutabili, per l'individuo che le vive-
per ottenere la certezza dell'esistenza dei Mondi soprasensibili e dei
diversi corpi energetici dell'Uomo, come sostiene l'Archeosofia.
L'esperienza
del ricordo controllato delle vite precedenti è la chiave che apre la
porta alla spiegazione di molti enigmi, che a questo punto non sono
più tali, per chi ha provato questa esperienza, perché essa dimostra
la cosiddetta "legge del contrappasso" (di cui accenna anche
Dante), cioè della reincarnazione e della preesistenza delle anime.
Da ciò deriva la divisione degli individui in "fortunati"
e "sfortunati", come si dice normalmente. Tutto dipende dal
lavoro svolto nelle precedenti esistenze. E' la legge del contrappasso
a regolare tendenze alla salute o alla malattia, alla ricchezza o alla
povertà, ed anche alla spiritualità o alla materialità. E', per usare
un termine orientale, la legge del Karma.
A
proposito di filosofie orientali.
Oggi
sono diventate quasi di moda, perché insegnano speciali tecniche Yoga
di concentrazione e di meditazione, che dànno notevoli risultati, provocando
fenomeni scientificamente provati come reali. Ma una cosa, se è vera
in Oriente, lo è anche in Occidente; e se è una realtà nel presente,
lo era anche nel passato. Quello che vogliamo dimostrare è che gli Orientali
non hanno il monopolio di queste conoscenze, né lo hanno mai avuto.
Anche nel bacino del Mediterraneo, nel presente come nel passato, questi
fenomeni, e le tecniche per provocarli, sono, e lo sono sempre stati,
ben conosciuti.
Certo
è che non fanno parte del patrimonio culturale di tutti, ma solo di
una strettissima cerchia di persone. Anche le Scuole esoteriche dell'Antichità
usavano tecniche che, se non erano molto simili a quelle oggi proposte
dalle filosofie orientali, dovevano essere indirizzate verso l'ottenimento
dei medesimi risultati. Ne abbiamo prove indirette attraverso gli scritti
di diversi filosofi, anche pagani: Socrate, Platone, Pitagora, Porfirio,
Apuleio, Cicerone, Virgilio, Plotino, Sofocle.
Sono
testimonianze indirette, ed è vero, perché bisogna avere la mente ben
sveglia ed orecchi molto acuti, per comprendere appieno quello che intendevano
dire, tuttavia queste testimonianze esistono. Determinate intuizioni
che portano a conclusioni molto vicine alla verità non possono non derivare
dall'applicazione di tecniche meditative che non esitiamo a definire,
se non simili, almeno della medesima natura, o indirizzo, di quelle
orientali, e che oggi accogliamo come "nuovissime", "sublimi",
o addirittura "miracolose".
Ci
si domanderà perché queste tecniche siano dovute arrivare fino a noi
solo attraverso tradizioni provenienti dal lontano Oriente, quando invece
erano conosciute, con le debite variazioni, anche nel nostro mondo occidentale.
La domanda è logica, ed è relativamente facile rispondervi: presso i
popoli del bacino del Mediterraneo esisteva la ragionevolissima convinzione
che non fosse bene far conoscere a tutti determinate verità.
La
giustezza di tale idea è stata dimostrata dalle stesse parole del Cristo:
"Non date le perle ai porci...", con quel che segue. Perché
solo chi è preparato è pronto a conoscere, e riconoscere, la Verità;
chi non lo è, può comprendere male ed agire in modo sbagliato, spesso
dannoso per sé e per gli altri. Da qui la legge del silenzio, o Disciplina
dell'Arcano. Ma questo voluto silenzio è poi degenerato, come abbiamo
detto da principio, in semitotale amnesia, tanto che ora siamo, in un
certo senso, "costretti" a ricorrere a tecniche orientali,
tipo Yoga, perché ci siamo dimenticati dei metodi usati nelle antiche
Scuole esoteriche.
C'è
stato, a dire il vero, un tentativo di riesumazione delle antiche tecniche,
ad opera di quel grande che fu Ignazio di Loyola ma, per il tiepido
interesse della stessa Chiesa, gli "Esercizi spirituali" sono
stati poco valorizzati e -forse- poco seguiti: se ne sente (raramente)
parlare, ma... "se ne sente parlare... " e basta: sono molto
più conosciute - e seguite- le tecniche Yoga. Comunque: purché chi le
applica sia un Cristiano con le idee chiare, le tecniche Yoga dànno
ottimi risultati, perché permettono di constatare personalmente la verità
di quanto affermiamo, e sono anche quelle consigliate dall'Archeosofia,
per ottenere determinate esperienze.
Tuttavia,
in mezzo alla semitotale amnesia di cui si è fatto cenno sopra, qualcosa
di quelli che dovevano essere i metodi usati nelle antiche Scuole esoteriche
è arrivato fino a noi, grazie a quanto hanno lasciato scritto quelli
che furono i primi Padri della Chiesa: Panteno, Tito Flavio Clemente,
detto l'Alessandrino, ed Origene. Essi furono Istruttori di una Scuola
catechetica in Alessandria d'Egitto, detta "Didaskaleion",
fondata -pare- da S. Marco Evangelista.
Questa
Scuola era a diversi livelli: si rivolgeva ai pagani che volevano convertirsi
al Cristianesimo, offrendo loro i primi rudimenti dell'esegesi cristiana;
a coloro che, già convertiti e consolidati, volevano approfondire la
loro fede e la loro comprensione, dava la possibilità, se la loro interiorità
lo consentiva, di arrivare ai più alti gradi della Conoscenza.
Nei
gradi inferiori l'insegnamento consisteva in una preparazione, detta
dei Piccoli Misteri, affinché il Neofita ottenesse la padronanza di
tre cose: Purificazione fisica, Sintesi intellettuale, Percezione spirituale.
I Maestri istruivano sulla storia dell'origine dell'Uomo, sulla sua
costituzione occulta (corpi energetici), sull'analisi dell'Anima e delle
sue facoltà, sulla preesistenza dell'Anima.
Non
era trascurato lo studio delle Scritture e la pratica delle purificazioni
quotidiane del corpo e della coscienza. La mente era addestrata alla
concentrazione e meditazione, in vista di andare oltre i comuni stati
di coscienza. Acquisite le conoscenze teoriche, l'allievo era avviato
alla pratica, per avere una conoscenza sperimentale dei mondi soprasensibili.
E capiva che l'evoluzione cosmica e quella umana sono parallele; che
il Microcosmo, pur nella sua piccolezza, è simile al Macrocosmo, e ne
è parte inscindibile; comprendeva che, anche se decaduto, l'Uomo può,
se redento dalla Provvidenza e dal suo sforzo personale, riguadagnare
lo stato primordiale di purezza e conoscenza divine.
Questi
erano i Piccoli Misteri, preparazione ai Grandi. Perché si tratta sempre
dello stesso cammino percorso dall'Uomo che vuol tornare a Dio: sono
i gradi di una stessa Iniziazione progressiva. I Piccoli Misteri sintetizzano
tutto ciò che si riferisce allo sviluppo e alla perfezione dello stato
umano, preso nella sua integralità: tradizionalmente designano la restaurazione
allo "stato primordiale" o dell'Eden.
Generalmente
è a questo, che mirano oggi le varie Scuole esoteriche, ed è già una
grande conquista; ma sarebbe un cammino a metà: il Buddha è arrivato
ad essere un Illuminato, ma noi dobbiamo arrivare al Cristo, che è la
Fonte di Luce.
I
Grandi Misteri sono la presa di possesso degli stati superiori dell'essere:
conoscenza di ciò che è oltre la natura; conoscenza metafisica pura,
immutabile e una nella sua essenza; una presa di possesso di stati sopra-umani
e dell'ordine della pura spiritualità. Il cammino con Cristo fino al
Padre.
Ma
i Misteri celebrati solo simbolicamente non cambiano la natura degli
individui. Né la mutano quelli nei quali si tenta di influenzare la
coscienza con l'ipnotismo, come accadeva in epoche antiche e come accade
talvolta anche oggi, quando si presentano individui imperfetti e non
intenzionati a migliorarsi.
È
infatti necessario anzitutto che l'individuo sia riuscito a liberarsi
da ogni cattiva passione, calmato i trasporti, abbia bandito ogni vizio
per trasmutarlo in Virtù, allo scopo di possedere la saggezza quando
la coscienza esce dal corpo. Non è una cosa facile, però è possibile,
purché si abbia la volontà di ottenerla. Ed anche per chi non riuscisse
a compiere tutta la strada, è sempre una conquista: non fosse altro
che quella di essersi messi su una Via di elevazione spirituale e di
essere usciti dalla mediocrità.
Con
l'arrivo di Gesù Cristo, i Misteri si sono ripresentati nella forma
moderna e universale, secondo un esoterismo nuovo, con un programma
ben chiaro e più accessibile alle masse: conduce l'Io alla coscienza
integralmente sveglia, perfettamente aderente all'Io del Cristo, senza
tuttavia perdere nulla della propria libertà; afferrare se stesso e
riconquistare, mediante le forze del proprio libero volere, il Mondo
spirituale.
La
Sapienza è rimasta nascosta a lungo, però i tempi sono cambiati: si
sono fatti peggiori, non solo a causa delle tendenze materialistiche,
ma anche per l'atteggiamento degli operatori della "contro-iniziazione",
che sono gli pseudo-esoterici. Quindi è tempo che il Mistero parli a
tutti, e lo può fare, grazie al messaggio archeosofico, il quale può
dare la dottrina e le tecniche per spezzare la catena della mediocrità,
aprire alla libertà interiore e penetrare nel mondo dello spirito -al
quale interiormente apparteniamo- attraverso le porte della coscienza.
La
Via è quella offerta dalla conoscenza dei Misteri minori, nei quali
si apprendono tutte le scienze, le tecniche utili, le ascesi per purificarsi,
e dove si ha accesso ai mezzi per guadagnare la perfezione primordiale
del "Paradiso della Terra celeste". I Misteri maggiori non
hanno altro che esperienze più avanzate da vivere ogni giorno, e sempre
più spinte, perché tutto si è imparato nei Misteri minori.