Quando
si affronta un tema come l'esoterismo, il discorso si fa sempre complicato.
Questo, a nostro modesto parere, avviene non tanto perché l'argomento
sia comunemente evitato, ma proprio per il motivo opposto: se ne parla
parecchio, e troppo spesso senza conoscerlo veramente.
Poiché
la materia è molto delicata, è necessario essere precisi, per cercare
di ridurre al minimo -ma meglio sarebbe eliminarli completamente- tutti
i malintesi.
Sotto
il termine "esoterismo" oggi vengono raggruppate numerosissime
discipline, come l'occultismo, la cartomanzia, la chiromanzia, la stregoneria
e tutte le magie possibili (bianca, nera, rossa, egiziana, e chi più
ne ha, più ne metta). Ci sono "sètte occulte" che, nel nome
di questo o di quel personaggio, o di questa o quella "tradizione
esoterica" che può essere, sia morta e sepolta, come, spesso, inventata
"ad hoc", offrono, dietro adeguato e congruo compenso, delle
iniziazioni le quali dovrebbero essere in grado, dicono, di cambiare
la vita di un individuo o di conferirgli doti "paranormali"
(guaritore, veggente, sensitivo, ecc., ecc.), con il semplice tocco
della bacchetta magica posseduta soltanto da loro.
Tutte
le discipline di cui abbiamo accennato or ora non hanno nulla a che
fare e nulla da spartire con il vero esoterismo, ma sono solo superstizioni
della peggior specie.
I
due termini esoterico ed essoterico -ne avevamo già accennato
nei nostri articoli precedenti- derivano dalla lingua e dalla filosofia
dell'antica Grecia, e venivano usati, nelle Scuole religiose misteriche,
per indicare i due settori complementari della stessa dottrina. Il vocabolo
essoterico indicava l'aspetto più volgarizzato, cioè quello più
semplice, diluito, meno approfondito e quindi più comprensibile a tutti,
anche ai più semplici. Il termine esoterico, invece, indicava
la dottrina più approfondita, quella più pura ed esatta, e perciò di
più difficile comprensione, e quindi poco adatta alle masse ma, appunto
per questo, più conforme e più consona a quelle ristrette cerchie di
persone più intelligenti ed intuitive che volevano saperne di più.
E
infatti le antiche religioni misteriche pagane hanno avuto questo doppio
aspetto: da una parte il vero distillato, cioè la dottrina pura, esatta,
riservata ai pochi in grado di comprenderla e quindi di amministrarla
e spiegarla, magari in modo più semplice, alle masse; dall'altra la
dottrina per il popolino: più approssimativa ma più facilmente comprensibile
per la gente comune, poco incline alla Sapienza e all'alta cultura religiosa.
Le
cose si sono mantenute tali anche dopo l'avvento del Cristianesimo,
e persino in questa stessa religione: prova ne sia il fatto che adesso,
dopo 2000 anni dal Sacrificio del Golgotha e dalla Risurrezione del
suo Fondatore, ci troviamo di fronte ad una religione e a una dottrina
molto diluita e popolarizzata rispetto all'originale: una dottrina che,
pur avendo attinto dalle tradizioni religiose precedenti, pur essendo
scaturita -come generazione che si potrebbe dire "spontanea"-
dal ceppo dell'Ebraismo chiaramente riservato, oggi non solo
quasi rinnega questa sua genealogia iniziatica, ma rifiuta l'aspetto
suo proprio più caratteristico: quello dell'esoterismo.
Però,
se consideriamo le cose da un certo punto di vista, dobbiamo riconoscere
che questa negazione dell'esistenza dell'esoterismo in seno alla dottrina
cristiana offre non pochi lati positivi, e ciò innanzi tutto per la
sempre attuale ragione che la gran massa della gente è rimasta anche
oggi poco incline alla Sapienza e alla cultura religiosa, ed è quindi
necessario, anzi: indispensabile, proteggere il patrimonio esoterico
dalla volgarizzazione.
Infatti,
nonostante questo atto di protezione nei riguardi dell'esoterismo e
della condanna di culti che si possono definire satanici, si sono diffuse
fra la gente delle pratiche per lo meno illecite: basti pensare ai ben
conosciuti fenomeni delle "fatture", del "malocchio",
della stregoneria della peggior razza (eccetera, eccetera, eccetera).
Perfino
l'astrologia, dalle nobili ascendenze, è stata gettata nel baratro:
lo constatiamo vedendo che viene spacciata per astrologia esoterica
un qualcosa che con questa non ha nulla a che fare e che è ben diversa
da quella che si insegnava, per esempio, nella Scuola catechetica di
Alessandria d'Egitto -il Didaskaleion- ai tempi di Tito Flavio Clemente,
di Origene, di Didimo il Cieco.
Del
resto, questa astrologia ha origini ben più antiche: basti ricordare
che Abramo si trovava in Ur dei Caldei, quando ricevette la Chiamata
da Dio e che, per gli Ebrei, "Caldeo" era sinonimo di "Astrologo".
Ed abbiamo un altro esempio anche in Daniele, il quale, con Anania,
Misaele ed Azaria fu trovato da Nabucodonosor -dice la Bibbia- dieci
volte superiore "a tutti i maghi ed astrologhi che c'erano in tutto
il suo regno" (Dan.,
1: 20).
Ma
torniamo a noi. Stavamo osservando che oggi si confonde l'esoterismo,
che è un approfondimento della religione, con l'occultismo, che è una
pratica magica che spessissimo si frammischia con la stregoneria. E
queste sono due cose diametralmente opposte: una eleva l'Uomo fino al
Cielo, l'altra lo sprofonda nell'Ade. Salvaguardare l'esoterismo è un
po' come salvaguardare la società, non divulgando a tutti concetti difficili
e delicati che, a volte, possono essere pericolosi come mettere in libera
vendita le informazioni e gli strumenti per fabbricarsi la bomba atomica
in casa.
L'unico
esatto significato etimologico del termine esoterismo collega
inevitabilmente questo concetto al discorso religioso e, poiché la parola
religione deriva dal vocabolo latino religere che significa
"legare" (indica cioè la possibilità che ha l'Uomo di legarsi,
cioè unirsi, alla Divinità), tutto ciò che ha a che fare con l'esoterismo
deve avere il fine di realizzare questa unione.
La
quale ultima si può ottenere direttamente o indirettamente. Nel primo
caso, si mettono in pratica tutte le tecniche e gli accorgimenti utili
a realizzare questa unione; ma ben pochi individui hanno in sé la forza,
la volontà e la capacità di seguire questa Via, che è quella dei grandi
Santi, nei quali si direbbe che queste qualità siano innate, perché
le manifestano fin dalla più tenera età. Nel secondo caso, che è quello
delle persone meno mistiche ma più speculative, l'attenzione, l'indagine
e la ricerca sono rivolte ad acquisire tutte le conoscenze che, pur
non realizzando, in sé e per sé, l'unione con la Divinità, sono utilissime
-oseremmo dire indispensabili- perché l'individuo abbia una migliore
comprensione di se stesso, dei Mondi superiori e delle Leggi che li
governano, affinché possa trasmutare la propria coscienza allo scopo
di realizzare l'unione con Dio.
Accade
come al viaggiatore intelligente che, dovendo affrontare un lungo percorso,
si preoccupa di conoscere il proprio mezzo di trasporto, di imparare
l'uso della bussola, di istruirsi sulla lettura delle carte geografiche
e di apprendere i linguaggi dei Paesi che deve attraversare ed esplorare.
Al "theonauta" (o navigante verso Dio) che si trovi in queste
condizioni, sarà meno difficile affrontare e superare le difficoltà
e gli ostacoli che immancabilmente trova percorrendo la Via diretta
per raggiungere ciò che nel Cristianesimo si chiama "Theosis":
l'unione trasformante con Dio.
Se,
come abbiamo accennato, l'esoterismo è sempre implicato in un discorso
religioso e se la religione ha come fine la crescita in Sapienza e Amore,
cioè la realizzazione dello stato di Santità, ne consegue che chi vuole
interessarsi di esoterismo deve porsi questa meta da raggiungere; mentre
chi ha fatto credere altre cose ha imbrogliato volutamente le carte.
A
volte vi sono persone che si rivolgono alle dottrine cosiddette "esoteriche"
nella speranza vana e fiducia temeraria che un non meglio specificato
"rito esoterico" o un certo "personaggio" possano
cambiare loro stessi e la loro vita, volutamente dimenticando, oppure
ignorando completamente, che nulla e nessuno può far qualcosa per un
altro, in questo campo. Bisogna mettersi in testa una cosa: che siamo
soltanto noi stessi, con il nostro lavoro e il nostro impegno personale,
ad essere i veri nostri artefici.
L'esoterismo
può aiutarci, ed anche parecchio, ma solo nel senso di cui abbiamo parlato
prima, cioè in quello di darci una visione chiara della conoscenza dei
fenomeni che accadono in noi e fuori di noi. Ma dobbiamo essere noi
stessi a lavorare: non possiamo delegare ad altri questo compito, che
è solo nostro.
Rispondiamo
sinceramente a questa serie di domande: Ci sentiamo veramente Cristiani?
Vogliamo sapere qualcosa di più di quanto ci propone la pur valida Chiesa
essoterica? Abbiamo abbastanza interesse, volontà e desiderio di trovare
risposta alle numerosissime domande che la nostra interiorità, sempre
insoddisfatta, ci sottopone? Abbiamo la mente libera da preconcetti
e da superstizioni? Sappiamo discernere la verità dalla menzogna? Se
la risposta è sempre affermativa, allora dedichiamoci allo studio dell'esoterismo
cristiano: ne trarremo grande giovamento per la nostra interiorità,
considerevole aiuto per il nostro comportamento interiore ed esteriore,
rilevante indicazione per l'interpretazione delle Scritture, e un importante
ed insostituibile orientamento e "scorciatoia" per giungere
alla Meta suprema.
Perché
è quello lo scopo finale: non dimentichiamolo.