Se
risaliamo a ritroso nei secoli della storia dell'Umanità, ci accorgiamo
che, per quanto primitivo, l'Uomo ha sempre sentito in sé, nella sua
mentalità, nel suo istinto, la presenza di una divinità, comunque concepita,
che amministrasse le gioie e i dolori della vita, i periodi buoni e
quelli nefasti, le vittorie e le sconfitte, e così via. Un certo tipo
di religione è nato subito, per così dire e, per quanto si debba ammettere
che ci siano stati (e ci siano tuttora) dei casi isolati di persone
atee, l'Umanità, nel suo insieme, è religiosa, è credente, perché sente
(l'ateo materialista direbbe che ha la necessità di sentire) la presenza
della Divinità.
È
così che sono nate le credenze e le religioni primitive, e su questa
base si sono sviluppate quelle via via più evolute: dallo sciamanesimo
alle vere e proprie religioni, come le caldaiche, persiane, egizie,
greche, fino ad arrivare alle grandi religioni monoteiste: l'Ebraismo,
l'Islamismo ed il Cristianesimo. E questo limitandosi solo al bacino
del Mediterraneo, perché se andassimo a considerare anche quelle dell'estremo
Oriente o delle Americhe, la lista si allungherebbe parecchio.
Ma,
se è vero che la religione è "nata con l'Uomo", lo stesso
non si può dire della Teologia, cioè della Scienza che giustifica razionalmente
la religione e la rende comprensibile all'intelletto del fedele.
Etimologicamente,
il termine "teologia" deriva dal greco e si compone dei due
vocaboli "Theos" e "logos", che significano: "Dio"
e "discorso", o dissertazione, parola, ragionamento; quindi
la Teologia è la Scienza del "discorso su Dio".
Razionalmente
parlando, la Teologia si occupa dell'indagine che l'Uomo può fare circa
l'esistenza e la natura della Divinità: ne consegue che vi sono tante
teologie quante sono le religioni esistenti, ognuna con una scienza
razionale che vuole spiegare la natura della Divinità ed i rapporti
che intercorrono fra questa e l'Uomo.
Poiché
sono nate e sviluppate dall'Uomo, possiamo dar loro l'appellativo di
"naturale", in quanto originate e giustificate, ognuna in
un determinato ambiente storico, culturale e sociale, dall'intelligenza
e razionalità dell'uomo vivente in quel particolare contesto.
Quando
però si parla di Teologia cristiana, allora questa cessa di essere "naturale"
per diventare soprannaturale, perché deriva da una Rivelazione che Dio
ha dato agli uomini. Fra tutte le religioni esistenti, l'unica che non
è stata fondata da un uomo, ma da Dio stesso, è proprio il Cristianesimo.
Il Gesù di Nazareth storico, realmente vissuto in Palestina e messo
a morte da un Procuratore romano è lo stesso Messia nel quale Dio ha
preso dimora, rendendo possibile il colloquio, il contatto, fra il trascendente
ed il finito, il creato, l'uomo.
La
Teologia non è dunque più una Scienza astratta, per diventare un dialogo:
da una parte vi è ciò che Dio dice (svela) di Se stesso e della Sua
natura; dall'altra vi è ciò che l'Uomo riesce a comprendere non solo
con il proprio intelletto creato -quindi limitato e relativo- ma anche
attraverso la Rivelazione divina.
Sulla
natura di questa Rivelazione e su come essa sia strutturata affinché
"chi ha orecchi comprenda", avremo modo più volte di ritornare,
su questa ed altre Rubriche.
Per
ora diremo che tutto il Piano salvifico di Dio si realizza e si oggettivizza
in Cristo Gesù, vero Uomo e vero Dio, per cui, in certo qual modo, la
Trascendenza si fa Immanenza e si innesta concretamente e non solo potenzialmente
nella storia dell'Uomo. Prima dell'Avvento del Cristo, la storia era
concepita come "mezzo" per permettere questo evento: essa
aveva il suo coronamento in Cristo; dopo l'Avvento la storia è concepita
come campo dell'azione pedagogica di Dio per la salvezza degli uomini.
La
Teologia cristiana si basa sui testi sacri del Cristianesimo stesso:
anzitutto sul Vecchio Testamento, che è il testo della Rivelazione di
Dio fatta attraverso gli Ispirati ed i Profeti antichi, e che è la dottrina
basilare su cui poggia la spiritualità ebrea e perciò cristiana (non
dimentichiamo che Cristo ha detto di non essere venuto a cancellare
o cambiare, ma a portare a compimento); infine, e soprattutto, sul Vangelo,
vera rivoluzione spirituale non solo per gli Ebrei di 2000 anni fa,
ma anche per quelli attuali.
L'intervento
di Dio nella storia dell'Uomo è l'evento principale della Rivelazione,
però, se nella prospettiva divina la storia è il campo in cui il disegno
di Dio si attua con certezza, non così è stato per l'Uomo.
L'insegnamento
che trapela dal Vangelo e dalla Tradizione è che all'Uomo è offerta
la possibilità di salvarsi e di congiungersi con Dio, sia attraverso
il proprio sforzo di purificazione e di ascesi, sia attraverso la "disponibilità"
divina, che gli consentono di conquistare quel "Regno dei Cieli
che non è di questo mondo".
Il
modello di vita da condurre sulla terra e la ricompensa nei Cieli sono
totalmente spirituali, e niente hanno a che fare con la vita e le esperienze
materiali. La "Storia", intesa come azione dell'intervento
divino nel cammino dell'Umanità, e non come serie di avvenimenti concreti,
reali e terreni voluti dall'uomo, diventa così veramente il "campo
di battaglia" per la conquista della Salvezza.
Ma
gli uomini hanno confuso questi due significati, ed hanno posto Dio
nella storia soltanto come un Personaggio di 2000 anni fa e, come Sua
prosecuzione, la Chiesa. La quale, pur rimanendo, nelle parole dell'uomo
-mal comprese anch'esse- il Corpo Mistico di Cristo, è stata immersa
nella storia materiale, ed è stata svirilizzata, diluita, sommersa dalle
cose profane e non sacre. In altre parole: è stata secolarizzata, con
la conseguenza che la Storia della Salvezza, da divina che doveva essere,
è diventata la storia dell'uomo, inteso come creatura materiale e terrena.
La
Teologia, nata come Scienza teorico-pratica per lo studio del Cristianesimo,
e quindi del suo fine, è stata adattata alla storia dell'uomo. Il Logos
metafisico si è fatto Gesù storico, ed il Suo insegnamento è entrato
nella storia spirituale e materiale.
Ma
la Teologia è stata anch'essa storicizzata, per cui le Verità eterne
del Vangelo sono state artatamente adattate alle necessità o, meglio,
alle abitudini culturali, sociali ed ambientali delle varie epoche storiche.
'insegnamento metastorico dell'Evangelo Eterno è diventato storico per
le esteriori necessità umane, e la Teologia, invece di essere la Scienza
che parla di Dio, si è trasformata nella conoscenza di ciò che gli uomini
dicono di Dio.
Ma
in questo modo si rivoluziona il significato stesso della Teologia e,
sicuramente, si travisa quella che era, ed è, l'essenza stessa dell'insegnamento
del Cristo. La vera Teologia, che era ed è rimasta una Scienza esatta,
unica, univoca -o che dovrebbe essere tale- è stata spezzettata in tante
discipline, le quali hanno tutte tante cose da dire e da insegnare,
ma che, forse, fanno perdere di vista il vero nocciolo della questione.
"Il
mio Regno non è di questo mondo -ha detto Gesù Cristo- e voi che mi
seguite non siete di questo mondo". E nonostante questo, anzi:
proprio per questo, la Teologia è essenzialmente una Scienza pratica,
perché, volendo insegnare la natura di Dio e la Strada per giungere
fino a Lui, non potrà mai assolvere a questo compito soltanto con le
parole, e non potrà essere applicata né a questo mondo, né alla sua
natura, perché queste sono cose ben diverse da Dio.
Stiamo
assistendo all'originale fenomeno che ci mostra che, invece di innalzare
l'Uomo verso Dio per la sua santificazione, si sta "abbassando"
Dio al livello dell'uomo; si volgarizza e si diluisce l'insegnamento
divino perché l'uomo, così facendo, crede di poter colmare l'abisso
che separa il Creatore dalla creatura.
Ed
abbiamo l'impressione, non del tutto infondata, che la Chiesa stessa,
forse inconsapevolmente, si è prestata e si presta a questo giuoco,
pericolosissimo, di voler socializzare, di voler quasi "dissacrare"
l'immagine di Dio, portando Gesù Cristo, la Sua Santa Madre, i Santi
Apostoli, e tutti coloro che hanno collaborato all'Avvento e alla Missione
del Signore, al rango di persone comuni, anche se pie; persone con le
quali l'uomo comune possa identificarsi. Ma la cosa non è così semplice.
Perché
Gesù non è solo il Salvatore ma -come dice la Scrittura- "...per
mezzo di Lui tutte le cose sono state create", e tramite Suo si
realizza il disegno di Salvezza. Questo è vero, verissimo, ma non basta
essere battezzati, comunicati, cresimati o anche aver preso i Voti,
per essere salvati in Cristo: dobbiamo avere la stessa sua "sacra
malattia" della Santità, dobbiamo essere Suoi perfetti imitatori.
E che questo non sia facile è logico pensarlo; però ci sono di conforto
le Sue parole: "Senza di me non potete far nulla", aggiungendo:
"Rimarrò con voi fino alla fine dei giorni".
Essere
santi è un diritto-dovere dell'Uomo, e la Teologia è la Scienza che
spiega che cosa fare, quali accorgimenti usare, quale strada sia meglio
seguire per poter arrivare alla Theosis, cioè all'Unione trasformante
con Dio.