Questo
scritto è dedicato ad un uomo oggi poco conosciuto dalla gente, ma che
meriterebbe molta attenzione, anche perché pensiamo che la prima a rivolgergli
la propria fu proprio la Grazia celeste.
Parliamo
di Jean Marie Vianney, che fu chiamato "il santo Curato d'Ars".
Era
un povero curato di campagna, "messo lì" dalle Autorità religiose,
perché non avevano trovato altro posto, per un Sacerdote che....; e
invece...! Ma non anticipiamo.
Perché
abbiamo scelto per primo il Curato d'Ars?: forse per la sua umiltà?
ma tutti i Santi hanno avuto questa grande Virtù! forse per la sua costanza
e pazienza, o per il suo amore verso Dio e verso il prossimo? ma anche
queste Virtù si ritrovano in tutti i Santi, perché sono i sintomi di
quella "malattia" che si chiama Santità.
Ci
siamo chiesti anche noi, il motivo per cui lo abbiamo scelto per primo,
e ci siamo risposti, con un pizzico di nostalgia, o di desiderio, di
veder realizzato un sogno impossibile, e cioè che sarebbe tanto bello
e tanto confortante, se la Chiesa avesse, in ogni sua parrocchia, un
Sacerdote come il Curato d'Ars.
Nasce
a Dardilly, piccolo paese agricolo del Sud della Francia, non molto
distante da Lione, l'8 maggio 1786, in una famiglia di contadini. E'
il quarto di sei figli, e tutti contano su di lui per il lavoro dei
campi: "due braccia in più", si dice.
Ma
per Jean Marie è riservato ben altro terreno da coltivare.
Sua
madre, Marie Beluse, è molto religiosa, ed insegna fin dai primi mesi
al bambino il Segno della Croce, e lui impara così bene che, a suo modo,
cerca di segnarsi da solo. A quattro anni, dopo averlo cercato per tutta
la casa, lo trovano inginocchiato nella stalla, mentre pregava tenendo
fra le mani una statuina della Madonna, regalatagli dalla mamma. Al
bimbo piaceva pregare, perché evidentemente gli piaceva parlare al Signore.
Erano
tempi molto burrascosi: quando, con la presa della Bastiglia, iniziò
la Rivoluzione che tanto doveva sconvolgere, in tutti i sensi -politici,
militari, morali, religiosi e spirituali- la Francia, l'Europa e tutto
il mondo, Jean Marie aveva tre anni. Nuove leggi, contrarie alla Chiesa,
perseguitano i Sacerdoti, che sono costretti ad esercitare molto segretamente
la loro missione religiosa; ma colpiscono anche la popolazione, che,
per paura, diserta i luoghi di culto. Nel 1793, l'anno del Terrore,
quando la ghigliottina funzionava a pieno ritmo, Jean Marie aveva 7
anni. E il bimbo si chiedeva perché la chiesa fosse chiusa, e perché
le campane non suonassero più.
Il
bambino era religioso: anche in così tenera età sentiva il desiderio
di pregare Dio insieme a tutti gli altri, perché, per lui, il sentirsi
in dialogo con Dio, con Gesù, con la Madonna, era la cosa più bella
del mondo. Pregava rivolgendosi soprattutto alla statuetta della Vergine
che gli aveva regalato sua madre, e soddisfaceva, almeno in parte, il
suo desiderio di sentirsi, in qualche modo, collegato all'Alto.
Ma
non riusciva a comprendere come mai, quella cosa che a lui dava tanto
piacere, tanta gioia, tanta luce interiore, potesse essere non compresa,
non sentita, non condivisa da altre persone. Le quali, oltretutto, dovevano
essere più intelligenti, più capaci, più istruite di lui, povero pastorello
con tre pecore e un asinello, che erano tutti i possedimenti in bestiame
della famiglia Vianney.
A
quel tempo, aveva sette anni.
Riflettiamo
un poco. Il bambino -perché a quattro, cinque, sei, sette anni, non
può essere che tale- sente già in sé l'attrazione verso le Cose del
Cielo. Eppure, non può aver ricevuto una vera e propria educazione religiosa,
perché i Sacerdoti, perseguitati e spesso uccisi, non possono farsi
vedere molto in giro; la chiesa è deserta, ed anche i familiari di Jean
Marie non possono quindi frequentarla; infine, la mamma del piccolo,
pia fin che si vuole, è soltanto una contadina senza cultura, e non
può dare un vero e proprio insegnamento religioso al figlioletto, perché
ne è priva essa stessa.
Gli
altri componenti della famiglia, e tutti gli abitanti del paese, sono,
culturalmente, allo stesso livello della mamma di Jean Marie: da dove
gli viene, questa vocazione? perché, a questo livello, bisogna proprio
parlare di "vocazione", non di capriccio, o desiderio, o ragionamento,
o di calcolo. E di una "vocazione" nel significato più esatto
del termine: "chiamata". La quale, nel linguaggio della Tradizione
religiosa, equivale ad "elezione" e "libera scelta".
E
che questa scelta fosse stata "libera", lo evidenzia la sua
biografia: chi lo ha spinto? nessuno, fra gli uomini. Ma ci sono "chiamate",
"elezioni" e "scelte" che non dipendono dagli uomini,
ma da Dio, che non "chiama", "elegge" o "sceglie"
a caso, ma lo fa al momento opportuno e con le persone opportune. Le
quali, però, vista la Misericordia, ma anche la Giustizia, di Dio, ne
hanno acquisito il merito.
Ma
Jean Marie Vianney, che già a pochi mesi aveva imparato a farsi il Segno
della Croce, e che se lo faceva volentieri; che a quattro anni si era
appartato (nella stalla: ma un posto vale un altro, quando si vuole
restare tranquilli) per pregare tenendo in mano la statuetta della Madonna;
che si chiedeva perché la chiesa, dove avrebbe potuto trovarsi a pregare
con tutti i suoi compaesani, fosse chiusa; che a sette anni, quando
portava a pascolare le poche pecore, pregava insieme alla sorellina
Margot, e le raccontava novelle e fatti di storia sacra; che era, in
una parola, così portato verso la religiosità e la fede: da chi, come,
e soprattutto: quando, aveva potuto ricevere questa vocazione? Se non
l'ha potuta ricevere durante i suoi pochi anni di vita, significa che
l'ha assorbita prima di nascere. Quando? in una vita precedente: è ovvio.
E non scandalizzi o stupisca questa nostra conclusione, perché è perfettamente
in linea con la Scrittura.
Ci
sono alcuni passi scritturali a conferma: nel Vecchio Testamento vi
è un passo di Geremia
(1: 4-5) che dice: "Mi fu rivolta la Parola del Signore: 'Prima
di formarti nel grembo materno, ti conoscevo; prima che uscissi alla
luce, ti avevo consacrato; ti ho stabilito Profeta delle Nazioni'."
"Prima...": quindi, prima di nascere, cioè in una precedente
esistenza, aveva fatto qualcosa che gli aveva donato la benevolenza
del Signore e la Sua fiducia in lui, tanto da affidargli il compito
di Profeta delle Nazioni. Se Dio, Misericordia ma anche Giustizia, sceglie
un Uomo, significa che quest'Uomo è degno di essere scelto. E il Nuovo
Testamento è ancora più ricco di riferimenti: Luca (9: 19-20), Marco (9: 13), Giovanni (1: 19-23 e 5: 14),
che parlano del compito affidato al Battista, reincarnazione di Elia;
Giovanni (9: 1-2) che parla della guarigione dell'uomo nato
cieco.
Del
resto, la reincarnazione o, almeno, la preesistenza delle anime era
ammessa dalla dottrina cristiana fino al Concilio di Costantinopoli
del 543, durante il quale essa fu respinta, ed Origene, che accettava
questa dottrina, fu dichiarato eretico. Eppure, S. Agostino, nelle sue
"Confessioni", chiede e se stesso e a Dio: "::.dov'ero,
chi ero, prima di nascere?" E S. Agostino è dichiarato e riconosciuto
Dottore della Chiesa.
Ma
ora, basta di ciò. Continuiamo a parlare del santo Curato d'Ars.
Il
quale, fra l'altro, non si è mai posto questa domanda, perché la sua
umiltà era troppo grande e, oltretutto, come vedremo, le difficoltà
trovate negli studi gli avrebbero impedito di approfondire certi concetti.
A
undici anni -in grande segretezza a causa della situazione politica-
cominciò la sua istruzione religiosa, impartitagli da un Sacerdote che,
fingendosi un umile lavoratore, frequentava saltuariamente il villaggio.
A
tredici anni, con pochi altri coetanei, ricevette la prima Comunione.
Correva l'anno 1793: ancora le leggi dello Stato erano molto ostili
alla Religione, quindi la Comunione fu impartita in un castello disabitato
che si trovava nelle vicinanze del villaggio. Porte e finestre chiuse,
con i contadini che, per eludere le ispezioni della polizia di Stato,
lavoravano nei campi adiacenti. Jean Marie conserverà per sempre l'umile
coroncina del Rosario che gli fu donata in quella circostanza.
Passa
qualche anno. Nel 1801 (Jean Marie ha circa quindici anni), sotto Napoleone,
il Concordato con la Santa Sede ha riportato la pace religiosa, e il
vecchio parroco rientra a Dardilly, dove, dopo dieci anni, si riapre
finalmente la chiesa. Durante i due anni successivi, il giovanetto matura
in sé la vocazione al Sacerdozio. Ma come si fa, a diciassette anni,
senza sapere una parola di latino, a prepararsi a dir Messa? E poi,
se da parte della mamma l'idea fu accettata con gioia, da parte del
padre esisteva una forte opposizione: ci vollero altri due anni, per
ottenerne il consenso.
Rimaneva
il problema degli studi per la preparazione al Seminario. Ma, per una
fortuita combinazione, che può benissimo essere considerata un volere
della Provvidenza, a Ecully, villaggio di origine della madre, fu nominato
parroco Charles Balley, il quale aveva fondato una piccola scuola parrocchiale
per aspiranti al Seminario e che, dopo aver parlato con Jean Marie ed
aver notato, in lui, quel "qualcosa" che fa, di un uomo, un
Pastore d'anime, lo accettò fra i suoi allievi.
Ma
lo studio, per Jean Marie, che aveva fatto fino ad allora il contadino
e il pastore di poche pecore, è durissimo. Specialmente il latino, sul
quale spende lunghissime ore. Ma fa un voto: si recherà pellegrino al
Santuario delle Louvesc, alla tomba di S. Francesco Régis. E parte:
un centinaio di chilometri, a piedi, con il bastone in una mano e il
rosario nell'altra, vivendo di elemosina e dormendo sotto il cielo stellato.
E lassù, a 1100 metri, chiese al Santo la grazia "di saper abbastanza
latino per la sua teologia" E al ritorno si accorse che lo studio
del latino non era poi tanto duro.
A
ventun anni riceve la Cresima, a Ecully, ed aggiunge, ai suoi nomi di
battesimo, quello del Santo che sceglie come protettore: il Battista.
Passò
ulteriori traversie (avrebbe dovuto compiere il servizio militare ma,
per una serie di circostanze, non diventò soldato) ed infine entrò in
Seminario, ove fu un alunno molto scadente. Ma lo consolavano le parole
di S. Paolo: "Dio ha scelto le cose ritenute stolte dal mondo per
confondere i sapienti, e le cose deboli del mondo Dio le elesse per
confondere i forti". E, aiutato da Charles Balley e soprattutto
dalla divina Provvidenza, riesce a superare tutti gli esami e, nel 1814,
viene nominato diacono dal Vicario del Vescovo, il quale pensa giustamente
che la Chiesa abbia bisogno di Sacerdoti che siano più pii che sapienti.
Due anni dopo viene nominato Sacerdote ed inviato ad Ars.
Quando
Jean Marie giunse ad Ars, trovò un paese che, dal punto di vista religioso,
era uno sfacelo. Eppure, a poco a poco, con la parola e con l'esempio,
riportò tutti alla Chiesa. La sua fama si diffuse prima nelle vicinanze,
poi per tutta la Francia, e si recavano da lui moltissime persone, per
confessarsi, tanto che trascorreva persino 18 ore al giorno, nel confessionale.
E tutti quelli che uscivano da quel confessionale si sentivano cambiati,
convertiti, messi sulla strada del Cielo. Jean Marie lo svolgeva, e
come! il suo compito di Pastore d'anime.
Con
la sua parte di eredità paterna comprò una casetta vicina alla chiesa,
e vi fondò un orfanotrofio femminile, del quale, in seguito, si interessarono
anche le Autorità religiose, mandando delle suore ad accudirlo.
Aveva
il dono, soltanto guardando le persone, di comprendere quali fossero
quelle che avevano bisogno di confessarsi e convertirsi, ed andava lui
stesso da loro ad invitarle al Sacramento della Riconciliazione.
Le
sue più grandi doti visibili furono la capacità di convertire attraverso
la predica e la confessione; ma ebbe anche altri Doni, dalla Divinità.
Da
testimonianze, si sa che deve aver celebrato il mistico sposalizio con
la Vergine, dalla quale ebbe in dono un anello mistico (invisibile alla
vista normale, ma osservato da una sua penitente); da altre numerose
testimonianze sappiamo che era stato visto più volte in colloquio con
una "bianca Signora luminosa" e che più volte era stato notato
che, durante la predica, si sollevava in aria, fino ad arrivare con
i piedi all'altezza del parapetto del pulpito. Inoltre (Jean Marie,
nella sua umiltà, non lo ha mai detto) da alcune sue parole appare chiaro
che deve aver visto ciò che accade, provenendo dai Livelli superiori,
quando il Sacerdote consacra il Pane e il Vino durante la Messa.
Che
dire di più? dei suoi miracoli? del fatto che si nutriva pochissimo
e che dormiva tre ore per notte? della sua facoltà di vedere luoghi
che erano nascosti alla vista normale? di conoscere il nome di persone
che non aveva conosciuto? della sua umiltà? Dovremmo forse aggiungere
che è presunzione parlare dei Santi; eppure bisogna parlarne, perché
la loro vita ci sia d'esempio.
Il
4 agosto 1859, alle due del mattino, Jean Marie Baptiste Vianney si
addormentò nel Signore. Aveva 73 anni.
Fu
santificato nel 1905 da papa Po XI.