Prefazione all'Archeosofia

Alla vigilia di un nuovo ciclo storico e metastorico

Questo messaggio è inviato all’Umanità del terzo millennio, l’era nella quale siamo già entrati secondo la valutazione dei sintomi storici. Queste parole sono rivolte a coloro che già hanno il premio della Fede nel Regno di Dio e la logica perfetta per capire l’intima essenza delle cose terrene e divine; queste pagine sono per quelli che ogni giorno in segreto rivolgono gli occhi dello spirito in alto e dicono: Padre nostro che sei nei cieli sia santificato il tuo Nome, venga il tuo Regno…

Ma queste parole sono rivolte anche a tutti gli altri, per i quali non crediamo che ogni messaggio sia inutile, ogni spiegazione sia sterile, ogni sacrificio sia vano, perché non vogliamo pensare che, come scrive il profeta Isaia “il loro cuore è indurito, i loro occhi non vedono, le loro orecchie non odono.” Questo messaggio è inviato all’ Umanità del terzo millennio composta da figli della Bestia e dai figli dell’ Apocalisse.

Chi ha scritto le pagine che seguiranno non è un ecclesiastico, ma un uomo qualsiasi, un uomo che non è riuscito a stare fermo nel presentire la vigilia di un nuovo ciclo storico e metastorico di gigantesca portata. E’ un uomo che si è sentito scottare dal Battesimo ed ha voluto far qualcosa prima che il cancro sociale si estenda e prima che le tenebre della morte spirituale discendano. E’ un uomo che forse grida nel deserto, perché le orecchie degli uomini del Bestialismo sono sclerotizzate e quelle delle chiese possono considerarlo uno straniero.

Giovanni il Battista gridò anch’egli nel deserto e chiamò al ravvedimento con più fortuna e con altra autorità, perché precedeva il Messia. Ma l’atto del Nazareno è irripetibile. Il Cristo verrà alla fine dei tempi in tutto il suo splendore solare, ma questa volta per giudicare in che modo abbiamo voluto e saputo portare la nostra croce, in che modo abbiamo voluto e saputo seguirlo, con quale entusiasmo abbiamo voluto e saputo diffondere il suo Evangelo.

Da secoli il mondo ha bisogno di pace, di sicurezza e di certezza in un futuro felice, dove si attui la fratellanza dei popoli e scompaiano per sempre la lotta di classe, le guerre, le rivoluzioni, la tortura morale e fisica, la morte. Da troppo tempo l’Umanità vuole sapere perché soffre. La pace e la risposta ai più assillanti problemi furono portate dal mondo metafisico da un grande spirito, ma pochi vi cedettero: “Io e il Padre siamo uno…” (Giovanni 10.30) “Io vi offro la mia pace; io vi dono la mia pace ma non come ve la dà il mondo” (Giovanni 14.27).

Pochi, troppo pochi vi cedettero, ed il mondo andò alla deriva, sprofondò sempre di più nel buio e nella sofferenza. I credenti se ne andarono, lasciando il compito di evangelizzare a coloro che sarebbero venuti dopo, ma costoro perdettero il dinamismo della Cristianità del passato, non furono capaci di sentire l’eterna Presenza del Cristo sulla terra, quel lapidario avviso che è ad un tempo esortazione e coraggio: Ecco! Io sono con voi, tutti i giorni sino alla fine dei tempi…

La vista, l’udito e il tatto non sentirono più la presenza del Maestro, perché il senso del divino si atrofizzò senza avere la possibilità di ricorrere alle chiavi della Scienza Iniziatica (l’Archeosofia) nuovamente nascoste come ai tempi dei Farisei, poi dimenticata, ignorata, negata, finché il dinamismo della Cristianità divenne apatico, ottuso, insensibile, cieco e sordo alla Presenza del Cristo, eccetto che per i pochissimi.

La Chiesa si cristallizzò nella dogmatica e nell’ assolutismo gerarchico, togliendo all’uomo il libero slancio verso l’ascesi sociale, mistica e metamistica o iniziatica, per le quali era stato chiamato. Il sacrificio di sangue del Cristo e dei suoi migliori discepoli fu soltanto un pretesto perché altri, quelli venuti dopo, se ne servissero per dominare il mondo con il terrore fisico e metafisico.

Paolo Di tarso, interprete fedele e lungimirante del messaggio cristico, prima che la spada del carnefice si abbattesse come folgore sul suo capo, affidò ad altri fratelli tale messaggio, quello stesso messaggio archeosofico che noi abbiamo ricevuto e trasmettiamo con lo stesso infuocato calore, ma con il cuore angosciato perchè adesso noi abbiamo di fronte non più i pagani ma i cristiani da cristianizzare. Noi esponiamo, sì, la sapienza ai cristiani perfetti; non però la sapienza di questo mondo e dei principi di questo mondo, votati alla distruzione. “Esponiamo una sapienza rimasta occultata, che Dio, prima dell’origine dei tempi, preparò per la nostra gloria; sapienza che nessuno dei principi di questo mondo conobbe, poiché,non avrebbero messo in croce il signore della gloria se l’avessero conosciuta.”

La sapienza di Dio misteriosa e occulta, alla quale accenna l’apostolo Paolo è l’archeosofia, la scienza dei principi, la sapienza di Dio. La dittatura religiosa, come tutte le dittature, non ha distrutto nelle conoscenze meno robuste la fede e lo slancio caritativo che il dinamismo della cristianità nascente aveva portato, innalzando simulacri senza vita e portando avanti una religione senza efficacia. I risultati dell’opera missionaria nel corso di molti secoli, si vedono dai fatti: “…Voi li conoscerete dai loro frutti!”.

Siamo arrivati, e non crediamo di esagerare, all’agonia spirituale della civiltà cristiana, uno stato di apatia per taluni e di disperazione per altri, qualcosa di somigliante alla credenza nella fine del mondo che segnò la nascita del Cristianesimo. Con questi presupposti, dividendo la storia del mondo in tre epoche: paganesimo cristianesimo e bestialismo, non è difficile ritrovarci all’alba della terza epoca senza aver cambiato il volto dell’umanità e senza aver trasmutato il cuore di essa nella purezza angelica. Avremmo dovuto essere i testimoni di Dio invocando il suo aiuto con la preghiera di cristo: Venga il tuo Regno! e invece gli eventi stanno cambiando gli uomini in testimoni di un culto nuovo,mostruoso, che sta per gettare sulla terra la ombra sinistra, terribile:il culto della bestia dell’ apocalisse.

Duemila anni stanno per passare quasi infruttuosi per l’umana redenzione, perché già la profezia di Giovanni comincia ad avverarsi:… e adorarono la bestia, dicendo “chi è simile alla bestia? e chi può guerreggiare con essa?” e le fu data una bocca che proferiva parole arroganti e bestemmie…

La scienza, dono divino, è stata snaturata dall’ateismo e fatta dottrina economica applicata alla politica, per costruire il tempio della soppressione di Dio. Certo questo epilogo terminale non era ignoto al cristo, poiché disse: “guardatevi dai falsi profeti: questi vengono a voi travestiti da pecore, ma dentro sono lupi rapaci. Voi li riconoscerete dai loro frutti”. In un batter di ciglio siamo arrivati in un epoca che ha al suo attivo coloro che lavorano in ogni circostanza e direzione per intossicare con un lento ed efficace veleno tutto il mondo. Che tipo di veleno è questo? politico, sociale, economico? No, è un veleno peggiore, è il veleno religioso: è il bestialismo che si fa religione.

Il vocabolo religione deriva dal latino. Esso vuol dire legame cioè riunione tra uomini in una società. La religione cristiana doveva e deve ancora riunire per sempre gli uomini in una società di amore,pace,di sapienza divina,mentre abbiamo una società barbarica che è un micidiale e potente esplosivo,il cui contenitore e detonatore è la società stessa, destinata all’autoinnesco ed all’autodistruzione.

Naturalmente il cristianesimo non è entrato invano come un lievito nell’umanità, comunicandole il fermento incancellabile dell’universalità. Contro o con Dio, l’uomo, cadendo nella chiesa di Dio in quella della bestia, può divenire, privandosi della originalità divina che lo riveste, una bestia del tutto universale. Se il volto del mondo per un processo licantropico della natura, dominata dalle forze arimaniche e luciferiche, si sta sempre più devastando, molti sono ancora coloro che aspirano a diventare cristiani invocando l’altissimo con l’espressione: “Adveniat Regnum Tuum!” l’invocazione che Gesù insegnò ai chiamati, affinché la chiesa universale, corpo di lui, regno e volontà di Dio sulla terra come nel cielo, diventi una realtà proprio nei tempi in cui la chiesa della bestia prende consistenza mondiale. La bestia latra furiosamente perché ha una fame insaziabile di carne e di sangue.

Da ogni parte le fanno corteo i ricchi e i poveri, perché anche loro hanno in qualche modo fame, ma sono ricchi e poveri piatti, sono quelli che dalla profondità sono passati alla superficie, quelli che da tre si sono ridotti a due dimensioni, se dalla geometria stereometria e planimetria possiamo prendere in prestito il paragone. Gli altri, ricchi e i poveri non piatti, che hanno una profondità interiore, hanno una sola fame: la fame del pane celeste, il pane che sfama in eterno, quello che solo cristo può dare: “Sono io il pane vivo e disceso dal cielo. Se uno mangia questo pane vivrà in eterno…” Parole vere, parole vive, parole divine! perchè la lotta per accaparrarsi il pane, la carne e il sangue, non è lotta da uomini. Il grano che sfama non è di questo mondo, ma è il grano che serve per fare il pane della vita spirituale. Sfruttati e sfruttatori, poveri e ricchi, potrebbero scomparire se uscissero dall’ossessione e si scoprissero uomini e donne spirituali. E’ questo il dramma dalla lotta di classe fatta di egoismo e ignoranza spirituale, che rande gli uomini ossessi.

La testimonianza evangelica sull’ossesso di Gerasa è un indicazione precisa. Essa fa capire che le forze occulte del mare penetrano come un virus psichico da un altro mondo nel nostro, e possono sottomettere sia i corpi isolati quanto le intere nazioni. I demoni,queste forze bestiali, sono penetrate in gran parte della razza umana alla quale capita ciò che marco scrisse dell’ indemoniato di Gerasa. Gli schiavi del nuovo culto, ossessionati dai demoni della rivoluzione del bestialismo in un’apparente volontà di liberazione ed inizio di una vita nuova, esprimono una fatale volontà di fagocitazione e di suicidio. Questa è la fame di materialismo.

Pertanto,che cosa aspettiamo? Non è forse tempo di unione e di apocalisse? fino a quando si dovrà ancora parlare di assolutismi? le comprensioni non hanno mai giovato all’unione. Gli uomini hanno cessato di capirsi da quando il dolce legame della religione di cristo, che avrebbe dovuto unirci, è stato da essi spezzato con le guerre e le rivoluzioni. Il regno della bestia si estende come un enorme polipo rosso sangue, mentre i cristiani stanno a guardare neutrali sotto la grottesca ed anticristiana insegna della separatività. I templi della bestia scarlatta vengono innalzati ovunque mentre i cristiani discutono primati che non possiedono e li difendono,benché contrari allo spirito di Gesù.

Eppure la chiesa è spirituale, metastorica, preesistente. Il mistero della chiesa risale a molto più lontano della storia; la chiesa preesiste nella sapienza di Dio. Le forme della vita sociale sono contingenti,possono esistere o no in funzione dell’evoluzione storica,ma la chiesa ha la sua genesi altrove,essa non dipende dalla storia, ma fa irruzione nel mondo come spiritualità divina. Tutti coloro che ad essa credono e per essa lavorano sottostanno solo a cristo in spirito e verità. Non esiste un primato. Ognuno è sacerdote con il suo tipo di vocazione. Sulla terra la chiesa universale non può essere identificata solo in qualche organizzazione ecclesiastica temporale, ma trattandosi della comunicazione di tutti i fedeli in cristo e nel suo evangelo, viene realizzata ovunque si riuniscono due o più individui nel nome di Cristo.

La fede aumenta, cresce attraverso la preghiera continua, la reale celebrazione dei sacramenti, la sofferenza, la meditazione delle sacre scritture, il buon annuncio dell evangelo e l’intuizione personale. L’ecclesiologia eucaristica chiede la soluzione del problema del potere, ma in diverse occasioni Gesù cristo in persona ha ricordato l’umiltà, la libertà e l’unità di tutti. L’ekklesia è invisibile è nei cieli, è metastorica, è visibile soltanto agli occhi spirituali dei santi, siano essi vivi corporeamente o vivi nei mondi soprasensibili.

La verità di una chiesa terrena non può essere completamente la verità di Dio, perché gli uomini sbagliano ma Dio non può sbagliare. E’ tempo di apocalisse, è tempo di liberarci del vecchio cristianesimo per rivestirci del nuovo. Cristo è con noi, lo ha detto. Egli è presente sino alla fine dei tempi, sino al trionfo totale sulla bestia. Uniamoci e realizziamo con cristo l’evangelo.

Il mondo è malato: per guarirlo dall’ateismo, dall’apatia e dall’ossessione di gerasa non c’è altra via che vincere noi stessi e diventare figli di Dio. Se guardiamo noi stessi e gli altri uomini ci spaventiamo, ma se pensiamo all’evangelo, prendiamo coraggio, speranza e volontà d’ascesi, perché cristo ha detto: “Tutto quanto il padre mi ha dato, verrà a me, io lo accoglierò, perché sono discesi dal cielo non per fare la mia volontà ma quella di colui che mi ha mandato. Ora,la volontà di colui che mi ha mandato è questa: che io non perda nessuno di quanti egli mi ha dato, ma che li resusciti nell’ultimo giorno.

Questo è stato insegnato dal nostro signore, questo volle dire Paolo di tarso parlandoci di archeosofia, nella quale verranno esposti i concetti di fondo nelle pagine che seguiranno, concetti ampiamente spiegati nel loro duplice aspetto: teorico e pratico. Le trattazioni si svolgono attraverso i numerosi quaderni speciali preparati da Tommaso Palamidessi per archeosofia, la scuola esoterica di Alta iniziazione da lui fondata a Roma nel 1968. Questi quaderni, che abbiamo raggruppato in volumi secondo un determinato criterio, costituiscono delle monografie, per cui lo studioso, a volte, troverà nozioni ripetute.

La scuola e associazione Archeosofia ha una sua fisionomia ben precisa: è un moderno Didaskaleion che ricorda gli esseni e le comunità cristiane di Alessandria D’ Egitto e Cesarea Marittima di Palestina.

Il mondo ha bisogno di apostoli, e archeosofia è sorta per cercarli, per scoprirli e per formarli, secondo un nuovo cristianesimo, quello che Gesù cristo insegnava in privato, il cristianesimo integrale, il solo che nell’era atomica e dei viaggi interplanetari apra gli occhi sul regno di Dio.