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Anno
1985
La
fitolacca, pianta dell'autunno contro l'obesità
I
medici antichi, esperti di astrologia botanica, raccoglievano in autunno
le radici dell'Amaranto, chiamato anche Fitolacca (Phytolacca decandra).
Questa pianta, usata anche oggi, è uno specifico contro il
grasso, l'obesità, specie se associata alla Quercia marina
e all'Ortosifon (Ortosilphon stamineus Benth). È utile contro
la scarsità di bile, la stitichezza cronica e il reumatismo
cronico.
La
Fitolacca contiene la fitolaccina e una saponina con azione vomitiva
anche tossica. Perciò va presa con oculatezza onde evitare
intossicazioni. Normalmente si usa in decotto, ma viene adoperata
anche come tintura o estratto fluido.
Il
medicamento si prepara sotto l'influsso della Luna, di Venere e dei
Segno zodiacale dei Toro. Queste posizioni astrologiche rendono più
attiva la sostanza, che agisce sulla tiroide e le ovaie nella donna,
mentre nell'uomo opera, oltre che sulla tiroide, anche sul testicoli,
ghiandole a secrezione interna sovente responsabili dell'ingrassamento.
Si
ottengono ottimi risultati comunque, ma chi raccoglie tali piante
o le prepara dovrebbe anche essere un esperto astrologo, come lo erano
un tempo i farmacisti quando la scienza degli astri aveva la sua facoltà
universitaria. Le stelle, ricorda il Major in "Storia della Medicina",
erano sempre consultate sia da chi curava le malattie, quanto da chi
preparava i medicamenti. In mancanza di precise cognizioni in merito,
sarà comunque già abbastanza rispettare i momenti astrologici
sopra indicati. Per le dosi è bene rivolgersi ad un medico
erborista, che si saprà regolare a seconda dei casi essendo
la pianta, come ho detto, velenosa se presa in quantità sbagliate.
Le
virtù dell'ippocastano e la luna nuova
Il
momento della Luna Nuova, cioè della congiunzione della Luna
con il Sole, è la fase migliore per usufruire dei Castagno
d'india o Ippocastano, che in qreco significa "castagna dei cavalli"
perché, secondo l'antica tradizione, guarisce i cavalli dalla
tosse. L'azione terapeutica dell'Ippocastano si fa sentire particolarmente
sulle varici, le gambe, la circolazione venosa, il cuore e la vista,
avendo un potere decongestionante, antisettico, antispasmodico, vasocostrittore
e cicatrizzante.
Le
parti usate sono: la corteccia dei rami giovani e le castagne, dalle
quali si estrae l'estratto fluido. Due giorni prima della fase lunare
si metteranno 130 grammi di corteccia in mezzo litro di buona grappa,
lasciando a macerare per 15 giorni. Se ne prenderà, se il medico
non avrà nulla in contrario, un cucchiaio prima di ogni pasto,
oppure un cucchiaio al mattino a digiuno. Si prescrive anche in casi
di emorroidi interne, varicocele, prostatite. Poiché però
il farmaco è vasocostrittore, bisogna fare attenzione :perché
tende a innalzare la pressione.
Nella
stessa fase lunare si può preparare una buona pomata contro
i geloni e le emorroidi esterne, lessando in una pentola smaltata
alcune castagne d'india, dopo averle sbucciate, e impastandole con
autentico olio di oliva sino ad avere una consistenza di crema. Questa
si applica alla sera sulle parti malate, fasciando poi con una garza
o un panno pulito.
Naturalmente
anche senza far caso alla fase lunare i risultati sono buoni lo stesso,
ma saranno di gran lunga migliori sfruttando le forze lunisolari.
I componenti dei Castagno d'india (esciulina, frassina, quercitrina,
saponina) sono altamente sensibili all'influsso dell'Acquario, quindi
per il 1985 il momento più favorevole per preparare questi
medicamenti sarà il 21 gennaio, poiché la congiunzione
Luna-Sole si verificherà proprio nel Segno dell'Acquario.
Il
cuore e l'anima
Le
polemiche sulla questione dei trapianti dei cuore hanno risvegliato
la curiosità di non poche persone simpatizzanti di parapsicologia.
È fuor di dubbio che il cuore non è soltanto una elettropompa
dei sangue, ma qualcosa di più: è la sede della coscienza
e dell'anima.
L'uomo
vero, l'uomo di Dio, trasferisce le attività dello spirito
solo e unicamente nel cuore. E i Vangeli, il Corano, le teologie di
altri popoli fanno del cuore il centro vero dell'uomo. Nessuno può
pregare, amare, sentire nel cervello, ma solo nel cuore e tutte le
informazioni dei cinque sensi dei cervello devono per forza maggiore
trasferirsi nel cuore. Lo ha detto Gesù, lo ha illustrato Maometto,
lo hanno capito i massimi dottori della mistica cristiana e indù.
Perciò
ci chiediamo come si possa togliere e cambiare un cuore malato per
sostituirlo con quello di un altro, e per di, più appartenente
a un sesso diverso. Se oggi si parla di come risolvere il rigetto
fisiologico del cuore, come potrà essere risolto il rigetto
spirituale di questa sede della coscienza? Se Dio ha creato l'anima
di un individuo adatta a un determinato corpo, e questa anima sin
dalla nascita prende possesso di tutto il corpo, come farà
l'anima ad adattarsi a un cuore che non è più la sua
sede?
L'erba
degli scrittori
I
lavori di concetto, le lunghe ore al tavolino, la fissazione prolungata
sui libri o documenti, portano lo stress, cioè la stanchezza,
la spossatezza insieme ai disturbi digestivi. La natura ha però
provveduto per dare aiuto all'uomo con il suo ricco repertorio di
piante medicinali. Fra queste è importante il Rosmarino.
Di
esso si raccolgono in primavera ed estate le foglie e i fiori, specialmente
quando la Luna è crescente, cioè dal Novilunio al Plenilunio.
Il Rosmarinus officinalis della Famiglia botanica delle Labiate, è
spontaneo o coltivato in tutta Europa e nei paesi dei Mediterraneo.
Contiene canfene, pinene, cinolo, acetato di bornile, essenze.
I
letterati, gli studenti e le persone che devono lavorare molto di
cervello faranno bene a prendere da 3 a 4 tazzine al giorno di infuso
di fiori e foglie alla dose di 2 grammi per 100 grammi di acqua, tenendo
in infusione in tazza coperta per 15 minuti. Chi non ha la pazienza
di farsi l'infuso può ricorrere alla tintura, della quale si
prende da uno a due cucchiaini in poca acqua.
Il
Rosmarino toglie subito la stanchezza, ripristina le energie e serve
contro la dispepsia atonica, la gastralgia, il catarro gastro-intestinal,e,
stimola l'ottimismo.
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